Il nazireato (in ebraico: נזיר, Nazir, cioè "consacrato", "separato"In alternativa "incoronato", vedi il commentario biblico di Abraham ibn ‛Ezra) è, nella Bibbia, la consacrazione di un ebreo a Dio con il conseguente voto di seguire alcuni rigidi precetti di vita; il consacrato è detto nazireo, ma anche nazareo, nazirita, nazarita. Gli obblighi inerenti a questo voto sono illustrati nella Bibbia, nel Libro dei Numeri () e nel Libro dei Giudici (): il nazireo non può mangiare né cibi impuri né cibi provenienti dalla vigna.

Nello specifico,cfr. "Descrizione nella Bibbia" questo voto di nazireato richiedeva che l'uomo o la donna seguissero le seguenti regole: astenersi dal vino, aceto di vino, uva, uva passa, liquori intossicanti,Cfr. la traduzione della Nuova Versione della Società Editrice Ebraica d'America (New JPS) è: "vino e altri intossicanti". L'interpretazione rabbinica classica permette alcolici non estratti dall'uva. aceto distillato da tali sostanze,. e dal mangiare o bere qualsiasi sostanza che contenga traccia d'uva;. evitare di tagliarsi i capelli in testa, ma consentire alle ciocche di capelli di crescere;: "lascerà che i capelli del suo capo crescano lunghi." Cfr. anche le 4 versioni in parallelo su Bible Gateway: Numeri 6:5. non diventare impuro/a toccando cadaveri o tombe (quindi non può partecipare a funerali né entrare in un cimitero), anche di membri di famiglia e parenti stretti..

Dopo aver seguito queste regole per un determinato lasso di tempo (specificato al momento del voto individuale), la persona si immergeva in un mikveh e faceva tre offerte: una come offerta d'olocausto (olah, bruciata sull'altare del Tempio), una coppia di tortore o di piccioni (uno come offerta del peccato e l'altro come Olocausto) e un giovane montone come offerta per la colpa (shelamim), oltre ad un cesto di pane azzimo, grano e libagione, che accompagnavano l'offerta di pace. Il nazireo poi compiva davanti a un sacerdote il rito nel quale gli venivano rasati i capelli, che poi erano bruciati nello stesso fuoco come sacrificio di comunione ().

Alcuni personaggi biblici, tuttavia, furono nazirei per tutta la vita "fin dal seno materno" (ab utero), come ad esempio l'eroe Sansone (), uno dei Giudici d'Israele, al quale Dio donò una forza sovrumana proprio per la sua iniziale obbedienza ed osservazione del voto di nazireato ().

Nell'ebraico moderno la parola nazir viene comunemente usata per i monaci, sia cristiani che buddhisti - questo significato ha infatti rimpiazzato quello biblico originale. Da notare comunque che la tradizione dei "capelli lunghi" viene tuttora osservata con l'uso dei payot da parte di alcuni uomini e ragazzi delle comunità religiose ebraiche ortodosse, secondo l'interpretazione dell'ingiunzione biblica contro la rasatura degli "angoli" (in tondo) della propria testa."Non taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, né spunterai gli orli della tua barba." - ; cfr. anche TalmudMakkot 20a, Rambam "Avodath Kokhavim" 12:6, Yoreh Deah 181.

Il termine Nazir Il termine nāzîr è radicato nel verbo che significa "separare".Susan Niditch, My Brother Esau Is a Hairy Man, Oxford University Press, 2008, pp. 70-80. In senso negativo, e descrivono i peccatori letteralmente come "sviati e voltati indietro" (cioè estraniati da Dio). Più spesso la radice linguistica denota un senso di consacrazione o dedicazione. descrive le donazioni che sono sacre a Dio come "separate, messa da parte". Il ruolo dei sacerdoti è quello di "separare la gente dalle proprie impurità" (: "terrete separati i figli d'Israele da ciò che li contamina"). Con grande ironia il profeta Osea denuncia la peccaminosità del popolo dicendo che si sono separati o "consacrati a quell'infamia" nell'adorare Baal, la divinità cananea ().

Tuttavia molti dei termini che derivano da nzr si riferiscono a simboli o segni di una condizione speciale appartata, consacrata, che include i capelli, la testa o l'acconciatura, tutti correlati tra loro. Nella Bibbia ebraica, un nome comune derivato dalla radice è nezer, termine che sembra significare una "corona" o la condizione di possedere una regalità di sorta. L'amalecita che afferma di aver ucciso Saul quando gli chiedeva loro di farlo morire perché sofferente di troppe ferite, porta a Davide, futuro re successore, la corona di Saul, la sua nezer, come prova dell'avvenuta morte. Tale nezer è simbolo dell'uomo che fu precedentemente "distinto, riservato a" Dio (cfr. anche ; ; ; ). Questa condizione di essere separati viene applicata a Giuseppe nel linguaggio formulaico riscontrato negli antichi poemi: si veda e – ûlĕqodqōd nĕzîr `eḥāyw, letteralmente "sulla testa di colui che fu separato dai suoi fratelli" (cfr. anche dove il termine forse significa "prìncipi" o regalità: coloro che sono separati). si riferisce alla condizione speciale del sacerdote che è "esaltato al di sopra dei suoi simili" a causa della "consacrazione che è su di lui "mediante l'olio dell'unzione"" versato sul suo capo. Nuovamente, quindi, essere distinti, santi e possedere uno stato di speciale consacrazione, hanno a che fare con la testa. In modo simile, ciò che appare essere una particolare gemma spesso tradotta "diadema", è chiamata nēzer e viene indossata in una sorta di turbante o acconciatura dal sacerdote (: "gli porrai sul capo il turbante e fisserai il diadema sacro sopra il turbante"; cfr. anche ).

Anche il Nazirita Sansone, come gli altri così designati nella Bibbia ebraica (Tanakh), è uno che è separato, consacrato e dedicato in un qualche senso, il cui status chiaramente possiede del simbolismo riferito alla testa. Oltre ai capelli vi si ritrova un complesso di simboli relativi al nazireato che devono essere esaminati in contesti culturali e biblico-letterari. In , la condizione di Sansone quale nazireo si collega con l'astenersi da parte di sua madre gravida dai prodotti fermentati del vino e da cibo impuro, dalla promessa di Sansone di non far mai avvicinare al proprio capo un rasoio, promessa che mantiene fino all'intervento di Dalila. Il più ampio contesto biblico (per esempio e ) indicano che l'astinenza dal vino in particolare fa sempre parte di ciò che si potrebbe chiamare la condizione rituale del nazireo, anche se emergono delle differenze nell'interpretare questa condizione rituale, in particolare tra e altri riferimenti: vino e capelli sono parte di un complesso simbolico condiviso.

Leggi del nazireato La Halakhah (Legge ebraica) ha una ricca tradizione sulle leggi del nazireato. Tali leggi vennero registrate per la prima volta sulla Mishnah e sul Talmud nel Trattato Nazir. Furono poi codificate da Maimonide nella sua opera Mishneh Torah - Hafla'ah, Nazir. Dalla prospettiva dell'Ebraismo ortodosso queste leggi non sono una curiosità storica, bensì possono essere praticate anche correntemente. Tuttavia, poiché ora non esiste più il Tempio di Gerusalemme onde poter completare il voto, le autorità rabbiniche sconsigliano fortemente l'osservanza del nazireato, tanto che non se ne ha quasi più notizia.

Leggi generali Come voto Tutte le leggi di voti in generale si applicano anche al voto di nazireato. Come per gli altri voti, un padre ha la capacità di annullare il voto nazireo della sua figlia giovane, e un marito ha la capacità di annullare il voto della moglie, la prima volta che ne vengono a conoscenza ().Mishneh Torah Hafla'ah, Nazir 2:16 Allo stesso modo tutte le leggi relative ai voti d'intento e condizionali si applicano anche ai voti nazirei.

Tipi di nazireato In generale esistono tre tipi di naziriti: Nazirita per un tempo determinato Nazirita permanente Nazirita come Sansone

Ognuno di questi ha leggi leggermente diverse. Ad esempio, al nazirita permanente è permesso di tagliarsi i capelli una volta l'anno, se i capelli gli danno fastidio. Un nazirita come Sansone è permanente e non è obbligato ad evitare i cadaveri. Questi tipi di naziriti non hanno origine nella Bibbia, ma sono noti tramite la tradizione.Mishneh Torah 3:13

Una persona può diventare nazirita sia che il Tempio di Gerusalemme sia in esistenza o meno. Tuttavia, mancando il tempio, non c'è modo di portare le offerte che facciano terminare il periodo nazireo, quindi il voto diventa permanente, rientrando nel 2º tipo succitato.Mishneh Torah 2:20–23

Ripetere il nazireato Se un nazirita non riesce a soddisfare i citati tre obblighi, possono verificarsi delle conseguenze. Tutto o parte del tempo che la persona ha passato come nazirita potrebbe essere necessario ripeterlo. Inoltre, la persona potrebbe essere obbligata a sacrifici.

Se un nazirita debba ripetere il tempo di nazireato dipende da che parte del voto sia stato trasgredito. Quel nazirita che divenisse contaminato da un cadavere è obbligato a cominciare l'intero periodo di nazireato nuovamente. Nella Mishnah, la Regina Elena di AdiabeneElena di Adiabene () fu regina di Adiabene e moglie del re assiro Monobaz I e fu la madre di Izates II e Monobaz II. Morì verso il 56 e.v. Il suo nome ed il fatto che fosse sorella di suo marito, fanno pensare ad un'origine ellenistica. Si convertì all'Ebraismo verso il 30 e.v. Cfr. Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche XX.2, § 1. Vedi anche Gottheil, Richard & M. Seligsohn: "Helena" su Jewish Encyclopedia. promise di essere una nazirita per sette anni, ma venne contaminata vicino alla fine di ciascuno dei due suoi primi periodi nazirei, costringendola a ricominciare due volte. Fu nazirita per totale di 21 anni.Alternativamente per un totale di 14 anni: cfr. Mishnah Trattato "Nazir" 3:5 I naziriti che si rasano la testa sono obbligati a rifare gli ultimi 30 anni del periodo nazireo. Tuttavia, se il nazirita beve del vino, il periodo di nazireato continua normalmente.Mishneh Torah 6:1–3;Mishna Trattato "Nazir" 6:5

Diventare nazireo Un IsraelitaMishneh Torah 2:16 uomo o donna, può diventare nazirita solo con una dichiarazione verbale intenzionale.Mishneh Torah 1:5 Tale dichiarazione può esser fatta in qualsiasi lingua e può essere formulata nella maniera più semplice, dicendo per esempio "anch'io" quando passa vicino ad un nazirita.Mishneh Torah 1:6

La persona può specificare la durata, a partire da 30 giorni in su. Se una persona non lo specifica, o specifica un periodo di tempo inferiore ai 30 giorni, il voto è di 30 giorni.Mishneh Torah 3:1,2 Una persona che dice "Sono nazirita per sempre" o "Sono nazirita per tutta la vita" è un nazirita permanente (nr. 2) e leggi leggermente differenti vengono applicate. Similmente, se una persona dice "Sono un nazirita come Sansone" (nr. 3), le leggi dei naziriti come Sansone vengono applicate. Tuttavia, se una persona dice che è nazirita per mille anni, questa persona è un nazirita regolare.

Un padre, ma non una madre, può dichiarare nazirita suo figlio, ma non sua figlia. Ciononostante, il figlio o qualsiasi membro stretto della famiglia ha il diritto di rifiutare tale condizione.Mishneh Torah 2:14–15

Essere un nazireo Questo voto, come già specificato in apertura di voce, richiedeva che l'uomo o la donna osservassero le seguenti restrizioni: Astenersi dal vino, aceto di vino, uva e uva passa; Evitare di tagliarsi i capelli del capo; Evitare di venire a contatto con cadaveri o tombe, anche di membri di famiglia, o entrare in qualsiasi struttura che contenga cadaveri o tombe.

È inoltre proibito al nazirita di consumare uva o derivati dell'uva, anche se non alcolici. Secondo l'interpretazione rabbinica, al nazirita non viene proibito di bere bevande alcoliche non derivate da uva.Mishneh Torah 5:1–3 Secondo l'interpretazione non rabbinica, al nazirita è proibito di consumare qualsiasi tipo di alcolico o aceto da tale alcolico, indipendentemente dalla fonte.Nuova Versione della Società Editrice Ebraica d'America (New JPS): "vino e altri intossicanti". Le leggi del mescolamento del vino o uva con altri cibi sono simili alle altre leggi alimentari ebraiche applicabili a tutti gli ebrei.Mishneh Torah 5:7