Il periodo Stuart in Inghilterra iniziò nel 1603 con l'ascesa al trono di Giacomo I e si concluse nel 1714 con la morte della regina Anna. Alla morte della regina, spentasi senza figli, il trono passò nelle mani della dinastia Hannover, lontanamente imparentata con la famiglia Stuart.
La famiglia Stuart fu esclusa dal governo del Paese dal 1649, anno della condanna a morte di Carlo I sino al 1660, anno della restaurazione del figlio Carlo II. In questi anni venne abolita la monarchia e l'Inghilterra divenne repubblica: dal 1649 al 1653 venne instaurato il Commonwealth mentre dal 1653 al 1659 vi fu il Protettorato di Oliver e Richard Cromwell.
I sovrani Immagine Nome Note Consorte Stemma Giacomo I & VI (1603-1625) Cugino di Elisabetta I Tudor, fu il primo membro della famiglia Stuart ad essere anche re d'Inghilterra. Anna di Danimarca Carlo I (1625-1649) Figlio del precedente re, Giacomo I, venne decapitato alla fine della rivoluzione inglese. Enrichetta Maria di Francia Carlo II (1660-1685) Figlio del precedente re, Carlo II. Regnò a partire dal 1660, anno della caduta del Commonwealth di Oliver Cromwell e della Restaurazione inglese. Caterina di Braganza Giacomo II & VII (1685-1688) Fratello del precedente re, Carlo II e figlio di Carlo I. Fu costretto a lasciare il trono in seguito alla Gloriosa Rivoluzione. Anna Hyde, Maria Beatrice d'Este Maria II (1688-1694) Figlia del precedente re Giacomo II, dopo la Gloriosa Rivoluzione regnò congiuntamente al marito Guglielmo III d'Orange. Guglielmo III d'Orange Anna (1702-1707) Sorella della precedente regina Maria II e figlia di Giacomo II. Fu l'ultima sovrana della famiglia Stuart. Giorgio di Danimarca
Periodi Gli anni di regno della famiglia Stuart si possono dividere al loro interno in altri diversi periodi:
Età di Giacomo I 1603-1625 Età di Carlo I 1625-1642 Guerra civile 1642-1649 Interregno 1649-1660 Commonwealth of England 1649-1653 Protettorato di Oliver Cromwell 1653-1658 Protettorato di Richard Cromwell 1658-1659 Restaurazione 1660-1685 Gloriosa rivoluzione 1688
Sviluppo economico
Gli anni di ascesa della famiglia Stuart sul trono inglese (1603) coincisero con l'inizio di un periodo di grande sviluppo economico e commerciale del regno inglese, che divenne, da isolato agglomerato di isole nel nord Europa qual era alla fine del Cinquecento, una della maggiori potenze mondiali all'inizio del Settecento.
Tra il 1603 e il 1714 nacque l'Impero coloniale britannico e l'Inghilterra si assicurò il dominio incontrastato sui mari. Con il dominio dei mari, l'Inghilterra prese a popolare nel XVII secolo le colonie americane della Virginia e della baia del Massachusetts, le isole Barbados e la Nuova Scozia. Con la formazione della East India Company iniziarono gli scambi con le Molucche mentre la Royal African Company si occupò della tratta degli schiavi. Queste nuove compagnie, oltre a una grande ricchezza, portarono al paese prodotti nuovi come il tabacco, lo zucchero e la menta; il caffè e il tè ebbero una diffusione capillare in tutte le città inglesi. I rapporti frequenti con l'India portarono alla fondazione di Calcutta e di numerosi altri scali commerciali importanti.
Ma lo sviluppo non riguardò solo i commerci: sotto il regno di Maria II e del marito Guglielmo III, nel 1694, avvenne la fondazione della Banca d'Inghilterra e un anno dopo, nel 1695, fu fondata la Banca di Scozia. Ben presto sorsero, accanto alla Borsa dei Valori, le prime compagnie d'assicurazione, si diffusero i giornali e vennero inaugurate le Nuove Poste.
Migliorò anche la vita quotidiana, con l'invenzione della prima rudimentale macchina a vapore e della pentola a pressione. E fu proprio durante il periodo Stuart che in Inghilterra si diffusero, anche se solo fra le famiglie più abbienti, i primi bagni domestici.
Sviluppo scientifico
L'Inghilterra stuartiana fu caratterizzata da una grande diffusione delle scienze; il Seicento fu infatti uno dei periodi di maggiori fioritura delle sperimentazioni scientifiche britanniche. Le odierne discipline di biologia, chimica e fisica sono tutte invenzioni inglesi del XVII secolo. A partire da Francis Bacon, una serie di matematici, biologi, filosofi e fisici rivoluzionò numerosi settori del sapere scientifico.
Bacone, con il suo Novum Organum, inventò la sperimentazione scientifica moderna e il metodo induttivo. Successivamente Isaac Newton scoprì la legge di gravitazione universale e, attraverso le sue leggi del moto, creò i fondamenti per la meccanica classica. Il medico William Harvey scoprì e descrisse accuratamente la circolazione del sangue, mentre il naturalista John Ray, con la sua classificazione di piante, venne considerato come uno dei padri della tassonomia. I matematici John Napier e William Oughtred inventarono rispettivamente i logaritmi e il simbolo matematico della moltiplicazione.
A livello tecnologico Robert Hooke inventò e perfezionò il microscopio, il barometro marino e il quadrante; Robert Boyle invece creò il primo vuoto e la pompa d'aria. La medicina fece passi avanti talmente importanti che la peste, dopo quella di Londra del 1665, non si presentò mai più nelle isole britanniche.
Come risultato del grande fervore scientifico di quegli anni, il re Carlo II diede grandi contributi per fondazione dell'Osservatorio di Greenwich e della Royal Society, che venne istituita nel 1660.
Scienziati, matematici, biologi
Francis Bacon William Harvey Robert Boyle Isaac Newton John Ray John Napier Edmond Halley William Oughtred Robert Hooke Stephen Gray John Aubrey William Petty John Wallis Thomas Browne, naturalista John Wilkins
Letteratura e musica
La produzione letteraria nell'Inghilterra degli Stuart fu un elemento di notevole rilevanza: nel primo periodo Stuart lavorarono scrittori come Shakespeare, Donne, George Herbert. Durante il regno di Giacomo I vennero rappresentate opere shakespeareane come Otello, Re Lear, Macbeth e La tempesta e la tragedia raggiunse le sue massime espressioni. Lo stesso re, fine intellettuale, fece tradurre la Bibbia in lingua inglese, che prese il nome di Bibbia di re Giacomo e che è ancora oggi il Testo Sacro ufficiale della Chiesa anglicana. Nella metà del Seicento artisti come John Milton pubblicarono i loro capolavori e altri come Samuel Pepys redassero i loro diari, importanti resoconti della vita quotidiana e politica dell'epoca. Alla fine del secolo Daniel Defoe "inventò" il romanzo inglese, Addison fondò un importante giornale, Swift scrisse I viaggi di Gulliver e Pope diede un grande contributo alla diffusione dei Classici. Sotto il regno di Carlo II, la rinnovata libertà e il clima di serenità portarono alla diffusione della commedia e della satira.
Scrittori, poeti, trattatisti
William Shakespeare John Donne George Herbert Daniel Defoe Joseph Addison Jonathan Swift John Milton John Dryden John Bunyan William Davenant Samuel Pepys John Evelyn Robert Filmer Thomas Hobbes James Harrington John Locke Izaak Walton John Wilmot Henry Neville Henry Ireton Marchmont Nedham Algernon Sydney Henry Purcell Georg Friedrich Händel John Bull Thomas Ravenscroft Aphra Behn Matthew Prior Robert Gould Edmund Spenser
Opere di teoria politica Oltre alle tragedie e commedie di Shakespeare, i testi più letti in lingua inglese e di maggiore successo all'epoca, trovarono larga diffusione i testi di teoria politica.
Robert Filmer pubblicò il Patriarcha, Thomas Hobbes il Leviatano, massima espressione della filosofia politica del XVII secolo. Inoltre John Locke scrisse i Due trattati sul governo e James Harrington La Repubblica di Oceana. Mentre re Giacomo I ribadiva il diritto divino dei re con la True Law of Free Monarchies, una fitta schiera di scrittori e filosofia ribatteva formulando teorie sulla sovranità del Parlamento. La prima di queste teorie venne proposta da Henry Parker. L'Instrument of Government fu la prima e unica costituzione scritta mai adottata in Inghilterra.
Musica Fu inoltre durante il periodo Stuart che in Inghilterra si diffuse l'amore per l'opera lirica italiana. I teatri ospitarono le prime rappresentazioni di Claudio Monteverdi, Antonio Vivaldi, Giovanni Gabrieli, Gregorio Allegri. Il Salder's Wells Theatre venne adibito a teatro per concerti e cominciarono ad essere indetti concerti aperti al pubblico. E iniziarono ad emergere anche talenti inglesi: Thomas Ravenscroft, per esempio, introdusse il canone alternato e John Bull compose il God Save the King.
Il maggiore talento inglese dell'epoca fu però Henry Purcell. Cresciuto in ambienti musicali, divenne il più illustre compositore inglese del Seicento e musicò opere di successo come Didone ed Enea. Purcell si ispirò sempre all'opera italiana per comporre tutto il suo lavoro. E negli ultimi anni di regno della regina Anna emersero le composizioni di un altro grande, che sarà però al servizio degli Hannover: Handel.
Pittura e architettura
Al suo arrivo in Inghilterra, Giacomo I decise di confermare molti dei collaboratori di Elisabetta I; così fece anche con la cerchia di pittori di corte, che continuarono a lavorare per la casa reale. Tra i più celebri Marcus Gheeraerts il Giovane, che divenne il pittore favorito della nuova regina Anna, Nicholas Hilliard, celebre miniaturista e Robert Peake il Vecchio, ritrattista di corte.
Carlo I decise invece di rinnovare completamente il campo pittorico a corte. Dopo aver assunto Daniel Mytens come suo pittore ritrattista ufficiale e aver mantenuto a sue spese i pittori che avevano servito il padre, come Cornelis Janssens van Ceulen, cercò di far arrivare a Londra pittori italiani e fiamminghi. Fu così che Orazio Gentileschi e la figlia Artemisia si stabilirono in Inghilterra e che Rubens affrescò il palazzo della regina Enrichetta Maria. Nel 1628 Carlo, grande ammiratore dei pittori rinascimentali italiani, acquistò dal duca di Mantova la grande collezione di dipinti accumulati negli anni dai Gonzaga, anch'essi noti protettori di artisti di fama internazionale. Finalmente, nel 1632, Carlo I assunse come ritrattista di corte il fiammingo Antoon van Dyck, allievo di Rubens. Il giovane van Dyck ebbe una rapida ascesa: in breve tempo aveva rimpiazzato tutti gli altri pittori di corte, aveva ottenuto il titolo di baronetto e per lui venne istituita la carica di primo pittore di corte. Durante la sua permanenza a Londra, che durò sino alla sua morte nel 1649, van Dyck ebbe modo di ritrarre il re e la famiglia reale innumerevoli volte, divenendo il pittore favorito anche dalla nobiltà. Carlo I fu anche protettore di Inigo Jones, che divenne il maggiore architetto inglese del periodo.
Carlo II, in seguito alla Restaurazione, divenne noto con il nome di Merrie Monarch, Monarca Allegro, visto il rinnovato fervore artistico e culturale che caratterizzò gli anni del suo regno. Appassionato di teatro e di arte, sovvenzionò numerosi artisti; dopo aver ripristinato la carica di Primo Pittore di Corte, la affidò a Peter Lely, che creò baronetto. Ma a differenza del padre che, all'arrivo di van Dyck, aveva trascurato tutti gli altri pittori, Carlo II mantenne numerosi altri artisti, oltre a Lely, come l'italiano Antonio Verrio, John Michael Wright e John Riley. Dopo il grande incendio di Londra, che distrusse larga parte della città nel 1665, Carlo II affidò la ricostruzione della capitale all'architetto Christopher Wren, che riprogettò molte chiese, tra cui la Cattedrale di Saint Paul ed edificò palazzi e monumenti. A questo periodo risalgono St. James's Park, la residenza reale di Kensington Palace e gli ospedali di Chelsea e Greenwich.
Giacomo II non trascurò la protezione di artisti, ma la sua fama di mecenate è legata nella maggior parte al suo ultimo periodo, quello dell'esilio in Francia. Presso la sua corte, nel castello di Saint-Germain, assunse celebri pittori francesi, come Alexis Simon Belle. Maria II e Anna mantennero la tradizione familiare di incremento delle arti e continuarono a mantenere artisti come Peter Lely e Godfrey Kneller.