Sant'Angelo Muxaro (AFI: ; Sant'Àncilu Muxaru in ) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia.

Geografia fisica

Territorio Sant'Angelo Muxaro sorge nell'entroterra agrigentino, a 335 m s.l.m., su un colle gessoso che domina la media valle del fiume Platani, lungo la riva sinistra del corso d'acqua.

Il territorio comunale, esteso per circa 64,5 km², presenta una morfologia prevalentemente collinare ed è caratterizzato da affioramenti gessosi e calcarenitici, modellati dall'erosione fluviale. L'area rientra nel bacino idrografico del Platani ed è interessata da fenomeni carsici, tra cui la Grotta di Sant'Angelo Muxaro (o Grotta Ciavuli), inserita nell'omonima riserva naturale e riconosciuta come geosito di interesse nazionale.

La posizione dominante sulla valle del Platani ha favorito fin dall'antichità l'insediamento umano, come dimostrano i numerosi siti archeologici presenti nell'area, tra i quali la necropoli protostorica e il vicino Monte Castello, identificato da parte della storiografia con l'antica Camico, la leggendaria capitale del re sicano Cocalo.

Origine del nome Il toponimo Sant'Angelo Muxaro è composto da due elementi di diversa origine. La prima parte, Sant'Angelo, è generalmente ricondotta al culto di Angelo da Gerusalemme, detto anche Angelo di Sicilia, al quale è dedicata la chiesa madre e che è venerato come patrono del comune.

L'origine del secondo elemento, Muxaro, è invece controversa. La forma siciliana Muxaru, dalla quale deriva l'attuale adattamento italiano, conserva l'antica grafia siciliana, nella quale la lettera ⟨x⟩ rappresentava il suono della fricativa postalveolare sorda ([ʃ]), analogamente a quanto avveniva in altre lingue romanze, come quelle iberiche. Tale grafia è attestata anche in altri toponimi siciliani, quali Buscemi, Calascibetta e Sciacca, mentre nell'ortografia moderna è generalmente sostituita dal nesso ⟨sc⟩, da cui le varianti Musciaro e Musciaru..

Per quanto riguarda l'etimologia, diversi studiosi la riconducono all'lingua araba. Secondo una prima ipotesi il nome deriverebbe da Muʿaṣṣar, con il significato di «luogo d'asilo» o «rifugio»; un'altra interpretazione lo collega invece al termine Mushar, «luogo d'osservazione», probabilmente in riferimento alla posizione dominante del colle sul quale sorge l'abitato. Nessuna di tali ipotesi ha tuttavia trovato un consenso definitivo nella letteratura specialistica.

Storia Dalle origini all'età classica Il territorio di Sant'Angelo Muxaro è frequentato fin dalla preistoria, come attestano le numerose testimonianze archeologiche rinvenute nell'area, tra cui vaste necropoli rupestri e un importante abitato dell'età del bronzo e della prima età del ferro. Gli insediamenti sono generalmente attribuiti alle popolazioni dei Sicani e costituiscono uno dei principali riferimenti archeologici per lo studio della Sicilia centro-occidentale tra il XIII e il VII secolo a.C.Vincenzo La Rosa, Le popolazioni della Sicilia: Sicani, Siculi, Elimi, in AA.VV., Italia, Libri Scheiwiller, Milano, 1989, pp. 40-45.

Una parte della storiografia identifica il vicino Monte Castello con l'antica Camico, la leggendaria capitale del re sicano Cocalo, ricordata dalle fonti classiche come il luogo nel quale Minosse, giunto in Sicilia alla ricerca di Dedalo, avrebbe trovato la morte.Hdt. VII, 170,1; per l'identificazione si veda Pietro Vannicelli e Aldo Corcella (a cura di), Erodoto. Le Storie. Libro VII. Serse e Leonida, Fondazione Lorenzo Valla, Milano, 2017. La tradizione fu ripresa anche da Sofocle, che dedicò all'episodio la tragedia perduta Καμίκιοι (Gli abitanti di Camico).

Gli scavi archeologici condotti nel territorio hanno restituito ricchi corredi funerari, oggi conservati in gran parte presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa e il Museo archeologico regionale Pietro Griffo di Agrigento, confermando l'importanza dell'insediamento nell'età protostorica.

Dal Medioevo all'età moderna L'attuale abitato si sviluppò in età medievale. Agli inizi del XVI secolo il territorio accolse una colonia di profughi albanesi, rifugiatisi in Sicilia in seguito all'espansione dell'Impero ottomano nei Balcani. La presenza arbëreshe influenzò per alcuni secoli la vita religiosa e culturale della comunità, nella quale era praticato il rito greco-bizantino.

Nel corso del XVII secolo la baronia appartenne dapprima ai Tagliavia d'Aragona e successivamente ai Pignatelli, duchi di Monteleone. Durante questo periodo il rito greco-cattolico venne progressivamente sostituito da quello latino e la comunità arbëreshe fu interessata da un graduale processo di assimilazione linguistica e culturale.

Il dominio feudale dei Pignatelli terminò nel 1812, quando il Parlamento di Sicilia approvò l'abolizione della feudalità nel Regno di Sicilia.

Dall'Unità d'Italia ai giorni nostri Dopo la spedizione dei Mille e la proclamazione del Regno d'Italia, Sant'Angelo Muxaro seguì le vicende amministrative del nuovo Stato unitario, mantenendo un'economia prevalentemente agricola fondata sulla cerealicoltura, sull'olivicoltura e sull'allevamento.

Nel corso del XX secolo il comune è stato interessato dal fenomeno dell'emigrazione verso l'Italia settentrionale e l'estero, comune a gran parte dell'entroterra siciliano. Parallelamente si è sviluppata una crescente attività di tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico, culminata nell'istituzione dell'Area archeologica di Sant'Angelo Muxaro, che conserva alcune delle più importanti testimonianze della civiltà sicana della Sicilia.

Simboli

Dalla seconda metà del XX secolo il comune utilizzò uno stemma privo di concessione ufficiale, raffigurante «di verde, alla testa di un arabo di carnagione con turbante sormontato da una mezzaluna».

L'impiego di tale emblema contribuì alla diffusione della tradizione secondo la quale il territorio sarebbe stato governato da un principe arabo di nome Mushar, ipotesi priva di riscontri documentari. Nel 2020 l'amministrazione comunale avviò quindi il procedimento per l'adozione di nuovi simboli civici, fondato su una ricerca storico-araldica svolta presso gli Archivi di Stato di Roma, Palermo e Agrigento.

Con decreto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella del 12 gennaio 2021 sono stati concessi lo stemma, il gonfalone e la bandiera ufficiali del comune.

Stemma Lo stemma è interzato in palo e riunisce i principali elementi identificativi della comunità: il riferimento ai Medici e ai Branciforte, antichi feudatari del territorio; l'effigie di Angelo da Gerusalemme, patrono del comune; la testa di un arabo, memoria della tradizione storica legata all'origine del toponimo; due torri, richiamo all'antica Camico, e un airone, elemento caratteristico della fauna della valle del fiume Platani. Il motto è .

Gonfalone Il gonfalone è un drappo di giallo bordato di rosso, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale.

Bandiera La bandiera è un drappo rettangolare troncato di giallo e di rosso, recante al centro lo stemma comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose

Tra i principali edifici di culto del comune si annoverano:

la chiesa madre di Sant'Angelo Martire, dedicata al patrono del paese e principale luogo di culto della comunità; la chiesa della Beata Maria Vergine del Monte Carmelo, edificata in età moderna e legata alla tradizione carmelitana locale.

Siti archeologici

Il territorio comunale conserva uno dei più importanti complessi archeologici della Sicilia protostorica, costituito da necropoli rupestri, tombe monumentali e resti di insediamenti attribuiti ai Sicani.

Tra le principali emergenze figurano:

la Tomba del Principe, monumentale sepoltura scavata nella roccia e databile all'età del bronzo, celebre per il ricco corredo funerario rinvenuto al suo interno e oggi conservato in gran parte presso il Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa; la necropoli protostorica di colle Sant'Angelo; la necropoli delle Grotticelle; i ruderi del castello medievale di Qalʿat al-Mushariʿa.

L'area archeologica è stata tradizionalmente identificata da parte della storiografia con l'antica Camico, la leggendaria capitale del re sicano Cocalo, presso la quale, secondo la tradizione classica, sarebbe stato ucciso Minosse mentre era alla ricerca di Dedalo. L'identificazione rimane tuttavia oggetto di dibattito e altre ipotesi localizzano la mitica città presso Colle Madore, nel territorio di Lercara Friddi, oppure in corrispondenza delle Grotte della Gurfa, nel territorio di Alia.Pietro Vannicelli, Aldo Corcella (a cura di), Erodoto. Le Storie. Libro VII. Serse e Leonida, Fondazione Lorenzo Valla, Milano, 2017.

Società Evoluzione demografica

Cultura Musei Il principale istituto museale del comune è il MuSAM - Museo archeologico di Sant'Angelo Muxaro, inaugurato nel dicembre 2015 con l'obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e archeologico del territorio, in particolare i reperti provenienti dagli scavi dell'antica area sicana.

In occasione dell'apertura del museo, il British Museum concesse eccezionalmente il prestito temporaneo della celebre phiale aurea, una coppa rituale in oro risalente all'VIII secolo a.C., rinvenuta nell'Ottocento nella cosiddetta Tomba del Principe e acquisita dal museo londinese nel 1772.

Il percorso espositivo documenta la storia del territorio dalla protostoria all'età medievale, con particolare attenzione alla civiltà dei Sicani e alle scoperte archeologiche effettuate nell'area di Sant'Angelo Muxaro e del vicino Monte Castello.

Economia L'economia di Sant'Angelo Muxaro è tradizionalmente fondata sull'agricoltura e sull'allevamento. Tra le principali coltivazioni figurano cereali, olivo, mandorlo e pistacchio, affiancati da produzioni orticole e foraggere tipiche dell'entroterra agrigentino.

Il territorio comunale rientra inoltre nell'area di produzione del Pistacchio di Raffadali a Denominazione di origine protetta (DOP), istituita dall'Unione europea, insieme a numerosi altri comuni della provincia di Agrigento.

Amministrazione Sindaci

Gemellaggi .

Altre informazioni amministrative Il comune di fa parte della regione agraria n. 3 - Colline del Platani.

Note

Voci correlate Arbëreshë Solfara Lamela

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