Manerbiovicus Minervae, Minervium dal culto antico della dea Minerva; Cfr La Pieve e il Comune di Mons. Paolo Guerrini, 1936 (Manèrbe in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia. È situato nel distretto della Bassa Bresciana centrale a una distanza di 20 chilometri da Brescia e 30 chilometri da Cremona.

Il comune è stato fregiato del titolo di città nel 1997 dall'allora presidente della Repubblica italiana Oscar Luigi Scalfaro per meriti di carattere storico, culturale ed economico.

Geografia fisica Territorio Il territorio circostante prevalentemente pianeggiante e caratterizzato dalla campagna, dal fiume Mella e dalle molte industrie sviluppatesi attorno alla cittadina, soprattutto nella zona nord-est. Una delle fonti di ricchezza maggiore della zona rimane il mercato agricolo.

Il territorio è attraversato dal fiume Mella.

Nel circondario manerbiese non mancano inoltre molte cascine tipiche della Pianura Padana, case coloniche, antiche edicole sacre e scorci di campagna, intervallati da boschetti, condotti per l'irrigazione, strade vicinali e piccole chiesette.

Clima La situazione climatica è la tipica delle zone di bassa pianura, quindi generalmente umida e piovosa specie nelle stagioni intermedie. L'estate è particolarmente calda e umida anche se non sono mancate estati molto siccitose. Elemento essenziale per riconoscere gli effetti climatici della zona è il fiume Mella che durante i periodi caldi può arrivare ad abbassarsi fino a 2 metri al di sotto del livello minimo consentito per la buona idratazione dei campi, (andando a compromettere buona parte del sistema idrico territoriale composto principalmente di canali e rogge). Gli inverni sono abbastanza rigidi: nebbie, foschie e precipitazioni sono piuttosto frequenti da novembre a febbraio, non mancano gelate e nevicate tra i mesi di dicembre e gennaio. La media stagionale invernale si attesta tra gli e i . La media stagionale estiva può invece superare i . I venti sono generalmente moderati per via della posizione centrale in cui è situata la cittadina e la distanza che la separa da laghi e mari. Le precipitazioni maggiori si verificano tra ottobre e marzo. La cittadina gode di una media di 180 giorni di sole all'anno.

Storia

Il territorio di Manerbio fu abitato fin dal neolitico (5000 a.C.). Sono stati rinvenuti reperti che risalgono anche all'Età del Bronzo, due insediamenti abitativi etruschi presso le cascine Madonna della Stalla e Fornasetta risalenti al VII secolo a.C., oggetti in bronzo, una spada di ferro e pezzi del vasellame che veniva deposto nelle sepolture.

Documentano il transito dei Celti il ritrovamento, nel 1928 presso la cascina Remondina nella campagna di Manerbio, alcune falere celtiche in argento (I secolo a.C.) esposte nel museo S. Giulia di Brescia perfettamente conservate. Nell'agosto del 1955 presso la cascina Gavrine Nuove sono state rinvenute circa esemplari di "dracme padane", monete d'argento che furono datate tra il II e il I secolo a.C. Iscrizioni dedicate alle divinità celtiche compaiono pure su alcuni reperti romani e questo documenta come il passaggio all'età romana fu caratterizzato dalla convivenza prima e dalla fusione, poi, delle due culture. In tale epoca, l'abitato era denominato Minervium da cui deriva l'attuale nome.

In epoca romana da Manerbio passava la via Brixiana, strada romana consolare che metteva in comunicazione il porto fluviale di Cremona (lat. Cremona), che si trovava lungo il fiume Po (lat. Padus), con Brescia (lat. Brixia), da cui passavano diverse strade romane che si diramavano verso l'intera Gallia Cisalpina (lat. Gallia Cisalpina). Da successivi scavi archeologici sono emerse cinque ville romane e sono stati trovati anche reperti ceramici, metallici, vitrei e una necropoli del I - III secolo d.C.

Il paese possedeva un castello che durante le lotte tra impero e papato subì l'assedio e la distruzione da parte di Enrico IV nel 1091 e di nuovo, a causa delle battaglie fra guelfi e ghibellini, nel 1271, dall'esercito di Carlo I d'Angiò. La costruzione fu rimessa a nuovo durante la guerra fra Milano e Venezia e con essa fu potenziato anche il Castelletto di guardia del Mella.

Manerbio da allora rimase all'interno della Repubblica di Venezia sino alla sua caduta nel 1797 per mano di Napoleone. Il comune fu centro di una Quadra che comprendeva comuni limitrofi della bassa, la quale era guidata da un Vicario Maggiore, che esercitava funzioni giuridiche, amministrative, politiche e veniva nominato dal capoluogo.

Le strutture di soccorso e ricovero che la fecero diventare punto di riferimento per le località vicine, cominciarono a sorgere attorno al 1859 quando, in occasione della battaglia di Solferino e San Martino, a Manerbio furono trasportati molti feriti.

Nel 1907 iniziò l'attività del lanificio di Manerbio, poi Marzotto dal 1927-2003, la struttura industriale più grande della Bassa Bresciana occupante un'area di circa .

Manerbio nel Medioevo I ritrovamenti effettuati nel corso degli scavi archeologici di emergenza negli anni 1985-1986 e 1990 all'interno della chiesa parrocchiale, nell'adiacente Piazza Bianchi ed in via Diaz (Casa Ferrari), se non hanno fornito dati sufficienti per ricostruire l'estensione e l'aspetto di Manerbio nel periodo medievale, hanno tuttavia consentito di individuare le caratteristiche di alcune fasi insediative.

Del nucleo abitativo altomedievale, che sorgeva su un terrazzo alluvionale fiancheggiato dalla strada romana Brixia-Cremona, nelle immediate vicinanze del fiume Mella, sono stati individuati un pozzo in laterizi, ricostruito nell'ingresso del Museo, e le tracce di un gruppo di edifici con struttura portante di robusti pali in legno, pavimentazioni in terra battuta e pareti presumibilmente in assi lignee o vimini intrecciati rivestiti d'argilla. Le coperture dovettero essere in paglia o laterizi. Queste tecniche costruttive si rifanno ad una tradizione edilizia che deriva dagli abitanti protostorici ed il cui uso permane nell'azienda rurale e del vicus romano, per poi riaffermarsi ed espandersi dopo la crisi tardoantica, perdurando fino al Basso Medioevo.

All'Alto Medioevo sono riferibili anche i resti della più antica pieve di Manerbio. Di questo edificio di culto, variabilmente rimaneggiato fino alla completa demolizione nel XVIII secolo per la costruzione della nuova parrocchiale, sono stati rinvenuti esclusivamente tratti di murature troppo ridotti per poter ricostruire con precise dimensioni e planimetria della chiesa, il cui orientamento, come è noto da una mappa del XVI secolo, era opposto all'attuale.

Nei primi secoli del Basso Medioevo l'abitato si espanse in direzione sud-ovest occupando una parte del più antico cimitero annesso alla pieve e spingendosi immediatamente a ridosso della chiesa. Gli edifici, tipologicamente identici a quelli dell'insediamento altomedievale, occupavano la zona corrispondente al settore occidentale della piazza attuale, allineandosi ai lati di un ampio fossato di scolo. Non è da escludere che questa disposizione ordinata delle abitazioni sia all'origine del disegno regolare di numerose particelle proprietarie di piccole dimensioni che è ben leggibile all'estremo occidentale del centro storico, in quella zona tradizionalmente denominata "Scià olt".

Dal XV secolo l'area dell'abitato medievale adiacente al fianco nord della pieve viene occupata progressivamente da edifici in muratura di laterizi, abitati dai canonici della pieve stessa e della chiesa di S. Martino.

Di questo complesso, demolito in due riprese nel 1960 e nel 1991, gli scavi archeologici hanno rimesso in luce le fondazioni, le cantine, le fosse biologiche ed i pozzi, la cui costruzione aveva in buona parte esportato la stratigrafia medievale.

Simboli Lo stemma è stato riconosciuto con DPCM dell'8 marzo 1954.

Il gonfalone, concesso con DPR del 16 ottobre 1954, è un drappo di azzurro.

Onorificenze Al comune di Manerbio è stato conferito il titolo di Città con D.P.R. del 1º giugno 1998.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di San Lorenzo Martire, del XVIII secolo, conserva capolavori come la bellissima Deposizione Giambattista Pittoni e dipinti di Alessandro Bonvicino detto il Moretto (pala dell'altar maggiore), del Trotti detto Il Molosso, la pala del Transito di San Giuseppe del Loverini e sculture del Calegari. Chiesa della Disciplina: costruita come voto della popolazione per invocare la fine di un'epidemia. Nel XVII ricevette le indulgenze da Urbano VII. Chiesa di San Faustino: edificata nell'XI secolo, contiene una pala dipinta da Giuseppe Tortelli. Chiesa di San Rocco: eretta all'inizio del XVI secolo e rifatta nel settecento. Contiene all'interno una pala cinquecentesca realizzata da Grazio Cossali. Chiesa della Fraternità - Centro Apostolico "Paolo VI" dove all'interno spicca un grande dipinto dell'artista locale Mario Tambalotti. Chiesa del Santo Spirito: sita all'interno del Convento conserva una pala dipinta da Ponziano Loverini Chiesa "La Famiglia": sita nei pressi del Parco "Padre Marcolini". Chiesa dell'Ospedale situata all'entrata dell'ala vecchia del nosocomio, essa può vantare un affresco e vetrate di Oscar Di Prata. Chiesa della Santa Croce, situata nella località di Remondina.

Altri luoghi di culto Sala del Regno dei Testimoni di Geova via Palestro 66.

La Sala accoglie tre Congregazioni Cristiane dei Testimoni di Geova: Manerbio, Pontevico e Leno.

Architetture civili Torre campanaria: eretta nel XVII secolo dall'architetto Giuseppe Dattaro detto il "Pizzafuoco". Alta circa 40 metri. Contribuirono alla sua realizzazione tutti i cittadini e i nobili manerbiesi. Palazzo Luzzago di Bagno (XIX Sec): furono due edifici retti indipendentemente e unificati nel XVII secolo. Ricchi di affreschi e statue dello stile neoclassico. La torretta rossa (XIX Sec): ex casino, venne eretta in via Diaz a fianco del palazzo Ghirardi nel 1871 in occasione dell'Unità d'Italia e della presa di Roma. Villa Di Rosa: è un palazzo settecentesco situato ad est della città. Ricco di pregevoli pitture e statue, sono particolarmente suggestivi i giardini i quali vengono aperti al pubblico ogni anno in occasione della sagra di S. Faustino. La "Città sociale" Marzotto progettata e realizzata dall'architetto razionalista Francesco Bonfanti, che ha saputo interpretare una cultura imprenditoriale fortemente determinata nella applicazione alla città dei modelli industriali. Realizzata tra il 1937 e il 1942 è stato e rimane un progetto urbanistico che ha coinvolto il vecchio centro e il territorio in generale in un nuovo tipo di sviluppo che conserva buona parte del fascino razionalizzatore impresso dai suoi ideatori.

Giardini Sono presenti nel territorio comunale diversi parchi. Tra i più conosciuti: Parco Padre Marcolini. sorto intorno ai primi anni novanta il parco è situato a sud della cittadina attrezzato con panchine, tavoli, giochi, fontana e telecamere. Occupa una superficie di circa . Parco delle Ville intitolato a Don Giovanni Bosco e dal 2016 intitolato a Luigi Damiani (musicista manerbiese). È uno dei parchi storici di Manerbio. Il parco è situato ad ovest, poco fuori dal centro, all'interno dello storico quartiere Marzotto. Attrezzato con panchine, giochi, fontana e piante pluri decennali. Occupa circa . Parco Fluviale del Mella. il più grande e il più ricco biologicamente oltre che il più "giovane" poiché l'area è aperta al pubblico solo da alcuni anni. Occupa una superficie di circa 13 Ettari è attrezzato con pista ciclabile, panchine e tronchi, ponte ciclabile in legno (in via di ripristino) che varca il fiume Mella, fontanella e ampi spazi verdi per giochi e pic-nic. È situato nei pressi dell'ospedale.