Il gatto della giungla (Felis chaus ), noto anche come gatto delle paludi o gatto dei canneti, è un felino di medie dimensioni originario del Medio Oriente, Asia meridionale e sud-orientale e Cina meridionale. Abita prevalentemente in zone umide come paludi e aree litoranee e rivierasche dalla fitta vegetazione. Classificato come «specie a rischio minimo» (Least Concern) sulla Lista rossa della IUCN, è minacciato soprattutto dalla distruzione delle zone umide e dalla prassi di catturarlo con trappole ed esche avvelenate.
Il gatto della giungla ha un mantello uniforme color sabbia, bruno-rossastro o grigio, privo di macchie; sono noti anche esemplari melanici e albini. Conduce un'esistenza solitaria, fatta eccezione per la stagione degli amori e per il periodo che la madre trascorre con i piccoli. Gli adulti delimitano i propri territori con spruzzi di urina e secrezioni odorose.
Si nutre soprattutto di piccoli mammiferi e uccelli, che cattura avvicinandosi a loro di soppiatto per sorprenderli con uno scatto o un balzo; le orecchie lo aiutano a localizzare meglio della preda. Entrambi i sessi raggiungono la maturità sessuale ad un anno di età; le femmine vanno in estro da gennaio a marzo. Il comportamento riproduttivo è simile a quello del gatto domestico: il maschio insegue la femmina in estro, per poi afferrarla alla nuca o sul collo e montarla. La gestazione dura quasi due mesi. Le nascite hanno luogo tra dicembre e giugno (il periodo varia a seconda della località). I piccoli iniziano a catturare le prede da soli verso i sei mesi e lasciano la madre ad otto o nove mesi.
La specie venne descritta per la prima volta da Johann Anton Güldenstädt nel 1776 a partire da un esemplare catturato in una zona umida del Caucaso. Ma fu Johann Christian Daniel von Schreber a dare al gatto della giungla il nome scientifico con cui è conosciuto oggi, e pertanto viene generalmente indicato quest'ultimo come autorità binomiale. Attualmente ne vengono riconosciute tre sottospecie.
Tassonomia Storia tassonomica
Il naturalista baltico-tedesco Johann Anton Güldenstädt fu il primo scienziato a catturare un gatto della giungla nelle vicinanze del fiume Terek, lungo la frontiera meridionale dell'impero russo, una regione che esplorò fra il 1768 ed il 1775 per conto di Caterina II di Russia. Nel 1776, descrivendo l'esemplare in questione, lo chiamò chaus.
Nel 1778 Johann Christian Daniel von Schreber usò il termine chaus come appellativo specifico, pertanto è lui ad essere considerato il primo descrittore binomiale della specie. Paul Matschie nel 1912 e Joel Asaph Allen nel 1920 contestarono la descrizione di Güldenstädt, sostenendo a ragione che Felis auriculis apice nigro barbatis non è un nome binomio, per cui è improprio; inoltre, il naturalista aveva usato chaus come nome comune e non come parte del nome scientifico.
Negli anni '20 del XIX secolo Eduard Rüppell venne in possesso di una femmina di gatto della giungla nelle vicinanze del lago Manzala, nel delta del Nilo. Nella raccolta di illustrazioni sulla fauna indiana di Thomas Hardwicke compare il primo disegno di un gatto della giungla indiano, battezzato «gatto affine» (Felis affinis) da John Edward Gray nel 1830. Due anni dopo Johann Friedrich von Brandt propose di riconoscere una nuova specie, che chiamò Felis rüppelii, ritenendo il gatto della giungla egiziano tanto diverso da giustificarne l'appartenenza a una specie distinta. Nello stesso anno, a una riunione della Società Asiatica del Bengala, vennero mostrate le spoglie di un gatto catturato nelle giungle di Midnapore nel Bengala Occidentale (India). J. T. Pearson, che aveva donato l'esemplare, propose di battezzarlo Felis kutas, notando che aveva una colorazione differente da Felis chaus. Nel 1844 Isidore Geoffroy Saint-Hilaire descrisse un gatto della giungla catturato in India settentrionale, nell'area di Dehradun, con il nome Felis jacquemontii in memoria di Victor Jacquemont.
Nel 1836 Brian Houghton Hodgson affermò che il gatto dalle orecchie rosse, comune in tutto il Nepal, era una lince e pertanto lo nominò Lynchus erythrotus. Nel 1852 Edward Frederick Kelaart, a partire da una pelle, descrisse il primo gatto della giungla proveniente dallo Sri Lanka e notò una forte somiglianza con il gatto rosso di Hodgson. William Thomas Blanford sottolineò l'aspetto simile a una lince delle pelli e dei crani appartenenti a gatti provenienti dalle pianure intorno alla contea di Yarkant e a Kashgar quando descrisse la nuova specie Felis shawiana nel 1876.
Nel 1858 Nikolai Severtzov propose il nome generico Catolynx, seguito da Leopold Fitzinger, che nel 1869 ribattezzò la specie Chaus catolynx. Nel 1898 William Edward de Winton propose di considerare gli esemplari provenienti dal Caucaso, dalla Persia e dal Turkestan come una sottospecie distinta, Felis chaus typica, e di raggruppare gli esemplari dalla costituzione più snella originari del subcontinente indiano nella sottospecie F. c. affinis. Lo stesso autore ribattezzò il gatto della giungla egiziano F. c. nilotica, in quanto il nome Felis rüppelii indicava già un altro felino. L'esame della pelle di un esemplare reperito nei pressi di Gerico nel 1864 lo spinse a descrivere una nuova sottospecie, F. c. furax, in quanto essa era più piccola delle altre pelli dei gatti della giungla egiziani. Pochi anni dopo anche Alfred Nehring descrisse la pelle di un gatto della giungla catturato in Palestina, che battezzò Lynx chrysomelanotis. Nel 1917, Reginald Innes Pocock revisionò la tassonomia dei felini e classificò il gruppo dei gatti della giungla come parte del genere Felis. Negli anni '30 Pocock si mise ad analizzare con cura le pelli e i crani dei gatti della giungla provenienti dall'India britannica e dai paesi adiacenti. Basandosi soprattutto sulle differenze nella lunghezza e nella colorazione della pelliccia, classificò gli esemplari originari della regione compresa tra Turkestan e Belucistan come F. c. chaus, quelli dell'Himalaya come F. c. affinis, quelli della regione compresa tra il Kutch e il Bengala come F. c. kutas e quelli dalla colorazione più tenné, birmani, come F. c. fulvidina. Per primo descrisse sei pelli più grandi provenienti dal Sindh come appartenenti alla sottospecie F. c. prateri e quelle dal manto più corto originarie dello Sri Lanka e India meridionale come F. c. kelaarti.
Classificazione Nel 2005 gli autori di Mammal Species of the World riconoscevano come valide dieci sottospecie. A partire dal 2017 il Cat Specialist Group ritiene valide solamente tre sottospecie. La variabilità geografica all'interno della specie, comunque, non è ancora stata compresa a fondo e necessita di ulteriori studi. La tabella seguente è basata sulla classificazione fornita dal Cat Specialist Group, integrata con i sinonimi usati nella revisione dalla Cat Classification Task Force:
+Sottospecie Sinonimi DistribuzioneF. c. chaus Schreber, 1777F. c. furax de Winton, 1898 F. c. nilotica de Winton, 1898 F. c. maimanah Zukowsky, 1915 F. c. oxiana Heptner, 1969Caucaso, Turkestan, Iran, Belucistan e Yarkant, Turkestan cinese, Palestina, Siria meridionale, Iraq, Egitto; Afghanistan settentrionale e regione a sud del fiume Amu Darya; lungo gli affluenti di destra dell'Amu Darya e il corso inferiore del fiume Vachš, spingendosi ad est fino alla valle del Gissar e poco oltre Dušanbe.F. c. affinis Gray, 1830F. c. kutas Pearson, 1832 F. c. kelaarti Pocock, 1939 F. c. prateri Pocock, 1939 F. c. valbalala Deraniyagala, 1955Asia meridionale: regione himalayana da Kashmir e Nepal al Sikkim, zona compresa tra il Kutch e il Bengala e Yunnan, India meridionale e Sri Lanka.F. c. fulvidina Thomas, 1929Sud-est asiatico: da Birmania e Thailandia a Laos, Cambogia e Vietnam.
Filogenesi Nel 2006 le relazioni filogenetiche del gatto della giungla sono state descritte come di seguito:
Il gatto della giungla è un membro del genere Felis appartenente alla famiglia dei Felidi.
I risultati delle analisi del DNA mitocondriale di 55 gatti della giungla provenienti da regioni differenti dell'India hanno indicato un'elevata variabilità genetica e un tasso relativamente basso di differenziazione tra una popolazione e l'altra. A quanto pare, la popolazione di F. c. kutas dell'India centrale separa la popolazione di F. c. prateri del deserto del Thar dalle altre e la popolazione di F. c. kelaarti dell'India meridionale da quella di F. c. affinis dell'India settentrionale. Le popolazioni dell'India centrale sono risultate essere più geneticamente affini a quelle meridionali che a quelle settentrionali.
Descrizione
Il gatto della giungla è un felino di medie dimensioni dalle lunghe zampe, rappresentante di maggiori dimensioni del genere Felis. La sua lunghezza testa-corpo si aggira generalmente tra 59 e 76 cm; misura quasi 36 cm di altezza al garrese e pesa tra 2 e 16 kg. Le sue dimensioni diminuiscono man mano che si procede da ovest (Israele) verso est (India); si ritiene che ciò sia dovuto alla maggiore competizione con gli altri piccoli felini, più numerosi nella zona orientale dell'areale; una simile diminuzione di dimensioni si riscontra anche procedendo dalle latitudini settentrionali verso i tropici. Il dimorfismo sessuale non è presente, ma le femmine sono più piccole e snelle dei maschi. La faccia è lunga e stretta, con un muso bianco. Le orecchie, grandi e appuntite, misurano 4,5-8 cm di lunghezza, sono di colore bruno-rossastro e ravvicinate tra loro; esse terminano con un piccolo ciuffo di peli neri, che può raggiungere i 15 mm di lunghezza. Gli occhi hanno l'iride gialla e la pupilla di forma ellittica; intorno all'occhio si possono distinguere alcune linee bianche. Due linee scure, invece, si estendono dagli angoli degli occhi lungo i lati del naso, che è ricoperto da una macchia scura. Dato che il cranio si fa discretamente più largo nella regione dell'arcata zigomatica, la testa appare relativamente rotonda.
Il mantello, color sabbia, bruno-rossastro o grigio, è uniforme e privo di macchie; nel subcontinente indiano sono stati segnalati esemplari melanici e albini. Tuttavia, i gatti bianchi osservati lungo la linea costiera della parte meridionale dei Ghati occidentali non avevano gli occhi rossi tipici dei veri esemplari albini. Uno studio del 2014 ha ipotizzato che questa colorazione atipica possa essere il frutto di accoppiamenti tra consanguinei. I piccoli sono ricoperti da strisce e macchie e talvolta gli adulti possono conservare alcuni tratti del disegno originario. I peli dall'estremità scura che ricoprono il corpo conferiscono a questo felino un aspetto brizzolato. Il ventre è generalmente più chiaro del resto del corpo, così come la gola. La pelliccia è più fitta sul dorso che sulle parti inferiori del corpo. Nel corso di un anno vengono effettuate due mute; la pelliccia appare più ruvida e chiara in estate che in inverno. Sulla parte interna delle zampe anteriori sono visibili quattro o cinque anelli scuri, mentre deboli segni indistinti si possono trovare sulla loro parte esterna. La coda, terminante con una punta nera e lunga da 21 a 36 cm, presenta due o tre anelli scuri sull'ultimo terzo della sua lunghezza. Le impronte misurano circa 5 × 6 cm; il felino può coprire 29-32 cm con un unico passo. La cresta della colonna vertebrale è ben delineata. Per via delle lunghe zampe, della corta coda e dei ciuffi sulle orecchie, il gatto della giungla ricorda un po' una piccola lince. Anche altri due piccoli felini, il caracal e il gatto selvatico africano, hanno un mantello uniforme come il gatto della giungla. Il gatto della giungla può essere scambiato anche per un gatto domestico, ma rispetto a quest'ultimo è più grande e snello.
Distribuzione e habitat