Il dollaro è stata la valuta ufficiale dello Zimbabwe, fino al 12 aprile 2009, quando a causa dell'imponente inflazione, la dollarizzazione ha portato ad utilizzare esclusivamente altre valute al suo posto per le transazioni nel paese. Il dollaro zimbabwese era suddiviso in 100 cent. Normalmente veniva abbreviato con il simbolo del dollaro "$" o, in alternativa, con "Z$" per distinguerlo da altre valute chiamate dollaro. Pur essendo tra le valute più pregiate al momento dell'introduzione nel 1980, nel 2009 era la più inflazionata al mondo.
Storia Il dollaro zimbabwese e il suo predecessore, il dollaro rhodesiano, non erano veri dollari, poiché non erano discendenti diretti del real da 8 spagnolo, come nel caso invece del dollaro statunitense, del dollaro canadese e del dollaro dei Caraibi Orientali. Il dollaro rhodesiano era essenzialmente pari a mezza sterlina britannica quando fu adottato durante la decimalizzazione del 1970; pratica che venne seguita in altri paesi del Commonwealth come Sudafrica, Australia e Nuova Zelanda. La scelta del nome fu dovuta al fatto che il ridotto valore della nuova unità di conto risultava maggiormente correlato al valore del dollaro statunitense piuttosto che a quello della sterlina britannica.
Primo dollaro Il dollaro zimbabwese venne introdotto nel 1980 in sostituzione del dollaro rhodesiano alla pari. Il codice ISO 4217 iniziale fu "ZWD". Al momento dell'introduzione, il dollaro aveva un valore superiore al dollaro statunitense (ZWD 0,68 = USD 1). Tuttavia il valore della valuta si è eroso molto rapidamente negli anni. Il 26 luglio 2006 il valore del dollaro al mercato parallelo è caduto ad un milione di dollari per una sterlina britannica.
Secondo dollaro Nell'ottobre 2005 il capo della Banca Centrale dello Zimbabwe, Gideon Gono, annunciò che "lo Zimbabwe avrebbe avuto una nuova valuta entro l'anno successivo". Furono preparate nuove monete e banconote per sostituire quelle in uso. Gono non fornì il nome della nuova valuta. Nel giugno 2006 il ministro delle finanze, David Chapfika, affermò che lo Zimbabwe doveva raggiungere la stabilità macroeconomica (cioè un'inflazione a sole due cifre) prima di poter introdurre una nuova valuta.
Il dollaro fu ridenominato il 1º agosto 2006 con un cambio di 1 secondo dollaro = 1 000 primi dollari. Il nuovo dollaro era suddiviso in 100 cent anche se, in pratica, i cent non vennero mai usati. Oltre ad emettere il nuovo dollaro, il governo lo svalutò del 60% rispetto al dollaro USA (vedi la tabella storica dei tassi di cambio più avanti), da 101 000 vecchi dollari (pari a 101 rivalutati) a 250 nuovi dollari. Il codice ISO 4217 inizialmente assegnato alla nuova valuta era "ZWN" ma, a causa dell'impossibilità della banca centrale di affrontare un cambio valutario, si decise di lasciare il vecchio "ZWD".
La campagna per la rivalutazione, che Gideon Gono denominò "Operazione Alba" (in inglese: "Operation Sunrise"), venne completata il 21 agosto 2006. Si stima che circa 10 000 miliardi di vecchi dollari (pari al 22% dell'offerta di moneta) non furono riscattati durante questo periodo.
Il 12 dicembre 2006, in un memorandum inviato alle banche e ad altre istituzioni finanziarie, Gono lasciò intendere che avrebbe definito la successiva fase delle sue riforme monetarie (denominata "Project Sunrise Two") al momento della presentazione del documento di revisione della politica monetaria, prevista per il gennaio 2007. Non fu possibile avere conferma immediata dall'ufficio di Gono se il memorandum potesse essere ritenuto un avviso alle banche riguardo al lancio della nuova valuta in gennaio. Ma l'amministratore delegato di una delle più grandi banche del paese affermò che gli operatori industriali avevano inteso dal memo del governatore che la nuova moneta sarebbe stata introdotta il mese successivo. Un nome possibile pareva essere "ivhu", che significa "terra" in lingua shona.
L'anno successivo, il 2 febbraio 2007, la banca centrale rivelò che "presto" sarebbe stato emesso un nuovo dollaro (il terzo), e diede alcuni dettagli delle nuove banconote (si veda oltre). Tuttavia, con l'inflazione che in quel momento era ancora a quattro cifre, le banconote rimasero in magazzino. Durante lo stesso mese di febbraio, la banca centrale dichiarò l'inflazione "illegale", vietando qualsiasi aumento sui prezzi di determinati beni di prima necessità tra il 1º marzo e il 30 giugno 2007. I dirigenti di alcune imprese locali furono arrestati con l'accusa di aver aumentato i prezzi dei loro prodotti. Gli economisti in generale dubitano che tali misure possano essere efficaci per eliminare il problema nel lungo periodo.
L'economista Eddie Cross affermò il 15 giugno 2007 che "Ci sono voci secondo le quali la banca centrale toglierà altri tre zeri dalla nostra valuta la prossima settimana e questo vorrebbe dire che un dollaro sarà pari a un milione dei vecchi dollari. Nel commercio e nell'industria regna il caos, e gli operatori del settore pubblico sono frenetici".
Il dollaro zimbabwese fu nuovamente svalutato il 6 settembre 2007, questa volta del 92%, per avere un cambio ufficiale di 30 000 dollari locali per un dollaro USA, sebbene il cambio al mercato nero fosse pari a 600 000 dollari locali per 1 USD.
Nel frattempo la società "WM/Reuters" introdusse una valuta nozionale (ISO ZWD) per riflettere più accuratamente i cambi del mercato nero. Infatti, da quando si era cominciata a verificare una penuria di valute estere nel paese, il cambio ufficiale era quasi impossibile da ottenere. Il metodo di calcolo era basato sulla parità di potere d'acquisto, utilizzando la doppia quotazione di alcune società nelle borse valori di Harare (ZSE) e di Londra (LSE).
Terzo dollaro
Il 30 luglio 2008 il governatore della banca centrale, Gideon Gono, annunciò che il dollaro sarebbe stato ridenominato. Con effetto dal 1º agosto 2008, 10 miliardi di vecchi dollari (Z2$) sarebbero diventati 1 nuovo dollaro (Z3$); il codice ISO 4217 della nuova valuta sarebbe stato "ZWR". Il progetto prevedeva l'emissione di monete da 5, 10 e 25 dollari e banconote in tagli da 5, 10, 20, 100 e 500 dollari. Mentre all'impresa tedesca "Giesecke & Devrient" veniva revocato l'incarico di stampare la valuta zimbabwiana, sui giornali apparve la notizia che la nuova valuta era stata stampata prima che il rapporto venisse interrotto e che era stata tenuta in magazzino fino ad allora.
A causa della frequente penuria di denaro contante e della perdita di valore del dollaro, le valute estere vennero effettivamente legalizzate come valuta de facto il 13 settembre 2008, mediante un programma speciale che autorizzava ufficialmente una serie di dettaglianti ad accettare monete straniere. Questo provvedimento non fece altro che riconoscere la dollarizzazione dell'economia che nella realtà era già in corso, con molti commercianti che si rifiutavano di accettare dollari locali, pretendendo invece il pagamento con dollari USA o rand sudafricani. Nonostante la ridenominazione, la banca centrale è stata obbligata a stampare banconote di valore sempre maggiore per stare al passo con la montante inflazione, con i 10 zeri che sono riapparsi alla fine del 2008 (si veda oltre).
Dal 29 gennaio 2009 tutti gli individui e le società dello Zimbabwe sono autorizzati a condurre affari utilizzando qualsiasi valuta.
Quarto dollaro Il 2 febbraio 2009 la banca centrale ha annunciato l'intenzione di rimuovere dalla valuta 12 ulteriori zeri, con 1 000 000 000 000 vecchi dollari (Z3$) scambiati con 1 nuovo dollaro (Z4$). Le nuove banconote sono state introdotte con valori facciali da 1, 5, 10, 20, 50, 100 e 500 dollari. Le banconote del quarto dollaro circolano insieme a quelle del terzo, che hanno continuato ad avere corso legale fino al 30 giugno 2009. Il nuovo codice ISO è "ZWL".
Il dollaro dello Zimbabwe è ormai completamente irrilevante, essendo l'economia del paese quasi del tutto dollarizzata. Anche il servizio postale nazionale, Zimpost, è giunto a farsi pagare dai propri clienti in dollari statunitensi, anche per i francobolli denominati in dollari zimbabwiani.
Nella sua prima relazione sul budget, il ministro delle finanze, Tendai Biti, ha affermato che "la morte del dollaro zimbabwiano è una realtà con la quale dobbiamo vivere; dall'ottobre 2008 la nostra valuta nazionale è diventata moribonda".
Il 12 aprile 2009 il ministro della programmazione economica, Elton Mangoma, ha annunciato la sospensione della valuta locale "per almeno un anno", ponendo di fatto fine al quarto dollaro.. Nel 2015 il dollaro zimbabwese fu ufficialmente demonetizzato. I vecchi conti bancari vennero quindi convertiti e le banconote e le monete ritirate.
Altri tentativi di indipendenza valutaria: quinto dollaro e Zimbabwe Gold Negli anni successivi il governo tentò più volte di reintrodurre strumenti monetari nazionali, come le bond notes (banconote locali introdotte nel 2016, formalmente equivalenti al dollaro USA ma di fatto percepite come una valuta meno affidabile, che contribuirono al ritorno dell’instabilità monetaria) e una nuova versione del dollaro zimbabwese (detta appunto Quinto Dollaro) nel 2019, ma questi esperimenti furono caratterizzati da forte inflazione e scarsa fiducia da parte della popolazione.
Dal 2020 fu nuovamente consentito l’uso di valute estere, dando vita a un sistema ibrido in cui il dollaro statunitense rimase dominante nelle transazioni quotidiane.
Nel 2024 lo Zimbabwe ha introdotto una nuova valuta, lo ZiG (Zimbabwe Gold), teoricamente ancorata a riserve auree e valutarie, nel tentativo di stabilizzare il sistema monetario. Tuttavia, il dollaro statunitense continua ancora oggi a essere ampiamente utilizzato, segno di una fiducia limitata nella valuta nazionale.
Inflazione
L'inflazione dilagante e il collasso dell'economia hanno duramente svalutato la moneta, portando molte organizzazioni ad utilizzare al suo posto il dollaro statunitense, l'euro, la sterlina britannica, il rand sudafricano o il pula del Botswana. All'inizio del XXI secolo il paese cominciò a sperimentare l'iperinflazione. L'inflazione raggiunse il 623% nel gennaio 2004, quindi tornò a valori inferiori (seppur sempre a tre cifre) nel 2004, prima di superare il 1 000% nell'aprile 2006 e raggiungere il 1 281,1% alla fine dell'anno.
L'inflazione raggiunse un altro picco record di 3 714% (anno su anno) nell'aprile 2007. Il tasso mensile per l'aprile del 2007 era di oltre il 100%, implicando che l'inflazione avrebbe potuto presto superare tutte le previsioni, tenuto conto che il 100% mensile prolungato su 12 mesi produce un'inflazione annuale di oltre il 400 000%. A metà anno l'inflazione per il 2007 stava frantumando ogni record, considerando che l'inflazione per il mese di maggio 2007 era stimata al 4 530% (anno su anno).
Il 21 giugno 2007, l'ambasciatore degli Stati Uniti nello Zimbabwe, Christopher Dell, affermò che l'inflazione avrebbe potuto raggiungere il livello di 1,5 milioni percento entro la fine dell'anno. Il tasso d'inflazione non ufficiale in quel momento era di oltre l'11 000%, e il cambio al mercato nero era di 400 000 dollari per una sterlina britannica.
Il 13 luglio 2007 il governo comunicò di aver temporaneamente interrotto la pubblicazione dei dati (ufficiali) relativi all'inflazione; manovra che gli osservatori sostennero mirata a distogliere l'attenzione dalla "inflazione senza controllo che era diventata il simbolo della catastrofe economica senza precedenti del paese".
Il 27 luglio 2007 il Consiglio dei Consumatori dello Zimbabwe ("Consumer Council of Zimbabwe") affermò che, in base ai suoi recenti calcoli sulla spesa mensile di una famiglia urbana composta da sei persone, l'inflazione per il mese di giugno era superiore al 13 000%. L'Ufficio Centrale di Statistica ("Central Statistical Office"), fonte ufficiale dell'indice dei prezzi al consumo, non ha più pubblicato alcun dato dal febbraio 2007, quando comunicò un tasso di inflazione annuo al 1 729%.