Fu uno dei generali e politici italiani di maggior rilievo nell'età napoleonica.

Nato a Modena da una famiglia nobile, Fontanelli aderì alla causa rivoluzionaria durante la prima campagna d'Italia. Prese quindi parte a numerosi scontri al fianco dei francesi, come la battaglia di Faenza, la presa di Corfù e l'assedio di Ancona. Oltre ad essere un ottimo militare, Fontanelli si dimostrò un buon amministratore, il che lo mise in luce agli occhi di Francesco Melzi d'Eril, che a sua volta lo raccomandò a Bonaparte. Dopo essere stato aiutante di campo dell'Imperatore, divenne uno dei comandanti della Guardia Reale italiana. Dopo aver guidato una divisione nel corso della guerra della Quinta coalizione, Fontanelli fu nominato Ministro della Guerra del Regno d'Italia, ricoprendo la carica dal 1811 al 1813. Richiamato al servizio attivo, prese parte alla campagna in Germania, partecipando alla battaglia di Lipsia e difendendo poi la posizione di Hanau. Rientrato in Italia su ordine di Napoleone, si diede all'organizzazione delle reclute nelle fasi finali del conflitto. Dopo la formazione del Lombardo-Veneto, pare fosse coinvolto in una congiura militare anti-asburgica, sebbene negò sempre alcuna partecipazione. Trascorse gli ultimi anni tra Modena e Milano, dove si spense a causa di un tumore.

Biografia Nacque a Modena il 18 novembre 1775. Il padre era il marchese Alfonso Fontanelli, generale e Ministro della Guerra del Ducato di Modena, mentre la madre era Paolina Cervi. Nonostante fosse rimasto orfano di padre in tenera età,. Fontanelli ed i suoi fratelli ricevettero un'ottima istruzione, frequentando il Collegio San Carlo, dove dimostrò una certa attitudine alle materie scientifiche e matematiche.

Dopo l'arrivo dell'Armata d'Italia nei territori emiliani nel 1796, Fontanelli si unì ad un gruppo di volontari modenesi, venendo eletto a comando della coorte, entrando nella Legione Cisalpina. Le truppe sotto il suo comando furono quindi utilizzate per reprimere delle insurrezioni a Concordia e poi nella Garfagnana assieme alla Legione Lombarda del generale Lahoz. Nel 1797, invece, fu aggregato alla brigata del generale Lannes e combatté nella battaglia di Faenza contro le forze papali. Proseguì al fianco delle forze francesi, partecipando alla presa del forte di Sant'Elpidio. e alla presa di Ancona.

Con la nascita della Repubblica Cisalpina fu messo a capo del primo battaglione della 3ª Legione Cisalpina, infine il terzo battaglione della 1ª Mezza Brigata di linea cisalpina. Fu inviato con la sua unità nelle Isole ionie, dove contribuì alla conquista delle isole e divenne amico dell'allora tenente Eugenio di Beauharnais. Tornato in Italia, nel 1799 combatté nella difesa di Ancona; l'anno successivo fu inviato in Toscana con compiti amministrativi, fu catturato dagli austriaci e tenuto prigioniero fino alla pace di Lunéville.

Fu poi nominato aiutante di campo di Napoleone Bonaparte nel 1802, generale di brigata nel 1804 e fu posto al comando della Guardia Reale italiana nel 1807.

Massone, in questo periodo fu membro effettivo della Loggia Reale Augusta di Milano, prima dipendente dal Grande Oriente di Francia e dal 1806 dal Grande Oriente d'Italia con sede a Milano.

Si distinse nella battaglia del Piave, e dopo la battaglia di Wagram (1809), Napoleone lo nominò conte dell'Impero e del Regno d'Italia e gli conferì l'onorificenza della Legion d'onore come grande ufficiale. Nel 1810 fu nominato generale di divisione e nel 1813 ottenne l'ordine della Corona Ferrea. Fu ministro della guerra e della marina del Regno d'Italia dal 1811 al 1813. Dal 1810 al 1813 occupò temporaneamente con le sue truppe il Canton Ticino, con il pretesto di reprimervi il "contrabbando" fra Svizzera e Regno d'Italia, ma in realtà con il progetto della sua annessione, che non ebbe luogo.https://library.oapen.org/bitstream/handle/20.500.12657/49959/1/9788882815141.pdfhttps://m4.ti.ch/fileadmin/DECS/DS/Rivista_scuola_ticinese/ST_n.65/ST_65_tavola_14_occupazione_truppe_Regno_Unito.pdf La Costituzione della Repubblica Elvetica attribuì il Mendrisiotto al Cantone di Lugano e la popolazione, consultata, scelse l'annessione alla Repubblica Elvetica.

Prese parte alla battaglia di Lipsia (16-19 ottobre 1813) alla testa della XV divisione di fanteria, il IV Corpo di Bertrand, composta di quattro reggimenti e una batteria divisionale (brigate Sant'Andrea e Moroni) di italiani. Dopo Lipsia la divisione da lui comandata riuscì a conservare Lindenau, mantenendo così aperta l'unica via di ritirata a quel che restava della Grande Armata.

Alla caduta del Regno d'Italia, fu inserito nei ranghi dell'esercito austriaco come luogotenente maresciallo e, messo a riposo nel 1816, visse prevalentemente nella sua villa di Marzaglia, presso Modena, che lasciò per Milano soltanto il 2 febbraio 1831, su ordine del governo ducale, per evitare che potesse essere utilizzato il suo nome nella congiura capeggiata da Ciro Menotti. A Milano morì nel 1838 di un tumore osseo.

Aveva sposato il 17 novembre 1813, in seconde nozze, Lucia Frapolli, nota amica di Ugo Foscolo, e ne aveva avuto sei figli. Tra questi, Camillo Fontanelli diverrà senatore del Regno d'Italia.

Onorificenze

Note

Bibliografia

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