La caccia al cinghiale è la caccia praticata a scopo alimentare, commerciale o ricreativo avente come obiettivo principale il cinghiale (Sus scrofa), anche se gli stessi metodi possono essere utilizzati per la caccia ad altri suidi, come maiali rinselvatichiti o pecari: essa viene effettuata mediante lance, spade, frecce o armi da fuoco. Si tratta di una pratica venatoria molto diffusa, oggi come in passato, nel mondo: il cinghiale infatti, già di per sé originario di un habitat piuttosto vasto (dalla Spagna all'Indonesia, oltre che in Nordafrica), è stato nei secoli introdotto a più riprese anche in nuovi territori, come l'AmericaJaeckle, Peter (2009), Hunting boar and wild pigs: the definite guide to more successful boar hunting in California and elsewhere, Wilmington, United Seabears Corp., 0-89532-066-5, pp. 10-19 : attualmente, la popolazione di suinidi selvatici statunitensi, eccezion fatta per l'occasionale sconfinamento, in Texas, di pecari centro-americani, è principalmente composta da ibridi (cd. razorback) tra maiali rinselvatichiti e cinghiali fuggiti dalle riserve di caccia specializzate. Dette aree di caccia allevano selettivamente cinghiali eurasiatici per danarosi appassionati. e l'Oceania, proprio a scopo alimentare.

Attualmente la caccia al cinghiale a scopo alimentare viene praticata come forma di sussistenza solo dalle culture a base tribale africane, americane ed asiatiche, mentre nelle regioni industrializzate essa viene praticata soprattutto come hobby o per necessità (abbattimento selettivo) dettata dalla preservazione di un ecosistema minacciato dalla presenza "invasiva" dei cinghiali riprodottisi senza controllo.

La preda

Il cinghiale (Sus scrofa Linnaeus, 1758) è un mammifero artiodattilo della famiglia dei Suidi. Da sempre considerato al contempo una preda ambita per la sua carne ed un fiero avversario per la sua tenacia in combattimento, in virtù di questo strettissimo legame con l'uomo il cinghiale appare assai frequentemente, e spesso con ruoli da protagonista, nella mitologia di moltissimi popoli, e solo nel corso del secolo passato ha cessato di essere una fonte di cibo di primaria importanza per l'uomo, soppiantato in questo dal suo discendente domestico, il maiale.

Gli esemplari adulti misurano fino a 180 cm di lunghezza, per un'altezza al garrese che può sfiorare il metro ed un peso massimo di un quintale circa.Haseder (2000) [e] Stinglwagner, Knaurs großes Jagdlexikon, Monaco di Baviera, Weltbild Verlag, p. 732. Sussistono tuttavia grandi variazioni di dimensioni e peso a seconda delle sottospecie, con tendenza all'aumento dei sopracitati parametri in direttrice Sud-Ovest/Nord-Est: gli esemplari spagnoli di cinghiale, infatti, raramente superano gli 80 kg di peso, mentre in Russia si avrebbe notizia di esemplari di peso superiore ai tre quintali. In ogni caso, i maschi hanno dimensioni e peso ben maggiori rispetto alle femmine. Nelle Alpi italiane il peso dei cosiddetti "neri", soggetti con mantello scuro, grigio-nerastro, morfologicamente adulti, oscilla tra i 100 ed i 200 kg: nel centro e sud Italia, invece, il peso medio è sugli 80–90 kg, con esemplari che possono raggiungere il quintale e mezzo di peso.

Principale arma di difesa del cinghiale sono i canini, erroneamente definiti zanne, che nel maschio hanno dimensioni tali da protrudere al di fuori della bocca, inarcandosi verso l'alto. I canini inferiori (detti difese) sono più grandi di quelli superiori (detti coti): essi sono profondamente conficcati nella mandibola e possono raggiungere in casi eccezionali i 30 cm di lunghezza (standard 15–20 cm; solo 10 cm per le femmine), di cui comunque meno della metà protrudono dalla bocca; crescono con un'incurvatura verso l'alto di 180°, andando a creare interferenza con i canini superiori e mantenendosi così sempre affilati.Clarke, [et al.] (1992), A comparison of tooth eruption and wear and dental cementum techniques in age determination of New Zealand feral pigs, in Wildl. Res., n. 19, pp. 769-777.

I cinghiali sono animali grossi e forti, che non esitano ad attaccare per primi se disturbati: per questo motivo, è abbastanza raro che un predatore scelga di cacciare questi animali, qualora disponga di altre specie meno impegnative da cacciare. Eccezion fatta per l'uomo, vero grande predatore del cinghiale, solo carnivori al vertice della catena alimentare cacciano il pericoloso suino selvatico: tigriYudakov & Nikolaev, The Ecology of the Amur Tiger [Chapter 13] : le tigri cacciano occasionalmente i cinghiali, piombando loro addosso dall'alto e finendoli velocemente con un morso alla gola, per evitare che l'animale, riavutosi dalla sorpresa e dallo spavento, reagisca ed attacchi a sua volta., lupiLa predazione del cinghiale da parte del lupo varia enormemente a seconda della tipologia di lupo e di cinghiale presente nell'area geografica di riferimento. Mattioli [et al.] (1992). Alimentazione del lupo nelle Foreste Casentinesi: relazioni con le popolazioni di ungulati domestici e selvatici. Atti del Convegno sul lupo. WWF – Parma: il lupo italiano caccia preferibilmente i cuccioli di cinghiale rimasti incustoditi; Graves, Will (2007), Wolves in Russia: Anxiety throughout the ages, ISBN 1550593323, p. 222 : Il lupo siberiano o quello spagnolo si nutrono abitualmente anche di cinghiali adulti, previo accerchiamento della vittima prescelta da parte di tutto il branco. Maillard, Fournier (1995), Effects of shooting with hounds on size of resting range of wild boar (Sus scrofa L.) groups in Mediterranean habitat, in Ibex J.M.E., n. 3, pp. 102-107 ; Gaillard, Vassant, Klein (1987), Some characteristics of the population in dynamics of wild boar (Sus scrofa scrofa) in a hunted environment, in Gibier Faune Savage, n. 4, pp. 31-49 : La caccia da parte dei lupi rende i cinghiali più aggressivi nei confronti di qualsiasi canide., orsi, leopardila preda preferita del leopardo indiano è il cervo pomellato, ma non disdegna affatto cinghiali, entelli, antilopi cervicapre e pavoni, iene striate ed i coccodrilli.In Australia, ove il cinghiale è stato introdotto dall'uomo a scopo venatorio, il coccodrillo è l'unico predatore autoctono in grado di abbattere il suino selvatico, la cui incontrollata diffusione sul suolo nazionale, latrice di pesantissime ripercussioni sull'ecosistema, costituisce oggi una delle emergenze ecologiche di quel paese. Come tutti gli altri ungulati soffre la predazione dei cuccioli, anche se mitigata dalla protezione materna.

Modalità di caccia

Nel corso della storia dell'umanità, la caccia al cinghiale, certamente una delle più pericolose fiere del continente eurasiatico, è stata praticata in svariati modi. Volendo semplificare al massimo la descrizione delle modalità di realizzazione dell'esercizio venatorio finalizzato all'abbattimento del suinide selvatico, possiamo sostanzialmente distinguere due diversi approcci: uno più antico, rischioso e diretto, poco più raffinato di un corpo-a-corpo, ed uno più recente, sicuro, che permette di uccidere l'animale a distanza.

La più primitiva tecnica di caccia al cinghiale prevedeva il mero utilizzo della lancia, del coltello e, forse, della torcia. Presso le popolazioni germaniche dell'Europa Centrale e della Scandinavia tale approccio rischioso era ancora in uso in piena Età Romana, sia quale tradizione sia quale rituale, e portò allo sviluppo di un'apposita arma bianca, la "lancia da cinghiale", la cui gorbia sviluppava delle alette d'arresto (i lug) per bloccare la lama nelle carni dell'animale vanificando, al contempo, una sua eventuale carica suicida contro il cacciatore. Il colpo risolutivo alla bestia ferita veniva poi portato, all'occorrenza, da una daga, quale prova estrema del coraggio da parte del cacciatore, pratica questa che, nel corso del Rinascimento, portò allo sviluppo di un'apposita spada da caccia, la "spada da cinghiale".Bauer, Matthias Johannes (2009), Langes Schwert und Schweinespieß. Die Fechthandschrift aus den verschütteten Beständen des Historischen Archivs der Stadt Köln, Graz, Akademische Druck und Verlagsanstalt ADEVA. Interessante, in questo senso, la tradizione dei turchi Moghul (1526-1858) di abbattere il cinghiale armati solo della katara, tipica daga a spinta del subcontinente indiano, quale prova di coraggio.Holstein, P. (1931), Contribution a l'étude des armes orientales inde et archipel malais, Parigi, Editions Albert Lévy, v. I, p. 21. Inizialmente praticata a piedi, la caccia al cinghiale con la lancia venne poi praticata a cavallo da un po' tutte le popolazioni del continente eurasiatico. In India, al tempo dell'occupazione britannica dell'India, la caccia a cavallo del suinide selvatico era diffusa presso le varie etnie del subcontinente (Rajput, Sikh, ecc.); veicolata agli ufficiali dell'Impero britannico, diede origine ad un'attività, il pigstickingMemore della sua derivazione dalla rischiosa e marziale pratica della caccia al cinghiale, il fondatore dello scautismo, Robert Baden-Powell scrisse un criticatissimo elogio del pigsticking e della caccia al cinghiale in sé pinetreeweb.com ., molto apprezzato dalle dame inglesi nella seconda metà del XIX secolo;

Forme più raffinate di caccia al cinghiale si basavano invece sull'utilizzo di armi in grado di colpire la fiera a distanza, garantendo maggiormente l'incolumità del cacciatore. Questa nuova tipologia di caccia sarebbe cominciata con l'invenzione della freccia ma è tutt'oggi dibattuto se il ricorso a punte di freccia in selce fosse in grado di fornire una capacità di penetrazione al proiettile sufficiente a ferire seriamente l'animale. L'uso risolutivo dell'arco per l'abbattimento di un cinghiale adulto, con buona probabilità, può considerarsi fattibile solo a partire dall'Età del ferro, con il ricorso ad armi ormai raffinate quali l'arco composito orientale e le punte di freccia in acciaio di buona qualità. Il ricorso all'arco nella caccia al cinghiale è, non a caso, ben testimoniato presso culture del Medioriente. I Sasanidi di Persia (224-651) cacciavano i cinghiali con l'arco, snidando i suini grazie agli elefanti addomesticati che fornivano, al contempo, un deterrente contro le cariche da parte delle prede ed una comoda posizione sopraelevata dalla quale scoccare il colpo ferale tramite una sola, precisa freccia (l'arciere era comodamente posizionato sul howdah). La fiera abbattuta veniva poi caricata sul dorso dell'elefante su cui si trovava il cacciatore e trasportata al campo. Sempre i Sasanidi solevano cacciare i cinghiali al guado, bersagliandoli con le loro frecce comodamente seduti su di una barca, lontani dai pericolosi canini delle prede.Fondamentale in questo senso la testimonianza fornita dall'altorilievo inciso sulle rocce di Taq-e Bostan raffigurante il Re-dei-Re (Ardashir II o Sapore II) mentre bersaglia dei cinghiali in un canneto, da una barca, circondato dai cortigiani armati in modo medesimo e collocati su altri natanti. Contornano questa scena centrale raffigurazioni di branchi di cinghiali messi in fuga da sasanidi in groppa ad elefanti bardati.

L'introduzione delle armi da fuoco comportò un cambio non tanto nelle modalità di attuazione della caccia al cinghiale, quanto piuttosto il semplice, rapido declino delle armi bianche quali strumenti risolutivi all'abbattimento della fiera. Il cacciatore armato di fucile, presso i regni europei dellAncien Régime e nei domini toccati dal colonialismo europeo, continuò infatti a giostrarsi tra un approccio diretto ed uno indiretto nei confronti della preda. Fermo restando l'uso della pallottola prima e dei pallettoni dopo quali mezzo fisico necessario all'uccisione del cinghiale, l'uomo insiste ad andare a snidarlo, rischiando un contatto diretto con l'animale inferocito, o si apposta e lo abbatte da notevole distanza sfruttando una posizione sopraelevata.