Il sorgere del Romanticismo toscano sembra segnare l'inizio di una nuova vita del pensiero e della letteratura.
La Toscana che era rimasta chiusa, o quasi, all'impeto prodotto in altre parti d'Italia incoraggiato dalla Rivoluzione francese e dal primo romanticismo tedesco, sembra risvegliarsi ad un tratto dopo la Restaurazione nel 1815.
I primi protagonisti del movimento sono Gino Capponi e Giovanni Rosini, ma esso tocca lo splendore con Giovanni Battista Niccolini, Francesco Domenico Guerrazzi e Giuseppe Giusti negli anni seguenti.Giovanni Gentile, Gino Capponi e la cultura toscana nel secolo decimonono, pp. 8-9, Vallecchi, 1926.
L'impulso di Gino Capponi
Gino Capponi ha rinnovato a Firenze le tradizioni dell'antica vita spirituale e letteraria fiorentina; egli fondò insieme a Giovan Pietro Vieusseux un gabinetto di lettura (il Gabinetto Vieusseux), che accolse tra i più grandi poeti e letterati dell'epoca, tra cui Ugo Foscolo e Giacomo Leopardi.
Vieusseux e Capponi promossero anche la rivista Antologia, attiva fra il 1821 e il 1831, alla quale collaborarono vari intellettuali dell'epoca, oltre a Guerrazzi, come Giuseppe Poerio, Gabriele Pepe, Pietro Colletta, Pietro Giordani, Niccolò Tommaseo, Giuseppe Montanelli, Carlo Cattaneo, Giuseppe Montani.Giovanni Spadolini, "Il sogno della Biblioteca nazionale" ne Il mondo in bloc-notes. 1986-1988, Longanesi & C., 1988, pag. 297.
La scuola livornese
Mentre a Firenze l'attività è serena, a Livorno è forte lo spirito repubblicano. Giuseppe Mazzini è il capo della scuola livornese. Lavoratore instancabile, tanto discusso in un'Italia ormai unita ma che lui desiderava repubblicana, collaborò con Guerrazzi allIndicatore Livornese, poi allIndicatore Genovese, dove pubblicò saggi su I promessi sposi, sulla Battaglia di Benevento e altre tematiche risorgimentali.
Note
Bibliografia Giovanni Gentile, Gino Capponi e la cultura toscana nel secolo XIX, Vallecchi, 1926.
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