Origine Secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, era l'unicoGuglielmo sarebbe stato il secondogenito, ma alla sua nascita il primogenito Enrico era già morto. figlio dell'ottavo signore della Normandia che fu il sesto ad ottenere formalmente il titolo di Duca di Normandia, che era stato anche conte effettivo del Maine e dal 1069 era solo titolare della contea, Roberto il Corto o Cosciacorta e di Sibilla di Conversano che, secondo il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, era figlia di Goffredo primo Conte di Conversano, Signore di Montepeloso, di Brindisi, Monopoli, Nardò e Matera e di Sichelgaita del Molise, figlia di Rodolfo conte del Molise e di una principessa longobarda. Roberto il Corto o Cosciacorta, sia secondo Guglielmo di Jumièges, che secondo Orderico Vitale e il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury, era il figlio maschio primogenito del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore e di Matilde delle Fiandre(1032 - 1083), figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e di Adele di Francia, sorella del re di Francia, Enrico I.

Biografia Secondo Orderico Vitale, Guglielmo nacque a Rouen, il 25 ottobre 1102.Poco dopo la sua nascita, il 21 marzo (Sibilla comitissa Normannie XII Kal. Apr.) 1103, Guglielmo rimase orfano della madre Sibilla che morì a causa del parto, secondo Guglielmo di Malmesbury, oppure avvelenata, secondo Orderico Vitale.

Nel 1106, lo zio, il re d'Inghilterra, Enrico I Beauclerc guidò una spedizione attraverso la Manica, e, dopo alcune vittorie, bruciò Bayeux e occupò Caen, per proseguire verso la contea di Mortain, dove avvenne lo scontro decisivo. Secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, dopo che Enrico aveva assediato il castello di Tinchebray la battaglia con la vittoria di Enrico avvenne il 29 settembre 1106. Roberto fu catturato (secondo Orderico Vitale dal contingente Bretone) durante la Battaglia di Tinchebray, mentre Roberto II di Bellême, riuscì a fuggire. Roberto, riconosciuta la propria sconfitta, ordinò a Falaise e Rouen di arrendersi e svincolò tutti i suoi vassalli dal giuramento di fedeltàWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 68.Roberto venne privato del ducato di Normandia, con l'approvazione del re di Francia, Filippo I, che lo dichiarò incapace di mantenere l'ordine e la pace nel suo territorioLouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, pag. 717, ed Enrico I si impossessò del ducato di Normandia, con l'approvazione del suo sovrano, il re di Francia, Filippo I.

Suo padre, Roberto, II fu inviato in Inghilterra, dove fu tenuto prigioniero. Guglielmo di Jumièges sostiene che Enrico I condusse con sé Roberto II ed alcuni altri e li tenne in custodia per tutta la loro vita, inizialmente nella Torre di Londra, successivamente al castello di Devizes e poi nel castello di Cardiff. Guglielmo, che allora era solo un bambino, invece fu affidato al cognato Elia di Saint Saens, marito della sua sorellastra di cui non si conosce il nome, per essere educato, come ci informa Orderico Vitale. Poi Guglielmo fu preso in consegna dal conte di Arques che aveva l'ordine di portarlo in esilio e lo consegnò a Elia I del Maine ed a Roberto II di Bellême, comunque Guglielmo aveva la protezione del nuovo re di Francia, Luigi VI.

Guglielmo, dopo diverse peripezie, verso il 1111, raggiunse il cugino, il conte delle Fiandre, Baldovino VII, che lo prese sotto la sua protezione, mentre in Normandia serpeggiava un certo malcontento dovuto anche agli intrighi fomentati, dopo il 1108, dal nuovo re di Francia, Luigi VI il Grosso. Ora anche la presenza di Guglielmo, pretendente al ducato di Normandia, tra le file dei fiancheggiatori del re di Francia aumentava il malcontento dei baroni normanni.Nel 1119 Guglielmo era ancora alla corte di Fiandra, come dimostra il documento n° XXVIII del Cartulaire de l'abbaye de Saint-Bertin, controfirmato da Guglielmo insieme al cuginoGuglielmo e Carlo il Buono erano nipoti rispettivamente di Matilde di Fiandra e Roberto I di Fiandra, figli di Baldovino V di Fiandra, Carlo il Buono(domino Karolo et Wilhelmo), datato anno verbi incarnati millesimo centesimo decimo nono.

Nel 1119, Enrico sicuro padrone della Normandia, iniziò le ostilità con Luigi VI, che si protrassero, tra scontri e tregue sino al 1120William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, p. 74. Nel 1119, Luigi VI, dopo che era stato sconfitto e umiliato nella piana di BrémuleLuigi VI il Grosso nella battaglia di Brémule abbandonò il suo cavallo e le sue insegne al nemico e dovette riparare nella pazzaforte di Les Andelys, dopo aver girovagato nella foresta di Musegros.William John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, p. 79, vicina alla piazzaforte di Les Andelys, chiese a papa Callisto II di fare da arbitro e nel concilio di ReimsPare che a Reims, Guglielmo Cliton in un incontro con lo zio, Enrico I Beauclerc chiedesse la liberazione del padre, Roberto il Corto o Cosciacorta, con la promessa che avrebbero rinunciato ad ogni rivendicazione. Ma lo zio, non fidandosi, rifiutò., del 20 e 21 ottobre 1119, Luigi VI prese la parolaIl monaco normanno, Orderico Vitale, che pare fosse presente, ci ha tramandato il discorso che il «massiccio, pallido, corpulento eloquente, Luigi VI il Grosso fece nell'occasione, portando al concilio anche il figlio di Roberto il Corto, Guglielmo Cliton, diciassettenne che era obbligato a vivere in esilio costretto dallo zio, Enrico I». e, tra le altre cose accusò Enrico I del trattamento che riservava a suo fratello, Roberto il Corto, suo suddito (di Luigi VI), rinchiuso in una prigione da quasi quindici anni e al figlio di questi, Guglielmo, obbligato a vivere in esilio.

Enrico I, nel 1120, perseGuglielmo Adelin perì, il 25 novembre 1120, al largo della costa normanna del Cotentin, nel naufragio notturno, a causa dell'urto contro uno scoglio affiorante della Nave Bianca. l'unico figlio legittimo maschio, ed unico erede legittimo al trono, Guglielmo Adelin, mentre attraversava la Manica, assieme al padre, alla corte e a un gran numero di nobili, per fare ritorno in Inghilterra, dopo aver siglato la pace con la Francia. Guglielmo Cliton, in quel momento poteva essere considerato il nuovo erede di Enrico sia per l'Inghilterra che per la Normandia, ma, dallo zio, non venne minimamente considerato, però, con la morte del cugino, la sua posizione come pretendente, agli occhi dei baroni anglo-normanni, si era rafforzata.

Guglielmo Adelin aveva lasciato una vedova, Matilde (o Alice), figlia del conte d'Angiò, Folco V, e di Eremburga del Maine, che era rientrata in Angiò; il loro matrimonio era avvenuto nel 1119, prima del concilio di Reims. A Matilde, che aveva potato in dote, oltre alle altre cose, la contea del Maine, Enrico I non aveva alcuna intenzione di restituirla. Allora, secondo il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury, a causa della mancata restituzione, il conte d'Angiò, Folco V, che era alleato di Enrico I si schierò apertamente dalla parte di Guglielmo Cliton e, nel 1123, gli diede in moglie la sua ultimogenita Sibilla, con la stessa dote che aveva già dato a Matilde, la contea del Maine. Assieme al suocero e al re di Francia, Luigi VI, progettarono di attaccare la Normandia, anche senza il sostegno del nuovo conte delle Fiandre, Carlo I il Buono. Enrico I allora si alleò col proprio genero, l'imperatore germanico Enrico V, che invase la contea di Champagne, arrivando sino a Reims, dove si fermò, perché lo attendeva un imponente esercitoLa maggior parte dei feudatari francesi si era allineata col proprio re, Luigi VI il Grosso, anche coloro che dieci anni prima si erano alleati col re d'Inghilterra, Enrico I Beauclerc., che lo costrinse a rientrare in Germania.

Enrico I si opponeva però al matrimonio tra Guglielmo e Sibilla, che aveva circa dodici anni, in quanto Guglielmo Cliton, che era l'unico figlio legittimo del duca di Normandia, Roberto il Corto o Cosciacorta, mentre lo zio Enrico I continuava a tenere in prigione suo padre, era pretendente del ducato di Normandia, e che dal 1123, era anche erede della contea del Maine.Enrico I, spendendo una notevole quantità d'oro e d'argento, nel 1124, riuscì a dimostrare la consanguineità tra Guglielmo e Sibilla e in agosto di quello stesso anno, il matrimonio tra Guglielmo e Sibilla venne annullato da Papa Callisto II, su pressione di Enrico I.Guglielmo Cliton, secondo la Bolla papale n° 507 del 26 agosto 1124, che lo minacciava di interdetto, dovette lasciare le contee d'Angiò e del Maine

Nel 1127, a gennaio, Guglielmo sposò Giovanna del Monferrato, figlia di Ranieri I del Monferrato e sorellastraGiovanna del Monferrato e Adelaide di Savoia erano figlie della stessa madre, Giselda di Borgogna di Adelaide di Savoia, moglie di Luigi VI di Francia. Sia Guglielmo di Jumièges che Orderico Vitale sostengono che il matrimonio fu organizzato dalla regina di Francia, Adelaide di Savoia. In quello stesso mese di gennaio il re di Francia, Luigi VI, fece dono a Guglielmo di Pontoise, Chaumont, Mantes e del Vexin francese

Il 2 marzo 1127, il conte delle Fiandre, Carlo I il Buono, senza eredi legittimi, venne assassinato nella chiesa di San Donaziano a BrugesLouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, p. 712, mentre era intento alle sue devozioni. I pretendenti erano molti, Guglielmo di Ypres, Teodorico di Alsazia, Arnoldo di Danimarca, Baldovino IV di Hainaut ed altri tra cui, Goffredo il Barbuto, duca del Brabante, ma il re di Francia, Luigi VI, chiamato dai fiamminghi, si precipitò ad Arras, e convocò i notabili fiamminghi perché eleggessero il suo candidato, suo cognato, Guglielmo Cliton. Guglielmo venne eletto e fu subito confermato da Gand, Bruges, Lilla, Saint-OmerLouis Halphen, "La Francia: Luigi VI e Luigi VII (1108-1180)", cap. XVII, vol. V, p. 713 ed assieme al re si avviò verso Bruges, attraversando buona parte della contea, accolto con entusiasmo. A Bruges intanto erano stati catturati e giustiziati gli assassini di Carlo I il Buono.