La rete tranviaria di Torino, gestita dall'azienda GTT, che la integra nel sistema di trasporto pubblico del capoluogo piemontese, è la più antica in Italia, risalendo le prime linee a trazione equina al 1871. La rete attuale si attesta a 91,5 km di percorso, con 167 km di binari attivi e un esercizio urbano di 8 linee ordinarie di tram più due linee speciali (7 e 9/), il che la rende la seconda rete tranviaria del paese dopo quella milanese.

Storia Dalla nascita al 1948

Nel periodo risorgimentale già circolavano due linee di omnibus a cavalli (dal 1845), ma la prima concessione per mezzi trainati da quadrupedi circolanti su binari risale al 1871: la concessione venne data all'ing. Zaverio Avenati, a capo della SBT (Societè Belge-Turinoise de Tramways), società con capitale belga della famiglia Waser. In pochi anni la SBT portò a nove le linee circolanti.

Nel 1881 nacque un'altra società, la STT (Società Torinese di Tramways e ferrovie economiche), che si incaricò della gestione di ulteriori tre nuove linee. A partire dal 1895-96 si discusse della necessità di modernizzare la rete di tram a cavalli con l'elettrificazione dei veicoli. Due erano le correnti di pensiero: la prima vedeva negli accumulatori il sistema migliore per alimentare i tram, mentre la linea aerea era sostenuta da vari studiosi, tra cui Galileo Ferraris, che era al tempo anche consigliere comunale di Torino. Nel frattempo SBT e STT erano diventate un'unica società e il Comune di Torino voleva riportare il mercato in regime di concorrenza; colse così l'occasione dell'elettrificazione per assegnare nel 1897 (poche settimane dopo la morte di Galileo Ferraris) la terza concessione alla Società Anonima Elettricità Alta Italia (SAEAI), già distributore italiano della Siemens. La SAEAI si impegnava così a installare le prime linee di tram elettrici, alimentati dalla linea aerea di presa.

Dal 1901 furono introdotte fermate fisse lungo il percorso. Nel 1907 lAlta Italia venne municipalizzata, dando vita all'ATM, Azienda Tranvie Municipali. Nel 1922 si incorporò la STT-STB nell'ATM e si iniziò il processo di unificazione della rete. Occorsero un paio d'anni per riorganizzare la rete e i veicoli ex SBT e STT, le cui linee erano in precedenza contraddistinte da lettere e non numeri. Lo scoppio della Seconda guerra mondiale bloccò ogni sviluppo e i bombardamenti imposero limitazioni al servizio.

Dal 1949 al 1982 Il 1949 fu l'anno di massima espansione della rete, che comprendeva ventitré linee. Il declino iniziò negli anni cinquanta, con la soppressione di sei linee nonostante il forte aumento di popolazione cittadina e la messa in servizio delle prime motrici articolate della serie 2700, lunghe oltre 18 metri.

Negli anni sessanta, con l'avvento della motorizzazione di massa, il servizio tranviario segnava il passo ed ulteriori sei linee vennero soppresse a seguito di una "riforma" attuata nel 1966; le tredici linee sopravvissute interessavano ancora quasi tutti i quartieri cittadini ed erano strutturate in quell'anno sulle seguenti relazioni:Tuttocittà 82 di Torino e comuni limitrofi, pubblicazione allegata alle Pagine GialleAntonio Accattatis, Linee tranviarie a Torino, 2007.

Via Catania - Corso Settembrini Corso Regio Parco - Corso Tazzoli Borgata Monterosa - Via Brissogne Via Salbertrand - Piazza Gran Madre Piazza Robilant - Piazza Modena (Sassi) Via Fidia - Via Assietta Via Paroletti - Piazza Galimberti Via Monza - Piazza Caio Mario Via Massari - Corso Sebastopoli Via Lauro Rossi - Corso Tazzoli Piazza Villari - Via San Quintino Via Lauro Rossi - Corso Maroncelli Piazza della Repubblica (circolare) Via Amati (Venaria Reale) - Via Magellano Piazza Campanella - Piazza Toselli (dal 1967 rinominata 2)

Negli anni settanta la rete tranviaria, per certi versi, tornò timidamente ad espandersi: la linea 5 fu prolungata da una parte a piazza Coriolano e dall'altra a via Fattori, le linee 3, 10 e 15 vennero prolungate a largo Gottardo, la linea 19 raggiunse piazza Galimberti. Nacque anche una nuova linea 7 da piazza della Repubblica a Sassi. D'altro canto la linea 6 venne limitata a piazza Castello a causa della pedonalizzazione di via Garibaldi, le linee 8 e 8 barrato furono unificate e la linea 14 soppressa e sostituita dall'autobus 72.

Dalla riforma del 1982 al 1999

Il 2 maggio 1982 fu attuata dal Comune di Torino una profonda riforma della rete tranviaria che mirava a sostituire l'originario impianto a struttura radiale con uno "a griglia" che consentisse altresì di eliminare le sovrapposizioni, allora ritenute antieconomiche. Ne nacque una rete completamente ridisegnata nella quale alcune linee preesistenti erano fuse in un'unica relazione, come nel caso della nuova linea 18 che ricalcava all'incirca il tracciato delle vecchie linee 1 e 8; contestualmente anche alcune linee automobilistiche furono modificate o soppresse.

Tale progetto prevedeva inoltre la costruzione di 5 linee di metrotranvia, da realizzarsi secondo quella che ai tempi veniva definita "metropolitana leggera", numerate da 1 a 5, che avrebbero dovuto rappresentare le linee di forza con lunghi tratti in sede riservata, supportate da linee tranviarie tradizionali (linee 10, 13, 14, 15, 16 circolare, 17 e 18). All'atto pratico fu costruita la sola linea 3,LINEA 3 attivata parzialmente nel 1987 fino al provvisorio capolinea di corso Tortona/Corso Belgio, in attesa del completamento degli impianti sul fiume Po e fino a piazza Hermada, questi inaugurati solo nel 1989. Per l'impiego su tale infrastruttura furono realizzate dalla Fiat Ferroviaria di Savigliano le elettromotrici bidirezionali serie 7000, il cui acquisto iniziale previsto in 100 unità si ridusse a 51 per la mancata realizzazione delle altre linee di metropolitana leggera. Le altre linee di metropolitana leggera da realizzarsi ex novo, numerate 2 e 5, rimasero in esercizio come autolinee.

Anche le linee tranviarie tradizionali 14 e 17 sono state gestite come autolinee sin dalla loro nascita, in quanto era necessaria la quasi completa costruzione degli impianti fissi. Nei mesi successivi alla riforma fu creata la linea 12 che andava a colmare, utilizzando impianti tranviari preesistenti, i vuoti lasciati dall'eliminazione delle soppresse linee 9 e 19. Nel 1998 anch'essa divenne automobilistica; nel 2002 la linea fu divisa in due linee distinte prolungate alle due estremità: la 11 (da corso Stati Uniti a Venaria Reale) e la 12 (dal centro della città a Mirafiori Nord).

Il 30 gennaio 1988 venne inaugurato il primo "Ristotram" torinese, realizzato utilizzando una motrice della serie 2700 opportunamente adeguata e curata nell'allestimento da Giorgetto Giugiaro. Dopo pochi anni il servizio venne soppresso a causa della crisi dell'ATM, per essere poi ripristinato a partire dal 2002 con il nuovo tram "Ristocolor", a partire dal 2011 affiancato da una seconda vettura denominata "Gustotram".

In occasione dei Mondiali di Calcio di Italia 1990 fu istituita la linea 9, utilizzando parte dei binari costruiti per la linea 3 e parte di impianti tranviari preesistenti, opportunamente adeguati per rendere la linea 9 una seconda linea di "metropolitana leggera". La linea 9 venne inizialmente gestita con le elettromotrici a pianale parzialmente ribassato serie 5000, acquistate in 54 unità, a completamento della commessa di acquisto delle motrici serie 7000; successivamente, fino al 2002, sulla linea 9 furono impiegate le motrici serie 7000, in modo da poter utilizzare le motrici serie 5000 sulle linee 4 e 10. La linea 9 divenne dunque il collegamento fra l'ex distretto fieristico di Torino Esposizioni con il quartiere di Barriera di Lanzo. In occasione delle partite di calcio la linea 9, attraverso un nuovo percorso tranviario protetto, comprensivo di un tunnel, giungeva, insieme alla linea 3 deviata, all'ex Stadio delle Alpi. Fra il 2002 e il 2007 la linea 9 è stata gestita con autobus, a causa della sovrapposizione con i cantieri della linea metropolitana.

Anni recenti

Nei primi anni 2000 la linea 4 è stata oggetto di profonda trasformazione: oltre al rifacimento di tratti già esistenti, il percorso è stato allungato alle due estremità. La prima estensione è stata realizzata a sud da Piazza Caio Mario fino a Strada del Drosso. Successivamente è stata realizzata l'estensione a nord, attivata in un primo momento da Piazza Donatori di Sangue (Ospedale Giovanni Bosco) a Piazza Derna, poi fino a Strada Cascinette, per attestarsi nell'attuale configurazione fino al quartiere Falchera, che si raggiunge attraverso il tunnel tranviario realizzato ex novo e che permette il superamento della ferrovia e dell'autostrada Torino-Milano. La linea 4 è passata dagli originari 10 km agli attuali 18 km, molti dei quali in sede protetta.

Nel 2002, con l'avvio dei cantieri della metropolitana, la linea 1 tranviaria è stata gestita provvisoriamente con autobus e il percorso è stato limitato di volta in volta in seguito all'apertura delle diverse tratte della metropolitana, fino ad essere sostituita dalla linea 1 di metropolitana. Dal 2007 i lavori hanno coinvolto anche via Nizza e la linea 18 è stata provvisoriamente esercitata con autobus: nel 2011 è stata limitata a piazzale Caio Mario, introducendo però il transito in entrambe le direzioni presso la stazione ferroviaria Lingotto e unificando il percorso feriale e festivo. Il percorso di corso Settembrini, lasciato scoperto dalla linea 18, è attualmente utilizzato dalla linea 10.

A causa dei lavori per il passante ferroviario, da agosto 2006 la linea 10 venne inizialmente limitata al Rondò della Forca nei giorni feriali; il tratto Porta Susa - Via Massari viene servito con la linea automobilistica 10 navetta (denominata 10N). L'attestamento nord è stato prima spostato al Rondò della Forca e poi in Piazza Statuto, dove attualmente viene effettuato inversione di marcia, mentre nell'ottobre 2011 la linea è stata prolungata a sud lungo corso Settembrini sul percorso lasciato scoperto dal 18. Il 20 ottobre 2019 la linea 10 venne resa anche festiva sul tratto Piazza Statuto - Piazzale Caio Mario, tale modifica venne però sospesa nel 2020 a causa della pandemia di COVID-19 e riattivata il 7 maggio 2023.

Per alcuni anni, a partire dal 2002, durante il periodo pre-natalizio e nelle "domeniche ecologiche", veniva gestita con motrici storiche la linea 13/, che ricalcava il percorso del 13 sulla tratta Piazza Statuto - Piazza Gran Madre. La linea è stata gestita anche per l'intera durata dei Giochi Olimpici di Torino 2006. La linea 13/ è stata attivata anche nel 2014 con un periodo in cui ha fatto capolinea al Rondò della Forca.

In concomitanza con i festeggiamenti per il 150º anniversario dell'Unità d'Italia nel 2011 fu istituita la linea 7, servita con vetture storiche (in anteprima esercitata anche nel 2007 in occasione del centenario del GTT, prima ATM), il cui percorso e i cui orari variarono nel tempo; da settembre 2012 la stessa è gestita al sabato e nei giorni festivi.