Il lago di Como o Lario (in lombardo Lagh de Comm AFI: ) è un lago italiano naturale prealpino di origine fluvio-glaciale ricadente nei territori appartenenti alle province di Como e di Lecco a forma di una "Y" capovolta con tre rami sottili che convergono in corrispondenza dell’epicentro di Bellagio con la sua punta detta “spartivento”.

Posto a circa 50 km a nord di Milano, è il lago più profondo d'ItaliaLa profondità massima di 418 metri è individuata poco a Sud-Est di Punta della Cavagnola, tra Argegno e Lezzeno., quello con maggiore estensione perimetrale e il terzo per superficie e volume: la portata del fiume Adda all'uscita del lago si aggira intorno ai 130 metri cubi al secondo, i quali derivano in gran parte dall'alto Adda (87 metri cubi al secondo) e dal Mera (23 metri cubi al secondo), mentre i rimanenti 20 derivano da corsi d'acqua minori. Le cave di marmo presenti nei dintorni del lago sono state essenziali per quanto riguarda la tradizione lombarda di scultori, scalpellini e architetti, «incrementata dalla lunga e impegnativa fabbrica del Duomo di Milano».Francesco Galluzzi, Il barocco, Roma, Newton & Compton Editori, 2005, p. 54.

Nel 2014 il Lago di Como è stato definito come il lago più bello del mondo dal quotidiano statunitense The Huffington Post, per il suo microclima e per il suo ambiente costellato da ville e villaggi di prestigioAnna Campaniello, Clima, cibo e ville. Il lago più bello è quello di Como in Corriere della Sera, 24/01/2014.. Oltre a esser stato reso celebre da Alessandro Manzoni, che sulla sponda lecchese ambientò il romanzo I promessi sposi, annovera un'imbarcazione a remi tipica che nel tempo è diventata simbolo stesso del lago: il batell, noto più informalmente come "lucia" in ricordo della fuga da Lecco di Lucia Mondella.

Etimologia

Gli autori latini designano il lago di Como con il termine latino Larius o, come Polibio, nella forma greca Λάριος, Làrios. Il limnonimo è di origine prelatina. Secondo Alfredo Trombetti deriva dalla radice preindoeuropea *lar- col significato di "luogo incavato". Aleksandr Falileev interpreta la derivazione dal celtico lāro- ʿpiana, suoloʾ < ie. *plāro- < *pelh- ʿlargo, pianoʾ. Si veda anche l'antico irlandese lár ʿsuoloʾ, l'antico cimrico laur ʿplateaʾ, l'antico bretone lor ʿsuoloʾ. A partire dal Medioevo venne chiamato anche lacus commacinus, comacenus o comensis fino al definitivo lago di Como.

Geografia fisica Morfologia Geograficamente posto tra la Pianura Padana e le Alpi, il bacino del lago di Como, posto a un'altitudine di , ha una geometria molto articolata con una caratteristica forma a "Y" rovesciata o, come recita un diffuso detto locale, a forma di uomo: Il bacino, che misura 145 km², è composto da tre parti differenti: a sud-ovest il ramo di Como, a sud-est il ramo di Lecco e a nord il ramo di Gera o Alto Lago, il più aperto dei tre. I fiordi meridionali rinserrano il montagnoso Triangolo Lariano. È il lago più profondo d'Italia, toccando i 418 metri di depressione massima fra le località di Argegno e Nesso, e quinto in EuropaÈ preceduto dai laghi norvegesi: Hornindalsvatnet (), Salsvatnet (482), Tinnsjå (460) e Mjøsa (444), caratterizzato dai fondali in criptodepressione trovandosi a oltre 200 metri sotto il livello del mare. In Italia è inoltre quello con maggiore estensione perimetrale, misurando 170 km, terzo come superficie con 145 km² e volume con 23,37 km³I dati morfometrici sono tratti da Documenta dell'istituto italiano di idrobiologia a cura dell'Istituto italiano delle ricerche, Verbania, 1997..

Raggiunge una lunghezza massima di 45,7 km da Gera Lario a Como, mentre la sua larghezza varia dai 650 metri tra Careno e Torriggia e i di 4,4 km tra Cadenabbia e Fiumelatte (Varenna). Il bacino idrografico si estende su una superficie di 4 552 km² in suolo italiano e di 487 km² in suolo svizzero, per un totale di 5 039 km², il cui punto più elevato culmina sul Pizzo Bernina al confine fra i due Stati.

Territorio Il lago di Como è un bifido fiordo naturale profondamente scavato nei versanti montuosi delle prealpi comasche e bergamasche che fanno da cornice a una costa contraddistinta da una morfologia territoriale di tipo variegato, alternando dolci pendii arrotondati ed erbosi alle dolomie con rocce dentate e pareti a picco sul lago. Geograficamente è diviso in tre bacini, ciascuno con proprie caratteristiche. Nel ramo di sud-ovest, stretto e tortuoso, con i versanti ripidi e boscosi, si trova l’Isola Comacina, l’unica del Lario. Il ramo sud-est, denominato ramo di Lecco, con la città al suo apice, guarda a oriente il Gruppo delle Grigne (2 410 m). Infine il ramo nord che è il più largo e aperto. I tre rami confluiscono al centro del lago davanti al promontorio di Bellagio, una delle località più celebrate per la bellezza del paesaggio e per le antiche tradizioni turistiche. I depositi alluvionali, trasportati da fiumi e torrenti, iniziarono a formarsi con la postglaciazione e furono la causa della separazione dei laghi minori connessi al bacino principale (il lago di Mezzola a nord e i laghi di Garlate e di Olginate a sud).

Paesaggio

Decantato fin dall'Ottocento dai maggiori poeti e musicisti del Romanticismo, da Alessandro Manzoni a Stendhal, da George Gordon Byron a Franz Liszt il paesaggio offre un territorio profondamente variegato e ricco di storia ma nell'insieme discreto e armonioso.

I due principali centri abitati sono Como e Lecco, entrambi situati sulla punta inferiore dei due rami meridionali. Como è una città carica di storia e nel suo passato è stata di importanza strategica per tutta la regione, tanto da esser in grado di rivaleggiare con Milano. È la città con il più ricco patrimonio storico-artistico del Lario. Sulle sponde del ramo orientale si trova la città di Lecco la quale deve la sua fama al celebre romanzo del Manzoni che in questo territorio ambientò il capolavoro letterario de I promessi sposi.

Arroccata su un promontorio situato al centro del Lario, la località di Bellagio, celebre in tutto il mondo per la bellezza paesaggistica e la mondanità che la contraddistingue, è lo spartiacque che divide i due rami principali del lago. Mentre quello di Lecco offre un panorama più aspro reso suggestivo dalla presenza di calette e insenature alternate a piccole località, quello di Como è caratterizzato dalla presenza dell'unica isola del lago e dalla penisola del Lavedo. Particolarmente tipica è la costa orientale del ramo comasco, impervia e ricoperta di boschi; qui i paesi sono ancora costituiti da antiche case arroccate tra lago e montagna, con ripide scalinate rivierasche.

Tutto il Lario, comunque, è caratterizzato da un paesaggio scosceso che forma un delicato equilibrio con la tipologia costruttiva dei paesi e delle grandi ville storiche, ben visibili da un punto all'altro della sponda grazie all'esigua larghezza del bacino (non più di un chilometro nei due rami meridionali). Anche a causa di questa severa conformazione fisica, il turismo lariano non ha conosciuto il fenomeno "di massa" tipico del lago di Garda, riguardando esclusivamente i salotti dell'aristocrazia e gli artisti che spesso vi erano ospitati; un soggiorno di tipo meditativo che ancora oggi si riscontra nelle ville d'epoca (osservabili dal lago più che dalla strada) e - per contro - dall'antica semplicità dei borghi più umili (Pognana, Careno, Nesso, Brienno, Colonno, Corenno Plinio, ecc.). A Como città e nel centro lago, il turismo di massa nei mesi primaverili ed estivi è però un fenomeno in crescita negli ultimi anni.

A nord, presso i territori comunali di Colico e Dorio, è presente un piccolo golfo incavato, quasi a sembrare uno specchio d'acqua indipendente, chiamato laghetto di Piona; quest'ultimo fa da cornice all'omonima abbazia cistercense che sorge in prossimità delle sue rive delimitata dalla penisola dell'Olgiasca e dal Montecchio Sud. Nella baia sfocia il torrente Merla, le cui acque sono abbondanti solo durante il periodo delle piogge.

Geologia L'origine del lago di Como è complessa e tuttora oggetto di ipotesi e discussioni scientifiche. L'origine più probabile è quella prodotta da antiche e profonde escavazioni fluviali durante la crisi di salinità del Mediterraneo nel periodo miocenico e messiniano, rimodellato dalle ripetute erosioni glaciali pleistoceniche negli ultimi due milioni di anniL. Vezzoli, La storia geologica della provincia di Como, Provincia di Como Assessorato ecologia e ambiente, Como, "010, pag. 132.. La sua formazione, avvenuta durante l'era della postglaciazione, oltre un milione e ottocentomila anni fa, è dovuta allo scioglimento di un enorme ghiacciaio che si estendeva sino ai confini della Brianza dove ha formato le attuali colline moreniche.

Il ghiacciaio Abduano, che ha originato il lago, scendeva dalla Valtellina e dalla Valchiavenna allungandosi con due enormi lingue verso la fossa padana; in corrispondenza di Menaggio si ramificava verso il Ceresio, dando origine a una faglia, chiamata in geologia linea di Menaggio, e creando in questa frattura la valle omonima con il lago di Como a est e il lago di Lugano a ovest. Il dislivello relativo tra i due bacini è di 72 metri. Il lago si è formato quindi nella cavità scavata dal ghiacciaio, del quale si possono ancora vedere i segni dell’erosione lasciati sulle rocce delle montagne che circondano il Lario e dai numerosi massi erratici presenti, soprattutto sulle alture del Triangolo Lariano.

Isola

L'unica formazione insulare del lago è l'isola Comacina, di modeste dimensioni ma con un prestigioso passato. Nel Medioevo, infatti, l'isola era una roccaforte indipendente e fu al centro di importanti avvenimenti storici. Nel 588 Autari espugnò il castello, sconfiggendo il magister militum bizantino Francione e debellando così l'ultima resistenza contro i longobardi. Nel 1169 venne definitivamente distrutta dai comaschi aiutati dall'alleato germanico Federico Barbarossa come conseguenza della guerra decennale. Da allora, l'isola è rimasta totalmente disabitata. Gli edifici oggi presenti sono la seicentesca chiesetta di San Giovanni, unica rimasta delle nove presenti, la locanda con annesso ristorante dove soggiornò Alfred Hitchcock e le piccole costruzioni razionaliste opera dell'architetto Pietro Lingeri. Le rovine dell'antica basilica di Sant'Eufemia sono il simbolo di antiche vestigia, rievocate annualmente il 29 giugno nella Sagra di San Giovanni.

L'isola è delimitata da una baia detta "Zoca de l'oli"Conca dell'olio nel dialetto locale., così chiamata per la tranquillità delle acque lacustri e per la crescita spontanea dell'ulivo, oggi in parte ridotta a causa dell'incremento edilizio. Il campanile dello xenodochio di Santa Maria Maddalena di Ossuccio è una delle opere più significative del lago; il soprastante Sacro Monte di Ossuccio è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale nel 2003. Oltre la baia si protende verso Lenno la penisola di Lavedo che delimita il golfo di Venere e che culmina nella villa del Balbianello, patrimonio del FAI. Anticamente il dosso di Lavedo era un'isola formatasi dal ghiacciaio Abduano, come l'isola Comacina. I detriti alluvionali l'hanno poi congiunto alla terraferma.

Idrografia

Livello e temperatura dell'acqua