La battaglia di Sarıkamış (, in lingua turca Sarıkamış Savaşı), combattuta fra le forze dell'Impero russo e dell'Impero ottomano dal 22 dicembre 1914 al 17 gennaio 1915, nota anche come offensiva di Enver, fu una delle principali battaglie della Campagna del Caucaso durante la prima guerra mondiale e si concluse con la vittoria dei russi.

La strategia degli ottomani, che implicava un'elevata mobilità delle loro truppe in quanto queste dovevano arrivare in tempo agli obiettivi specificati, era basata sulla dottrina militare tedesca e sulle tattiche napoleoniche. L'esito finale, disastroso per le truppe ottomane, che subirono gravi perdite presso le montagne Allahüekber, fu anche dovuto all'equipaggiamento non adatto alle estreme condizioni ambientali dell'inverno nel Caucaso.

Situazione iniziale

Fra i teatri militari russi, il fronte del Caucaso era ritenuto di secondaria importanza rispetto al vastissimo fronte nell'Europa orientale dove i russi dovevano affrontare i tedeschi a nord (fra il mar Baltico e la Polonia) e gli austroungarici al centro e al sud nell'area galiziana. La Russia si era impadronita della città fortificata di Kars durante la guerra turco-russa del 1877-78 ed inizialmente temeva una possibile campagna degli ottomani che puntasse alla riconquista di Kars e del porto di Batumi sul mar Nero.

Nell'autunno del 1914 l'organizzazione militare e la preparazione dello stato maggiore ottomano erano ad un livello inferiore rispetto agli alleati., tuttavia se i turchi avessero preso sin dallo scoppio delle ostilità l'iniziativa nel fronte del Caucaso - come richiesto dai consiglieri militari tedeschi - si avrebbe avuto un effetto distraente sulle forze russe: se l'offensiva turca avesse avuto successo i russi sarebbero stati costretti a spostare un numero significativo di unità militari dal fronte polacco e galiziano al fronte del Caucaso.

I tedeschi si impegnarono a fornire le risorse necessarie all'offensiva, mentre l'unità militare che avrebbe attaccato sarebbe stata la Terza Armata, schierata sul fronte del Caucaso. Obiettivi strategici dell'offensiva invernale sarebbero stati la conquista di Artvin, Ardahan, la fortezza russa di Kars e Batumi. La strategia del ministro della guerra Ismail Enver prevedeva, dopo il successo iniziale, di puntare verso Tbilisi, la capitale del Caucaso russo, e di provocare allo stesso tempo la rivolta dei popoli musulmani sudditi dello zar.

Altro obiettivo strategico, più a lungo termine e nell'interesse dei tedeschi, era impedire ai russi l'accesso alle risorse di idrocarburi nella regione attorno al mar Caspio. Tale prospettiva andava contro gli interessi britannici nella regione. La Anglo-Iranian Oil Company aveva acquisito in esclusiva i diritti di sfruttamento delle riserve petrolifere dell'Impero persiano, eccetto le regioni dell'Azerbaigian, Gilan, Mazendaran, Asdrabad e Khorasan. Nel 1914, prima dello scoppio del conflitto, il governo britannico aveva raggiunto un accordo con la compagnia petrolifera per la fornitura di carburante alla Royal Navy.

Preparativi

Il quartier generale della Terza armata ottomana era situato ad Erzurum sotto il comando di Hasan İzzet, il capo di stato maggiore era un ufficiale tedesco, il tenente colonnello Guse.. Il 30 ottobre 1914 il quartier generale fu informato dall'Alto Comando di Istanbul dello scontro a fuoco avvenuto durante l'inseguimento nel mar Nero dei due incrociatori tedeschi Goeben e Breslau. L'Alto Comando avvisava inoltre della possibilità che l'esercito russo attraversasse il confine in qualunque momento.

Non c'è una data ufficiale per l'inizio della guerra fra Impero ottomano e Impero russoLe ostilità fra Russia ed Impero ottomano cominciarono il 29 ottobre senza una formale dichiarazione di guerra, si veda ; l'offensiva Bergmann (2-16 novembre 1914) fu la prima azione offensiva condotta dai russi e si concluse con la disfatta delle truppe attaccanti comandate dal generale Bergmann. L'unica area di successo per i russi fu nel settore meridionale, dove l'attività dei volontari armeni consentì la conquista di Karaköse e Doğubeyazıt.. Al termine dell'offensiva il comandante turco Hasan İzzet Pascià si adoperò per stabilizzare il fronte e consentì ai russi di mantenere all'interno del territorio ottomano un saliente di 25 chilometri sull'asse Erzurum-Sarıkamış.

Il ministro della guerra Ismail Enver elaborò un'operazione militare basata su teorie militari tedesche a loro volta riprese da Napoleone Bonaparte. Il piano di Enver prevedeva un aggiramento delle posizioni russe mediante l'azione congiunta dei tre Corpi che formavano la Terza Armata. Sul fianco destro gli attacchi diversivi del Corpo XI avrebbero obbligato i russi a mantenere le posizioni, al centro dello schieramento il IX Corpo avrebbe attaccato in direzione del passo di Sarıkamış. Il X Corpo di Hafız Hakkı, posizionato sul settore sinistro del fronte, avrebbe attaccato sulla direzione di Oltu, superato le montagne Allahüekber e tagliato la via per Kars. Al termine dell'operazione l'attacco congiunto dei tre Corpi turchi avrebbe distrutto le forze russe. Allo stesso tempo una parte delle forze turche della divisione Stanke Bey - assegnata anch'essa come unità distaccata al X Corpo - avrebbe condotto delle operazioni per bloccare altre unità russe e distrarle dalla manovra aggirante del X Corpo. Il successo dell'operazione dipendeva in larga parte sull'arrivo puntuale delle truppe sui propri obiettivie la situazione iniziale del fronte si presentava in modo favorevole al piano di Enver, in quanto, al termine della Offensiva Bergmann, il grosso delle forze russe era concentrato presso Sarıkamış e Köprüköy.

Hasan İzzet Pascià era contrario a mettere in atto un'azione offensiva su larga scala all'inizio della rigida stagione invernale caucasica e consigliava pertanto di rimanere su posizioni difensive. A suo avviso era preferibile attirare i russi in prossimità della fortezza di Erzurum, per poi lanciare un contrattacco al momento opportuno. Il colonnello Hafız Hakkı Bey, componente dello Stato Maggiore, arrivato con l'incrociatore Mecidiye a Trebisonda l'8 dicembre 1914, fu mandato nella zona delle operazioni per affiancare Ismail Enver e accrescere lo spirito combattivo della Terza Armata. Dopo un primo colloquio con Hafız Hakkı avvenuto il 18 dicembre, Hasan İzzet, il cui allontanamento dal comando era stato firmato dal ministro della guerra il 14 dicembre, espresse in questo modo il suo parere contrario all'operazione: "dobbiamo prendere in considerazione un periodo di 8 o 9 giorni per una manovra di aggiramento su larga scala. Tuttavia durante questo periodo il Corpo XI, che rimarrà impegnato al fronte, potrebbe trovarsi in una situazione pericolosa. Inoltre, anche se la manovra di aggiramento sarà affidata a due corpi, questi avranno probabilmente delle difficoltà nel caso dovessero confrontarsi col nemico."

Enver desiderava che in ogni caso il suo piano dovesse aver luogo durante un'offensiva invernale, decise pertanto di prendere personalmente il comando delle operazioni, e partì da Istanbul con il generale tedesco Friedrich Bronsart von Schellendorf ed il tenente colonnello Feldmann. Enver ed il suo seguito arrivarono ad Erzurum il 21 dicembre. Nel frattempo altri ufficiali superiori turchi si erano opposti alla rimozione dal comando della Terza Armata del generale Hasan İzzet, apertamente contrario al piano di Enver..

La battaglia Il campo di battaglia

La zona interessata dall'offensiva turca si estendeva fra 1250 e 1500 km dal mar Nero al lago di Van, fatto che rendeva difficile la concentrazione delle unità militari., inoltre l'area principale delle operazioni era situata ad un'altitudine media compresa fra 1500 e 2000 metri sul livello del mare. La principale difficoltà da affrontare erano le comunicazioni: le infrastrutture stradali sul versante ottomano erano assolutamente inadeguate, mentre i russi avevano il vantaggio della linea ferroviaria per Kars che includeva un terminale a Sarıkamış., p. 507. La linea ferroviaria arrivava a 24 km dal confine. L'unico altro modo per le unità militari di raggiungere l'area era attraverso i valichi di alta montagna presso i quali si trovano le città di Kars e Sarıkamış. Lo stato delle vie di comunicazioni rendeva inoltre impossibile un uso efficace dell'artiglieria. Le forze militari erano concentrate presso le fortezze di Kars (russa) e di Erzurum (ottomana), entrambe a circa 80 km dal confine.

Gli schieramenti La Terza armata ottomana, sotto il comando di Enver Pascià, era composta da 3 Corpi d'armata (IX, X e XI). Il quartier generale dell'armata e del IX corpo era stabilito ad Erzurum. Il X Corpo, di stanza a Sivas, era ancora lontano dal fronte, mentre il XI corpo si trovava ad Elâzığ (Harput). Inoltre era stata formata, a partire dalla terza divisione turca di stanza nella Tracia, un'unità distaccata posta sotto il comando del maggiore tedesco August StangeIl comandante dei reparti di artiglieria alla fortezza di Erzurum, promosso in seguito tenente colonnello. e destinata anch'essa a partecipare all'offensiva e a tenere impegnate altre unità russe sulla costa del mar Nero, nei pressi di Batumi. Questo distaccamento, in seguito noto come Stanke Bey o Stanke Bey Müfrezesı, era formato da due battaglioni dell'ottavo reggimento di fanteria e due batterie di artiglieria. Le truppe regolari della Terza Armata ammontavano ad uomini, aggiungendo a questi le riserve e le truppe della fortezza di Erzurum si arrivava ad un totale di uomini; aggiungendo anche le unità destinate ai trasporti, i reggimenti assegnati ai depositi ed i reparti di polizia militare si otteneva un totale di per lo schieramento ottomano.. A disposizione dei reparti della Terza Armata vi erano anche 73 mitragliatrici e 218 pezzi di artiglieria. Tuttavia le forze ottomane non erano preparate in modo adeguato per l'offensiva: ad esempio due divisioni del corpo IX iniziarono la lunga marcia senza equipaggiamento invernale e solamente pane secco ed olive come razioni alimentari.

L'Armata del Caucaso era, all'inizio delle ostilità, una formazione ben equipaggiata che disponeva di effettivi, tuttavia i russi furono costretti a ridispiegare quasi la metà delle truppe sul fronte prussiano a causa delle disfatte subite contro i tedeschi nella battaglia di Tannenberg (23 agosto - 2 settembre 1914) e nella Prima battaglia dei laghi Masuri (9-14 settembre 1914), lasciando così nel fronte del Caucaso circa soldati.

Per rimediare alla precaria situazione il conte Illarion Ivanovič Voroncov-Daškov, governatore del Caucaso russo, si consultò con il sindaco di Tbilisi Alexandre Khatsian, con il primate di Tbilisi, il vescovo Mesrop, e con uno dei più importanti esponenti della comunità russo-armena Hakob Zavriev riguardo alla creazione di un'unità militare formata da volontari armeni. I riservisti russo-armeni invece erano già stati inquadrati nelle file dell'esercito regolare ed inviati sul fronte europeo. Le unità di volontari sarebbero state formate da armeni che non erano cittadini dell'impero russo e pertanto non obbligati a servire nell'esercito. All'inizio furono formati 4 battaglioni volontari. Il terzo battaglione, comandato da "Hamazasp" (Srvandztian), ed il quarto, comandato da "Keri" (Arshak Gavafian), furono impiegati lungo il confine dell'Oblast di Kars sul settore che fronteggiava Erzurum, fra Sarıkamış e Oltu.

Il comandante in capo del distretto militare del Caucaso, e quindi anche dell'Armata del Caucaso, era Illarion Ivanovič Voroncov-Daškov, tuttavia il comando effettivo era affidato al generale di fanteria Aleksandr Zachar'evič Myšlaevskij che era in origine uno studioso di storia militare, proveniente dall'Accademia Militare dello Stato Maggiore. Capo di stato maggiore di Myšlaevskij era il generale Nikolaj Nikolaevič Judenič.

Manovre iniziali (22-28 dicembre)