Con un passato da guerrigliero nei Tupamaros ai tempi della dittatura, fu eletto deputato, senatore e, tra il 2005 e il 2008, fu ministro dell'allevamento, agricoltura e pesca. Fu leader del Movimento di Partecipazione Popolare (MPP), raggruppamento maggioritario del Fronte Ampio, fino alle sue dimissioni avvenute il 24 maggio 2009. Il 30 novembre 2009 vinse le elezioni presidenziali, battendo al ballottaggio Luis Alberto Lacalle.

Nel 2005, dopo una lunga convivenza, si sposò con la senatrice e storica leader del MPP Lucía Topolansky. Mujica divenne noto per il suo stile di vita di volontaria semplicità, ricevendo dallo Stato uruguaiano un assegno di 260 259 pesos (~8 300 euro) al mese per il suo lavoro alla guida del Paese, ma donandone circa il 90% a favore di organizzazioni non governative e a persone bisognose. La sua automobile era un Volkswagen Maggiolino del 1987, donatagli da alcuni amici e che si rifiutò sempre di vendere, nonostante offerte cospicue.

Visse in una piccola fattoria a Rincón del Cerro, alla periferia di Montevideo. Anche durante il suo mandato rinunciò a vivere nel palazzo presidenziale. In riferimento alla piccola quota di stipendio trattenuta per sé (più o meno 800 euro) che lo fece soprannominare anche il "Presidente più povero del mondo", Mujica dichiarò in un'intervista al quotidiano colombiano El Tiempo che tale quantità di denaro gli fosse sufficiente, anche alla luce del fatto che molti suoi connazionali fossero costretti a vivere con meno.

Il 20 ottobre 2020, con le dimissioni dal Senato, ufficializzò il suo ritiro a vita privata. Morì a Montevideo il 13 maggio 2025, una settimana prima di compiere 90 anni, per un tumore all'esofago.

Biografia Origini e infanzia José Mujica nacque il 20 maggio 1935 nella capitale Montevideo, da Demetrio Mujica Terra e Lucy Cordano Giorello. Demetrio nacque in una famiglia di origine basca arrivata in Uruguay nel 1842. Attraverso sua nonna paterna, Mujica poté annoverare tra i suoi antenati diversi politici uruguaiani di spicco, tra cui Gabriel Terra, il 26° presidente dell'Uruguay tra il 1931 e il 1938. I genitori di Demetrio, possessori di diverse proprietà agricole, usarono i loro terreni come campi di addestramento per i soldati contro le insurrezioni guidate dal leader rivoluzionario Aparicio Saravia. Agricoltore di professione, Demetrio andò in bancarotta poco prima della sua morte nel 1940, quando José aveva cinque anni.

Lucy nacque a Carmelo da immigrati poveri provenienti dalla Liguria, con origini nel comune di Favale di Malvaro in Val Fontanabuona, nell'ex provincia di Genova. Alla sua nascita, i suoi genitori acquistarono 2 ettari (4,9 acri) a Colonia Estrella, una città nel Dipartimento di Colonia, per coltivare vigneti. Suo padre fu un membro attivo del Partito Nazionale, e fu scelto più volte come consigliere comunale per Colonia, diventando stretto amico di Luis Alberto de Herrera.

Dai 13 ai 17 anni il giovane Pepe si dedicò al ciclismo, appartenendo successivamente a diversi club sportivi della regione mano a mano che saliva di categoria.

Debutto in politica Suo zio materno, Ángel Cordano, nazionalista e peronista, influenzò molto la formazione politica di Mujica. Nel 1956 conobbe, tramite sua madre, anch'essa militante nel suo partito, l'allora deputato nazionalista Enrique Erro e da allora iniziò a militare nel Partito Nazionale, divenendone Segretario Generale del settore giovanile.

Alle elezioni del 1958 trionfò per la prima volta il cosiddetto Herrerismo e Erro fu designato ministro del Lavoro, accompagnato da Mujica che però non ricevette nessun incarico ufficiale. Nel 1962 Erro e Mujica abbandonarono il Partito Nazionale per creare l'Unione Popolare assieme al Partito Socialista dell'Uruguay e ad un piccolo gruppo chiamato Nuova Base, partecipando alle elezioni per la presidenza della repubblica con il candidato comune Emilio Frugoni: persero nettamente, ottenendo soltanto il 2,3%.

Comandante guerrigliero

Nei primi anni Sessanta aderì al neonato movimento dei MLN - Tupamaros (Movimiento de Liberación Nacional), un'organizzazione di guerriglia urbana di ispirazione marxista-leninista, ispirato dalla Rivoluzione cubana e alla difesa dei diritti dei lavoratori della canna da zucchero (cañeros) del nord del paese sindacalizzati da Raúl Sendic Antonaccio. Il nome al movimento fu dato ispirandosi al romanzo Ismael del 1888 di Eduardo Acevedo Díaz narrante delle truppe dei "contadini, nativi o criollos, rappresentati nel testo come gli uomini al seguito del libertador José Gervasio Artigas e comparati da spagnoli e proprietari terrieri alle truppe al seguito di Túpac Amaru II"Il Presidente impossibile. Pepe Mujica da guerrigliero a capo di stato, Nadia Angelucci e Gianni Tarquini prefazione di Erri De Luca, Roma 2014., «l'autore spiegava come la denominazione tupamaro fosse usata spregiativamente dalla classe dominante (...) Si scelse il riferimento storico ai tupamaros di José Gervasio Artigas (...) con l'obiettivo di dargli una connotazione più aperta e capace di andare oltre i tradizionali riferimenti troppo legati alla sinistra eurocentrica (...)».Ibidem

Nel corso di varie azioni ricevette ben 6 ferite da arma da fuoco, e nel 1969 partecipò alla breve occupazione di Pando, una città vicina a Montevideo. Mujica fu arrestato in quattro diverse occasioni e fu tra i prigionieri politici che riuscirono a evadere dalla prigione di Punta Carretas nel 1971. Fu comunque ricatturato un anno dopo e condannato da un tribunale militare sotto il governo di Jorge Pacheco Areco, che in quel periodo sospese diverse garanzie costituzionali.

Dopo il colpo di Stato militare del 1973, organizzato dal presidente e dittatore Juan María Bordaberry, fu trasferito in un carcere militare dove rimase rinchiuso per quasi 12 anni, la maggior parte dei quali passati in completo isolamento in un braccio ricavato da un pozzo sotterraneo. Fu uno dei 9 dirigenti tupamaros prigionieri chiamati dalla dittatura civile-militare rehenes ("ostaggi"), ossia persone che, in caso di ulteriori azioni militari dei Tupamaros in libertà, sarebbero state immediatamente fucilate.

Altri rehenes furono un altro dirigente tupamaro, Eleuterio Fernández Huidobro, poi diventato ministro della difesa, lo scrittore Mauricio RosencofAngelucci Nadia, Storia di un rivoluzionario innamorato della parola, Il Calendario del popolo n. 761, 9 dicembre 2013, Roma., che raccontò di aver subito torture, e il fondatore del loro movimento, Raúl Sendic Antonaccio, con i quali riuscì a mantenere i contatti in carcere, malgrado le inumane condizioni di detenzione. Mujica, come affermato da lui stesso, a causa dell'isolamento soffrì di gravi problemi di salute, specialmente psicologici, arrivando ad avere allucinazioni uditive e paranoia.Pablo Brum, The Robin Hood Guerrillas: The Epic Journey of Uruguay's Tupamaros pp. 331-336

Nel 1985, quando la democrazia costituzionale fu ristabilita, Mujica fu liberato grazie ad un'amnistia della quale beneficiarono sia guerriglieri sia golpisti, coprente crimini di guerra e fatti di guerriglia commessi dal 1962 in poi. Tale amnistia venne poi revocata per crimini contro l'umanità, ottenendo il processo e la condanna dell'ex dittatore Bordaberry.

Ritorno alla democrazia Dopo qualche anno di apertura democratica, Mujica e altri dirigenti tupamaros, assieme ad altri gruppi di sinistra, crearono il Movimento di Partecipazione Popolare (MPP), all'interno della coalizione del Fronte Ampio. Alle elezioni del 1994 fu eletto deputato nella circoscrizione di Montevideo e dichiarò di "sentirsi come un fioraio in parlamento", facendo riferimento alla sua attività professionale nell'agricoltura. Malgrado ciò, la sua presenza nell'arena politica catturò subito l'attenzione del pubblico.

Alle elezioni del 1999 fu eletto senatore e in quell'anno fu pubblicato il libro Mujica di Miguel Ángel Campodónico (un altro oriundo ligure), nel quale egli raccontò la vita e il pensiero del guerrigliero convertito al parlamentarismo. Alle elezioni del 2004 il suo movimento ottenne la più alta percentuale di voti mai raggiunta fino ad allora, facendone la prima forza del Fronte Ampio, cosa che aumentò grandemente l'influenza e l'autorevolezza di quest'ultimo all'interno della coalizione di governo.

Attività all'interno del governo del Fronte Ampio

Il 1º marzo 2005 fu nominato Ministro dell'Allevamento dal neoeletto presidente della Repubblica Tabaré Vázquez; ebbe come suo sottosegretario Ernesto Agazzi, ingegnere agronomo specializzato. Mujica fu accusato - a torto - di scarsa professionalità, occupato più nella campagna elettorale che nella guida del suo dicastero, tanto da portare a considerare proprio Agazzi come il vero "Ministro", ritenuto più adatto alla guida di tale ministero.

Tuttavia Mujica fu il ministro più popolare, proprio per la sua vicinanza alla gente e per il suo carisma, che lo resero molto popolare tra l'elettorato uruguaiano. Mujica fu inoltre apprezzato per il suo dialogo con la gente. Il 3 marzo 2008 lasciò la sua carica a favore di Agazzi per candidarsi alla Presidenza per le elezioni del 2009 ed ottenne il seggio di senatore. Gli altri candidati alle primarie furono Danilo Astori e Marcos Carámbula, anche se il Presidente Vázquez diede indirettamente il proprio appoggio ad Astori.

Tra le prime proposte di Mujica ci fu il riavvicinamento all'Argentina dei coniugi Néstor e Cristina Kirchner. Nel 2006, infatti, sorse una crisi diplomatica a causa della costruzione, da parte del governo dell'Uruguay, di una cartiera sul Rio Uruguay, dalla quale scaturirono polemiche con il governo peronista dell'Argentina. Mujica invitò i Kirchner a riavvicinarsi al popolo uruguaiano, cercando di superare le controversie passate.

Candidatura presidenziale

Il 13 e il 14 dicembre 2008 si tenne il congresso del Fronte Ampio avente l'obiettivo di stilare il programma di governo per il successivo periodo presidenziale tra il 2010 e il 2015 e che candidò ufficialmente José Mujica alla presidenza. Ciò suscitò polemiche tra gli altri potenziali candidati, Danilo Astori, Marcos Carámbula, Daniel Martínez ed Enrique Rubio, i quali pretesero condizioni eguali tra tutti gli aspiranti alla corsa presidenziale. Successivamente sia Martinez sia Rubio rinunciarono alla competizione e i candidati alle primarie restarono tre: Astori, Carámbula e lo stesso Mujica.

Il 24 maggio 2009 Mujica lasciò la guida del suo movimento, affermando che tale scelta fu dettata dal fatto che il candidato rappresentasse non un settore specifico, ma tutto il partito. Il 28 giugno 2009 Mujica fu eletto candidato presidente del Fronte Ampio con il 52% dei voti, a fronte del 39% del suo principale avversario, Danilo Astori. Tra le prime proposte di Mujica vi fu la vendita di parte di azioni di imprese statali.

Elezioni presidenziali del 2009 Il 25 ottobre 2009 Mujica ottenne al primo turno il 48% dei voti (circa 1 105 000), contro il 29% di Luis Alberto Lacalle del Partido Nacional. Al ballottaggio, tenutosi il 29 novembre Mujica fu eletto presidente dell'Uruguay con più del 52% dei suffragi.

Politica nazionale

Mujica, che in passato sostenne e ottenne la depenalizzazione dell'aborto, sostenne poi il riconoscimento dei matrimoni gay e la legalizzazione della marijuana: «la tossicodipendenza è una malattia, guai a confonderla col narcotraffico». La proposta di Mujica fu quella di non fumarla, bensì di ingerirne piccole quantità inserite nei cibi. José Rubial, presidente della Corte Suprema, propose anche di distribuirla gratuitamente, per evitare che i consumatori compissero atti criminali per ottenerla (cadendo quindi nella tossicodipendenza) o la acquistassero al mercato nero, gestito dalla criminalità organizzata. Per calcolare il consumo di droga, Rubial propose di registrare i consumatori.

Questi obiettivi vennero raggiunti: Nel 2013 ci fu l'istituzione del matrimonio omosessuale per i cittadini uruguaiani che ne facessero richiesta.