La piccola Fadette (titolo originale La petite Fadette) è un romanzo di George Sand del 1849, ambientato nella Francia rurale ottocentesca. Racconta di due fratelli gemelli, Landry e Sylvinet, e della piccola Fadette, il cui vero nome è Fanchon Fadet, un'emarginata, dai comportamenti molto liberi ed anticonformisti, ritenuta - come sua nonna - una piccola strega anche per via del suo nome (fadet in francese vuol dire fata, folletto) ma di grande intelligenza e profondità superiore alla sua età di adolescente.

La storia si incentra sull'amore tra Landry e Fanchon e sulla relazione tra i due gemelli, offrendo uno spaccato realistico sulla visione della gemellarità nel XIX secolo.

Trama La nascita dei gemelli Al villaggio giunge la notizia della nascita di due gemelli, Landry e Sylvinet Barbeau, che sconvolge i genitori: le credenze popolari, infatti, definiscono impossibile allevare bene due gemelli, perché uno cresce più delicato dell'altro, si ammala facilmente e muore giovane. Comare Sagette consiglia a mamma e papà Barbeau di non vestire i figli allo stesso modo e di non affidarli alla medesima balia, perché se i bambini crescessero con gli stessi gusti e idee infatti, non riuscirebbero mai più a vivere uno lontano dall'altro e sarebbero infelici. Per motivi economici, i due nuovi genitori sono costretti a rifiutare il consiglio.

I gemelli si separano Giunge per i due il momento di separarsi: per provvedere ai bisogni della famiglia, il padre decide di mandare uno dei gemelli come garzone nella tenuta di compare Caillaud, alla Priche. Landry si propone per l'incarico. Alla Priche Landry stringe amicizia con i figli del proprietario e in particolare con la nipote Madelon, una bella fanciulla bionda. Le nuove abitudini e conoscenze lo distraggono dal pensiero di casa e del fratello lontano. Tuttavia, ogni fine settimana Landry fa ritorno alla “Gemellara” (la casa dei Barbeau) impaziente di incontrare il fratello.

La gelosia di Sylvinet e l'incontro con Fadette Sylvinet avverte fortemente la mancanza del gemello, di cui è molto geloso. Una domenica, per non incontrarlo, esce di casa senza dire niente a nessuno. Landry, preoccupato, lo cerca invano lungo il fiume, guidato da un sogno premonitore della madre. Quando ha ormai perso le speranze, incontra la piccola Fadette, una ragazzina di quattordici anni (uno meno dei gemelli) di nome Françoise, nipote di comare Fadet, una vecchia molto povera e avara, considerata un po' strega, sia per il cognome sia perché usa le sue conoscenze riguardo erbe e bevande per guarire uomini o animali malati. Fanchon è detta “grillo”, perché brutta, agile e scura di occhi e carnagione, e Jeanet, il fratellino, è detto “cavalletta”, perché zoppo e costretto a camminare con la stampella. I fratellini non sono ben visti per via delle superstizioni nei confronti della nonna e del loro comportamento da monellacci. La ragazzina aiuta Landry a ritrovare il fratello, strappandogli la promessa di una ricompensa. Seguendo le indicazioni della Fadette, Landry trova Sylvinet lungo l'argine, pericolosamente vicino al fiume in tempesta.

La festa di Saint Andoche Tre mesi dopo, in occasione della vigilia della festa di Saint Andoche, Landry, tornando alla Gemellara di notte, nell'attraversare il fiume, viene confuso e terrorizzato da un feu follet, un fuoco fatuo, rischiando di annegare. Ancora una volta viene salvato dall'intervento di Fanchon. Landry la ringrazia e, per sdebitarsi, esorta la ragazza a chiedergli la ricompensa di cui è ancora debitore. La Fadette gli fa promettere di danzare con lei e con nessun'altra per sette volte durante i festeggiamenti dell'indomani. Il giorno della festa, Landry tiene fede alla promessa fatta, suscitando lo scherno degli amici e dei viandanti (per via degli abiti fuori moda della Fadette) e l'ira di Madelon. Tra i due, infatti, era nata una tenera amicizia e molti speravano in un loro fidanzamento. La Fadette viene presa di mira dai monelli, che la umiliano davanti a tutto il paese. Questa volta è Landry a intervenire in suo aiuto. La Fadette, allora, scioglie Landry dalla promessa e torna a casa col suo fratellino Jeanet.

Nasce l'amicizia Quella stessa notte, nel tragitto verso la Priche, Landry trova Fanchon in lacrime, nascosta nella vecchia cava. Landry si ferma per consolarla e si intrattiene con lei, dandole dei consigli su come comportarsi per farsi stimare dalla gente: mostrarsi dolce e gentile, evitare i modi da maschiaccio, curarsi di più della sua persona. Fanchon lamenta, invece, la cattiveria e la superficialità dei ricchi che non sanno guardare oltre la sua bruttezza o i suoi abiti logori. I ragazzi si promettono reciproca amicizia, profondamente colpiti dalla conversazione avuta. Landry, stregato dalla dolcezza e dalla profondità dei ragionamenti della Fadette, le chiede di cantare per lui. Tornando alla Priche, come in trance, riferisce a Madelon di aver incontrato una fata.

Il cambiamento di Fanchon Per un'intera settimana Landry non incontra la piccola Fadette. La domenica il ragazzo non crede ai suoi occhi: Fanchon è vestita con i soliti vestiti, ma ha lavato, stirato e ricucito alla moda ogni cosa, apparendo molto più graziosa. Il pomeriggio Landry corre a cercarla e le confessa di volerle bene. Da quel giorno in poi i due si incontrano quasi ogni giorno, mentre la stima e l'affetto reciproco crescono e si consolidano.

Svelato il segreto, Fadette parte Passato un anno, Sylvinet scopre per caso il segreto di Landry. Ne risulta tanto addolorato da ammalarsi. Pur tenendo per sé quanto scoperto, viene assalito nuovamente dalla gelosia per il fratello gemello, che non aveva più da anni. Tuttavia, la notizia dell'affetto tra Landry e Fanchon giunge presto alla Gemellara: i due ragazzi sono sorpresi da Madelon e dal suo nuovo fidanzato, il cugino Caillaud, alla Torre di Jacot, una vecchia colombaia adibita a magazzino. Madelon, per vendetta, sparge in giro la voce di quest'incontro. Tutto il borgo viene a sapere del legame tra il gemello e la nipote di comare Fadet, compresi i Barbeau, che si mostrano prevenuti nei confronti della ragazza, come il resto del villaggio. La Fadette, allora, decide di allontanarsi dal paese e di andare in città a lavorare, per farsi una piccola dote e per conquistarsi una nuova reputazione. Il giorno della partenza la Fadette racconta a Landry l'ultima favola: la storia di un grillo. Il giovane Caillaud, resosi conto della cattiveria di Madelon, lascia la ragazza e, conosciuta Nanette, una sorella minore dei gemelli, se ne innamora.

La malattia di Sylvinet e la partenza di Landry Sylvinet riprende a indebolirsi ed avere frequenti attacchi di febbre. Poiché nessuno dei medici è in grado di guarirlo, i Barbeau lo fanno visitare da comare Baigneux, considerata quasi una maga. Anche lei fallisce, ma avverte i genitori che l'unico rimedio per il malessere del ragazzo è quello di farlo sposare, poiché Sylvinet ha bisogno di riversare tutto il suo affetto su una donna che amerà per tutta la vita e solo allora sarà guarito. A nulla valgono, però, gli sforzi dei familiari per far conoscere a Sylvinet le brave ragazze del paese. Compare Caillaud propone di provare ad allontanare i due gemelli e manda Landry a lavorare nella sua proprietà di Arton.

La morte di comare Fadet e il ritorno di Fanchon Dopo circa un anno dalla partenza di Fanchon, muore comare Fadet, così la ragazza ritorna in paese e viene a conoscenza dell'eredità lasciatele dalla nonna. Quello stesso giorno si reca alla Gemellara, per chiedere consiglio a papà Barbeau su come utilizzare l'ingente somma lasciatele dalla nonna. Il vecchio rimane stupito nel constatare che la ragazza possiede molto più di quanto possiedono i Barbeau in migliaia di scudi d'oro e d'argento. Il giorno dopo papà Barbeau si reca in città a raccogliere informazioni sulla ragazza e quello che gli viene riferito è molto soddisfacente: in città Fanchon, viene molto apprezzata per le sue qualità e il suo buon cuore; anche la famiglia di Landry, quindi, si mostra favorevole al matrimonio tra i due ragazzi, di cui Sylvinet è ancora all'oscuro. All'interno della famiglia, inoltre, si gioisce per un altro matrimonio: quello imminente tra Nanette e il giovane Caillaud.

Fadette guarisce Sylvinet Poiché Sylvinet si era nuovamente ammalato, viene chiamata alla Gemellara la piccola Fadette, per cercare di guarirlo. Per diversi giorni Fanchon gli siede accanto, gli parla a bassa voce, canta per lui, senza che Sylvinet si accorga di niente. Durante uno di questi incontri, un improvviso rumore fa svegliare Sylvinet, che chiede spiegazioni alla madre. Il ragazzo viene allora informato delle visite di Fanchon, dell'inchiesta fatta in città riguardo alla ragazza e del possibile matrimonio tra lei e Landry. Per la prima volta Sylvinet sembra capire e convincersi a dimenticare la sua ingiusta antipatia per il grelet. La ragazza, nel frattempo, decide di investire parte dell'eredità facendo curare la gamba del fratellino Janet. Quando Sylvinet si ammala ancora una volta, più di spirito che fisicamente, Fanchon per la prima volta gli parla in modo duro, accusandolo e rimproverandolo per i suoi errori e per il suo egoismo. Il ragazzo ne risulta profondamente umiliato, ma consapevole della correttezza dei rimproveri che gli sono rivolti. Finalmente guarito, chiede perdono alla Fadette di averla trattata ingiustamente.

Il matrimonio Non essendoci più ostacoli al matrimonio, lo stesso Sylvinet si reca ad Arton per dare la buona notizia al fratello. La cerimonia celebra contemporaneamente l'unione tra Landry e Fanchon e tra Nanette e il giovane Caillaud.

La partenza di Sylvinet Dopo circa un mese dal matrimonio di Landry, Sylvinet comunica alla famiglia di voler fare carriera militare, destando lo stupore di tutti. L'unica che sembra sapere il motivo di tale decisione è proprio la Fadette, ma la madre ne indovina la causa. Come aveva previsto comare Baigneux, infatti, il ragazzo per guarire doveva affezionarsi ad una donna che avrebbe amato per tutta la vita. Sylvinet ha trovato quella donna, ma non può sposarla, così decide di viverle lontano per dimenticarla. Questa donna è la piccola Fadette.

Storia di un grillo Si tratta dell'ultima favola che la Fadette racconta a Landry prima di partire. Rappresenta una metafora della storia di Fanchon e del suo cambiamento.

C'era una volta, in un campo di grano, un grillo nero e molto brutto. Gli altri grilli, le cicale e le farfalle si burlavano di lui. Era estate e giunse il giorno della festa che si sarebbe tenuta in onore della luna piena. Le libellule avrebbero danzato per lei, le lucciole avrebbero illuminato il prato e i grilli avrebbero organizzato un grande concerto. Il piccolo grillo solitario era malinconico poiché nessuno avrebbe mai permesso che partecipasse alla festa. Venne la sera. La luna, maestosa, raggiunse il suo posto alzandosi da dietro la cima di un colle.

La festa era al culmine, mentre il povero grillo, da un angolo del campo, si struggeva di malinconia e sognava di poter raggiungere la luna per cantarle una bella serenata. Nel frattempo, tra le attrattive della festa, i grilli, le libellule e tutti gli altri si dimenticarono della luna. Questa attese pazientemente per un po', poi, sdegnata, si fece coprire da una nuvola di passaggio. Gli invitati, delusi dall'improvviso squallore del campo, se ne andarono ad uno ad uno.