Iran Air, nota anche come The Airline of the Islamic Republic of Iran (), è la compagnia aerea di bandiera dell'Iran, con sede presso l'aeroporto internazionale di Teheran-Mehrabad.

Al 2025, opera servizi di linea verso 75 destinazioni in Asia. Le basi principali della compagnia sono l'aeroporto Internazionale Imam Khomeini e l'aeroporto di Teheran-Mehrabad, entrambi situati a Teheran, capitale dell'Iran. A livello nazionale Iran Air è comunemente nota come Homa, il nome di un mitico grifone persiano e anche l'acronimo di Iran National Airlines in lingua persiana. La divisione cargo della compagnia aerea, Iran Air Cargo, opera servizi di linea a livello internazionale utilizzando un Boeing 747-200 cargo.

Storia Fondazione e primi anni

Il predecessore principale di Iran Air era Iranian Airways Co., fondata nel maggio 1944 da Reza Afshar e Gholam Ebtehaj; i primi voli di questa compagnia iniziarono nel maggio 1945. Il primo volo di linea passeggeri da Teheran a Mashhad fu operato il 16 maggio 1946, seguito da un servizio Teheran-Esfahan-Shiraz-Bushehr-Abadan-Ahwaz. La flotta era costituita da alcuni Douglas DC 3. Nel 1946 la compagnia stabilì dei voli per Il Cairo, Baghdad, Beirut, Tel Aviv e nell'aprile 1947 per Parigi. Nell'ottobre 1946, la compagnia aerea statunitense Trans World Airlines aveva stipulato un contratto di assistenza con Iranian Airways, ricevendone in cambio il 10% della partecipazione azionaria.

Tra il 1945 e il 1962 la compagnia aerea divenne un vettore nazionale di rilievo, operando voli internazionali verso l'Europa e l'Asia centrale ogni settimana. Il network di voli interni fu ampliato dopo l'acquisto della compagnia Eagle Airlines. La flotta di Iranian Airways, che era composta inizialmente solo da Douglas DC-3, si espanse in seguito con aeromobili Douglas DC-4 e Convair CV-240 (forniti dalla compagnia aerea statunitense Transocean Airlines). Alcuni DC-4 erano in versione cargo e vennero operati nei voli per la Germania Ovest. Infine, nel 1958, la compagnia prese in consegna tre Vickers Viscount.

Nel 1954 venne fondata la compagnia aerea privata Persian Air Services (PAS). PAS iniziò le attività nel 1955, effettuando inizialmente voli cargo per la Svizzera con degli Avro 685 York. Nel giugno 1960, PAS avviò i voli passeggeri verso diverse destinazioni europee, tra cui Ginevra, Parigi, Bruxelles e Londra, utilizzando dei Boeing 707 e Douglas DC-7 presi in leasing da Sabena. Nazionalizzazione e fusione Il 24 febbraio 1961, Iranian Airways e PAS si fusero per formare la Iran National Airlines Corporation (HOMA), nota come Iran Air, usando l'homa come simbolo. I primi voli di linea della compagnia iniziarono il 29 marzo successivo con una flotta di Avro 685 York, Douglas DC-3, Douglas DC-6 e Vickers Viscount.

Nel 1964, dopo dei colloqui iniziali con Scandinavian Airlines, Iran Air stipulò un accordo di assistenza tecnica con Pan American World Airways. Nello stesso anno, la compagnia divenne membro a pieno titolo dell'International Air Transport Association (IATA). Dal 1962 al 1978, il direttore generale di Iran Air fu Ali-Mohammad Khademi.

Espansione

Nel 1965 Iran Air prese in consegna il suo primo aereo a reazione, un Boeing 727-100. Precedentemente alla consegna dei primi jet a reazione, lo stato investì sulle strutture di terra (aeroporti, assistenza, strutture e addestramento degli equipaggi).

Nell'aprile 1970, Iran Air ricevette i Boeing 707 utilizzandoli sulle rotte verso l'Europa. Nel 1971 entrarono in servizio i Boeing 737-200 sulle rotte a medio raggio. Tra il 1974 e il 1976, la flotta si espanse con i Boeing 727-200 e i Boeing 747 delle serie -200 ed SP. I 747 entrarono in servizio sul volo Teheran-Londra-New York nel maggio 1976; successivamente furono operati sulle rotte per Francoforte, Parigi, Roma e Al Kuwait. Iran Air fu cliente di lancio del Boeing 747SP, ricevendo quattro dei primi sei esemplari prodotti. Il 29 maggio 1975 venne inaugurata la rotta Teheran-New York, operata da un Boeing 707 con scalo a Londra; successivamente, la tratta venne convertita in un volo non-stop con un Boeing 747SP, rendendo Iran Air la seconda compagnia del Medio Oriente (dopo El Al) a offrire servizi senza scalo verso New York. Di conseguenza, Iran Air stabilì un nuovo record mondiale nel tempo e nella distanza di un volo non-stop (12 ore e 15 minuti, 9.867 km - 6.131 mi - 5.328 nmi).

L'8 ottobre 1972 Iran Air stipulò un ordine con British Aircraft Corporation per due Concorde, più uno in opzione. Un esemplare fu noleggiato per alcuni voli da Teheran a Kish Island, ma non apparve in livrea Iran Air. Questi ordini vennero cancellati nel mese di aprile del 1980, dopo la rivoluzione iraniana, facendo di Iran Air l'ultima compagnia aerea ad annullare gli ordini per il Concorde.

Nel marzo 1978 Iran Air ricevette sei Airbus A300B2, operandoli sulle principali rotte nazionali e regionali. Prima della fine dello stesso anno, Iran Air raggiungeva 31 destinazioni internazionali, che si estendevano da New York a Pechino e Tokyo. Furono formulati progetti per servizi diretti verso Los Angeles e Sydney, per i quali erano operati i Boeing 747SP. Teheran sarebbe divenuta un punto a metà strada tra Oriente e Occidente, ma questi voli non divennero mai operativi.

Alla fine del 1970, Iran Air fu la compagnia aerea in più rapida crescita e una delle più redditizie al mondo. Nel 1976, Iran Air si classificò seconda solo a Qantas tra le compagnie aeree più sicure al mondo, non avendo avuto incidenti per almeno dieci anni consecutivi. Anche se entrambe le compagnie aeree non avevano mai avuto incidenti, Iran Air arrivò seconda solo a causa del minor numero di ore in volo rispetto a Qantas. Prima di questa classifica si era verificato un incidente mortale il 25 dicembre 1952, quando 27 dei 29 passeggeri a bordo di un Douglas DC-3 morirono quando l'aereo si schiantò al momento dell'atterraggio.

La rivoluzione iraniana

La rimozione dello Scià Mohammad Reza Pahlavi dal potere nel 1979 portò a numerosi cambiamenti all'interno del vettore ed al ruolo in ambito internazionale. Il progressivo deterioramento dei rapporti diplomatici tra l'Iran e i paesi occidentali generò un declino nell'industria aeronautica iraniana. Nel 1980, i rapporti bilaterali peggiorarono ulteriormente dopo la crisi degli ostaggi in Iran e lo scoppio della guerra Iran-Iraq. Le tensioni ridussero il network di destinazioni della compagnia, che nel 1986 comprendeva una trentina di voli schedulati a settimana.

A seguito delle sanzioni degli Stati Uniti contro l'Iran, Iran Air non fu in grado di espandere la flotta o sostituire gli aerei più datati. L'ultima volta che Iran Air prese in consegna un velivolo occidentale nuovo di zecca prima della revoca delle sanzioni (relative al nucleare nel 2016) fu nel 1994, quando ricevette due Airbus A300B4 come risarcimento per l'abbattimento del volo Iran Air 655 da parte di un incrociatore americano nel 1988. Nel 2001 Iran Air acquistò sei Airbus A300 dalla Turchia, ma solo dopo due anni tutti gli esemplari furono messi a terra presso gli aeroporti di Teheran, Mashhad e Mosca. Ciò causò notevoli controversie in Iran, dove i funzionari citavano difetti di progettazione dei motori e il conseguente surriscaldamento come motivo per la messa a terra. Successivamente fu confermato che uno di questi esemplari era rientrato in servizio nel 2010.

Il periodo di tempo prolungato in cui Iran Air è stata soggetta a sanzioni internazionali e gli fu impedito di acquistare pezzi di ricambio e nuovi aerei condusse a un aumento dell'età media della flotta e al crollo del record di sicurezza, al punto da essere reputata come una delle peggiori compagnie aeree al mondo in termini di sicurezza aerea. Nel marzo 2017, l'età media della flotta di Iran Air era di 24,1 anni, anche se questa cifra era destinata a diminuire con l'aggiunta di nuove consegne (nel 2020 scese 18,8 anni). La non puntualità, tra quelle della maggior parte delle altre compagnie aeree iraniane, causò la disapprovazione dei clienti, spesso degenerata in scontri violenti con i dipendenti della compagnia aerea o sit-in di protesta per molte ore. I responsabili attribuivano abitualmente i ritardi alle sanzioni economiche, sebbene almeno un ideologo filo-rivoluzionario citò "l'inefficienza e la cattiva gestione" come la causa principale del problema.

Divieti europei e problemi di rifornimento Il 5 luglio 2010, un ufficiale dell'aviazione iraniana accusò il Regno Unito, la Germania e gli Emirati Arabi Uniti di rifiutarsi di rifornire di carburante gli aerei iraniani. Questa mossa fece seguito alle sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti sulla disputa sulle armi nucleari. Iran Air e Mahan Air hanno entrambe affermato che gli erano stati negati i rifornimenti. Una portavoce della Abu Dhabi Airports Company (ADAC) ha affermato che era in vigore un contratto per rifornire di carburante i voli passeggeri iraniani e l'ADAC avrebbe continuato a farlo. Un portavoce dell'Autorità per l'aviazione civile del Regno Unito ha affermato che è stata l'unica decisione dei fornitori indipendenti se gli aeromobili dovevano essere riforniti o meno. Il ministero dei Trasporti tedesco ha affermato che il rifornimento di aerei iraniani non è stato vietato dalle sanzioni dell'UE o delle Nazioni Unite, ma non ha detto se qualche distributore indipendente stesse negando i rifornimenti. Nel corso della giornata, l'aeroporto di Dubai ha rivelato di aver continuato a rifornire di carburante i voli passeggeri iraniani in entrata e in uscita da Dubai. Il giorno successivo, un portavoce dell'Iran ha ritrattato le affermazioni del governo affermando che nessuna limitazione del genere era stata imposta.

Il 6 luglio 2010 è stato annunciato che la Commissione europea avrebbe vietato l'entrata nell'UE di tutta la flotta di Airbus A320, Boeing 727 e Boeing 747 di Iran Air per motivi di sicurezza, limitando i voli verso l'Europa con i propri aerei.

Nel 2012, l'UE ha nuovamente autorizzato il rifornimento di aeromobili di Iran Air negli aeroporti europei secondari come Lubiana e Budapest, nel tentativo di mantenere i contratti di rifornimento all'interno dell'UE, piuttosto che trasferirli in Serbia o successivamente in Bielorussia e Ucraina.

Nel gennaio 2012, i voli di Iran Air da e per Londra Heathrow operavano con scalo di carburante all'aeroporto di Manston nel Kent. Tuttavia, l'aeroporto ha annunciato nel dicembre 2011 che questo accordo sarebbe terminato e non avrebbe più rifornito gli aerei della compagnia. Questo annuncio fece seguito rapidamente alla chiusura dell'ambasciata iraniana a Londra a seguito del saccheggio dell'ambasciata britannica a Teheran. L'aeroporto ha sottolineato di non aver violato alcun accordo commerciale, in quanto non aveva collegamenti con gli Stati Uniti.

Revoca delle sanzioni e piani di ammodernamento

In attesa del raggiungimento di un accordo per la revoca delle sanzioni, il presidente di Iran Air, Farhad Parvaresh, ha dichiarato che la compagnia aerea avrebbe cercato di ottenere almeno 100 jet a fusoliera larga e a corto raggio.

Venerdì 15 gennaio 2016, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha autorizzato il suo segretario di Stato, John Kerry, a revocare le sanzioni contro l'aviazione civile iraniana. A seguito dell'attuazione da parte dell'Iran del Piano d'azione globale congiunto (JCPOA) il 16 gennaio 2016, tutte le sanzioni contro l'aviazione civile iraniana sono state revocate. Di conseguenza, alle compagnie aeree iraniane, inclusa Iran Air, è stato concesso il permesso di acquistare nuovi aeromobili civili da qualsiasi produttore e di fare rifornimento in tutti gli aeroporti europei, ad eccezione di due destinazioni svedesi, Stoccolma e Göteborg, a causa del rifiuto del fornitore di carburante BP di fornire carburante ai vettori iraniani.