Carassai (Carassà in dialetto carassanese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.
Geografia fisica Carassai è posto sulla cresta che divide le valli dell'Aso e del Menocchia, a 365
Il comune si trova nella provincia di Ascoli Piceno, sulla sommità di tre colli che svettano tra i Monti Sibillini ed il mare Adriatico.
Clima
La posizione ne caratterizza la tipologia di clima temperato caldo mediterraneo. A Carassai il clima è caldo e temperato. Esiste una piovosità significativa durante tutto l'anno. Anche nel mese più secco si riscontra molta piovosità. La classificazione del clima è Cfa come stabilito da Köppen e Geiger. In Carassai si registra una temperatura media di 14,1 °C. 776 mm è il valore di piovosità media annuale. La temperatura media del mese di luglio, il mese più caldo dell'anno, è di 23,3 °C. Con una temperatura media di 5,0 °C, gennaio è il mese con la più bassa temperatura di tutto l'anno. Il mese più secco ha una differenza di precipitazioni di 39 mm rispetto al mese più piovoso. Le temperature medie variano di 18,3 °C durante l'anno. Il mese più secco è luglio con 47 mm. Novembre è il mese con maggiore piovosità, avendo una media di 86 mm.
Origini del nome Nell'XI-XII secolo in tale sito doveva sorgere un villaggio, che trovandosi a pochi chilometri dal fiume Aso era stato denominato Asignano (Asinanum), forse dai suoi abitanti. Tra il 1200 e il 1400 l'insediamento assunse il nome di Carnassalis (Carnasciale). Solo successivamente, e a seguito di adattamenti linguistici, il nome Carnassalis sarebbe divenuto l'odierno Carassai: a conferma di ciò si segnala che, dopo la metà del Cinquecento, almeno nell'uso comune, il paese e già indicato col termine Carassai. Di seguito la serie di denominazioni rintracciate in documentazioni storicheS. Virgili e M. Antonelli, Personaggi Piceni vol. IV, - Lineagrafica, Centobuchi, 2018. CASTRUM GUARDIE - Serie di visite pastorali dal XV al XVII secolo - Archivio Storico Arcivescovile di Fermo. CARLASSALIS - 1244 nell'assegnazione in commenda Innocenzo IV CARRASCIALE - 1290 Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV - Marchia CARRASCALE - 1292 Rationes Decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV - Marchia CARRASSALE - 1314 Divisione dei beni a Lino... CARNASSALE - 1321 cessione a Fermo - 1325 da Giovanni XXII CARASSALE - 1364 Cardinale Albornoz CARNASALE - 1373 autorizzazione a costruire le mura CARNASCIALE - 1600 Fiera di San Barnaba
Storia Neolitico Dai numerosi reperti in pietra di epoca preistorica (punte di frecce, coltelli, raschiatoi, etc.) conservati presso il locale museo, possiamo desumere che il territorio di Carassai fosse densamente abitato fin dal Neolitico.
Età piceno-romana Si può avanzare l'ipotesi che l'intero territorio carassanese fosse densamente popolata già al tempo dei Piceni, la dorsale collinare ed i sottostanti pendii dovettero essere abitati da diverse tribù, che avevano edificato un numero considerevole di piccoli villaggi, localizzati presso siti ben difendibili e non lontani da sorgenti o corsi d'acqua. Con la romanizzazione del Piceno, iniziata nel III secolo a.C., i villaggi furono gradualmente sostituiti dai vicus, come testimoniato dal ritrovamento di numerosi reperti di epoca romana.
Sappiamo, da un passo di Plinio il Vecchio nel suo Naturalis historiaNaturalis Historia Libro III (Geografia del Mediterraneo occidentale), 111., che esisteva, ancora senza risposte sicure, sulle colline a ridosso del mare, la città di Novana. Ebbene una delle ipotesi su questa città romana scomparsa, pone la collocazione di Novana proprio nel territorio di Carassai. V. Galiè, Nell'area di Novana. Nuova ipotesi per l'ubicazione della città romana, Macerata 1985. V. Galiè, Carassai erede della romana Novana, Grottammare, 1995, con le argomentazioni contrarie di G. Paci. V. Galiè, Trovata la città romana di Novana, Capodarco di Fermo, 2005. A. Virgili - R. Cacciamani, Testimonianze romane nel territorio piceno compreso tra i fiumi Tesino ed Aso, in Archeopiceno, I-II (1993-1994), nn. 4-5, pp. 7-25. G. Paci, Considerazioni storiche sul territorio compreso tra i fiumi Aso e Tesino, in Archeopiceno I-II, 4-5, ott. 1993 - mar. 1994, pp. 4-6. G. Paci e R. Rossi, Monete e iscrizioni romane da Carassai, in Picus XVI-XVII (1996-1997) pp. 171-202. L. Pallottini, Novana nel Piceno, ottobre 2004, p. 109.
Medioevo Intorno all'anno Mille, nel territorio dell'odierna Carassai sorgevano numerosi luoghi di culto, oltre a svariati castelli la cui importanza era relazionata al numero degli abitanti, all'efficacia delle difese e alla vastità dei possedimenti; i centri fortificati di maggior rilievo erano quelli di Monte Varmine, Camporo e Carassai.
In questo periodo la terra non aveva però la denominazione attuale, bensì quelle di Guardia, Castrum Guardiae o Castrum Carnassalis.
All'inizio del XIII secolo la terra sarebbe poi passata in proprietà alla famiglia dei Brunforte, signori di Massa. Nel 1321, con due strumenti rispettivamente del 23 e 26 agosto, attualmente conservati nel fondo diplomatico dell'Archivio Comunale di Fermo, Lino di Guglielmo di Massa, in quel momento signore di Massa, insieme al "Scindicus" della comunità (sindaco dal tardo latino syndĭcus), Matteo Benvenuti, sottomette e vende il castello di Carassai alla città di Fermo, con tutti i diritti di mero e misto impero che vi godeva. Da allora Carassai entrò a far parte dello stato di Fermo seguendone le sorti.
Da un altro documento del 1373, anch'esso conservato presso l'Archivio Comunale di Fermo, si apprende che il castello di Carassai era stato bruciato e distrutto nel corso della ribellione di Petrocco da Massa e successivamente ricostruito.
Dal 1377 al 1387 Carassai fu una piccola signoria, al confine tra gli Stati di Fermo e di Ascoli Piceno, quando signore di Carassai fu Boffo da Massa,(Filippo Tibaldeschi di Massa) un capitano di ventura, che aveva assoggettato anche Castignano, Cossignano e Porchia.
Nell'ottobre 1443, allorché le truppe di re Alfonso V d'Aragona si mossero per saccheggiare il castello di Petritoli, Carassai offrì ospitalità e rifugio agli abitanti.
Siamo nella metà del XV secolo, san Giacomo della Marca viene chiamato per ben due volte dai cittadini di Carassai per risolvere alcune questioni di confine con i paesi vicini. La prima volta nel 1451 intervenne per conciliare Carassai con Petritoli, anche se la questione si definì solo nel 1472.
La seconda volta fu nel 1454, mentre era a Ripatransone, fu chiamato come mediatore per risolvere alcune questioni di confine con Carassai. A testimonianza della riconciliazione, propose l'erezione della chiesa di Santa Maria del buon Gesù e vi intronizzò una statua della Madonna in legno policromo.
Età Moderna Sempre compreso all'interno dei territori dello Stato pontificio fino al 1797, Carassai fu poi interessato alle varie vicende cui quest'ultimo fu sottoposto in seguito all'invasione francese della Marca prima e all'instaurazione del Regno d'Italia napoleonico dopo. Pertanto Carassai fece parte dapprima della Delegazione di Fermo, Distretto di Fermo, Governo di Montefiore fino al 1817, mentre dal 1827 passò nella Delegazione di Fermo ed Ascoli, Distretto di Montalto, come podesteria dipendente dal Governo di Montalto e infine dal 1831 nella Delegazione di Ascoli, ma sempre all'interno del Distretto e Governo di Montalto.
Simboli Lo stemma comunale e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 2 maggio 1996.
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture Religiose Chiesa di Santa Maria del Buon Gesù
Il primitivo impianto della Chiesa di Santa Maria del Buon Gesù, una semplice aula, venne eretto fuori dalle mura del castello intorno al 1470, forse su iniziativa di San Giacomo della Marca, che introdusse questo particolare culto mariano. Nel 1532 la chiesa fu riedificata con un impianto a tre navate e nel corso del XVIII secolo vennero apportate delle nuove modifiche: a partire dall'aggiornamento degli apparati decorativi cinquecenteschi, adeguati al corrente gusto barocco, fino al rialzamento della navata centrale, portata a termine nel 1742. Al suo interno troviamo, tra le altre pregevoli opere artistiche, una tela di Andrea Boscoli rappresentante la Crocifissione (1601).F. Mariucci, L'architettura della chiesa di Santa Maria del Buon Gesù di Carassai, Livi Editore, Fermo, 2008
Chiesa di San Lorenzo martire
La chiesa di San Lorenzo martire fu costruita nel 1424, si trova all'interno del Castello Vecchio, il nucleo più antico del paese.
Oratorio di Santa Monica
L'oratorio di Santa Monica è piccola chiesa datata 1699, presente in piazza Matteotti, in stile tardo-barocco. Recentemente ristrutturata, è diventata un piccolo scrigno di interessanti tesori d’arte, tele e tavole ancora in corso di attribuzione.E. Tassi, Storia della chiesa e della confraternita di Santa Monica di Carassai, Carassai 1998
Chiesa di Sant'Angelo in Piano La chiesa di Sant'Angelo in Piano è di chiara origine monastica e la sua costruzione è da collocare attorno all'anno mille (957). Alcuni documenti attestano la presenza, fin dal 1055, nei pressi della chiesa, di un monastero di monaci benedettini.Chartula Donationis dell'anno 1055 presente nel Codice 1030 dell'archivio diplomatico di Fermo: Liber diversarum copiarum bullarum privilegiorum et instrumentorum civitatis et episcopatus Firmi, Volumi 1-3, G. Pagnani, Editore A. Giuffrè, Monastero di San Vittore delle Chiuse, 1962, pp. 1140 Nel XIV secolo il monastero sarà meta di numerosi pellegrinaggi, inoltre diversi vescovi gli concessero l'onore di distribuire le indulgenze ai fedeli. La Chiesa, dopo il restauro del 1997, si presenta ad una sola grande navata con l'ingresso posto sulla facciata rivolta ad ovest, impreziosito da arcate lavorate in cotto di sapore gotico. Sempre sulla facciata si apre una finestra rettangolare a sostituzione di un probabile rosone mentre al lato svetta il piccolo campanile a vela, con due alloggiamenti per le campane, purtroppo vuoti. Sotto la chiesa sono presenti i resti della cripta con diversi cunicoli.S. Virgili, Il Castello di Monte Varmine, Andrea Livi Editore, Fermo, 2007. ISBN 88-7969-221-6
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
La chiesa di Santa Maria delle Grazie si trova ad un chilometro dal Paese ed è una piccola chiesa molto amata dalla popolazione. Si tratta della chiesa rurale di Santa Maria delle Grazie, più comunemente nota come “La Madonnetta”. La chiesa fu eretta nel 1850 grazie alle elargizione dei fedeli, presenta una struttura semplice, ma ben articolata, caratterizzata da un grazioso campanile a vela ed è stata ristrutturata recentemente.*S. Virgili, Castrum Campori dopo le distruzione. Storia della “Madonnetta”. Carassai 1998.
Chiesa di San Pietro
La chiesa di San Pietro si trova all'interno del Castello di Rocca Monte Varmine, oggi non visitabile.
Chiesa di San Luca
La chiesa di San Luca si trova all'interno del cimitero rurale di Rocca Monte Varmine. La chiesa esisteva già nel 1473 e fu ricostruita nel 1718 a pochi passi di distanza da quella antica. Il cimitero attorno a San Luca fu realizzato nel 1900.
Architetture Civili Mura Antiche
Le Mura antiche di Carassai sono strutture alte circa 8,9 metri dei secoli XIII-XIV con contrafforti, cordolature, tracce di beccatelli, muratura in pietrame a scarpa e presentano di merlature ghibelline. Visitando il paese si possono ammirare: I camminamenti militari: edificati tra il Trecento e il Quattrocento, rappresentano il luogo più suggestivo di Carassai, sono in sostanza un passaggio semisotterraneo per le truppe che ha preso la forma attuale quando, nel ‘500, fu autorizzata dalle autorità fermane la costruzione di case a ridosso delle mura cittadine. Porta da Bore, la porta settentrionale del castello vecchio; Porta dello Sportello Porta Marina o da Sole