Farnetella è una frazione del comune italiano di Sinalunga, nella provincia di Siena, in Toscana.

Geografia fisica Farnetella è situata su uno dei colli del lato occidentale della Valdichiana, posta a , a pochi chilometri dal capoluogo comunale, tra Scrofiano e Rigomagno, ed è ricca di uliveti e di vigneti (i più alti a ).

Bartolomeo Gherardini, Auditore Generale di Siena, in una visita del 1676, su mandato del Granduca di Toscana scrisse su Farnetella:

Geografia antropica Farnetella ha la struttura di un borgo medievale con il castello, con 4 borghi paralleli (Via Antonio Ferrari chiamato anche Borgo di Compagnia, Via Regina Margherita chiamato anche Borgo di Mezzo, Via degli Orti e Via del Sole), collegati con 3 vicoli trasversi (Vicolo Antonio Ferrari, Vicolo degli Orti 1 e Vicolo degli Orti 2) e con la cinta muraria di cui restano tracce non facilmente leggibili; tuttavia verso la parte sud-est del paese, è visibile parte di una torre di difesa semicircolare. Il centro del paese è rappresentato dalle 2 piazze (Piazza San Giovanni e Piazza Farnia).

All'interno del vicolo (o andito) Antonio Ferrari si trova un'iscrizione:

Origini del nome Il toponimo Farnetella trae origine, probabilmente da farnia, albero della famiglia della querce, ma a foglie più larghe, e di minore sviluppo. La farnia cresce in grande quantità presso Farnetella, specialmente a Castelvecchio.

Lo stemma di Farnetella è infatti rappresentato da una farnia in sfondo rosso.

Storia

Su Farnetella non si hanno notizie di origini antichissime, a valle dell'attuale abitato sono state però ritrovate tracce di oreficeria etrusca e monete romane. L'origine di Farnetella risale al Medioevo e precisamente in un periodo compreso tra il V secolo ed il VI secolo. Nel primo medioevo fu residenza di un ramo della famiglia dei Cacciaconti, ovvero i conti della Scialenga, poco dopo aver preso dimora nel castello di Rigomagno.

Farnetella fino dalla sua origine era ubicata su un altissimo poggio, sopra l'attuale abitato, chiamato tuttora, non a caso Castelvecchio. Era circondata da forti ed alte mura e la sua posizione era inespugnabile. All'interno si trovava il castello, descritto come potente e inaccessibile intorno all'anno 1000, che faceva parte del piccolo dominio dei nobili Barotti, che comprendeva anche San Gimignanello, Montalceto (oggi Torre Sant'Alberto) e Castiglioni (detto anche Castiglion Barotti) nei pressi di Rapolano Terme. Inoltre si trovavano un'ampia signoria, una corte, delle case, una chiesetta e una cappella. Nei primi anni del XII secolo, dopo una guerra, Montalceto, San Gimignanello e Farnetella furono occupati dai conti della Scialenga (i Cacciaconti). Il primo documento che si riferisce a Farnetella risale al 1175, un documento con il quale Siena ordinava ai conti Scialenghi la restituzione del castello di Farnetella agli antichi proprietari, i conti Barotti. I conti Barotti ripresero possesso, ma nel 1234 dovettero fare i conti con l'imperatore Federico II che concesse formalmente Montalceto a Ildibrandino di Guido Cacciaconti degli Scialeghi, la cui famiglia, poco dopo, assunse il controllo anche di Farnetella.

Nel 1271 Farnetella fu accusata di alto tradimento verso la Repubblica di Siena, per aver dato ricetto a Ghibellini fuoriusciti dalla città. Sia per Farnetella che per Rigomagno è difficile dire se furono gli abitanti ad offrire ricetto, o se, piuttosto, non furono i Ghibellini ad invitarsi da soli. Su Farnetella, fu applicata la legge che prevedeva secondo il "costituto" del 1262, che i castelli del contado o distretto di Siena, che si fossero resi colpevoli di tradimento verso la Repubblica, dovevano essere distrutti e mai più ricostruiti. Il castello di Farnetella fu così raso al suolo dalle truppe Senesi del Terzo di Camollia, per ordinanza del Vicario Monforte. Nel gennaio 1295 gli abitanti di Farnetella inviarono una supplica a Siena, nella quale esponevano la propria innocenza. Appena un mese dopo, nel febbraio 1295, il Consiglio Generale della Campana deliberò in favore dei supplicanti, consentendo a tutti coloro che non avevano colpa, di poter tornare ad abitare nella corte di Farnetella. Gli abitanti ricostruirono rapidamente il borgo, in un luogo diverso rispetto a prima, con la caratteristica struttura a tre vie in leggera pendenza, che conserva tuttora, ispirandosi probabilmente alla vecchia struttura di Rigomagno. Nel 1324, dopo che Farnetella era già stata ricostruita, Messer Deo Guccio Tolomei, ribelle del Comune di Siena, con le sue truppe, la saccheggiò, la devastò e la incendiò. Con pazienza, gli abitanti tornarono a ricostruire il loro paese con una cerchia di mura più ampia. Nel 1554, Farnetella subì un nuovo assalto, che sostenne coraggiosamente, da un distaccamento dell'esercito di Carlo V. Farnetella fu a lungo comune indipendente, ma fu annesso al comune di Sinalunga con la riforma leopoldina del 1778.È stato possibile rintracciare tutte le varie notizie su Farnetella grazie alla realizzazione della Monografia Storica-Statutaria del Castello di Farnetella, scritta dal proprietario del Castello, Adolfo Ferrari nel 1901

Statuti È stato possibile rintracciare tutte le varie notizie su Farnetella grazie alla realizzazione della Monografia Storica-Statutaria del Castello di Farnetella, scritta dal proprietario del Castello, Adolfo Ferrari nel 1901.

In appendice alla Monografia Storico-Statutaria di Adolfo Ferrari sono stati pubblicati gli Statuti del 1559. Con gli Statuti è possibile capire le esigenze, le paure ed i valori della gente di Farnetella. Gli Statuti stabiliscono le norme del vivere in comune con regole chiare riguardanti argomenti sentiti da tutti. Sono regole di vita quotidiana per gli abitanti del borgo.

Elenco di alcuni argomenti degli Statuti della Corte di Farnetella del 1559: Il primo articolo riguarda tutte le direttive costituzionali del Sommo Pontefice, dei Cardinali e dell'Episcopo. Articolo che riguarda la famiglia: Ogni figlio maschio o femmina è tenuto ad obbedire al padre ed alla madre in ogni loro comandamento lecito. Ciaschuno figliuolo o figliuola sia tenuto et devi alimentare suo padre et madre. Articolo che riguarda le cariche dello Stato: È vietato ai Priori, Consiglieri, Camerlengo e Pubblici Ufficiali di ospitare personalmente forestieri. Pene per chi dicesse ad altrui becco o becca alla madre o moglie o figlia o sorella per insino al terzo grado. Multa di 20 Soldi per ogni parola ingiuriosa o per ogni bestemmia nel nome di Dio pronunciata. Se il fatto avviene di notte la pena sarà raddoppiata. Il Vicario eletto deve portare a conoscenza tutto il popolo degli articoli dello Statuto (acciò che nissuno per negligenza escusar si possa). Pene per chi dirotta il corso delle acque dei torrenti, per chi provoca intasamenti delle chioche, per chi mette a bagno saggionali nello stagno comunale o nella Foenna (fiume). Articoli riguardanti i danni al patrimonio: provocati da persone o animali, nelle vigne, negli orti, nei campi di cipolle, pene per chi dirama i salci. Articoli per il vivere cristiano della popolazione: multe per chi non rispetta le feste comandate, precisando che non si può sellare le bestie, a meno che non servono per andare al mercato o fuori dalla corte di Farnetella. Legge che obbliga un homo per casa ad accompagnare in chiesa i defunti, di qualsiasi persona si tratti. È vietato portare legname per la steccata del molino di Lucignano (considerato il danno che fa la steccata del molino di Lucignano al piano di Farnetella, qualunque persona sarà trovata passata la strada con legname di qualunque sorta andare verso detta steccata, caschi in pena di lire otto per volta e ciascuno ne possi essere accusatore, guadagnando il quarto della multa et il nome sia tenuto segreto).

Signori-Proprietari di Farnetella Conti Baroti (in possesso di Farnetella fino al 1200). Conti della Scialenga o Cacciaconti (dal 1190 al 1200). Repubblica di Siena (1271). Tomo di Binduccio (1400). Ceudio di Bindo (1400). Famiglia Petrocci (1500) (possedeva i poderi di Camporsi, Giardino, Cerretello, Vignale). Famiglia Bindi (1500) (possedeva i poderi di Lippiano 1º e 2º, Poggioli 1º e 2º, Casanova, Guazzino, Casella, Castelvecchio). Famiglia Amidei (1500). Famiglia Angelotti (1500). Nobile Giulio Gori Pannilini (1600). Nobile Fabio Gori Pannilini (1800). Signoria puramente gentilizia e nominale (Comune). Famiglia Ferrari (1800). Augusto di Fabio (1842).

Architetture religiose Chiesa di San Giovanni Battista

La chiesa di San Giovanni Battista è una chiesa consacrata a San Giovanni Battista, situata in piazza San Giovanni a Farnetella, nella diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. L'edificio, risalente al 1392, ha subito nel tempo vari rimaneggiamenti, come nel 1869 dal Conte De Gori e nel 1895 dalla famiglia Ferrari. È delimitato esternamente dal campanile angolare a vela e dal portale cinquecentesco in travertino. L'interno, inizialmente con volta a travi visibili, ha adesso la volta a navata con una pianta contraddistinta da un assetto asimmetrico.

Chiesa della Compagnia Santa Croce

La chiesa della Compagnia Santa Croce è situata a Farnetella nel Borgo Antonio Ferrari. È una confraternita di fratelli e sorelle che fa parte della diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro. La chiesa, risalente al XVI secolo e restaurata notevolmente nel 1861 dai confratelli, è nata come confraternita per scopi umanitari, come il trasporto dei defunti e i loro benefici spirituali per mezzo di suffragi.

Chiesina di Santa Maria La chiesa si trova lungo la strada inferiore che conduce al paese ed è di proprietà di una famiglia originaria del paese.

Fu fatta costruire alla fine del 1870 da Saulle Mastioni come voto alla Vergine Maria per avere un figlio in salute. I precedenti morirono a 7-8 anni; dopo circa un anno la moglie diede alla luce Quintilio, "il quinto".

Eremo della Bandita

Il poggio anticamente apparteneva al Comune di Farnetella, successivamente di proprietà della Famiglia Ferrari (proprietari del Castello) e dista circa un chilometro dall'abitato. Si narra che nel 1500 circa, qui abitava un uomo che costruì a sue spese una cappella ed una capanna dove abitò per un lungo periodo finché non morì. Da come si apprende nella Monografia Storico-Statutaria di Adolfo Ferrari si dice che fosse di illustre e ricchissima famiglia e che ogni mattina celebrava la Messa per pochi pastori e spesso veniva invitato dal Pievano di Farnetella per celebrare la messa.

Nel luogo dove sorgeva la chiesa fu eretta una piccola costruzione e vi fu posta un'iscrizione:

Nell'area si trovano tuttora i ruderi della costruzione, anche se in pessimo stato. Il poggio del Romitorio (così conosciuto) è ogni anno una delle tappe della Visita delle sette chiese della Processione del Venerdì Santo.

Parco della Rimembranza Di fronte al cimitero di Farnetella sorge il Parco della Rimembranza circondato da un muretto in muratura chiuso con un cancello in ferro, dedicato ai soldati di Farnetella caduti nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale.

All'interno su un monumento in travertino sono incisi i nomi dei soldati di Farnetella caduti nei conflitti. In epoca più recente, presumibilmente intorno al 1950, sul plinto in muratura, abbellito con grosse lastre di travertino posizionate a mosaico, è stata aggiunta una lapide con i nomi dei caduti della Seconda Guerra Mondiale. Per ogni caduto, un verde cipresso sul cui tronco è affissa una targhetta con il nome e la guerra a cui si riferisce, sta a significare che il loro ricordo è ancora vivo nell'animo dei parenti e conoscenti.

Ancora oggi, ogni anno, in occasione del 4 novembre, giorno dedicato proprio alla commemorazione dei caduti in guerra, viene deposta dalla popolazione una corona d’alloro alla memoria ed il parroco impartisce una benedizione appropriata. Inoltre la banda di Farnetella suona alcune marce adatte all'occasione come l'Inno di Mameli e La canzone del Piave.

Architetture civili Castello