Biografia Riccardo era figlio di Edoardo, principe di Galles e di Giovanna di Kent, e nipote del re Edoardo III. Il Principe Nero, abile soldato, si era distinto sui campi di battaglia nella prima fase della guerra dei cent'anni, in particolare durante la battaglia di Poitiers del 1356. Nel 1370, durante una campagna militare in Spagna, il Principe di Galles si ammalò di dissenteria: tornato in Inghilterra, morì a Westminster qualche anno dopo, nel 1376, lasciando come erede al trono il giovane Riccardo.

Riccardo Plantageneto era nato nell'abbazia di Sant'Andrea di Bordeaux, nel territorio del principato inglese di Aquitania, il 6 gennaio 1367. Secondo le cronache del tempo tre sovrani parteciparono alla nascita del principe: il re di Castiglia, quello di Navarra e quello del Portogallo. Questo aneddoto, assieme al fatto che Riccardo fosse nato proprio il giorno dell'Epifania, portarono alla realizzazione del Dittico Wilton, nel quale Riccardo è raffigurato come uno dei tre re che rendono omaggio alla Vergine e al Bambino. Il fratello maggiore di Riccardo, Edoardo d'Angoulême, morì nel 1371 e Riccardo divenne il secondo in linea di successione al trono di suo nonno Edoardo III.

La prima giovinezza

Giovanni, duca di Lancaster, suo zio, a capo di un consiglio di dodici membri, governò per conto di Riccardo nei primi anniIl regno d'Inghilterra fu sotto l'influenza del duca di Lancaster, fino al 1386, anno in cui Giovanni guidò un esercito inglese nella penisola iberica a reclamare il trono di Castiglia e León in nome della moglie, sposata nel 1372, Costanza, figlia ed erede di Pietro I di Castiglia. del suo regno e fu con la rivolta dei contadini del 1381 che Riccardo venne alla ribalta. Fu lui a dover negoziare con Wat Tyler, John Ball e con gli altri capi ribelli e le loro schiere di migliaia di armati, cosa che indubbiamente richiese del coraggio per un ragazzo di soli quattordici anni. Il 14 giugno Riccardo con l'arcivescovo Simon Sudbury, incontrò i ribelli e offrì il perdono ai capi della ribellione, accordando loro tutto ciò che chiedevano. Ma la fazione estremista dei ribelli, giudicando Sudbury e altri cortigiani traditori, mentre portavano a termine la stesura dei documenti li catturarono, li decapitarono e si riversarono per le strade di Londra, commettendo tutta una serie di uccisioni, tra cui una strage di fiamminghi.

Il mattino seguente Riccardo incontrò Tyler, che pare aumentasse le richieste dei rivoltosi e usasse poco rispetto nei confronti del re e del suo seguito; fu allora che William Walworth colpì Tyler uccidendolo, mentre il giovane re si rivolse ai contadini privi del loro capo e titubanti, invitandoli a tornare alle loro case e guidandoli sino alle porte della città, senza altro spargimento di sangue. Rimane dubbio se Riccardo avesse premeditato ciò. Comunque queste azioni ebbero l'effetto di disperdere le forze ribelli dalle strade di Londra, rispedendole nelle contee di provenienza, dove la rivolta si esaurì nell'arco di poche settimane e alla fine dei disordini seguì una repressione severa, che però, seguendo vie legali, fu priva di ferocia. Il giovane re sembrò essere molto promettente. Appena divenne adulto, tuttavia, dimostrò un'impressionante incapacità a concludere accordi e compromessi, i quali erano un aspetto essenziale della politica e della diplomazia del 1300, portandolo infine alla rovina.

Comunque, anche per le difficoltà interne di cui sopra, la guerra con la Francia, dopo lo sfortunato attacco a Saint-Malo (1378), gradualmente si spense e per tutto il regno di Riccardo non riprese più. Anzi dopo la crociataLuigi II delle Fiandre appoggiava il papa di Avignone, l'antipapa Clemente VII ed era contro Urbano VI. contro il conte Luigi II delle Fiandre, appoggiata dal papa Urbano VI, e truppe inglesi, guidate dal vescovo di Norwich, nelle Fiandre filo inglesi, conclusasi con un nulla di fatto, e l'aiuto dato a Gand assediata, tra Francia e Inghilterra venne stipulata una tregua, che a marzo del 1396, a Parigi, alle nozze di Riccardo e Isabella di Valois, fu prorogata per ventotto anni.

Rapporto tra la Hansa e il regno d'Inghilterra, sotto Riccardo II Nel 1378, subito dopo essere salito al trono, i rapporti del regno con la Hansa si fecero tesi, in quanto ai mercanti inglesi che reclamavano un trattamento di favore nei porti del Mar Baltico, come i mercanti della Hansa ricevevano in Inghilterra, fu risposto negativamente da un'assemblea della Hansa tenutasi a Lubecca.

Una delegazione anseatica, però si recò a Londra e riuscì a farsi confermare da Riccardo i privilegi acquisiti con Edoardo I d'InghilterraLa Charta Mercatoria di Edoardo I d'Inghilterra, in cambio della promessa di pagare ulteriori tasse sulle merci importate o esportate, concedeva ampi privilegi ai mercanti stranieri; ma tali privilegi furono sfruttati soprattutto dai mercanti della Hansa. in cambio di una vaga promessa di concedere gli stessi privilegi ai mercanti inglesi, nei porti della Hansa. L'Hansa riuscì però a eludere le proprie responsabilità, sino a che nel 1386, si arrivò all'interruzione dei rapporti e del commercio con conseguenti attacchi al naviglio avversario e rappresaglie.

Nel 1388 fu firmato un trattato che permetteva ai mercanti inglesi di tornare a Danzica e in tutti gli altri porti prussiani. Dopo poco tempo però le agevolazioni ai mercanti inglesi furono soppresse e la situazione tra il regno d'Inghilterra e la Hansa tornò a essere di tensione continua per tutta la durata del regno di Riccardo.

Prima crisi del 1387-88

Appena Riccardo prese il controllo degli affari di governo, estromise molti dei nobili affermati, quali Thomas de Beauchamp, XII conte di Warwick, Richard FitzAlan, XI conte di Arundel, e suo zio, Tommaso Plantageneto, I duca di Gloucester. Per il suo consiglio si rivolse invece a un ristretto circolo di favoriti, uomini come il diletto Robert de Vere, duca d'IrlandaSecondo il cronista inglese contemporaneo di Riccardo, Thomas Walsingham, probabilmente Riccardo ebbe una relazione amorosa con Robert de Vere, duca d'Irlanda., Conte di Oxford e Michael de la Pole, I Conte di Suffolk, che Riccardo elevò alla dignità di conte e nominò Cancelliere d'Inghilterra. I nobili che il monarca aveva trascurato, formarono il primo nucleo di un gruppo ostile, il quale si definì dei “Lord Appellanti”. Appare chiaro che il concetto basilare del loro appello fu di continuare la guerra contro la Francia, in opposizione alla politica pacifista di Riccardo; scopo che molti di loro inseguirono per tornaconto personale, piuttosto che per l'interesse della nazione.

Comunque il parlamento si riunì nell'ottobre del 1386 e, sotto la pressione dei Lord Appellanti, richiese a Riccardo di rimuovere i suoi impopolari consiglieri. Mentre il de Vere fu esiliato in Irlanda (Riccardo lo nominò duca d'Irlanda), il re dovette accettare che il Conte di Suffolk, nel 1387, fosse sostituito dal fratello del conte di Arundel e poi fosse giudicato, multato e messo in carcere, per un breve periodo. Il re chiuse i lavori del parlamento e si mise a percorrere tutte le contee, cercando appoggi. Rientrò a Londra, solo nel novembre 1387. Riccardo dispose l'arresto del Conte di Arundel, uno dei leader dei Lord Appellanti, mentre il duca d'Irlanda, de Vere, aveva raccolto un esercito, nel Cheshire, e si diresse verso Londra ma, il 20 dicembre, fu sopraffattoRobert de Vere fuggì sul continente dove morì, nel 1392. dalle forze dei predetti Lord a Radcot Bridge, nell'Oxfordshire e il sovrano fu costretto a sottomettersi completamente, correndo il rischio di essere deposto.

Nel 1388 il parlamento inglese si riunì il 3 febbraio e, noto come il cattivo parlamento, concluse i suoi lavori il 4 giugno, mise sotto accusa l'operato del re e dei suoi consiglieri. Riccardo cercò di invalidare i capi di accusa attraverso il parere di eminenti giuristi, ma gli fu risposto che la camera dei lord non era vincolata né al diritto romano né ad alcun giudice di grado inferiore, per cui i consiglieri vennero giudicati sulla base dei capi di accusa e condannati (otto furono giustiziati per tradimento e gli altri furono esiliati). Eliminati gli impopolari consiglieri di Riccardo II, per undici mesi l'Inghilterra rimase sotto il controllo del partito degli accusatori, con il monarca spogliato di quasi tutta la sua autorità.

Una pace fragile

Negli anni che seguirono Riccardo sembrava aver recepito la lezione del 1387 e divenne più cauto nel trattare con i baroni. Nel 1390 fu organizzato un torneo per celebrare la maggiore età del sovrano e la ritrovata armonia da quando era tornato dalla Spagna Giovanni, duca di Lancaster per guidare i Lord Appellanti. La squadra dei cavalieri di Riccardo, I Cervi, indossarono tutti il medesimo simbolo, un cervo bianco, che il sovrano aveva scelto per se stesso.

Riccardo inoltre accordò preferenza a interessi signorili quali il buon cibo, insistendo che venissero usati a corte i cucchiai. Abbellì Westminster Hall con un nuovo soffitto ligneo e si dimostrò un erudito mecenate delle arti, dell'architettura e della letteratura. In questo senso può esser visto come un primo esempio di ciò che più tardi fu il principe modello del Rinascimento. I suoi gusti tuttavia precorrevano i tempi e molti cominciarono a farlo vedere come un altro Edoardo II, in qualche modo indegno dell'eredità militare dei Plantageneti, visti i suoi gusti raffinati. Riccardo fu privo della sete di battaglia di suo nonno: la campagna di Scozia del 1385 non fu decisiva e firmò una tregua di 28 anni con la Francia nel 1396, che risultò immensamente impopolare in patria, malgrado gli utili che la pace portò al regno.

L'impegno di Riccardo II verso la pace anziché la guerra può essere ravvisato anche nella sua prima spedizione in Irlanda nel 1394. Egli suggerì una politica assennata basata sulla comprensione che i ribelli irlandesi erano spinti dal malcontento nei confronti dei proprietari terrieri inglesi assenteisti e che forse i sediziosi avevano diritto a qualche risarcimento. Coloro i quali egli classificò come i “selvaggi irlandesi” (gli irlandesi indigeni che non avevano aderito alla causa ribelle), furono trattati con benevolenza e rispetto.Se tale politica non fosse stata stroncata dall'usurpazione del trono, è possibile che l'Irlanda si sarebbe potuta risparmiare secoli di lotta. Comunque il viaggio da Waterford a Dublino ebbe più il carattere di una campagna che di un viaggio reale.

Nonostante la sua attitudine a pensare in maniera progressista per proteggere la cultura e le arti, Riccardo sembrò aver sviluppato un'ardente dedizione all'antico ideale del "Divine Right of Kings", ossia il sentimento che egli doveva essere indiscusso e libero da vincoli nel modo in cui egli governava il regno. Egli divenne un accanito sostenitore della tradizione, insistendo nell'essere appellato “Maestà” e “Altezza” e sedendo solo per ore indossando la corona; coloro che gli si rivolgevano dovevano mantenere lo sguardo abbassato in segno di deferenza. Dopo la morte della regina Anna, nel 1394, divenne ancora più rigido. Commissionò il primo ritratto reale, un evento molto solenne in cui egli guardava austero verso il basso. Nel dittico di Wilton House, Riccardo fu ritratto insieme a Giovanni Battista e ai santi re anglosassoni Edmondo ed Edoardo il Confessore, il che rifletteva non solo la sua attitudine verso il proprio regno, ma anche la sua sincera devozione religiosa.

Seconda crisi del 1397-99 e deposizione di Riccardo