Il Kitáb-i-Aqdas (letteralmente "Il Libro più Santo") è il testo religioso centrale della Fede bahá'í scritto da Bahá'u'lláh, il fondatore della religione bahá'í, nel 1873. È considerato dai bahá'í divinamente rivelato e rappresenta una parte fondamentale delle scritture della Fede. Sebbene costituisca la principale fonte delle leggi e delle pratiche baháʼí, il contenuto del testo affronta anche altri temi, tra cui i principi fondamentali della religione, l'istituzione delle strutture amministrative della Fede, aspetti mistici, norme etiche, principi sociali e le profezie. Nella letteratura baháʼí il KÍtab-i-Aqdas è descritto come il "Libro Madre" degli insegnamenti di Bahá'u'lláh e come la "Carta della futura civiltà mondiale".
Etimologia Il libro fu scritto in arabo con il titolo di al-Kitāb al-Aqdas (in arabo: الكتاب الأقدس), con il titolo persiano di Ketāb-e Aqdas (), in inglese e in molte altre lingue è comunemente indicato con la traslitterazione persiana Kitáb-i-Aqdas, che gli fu dato dallo stesso Bahá'u'lláh.
Il termine Aqdas, è una forma superlativa derivata dalla radice triconsonantica semitica Q-D-Š, che indica "santità" o "sacro". Il testo è talvolta chiamato "l'Aqdas" o con espressioni come "Libro delle leggi", "Libro più santo" o "Libro di Aqdas". È considerato il testo fondamentale degli insegnamenti di Bahá'u'lláh e la base spirituale e normativa della futura civilità mondiale auspicata dalla Fede bahá'í.
Storia Il Kitáb-i-Aqdas fu completato ad Acri attorno al 1873 mentre era ancora imprigionato. Fu scritto in risposta alle richieste dei credenti sulle leggi di Dio per la nuova religione e sulle indicazioni su come organizzare i loro affari. Bahá'u'lláh scrisse in seguito che, dopo la composizione iniziale nella Casa di 'Abbúd, attese per qualche tempo prima di inviarlo ai credenti in Iran.
Bahá'u'lláh fece pervenire alcune copie manoscritte del libro ai bahá'í in Persia, e attorno al 1891 provvide alla pubblicazione del testo originale in arabo a Bombay, in India.
Una copia del Kitáb-i-Aqdas, datata gennaio 1887, scritta a mano da Zaynu'l-Muqarrabín, è conservata presso la British Library. La descrizione della biblioteca afferma: "Le sue copie sono molto apprezzate per la loro accuratezza".
Solo nel 1986 la Casa Universale di Giustizia decise che era arrivato il tempo di procedere alla traduzione in inglese del testo che venne pubblicata nel 1992, anno che segnava il centenario della scomparsa di Bahá'u'lláh. Negli anni successivi, gradualmente, il libro fu tradotto in numerose altre lingue, fra le quali la lingua italiana, in swahili, lingua parlata da oltre 200 milioni di persone all'interno e al di fuori dell'Africa e nel gennaio 2024 è stata pubblicata la prima edizione cartacea del Kitáb-i-Aqdas in polacco.
Il contenuto Il Kitáb-i-Aqdas non è solo un libro di leggi, ma un testo complesso che oltre ai temi giuridici tratta di etica, di morale, dell'amministrazione bahá'í, delle pratiche religiose bahá'í, delle leggi penali, dello stato delle persone, di principi sociali, e anche profezie.
Alcune norme e istruzioni del Kitáb-i-Aqdas non sono ancora applicabili alla società attuale, spetta alla Casa universale di giustizia indicarne i tempi e le modalità di applicazione. Resta ferma la prospettiva che tutte tali norme si applicheranno gradualmente, infatti Bahá'u'lláh ha stabilito che la loro osservanza debba essere attuata con tatto e saggezza e non dev'essere causa di perturbazione e dissidio. Shoghi Effendi ha chiarito che se una norma bahá'í è in contrasto con la legge di un paese può non essere applicata in quel determinato paese poiché le leggi di qualsiasi paese devono avere priorità sulle norme bahá'íA Bausani, Aqdas, in Encyclopædia Iranica, 1989.. Alcune norme sono state dettate non per il presente, lasciando la decisione per la loro applicazione alla Casa Universale di Giustizia. L'attuazione della legge bahá'í risiede anzitutto nella coscienza, nella comprensione e nella ragione di ogni bahá'í. Le norme bahá'í non sono considerate prescrittive finché non si aderisce volontariamente alla Fede bahá'í e l'adesione alla Comunità bahá'í non è subordinata al grado di osservanza di tali norme. Il neofita è incoraggiato ad applicarle gradualmente, secondo le proprie possibilità.
Fanno parte del Kitáb-i-Aqdas anche i supplementi: Domande e risposte: 107 domande, e relative risposte, sottoposte a Bahá'u'lláh da Zaynu'l-Muqarrabin relativamente all'applicazione delle leggi bahá'í. Alcuni testi rivelati da Bahá'u'lláh. Sinossi e codificazione di leggi e ordinanze, preparato da Shoghi Effendi. Note esplicative, della Casa Universale di Giustizia.
Il libro è stato suddiviso nella: Sinossi e Codificazione di Shoghi Effendi, in sei temi principali:
La nomina di 'Abdu'l-Bahá come successore di Bahá'u'lláh e interprete dei suoi insegnamenti Anticipazione dell'istituzione del Custodiato L'Istituzione della Casa Universale di Giustizia Leggi, ordinanze ed esortazioni Ammonimenti, rimproveri e avvertimenti specifici Argomenti vari
Inoltre, le leggi sono divise in quattro categorie:
A. Preghiera
B. Digiuno
C. Leggi di stato giuridico personale
D. Leggi, ordinanze ed esortazioni varie
Le preghiere obbligatorie Scopo della sacra scrittura e in particolare della preghiera è di trasformare la società partendo dall'intimo del cuore di ogni singola persona valorizzandone i talenti e le qualità spirituali in un armonico modello di fratellanza universale, domiciliando nel profondo dei cuori l'amore e il timor per l'unico Dio: Creatore e Ordinator dei mondi di un universo infinito, e per le Sue ammodernate indicazioni nel più consono, graduale e rinnovato sistema di vivere la vita, presente e futura, personale e sociale. In tal senso la preghiera obbligatoria baha'i è il cibo giornaliero per nutrire l'anima umana, per porla in comunione con Dio e la Sua volontà.
A pagina 23; § 6 del libro Bahá'u'lláh ingiunge la preghiera obbligatoria con nove rak’ah: (nove cicli di recitazioni di versetti appositamente rivelati, accompagnati da una serie prescritta di genuflessioni ed altri movimenti). Successivamente, egli "per motivi di saggezza" ha cambiato tale “Tavola di Preghiere”. Specificando che, qualche anno prima, alcuni scritti sacri, inclusa la preghiera di nove rak’ah, erano state “registrate separatamente" e "spedite via" (pag. 113; risposta alla domanda n. 63). Poi, nel capitolo 'Note Esplicative' del libro, a pagina 156; § 9, viene spiegato che tale tavola, assieme ad altre tavole, venne rubata, poco dopo l'Ascensione di Bahá'u'lláh, da Muhammad-'Ali, l'Arciviolatore del Suo Patto. Si evidenziò così la grande preveggenza di Bahá'u'lláh e la "saggezza" del perché: "In seguito sono state rivelate queste tre nuove Preghiere obbligatorie"; e chiarendo di conseguenza la ragione per cui: "non fu consegnata ai credenti mentre Egli era in vita" quella originaria, trafugata poi da Muhammad-'Ali, l'Arciviolatore del Suo Patto: come si svelò poi palesemente d'essere.
Il credente è tenuto a recitare a suo piacimento, una tra le tre note preghiere obbligatorie, preceduta da delle abluzioni, cioè lavando prima le mani e il volto. Le preghiere obbligatorie tra cui scegliere sono quindi tre: una lunga, una media e una breve. La preghiera lunga e media prevedono la recitazione di versetti accompagnati da dei movimenti e posizioni corporali (eretta, con le mani in alto, genuflessa, prostrata, seduta). La preghiera obbligatoria breve è invece composta di poche frasi e non prevede alcun movimento o gesto. Shoghi Effendi spiega che Bahá'u'lláh ha ridotto al minimo riti e formalità nella Fede bahá’í e che le poche forme rimaste - come quelle relative alla preghiera obbligatoria - sono simboli di una realtà interiore. La preghiera obbligatoria breve è stata quindi rivelata per dare maggiore libertà ai credenti che non avvertissero il desiderio di seguire questi gesti. Per consultare il testo delle preghiere obbligatorie vedere pagg. 82-90 del libro. Oltre alla preghiera obbligatoria, il credente, nella giornata, dopo aver lavato le mani ed il viso, deve ripetere 95 volte “Allah-u-Abha”, che significa "Dio il Gloriosissimo". (pag. 26; §18).
Nel periodo del ciclo mestruale, la donna è dispensata dalla preghiera obbligatoria; in sostituzione ad essa, dopo aver eseguito le abluzioni, ella ripeterà 95 volte “Sia glorificato Iddio, Signore dello Splendore e della Bellezza” (pag. 25, § 13). Questo non la esonera dall'obbligo morale di ripetere durante il giorno l’altra formula di 95 volte “Allah-u-Abha”. I bahá'í usano diversi metodi per tale conta: alcuni usano una specie di rosario con 95 grani, altri usano un semplice sistema manuale di conteggio, consolidato dalla tradizione.
Il matrimonio Bahá'u'lláh nel Kitáb-i-Aqdas scrive: "Badate di non prendere più di due mogli. Chi si accontenta di una sola compagna fra le ancelle di Dio, entrambi vivranno in pace" (pag. 39, § 63). L'interprete da lui designato ai chiarimenti: ‘Abdu’l-Bahá, (come riportato nella nota n° 89 a pag. 195) spiega che poiché la bigamia è condizionata alla giustizia, e poiché ogni tipo di giustizia con due mogli è impossibile, di fatto la bigamia non è concessa e dev'essere praticata solo la monogamia. Bahá'u'lláh condiziona il matrimonio al consenso dei quattro genitori se viventi, qualsiasi età abbiano gli sposi (pag. 39/40; § 65). Ciascuno dei quattro genitori "desiderando instaurare amore, unità e armonia" ha quindi il diritto di negare il consenso, precludendo così la celebrazione del matrimonio baha'i. Note
Bibliografia Bahá'u'lláh, The Kitáb-i-Aqdas, the Most Holy Book. Wilmette, Illinois, Bahá'í Publishing Trust, 1993. ISBN 0-87743-240-6. Bahá'u'lláh, Kitáb-i-Íqán. The Book of Certitude. Wilmette, Illinois, Bahá'í Publishing Trust, 2003. ISBN 1-931847-08-8. Hasan Balyuzi, Bahá'u'lláh, King of Glory. Oxford, UK, George Ronald, 2000. ISBN 0-85398-328-3. Alessandro Bausani, «‘Abd-al-Bahā’, Life and work», in Encyclopædia Iranica, 1989. Christopher Buck, The eschatology of Globalization. The multiple-messiahship of Bahā'u'llāh revisited, in Moshe Sharon, Studies in Modern Religions, Religious Movements and the Bābī-Bahā'ī Faiths. Boston, Brill, 2004. ISBN 90-04-13904-4. J. E. Esslemont, Bahá'u'lláh e la nuova era. Roma, Edizioni Bahai, 1954. Manfred Hutter, «Bahā'ī», in: Lindsay Jones ed. Encyclopedia of Religion. 2 (2nd ed. ed.). Detroit, Macmillan Reference USA, 2005. ISBN 0-02-865733-0. «Baha'i Faith and Holy People», in: Jestice, Phyllis G. Holy People of the World. A Cross-cultural Encyclopedia. Santa Barbara, 2004. ISBN 1-57607-355-6. Anthony A. Reitmayer, Adrianople - Land of Mystery. Istanbul, Bahai Publishing Trust, 1992. Nader Saiedi, Gate of the Heart. Waterloo, ON, Wilfrid Laurier University Press 2008. ISBN 978-1-55458-035-4. Adib Taherzadeh, The Revelation of Bahá'u'lláh. Baghdad 1853-63. Oxford, George Ronald 1976. ISBN 0-85398-270-8. Peter Smith, "The Bábí & Bahá'í Religions", in: Messianic Shí'ism to a World Religion. Cambridge, The University Press 1987. pp. 60. ISBN 0-521-30128-9. Bahá'u'lláh, Kitáb-i-Aqdas, Roma, 1995.
Voci correlate Bahá'u'lláh Bahá'í 'Abdu'l-Bahá Kitáb-i-Íqán Spigolature dagli scritti di Bahá'u'lláh Casa universale di giustizia Alláh-u-Abhá
Altri progetti
Collegamenti esterni
Religione ed etica: Bahai.
Categoria:Bahá'í