La val di Sangro è una valle fluviale che si estende lungo il corso del fiume Sangro, nella zona meridionale delle province dell'Aquila e di Chieti. Castel di Sangro è il comune capofila dell'Alto Sangro, mentre nella provincia teatina il centro maggiore è Lanciano; tuttavia, seguendo il corso del fiume, la stretta valle si dirama anche per un tratto del Molise e parte della provincia aquilana, tra Pescasseroli e Roccaraso. Sede di un agglomerato industriale (Sevel-Honda), situato perlopiù nei comuni di Atessa e Paglieta, nonché di ricche risorse naturalistiche, oltre allo sviluppo industriale, la valle vede anche un notevole sviluppo agricolo e vitivinicolo, in particolare nelle zone di Lanciano e Fossacesia.

Territorio

Il territorio è molto vasto, circondato da alte colline, e presso il Sangro dalla catena montuosa dei Monti Frentani, dei quali la parte più alta è il Monte Pallano (1020 m), assieme al massiccio occidentale della Maiella presso il fiume Aventino. La val di Sangro si sviluppa da nord-est lungo il litorale Adriatico della costa dei Trabocchi, comprendendo i comuni di Fossacesia, Rocca San Giovanni, Torino di Sangro, e segue il fiume sino alla confluenza del Sangro con il fiume Aventino, presso l'oasi naturale WWF Lago di Serranella (zona Sant'Eusanio del Sangro), raggiungendo verso sud-ovest la forra di Quadri e Sant'Angelo del Pesco, immettendosi nel comprensorio montuoso dell'Alto Sangro, dove si trova l'altopiano delle Cinque Miglia, con i centri di Roccaraso, Castel di Sangro, San Pietro Avellana e Rionero Sannitico.

Partendo dal mare, la valle confina a nord con la Valle del fiume Moro, che comprende il territorio delle "ville" di Ortona (Caldari, Rogatti, San Leonardo), la compagna di Orsogna e Guardiagrele; a sud oltre Atessa c'è il confine con la vallata del fiume Sinello e dell'Osento, che sboccano nell'Adriatico alle foci di Casalbordino e Punta Penna; tale confine è segnato dai Monti Frentani, in particolare dal Monte Pallano, con a nord i centri di Bomba e Monteferrante, a sud quelli di Guilmi, Montazzoli, Casalanguida.Andando verso la forra di Quadri, avviene la trasformazione della vallata, a sud del Sangro si trova l'altopiano di Rosello e Roio del Sangro, i cui monti si collegano a quelli del Molise, tra Agnone e Capracotta, mentre a nord di Quadri si trova il territorio che va a includere l'altopiano dell'Aventino, tra i comuni di Montenerodomo, Gessopalena, Torricella Peligna, Lama dei Peligni, Fara San Martino.Presso questo confine diventano molto alti i monti: il Monte Pidocchio di Civitaluparella (1297 m), il Monte Vecchio di Montelapiano (1016 m), il Monte Pennapizzuto, e il Monte delle Cese.

Comprensorio dell'Alto Sangro - Valle dell'Aventino

L'alto Sangro appunto è composto dalle montagne maggiori di Monte Zurrone e Monte Aremogna, note località sciistiche per gli escursionisti e gli appassionati di sport, dove si trovano i comuni di Castel di Sangro, Ateleta e Roccaraso. La zona dell'Aventino è inclusa nel percorso culturale "Terre del Sangro Aventino", attraversata appunto da questo fiume che lambisce il lato occidentale della Maiella. I comuni principali, partendo dalla zona pianeggiante, e salendo fino a Palena, sono Casoli, Altino, Roccascalegna, Fara San Martino, Lama dei Peligni, Gessopalena e Montenerodomo. L'Aventino nasce a Palena, e si unisce al Sangro presso l'oasi di Serranella in località Brecciaio (Sant'Eusanio del Sangro). Il territorio a ovest è delimitato da colline montuose, come a Casoli e Roccascalegna, di grande impatto visivo, mentre verso Gessopalena a est e verso Fara San Martino il territorio varia, divenendo più roccioso e umido. A Fara infatti vi sono le gole che portano nella Maiella, dove si trovano i resti dell'abbazia di San Martino in Valle, nonché le sorgenti del fiume Verde. Verso Palena le aree boschive aumentano sempre di più, mentre a est, lungo la montagna, vi sono varie zone carsiche e gole, inclusa la famosa Grotta del Cavallone descritta da Gabriele D'Annunzio ne La figlia di Iorio (1904). A ovest dell'Aventino si trova l'area semi-montuosa di Gessopalena, Torricella Peligna e Montenerodomo, i cui centri sorgono su mura ciclopiche e grossi corni di roccia che spuntano dal terreno fertile. Proseguendo in direzione di Pizzoferrato, si giunge nella gola del Sangro, dove si scende a Quadri.

Medio Sangro

Il Medio Sangro include le aree di Bomba, Villa Santa Maria, Montebello sul Sangro, Pennadomo, Monteferrante, Montelapiano e Civitaluparella, proseguendo fino ai confini di Quadri e Borrello. La spaccatura del terreno tra i monti di Villa Santa Maria (il Monte Cresta) e i Monti Frentani del Monte Pallano è stata formata dall'erosione dovuta allo scorrimento del fiume Sangro. La zona fu industrializzata nel 1957 con la costruzione della diga del lago di Bomba, che fornisce energia idroelettrica e turismo. Anche le montagne sopra Monteferrante sono state attrezzate con dei generatori eolici. Le gole del Sangro proseguono fino a Borrello, dove c'è il confine di due province, la provincia di Isernia (comuni di Agnone, Pescopennataro e San Pietro Avellana) e la provincia dell'Aquila (Ateleta, Castel di Sangro), dove c'è il confine con il comprensorio dell'Alto Sangro.

Lungo questa gola scavata dal fiume, il confine settentrionale con la vallata dell'Aventino è dato dal Rio Secco, dove si trova lo spuntone roccioso del borgo di Roccascalegna, che confina con Altino e Gessopalena a nord.

Basso Sangro - Mare Adriatico Il Basso Sangro è la parte della conca di Lanciano e Atessa, dove nel 1981 è stato costituito il complesso industriale Honda-Sevel. Il terreno è pianeggiante, costituito dalle varie specie di piante della macchia mediterranea, con lecceti a Torino di Sangro e Fossacesia, e numerose piante invasive come canneti ed erbe palustri, che crescono specialmente sulle sponde del fiume Sangro, fino alla foce di Fossacesia Marina. Le campagne coltivate sono popolate da ulivi e vigneti, che seguono l'andamento ondeggiante e dissestato dei colli, specialmente verso Atessa e Lanciano, nell'area popolosa di contrada Sant'Onofrio. Il dislivello del terreno è sempre costante da Lanciano fino al mare, passando per i centri di Mozzagrogna, Santa Maria Imbaro e Fossacesia centro, sul cui promontorio finale si trova il golfo di Venere. La città di Lanciano è costituita da tre colli maggiori, Colle Erminio, Colle Selva e Colle Pietroso con i quartieri medievali; mentre la città nuova si staglia su un quarto colle che procede in declivio con spaccatura verso l'area urbana di Santa Rita.

L'area che va da Lanciano ad Atessa, attraverso la zona pianeggiante del Brecciaio di Sant'Eusanio del Sangro è costituita da colli franosi che mostrano dei calanchi, costituitisi con l'attività millenaria di erosione del terreno. In località Serranella, dove c'è un'oasi naturale WWF, si incontrano i fiumi Sangro e Aventino, formando una grande unità che sfocia nel mare. Presso Atessa l'area si fa più alta e collinare, fino a raggiungere parti montuose nei comuni di Perano e Archi. La vallata pianeggiante è divisa in due dal fiume, fiancheggiato dalla SS Fondovalle Sangro, che porta fino a Castel di Sangro.

Inoltre tale area, oltre allo sviluppo industriale, ha visto anche lo sviluppo urbano di molti piccoli comuni, che hanno costituito un unico complesso residenziale intorno al complesso della Sevel di contrada Saletti di Atessa. Le contrade più sviluppate sono Quadroni, Piane d'Archi, Piazzano d'Atessa, Montemarcone di Atessa, Selva Piana e Selva d'Altino. Presso il mare si trova la famosa costa dei Trabocchi, che comprende i comuni di Fossacesia, Torino di Sangro e Rocca San Giovanni, le cui spiagge sono caratterizzate da una depressione del terreno che a tratti scende a strapiombo sul mare.

Monti e fiumi

Monte Pallano (1020 m) - tra Bomba e Tornareccio, col sito archeologico di Pallanum.

Il sito di importanza comunitaria dei Monti Frentani e del relativo fiume Treste, nel cuore dell'entroterra vastese, al confine con il Sangro, rappresenta l'area boschiva di maggiori dimensioni meglio conservata di quest'area della provincia di Chieti. Si tratta di un'area di oltre 4.000 ettari che comprende il medio e l'alto corso del Treste, e i rilievi tra i più elevati dell'area frentana. Il sito include l'area di Montefreddo (925) presso il territorio di Palmoli, che in precedenza era inquadrato come sito comunitario a sé stante, poi il Colle Casale (725 m) presso Carunchio e il Colle della Carunchia (1160 m) e il bosco omonimo di Torrebruna. Le formazioni boscose vedono la presenza di estese cerrete, faggete e formazioni ripariali; il fiume Treste presenta un letto ghiaioso con affioramenti di gesso.

L'area in questione rappresenta il nucleo principale di un possibile Parco Naturale della Montagna Vastese e dei Monti Frentani, al quale aggregare altri siti di importanza comunitaria e altre zone di elevato interesse naturalistico e storico, come è stato fatto con il comprensorio culturale della Val di Sangro. Tra questi siti ci sono il torrente Monnola e il bosco di Collerotondo e Cretone (tra Carunchio e Celenza), che oltretutto è naturale prosecuzione del bosco della Carunchina. Si tratta di un'area in cui sono presenti specie e habitat protetti.

Il fiume Sangro nasce a 1441 metri sulle pendici del Monte Turchio, sotto il Passo del Diavolo (tra Gioia dei Marsi e Pescasseroli). Dopo un percorso di 122 km verso est, sfocia nel mare Adriatico tra Torino di Sangro (località Lago Dragoni) e Fossacesia Marina. Il suo bacino imbrifero ricopre una superficie complessiva di 1542 km q., che interessa solo marginalmente la regione Molise, coprendo per il 4% la provincia di Isernia (la parte di Capracotta, San Pietro Avellana e Sant'Angelo del Pesco), il 59% della provincia di Chieti e il 37% quella dell'Aquila.

Inizialmente scorre da nord-ovest a sud-est in gole e strette e profonde, presso Villetta Barrea (AQ) forma il lago artificiale di Barrea; subito dopo oltrepassa il centro di Alfedena, immettendosi nel piano di Castel di Sangro, a confluenza con la regione Molise, ricevendo le acque del torrente Zittola. Il Sangro oltrepassa Ateleta, dividendo la forra nord, nella provincia dell'Aquila, e quella sud di San Pietro Avellana, Capracotta e Pescopennataro nel Molise. In quest'area di confine tra le due regioni, il Sangro si allarga ricevendo i contributi del torrente Parello, in riva orografica sinistra, e quelli del rio Verde e dei torrenti Turcano e Gufo, in riva orografica destra, torrenti che stanno nel piano dell'Aventino, il fiume maggiore che lambisce la Maiella.

Il fiume subisce un ulteriore allargamento formando il lago artificiale di Bomba, costituito nel 1957, con la capacità di 83 milioni di m cubici, e dalla diga, esso si restringe notevolmente rispetto alla portata originaria, che occupava praticamente tutta l'area compresa tra Piane d'Archi-Piazzano d'Atessa, Serranella-Saletti; forma un invaso artificiale incontrandosi con l'Aventino presso l'asi naturale di Serranella, oasi istituita nel 1981, l'invaso è stato realizzato per scopi irrigui e industriali, e grazie alla restituzione da parte della centrale idroelettrica del lago Sant'Angelo (Casoli), anch'esso artificiale, e della filiale situata a Selva di Altino, il Sangro riacquista un aspetto alquanto naturale, con un andamento meandriforme, che mantiene fino alla foce nel mare Adriatico.