Majas al balcone è un dipinto a olio su tela (162x107,5 cm) realizzato tra il 1808 e il 1814 dal pittore spagnolo Francisco Goya e appartiene a una collezione privata del barone Rothschild in Svizzera. Una copia precedentemente considerata autentica è conservata nel Metropolitan Museum of Art di New York.

Due majas affacciate al balcone con i volti talmente somiglianti da far sembrare simmetrica l'immagine; anche i colori sono invertiti. Dietro le ragazze si stagliano le siluettes di due non tranquillizzanti ceffi.

Storia

Sono anni di guerraNel maggio 1808, in seguito all'invasione francese, scoppia la guerra di indipendenza e Goya comincia a dedicarsi a soggetti diversiVedi la serie di oli che documentano i "disastri della guerra" dai soliti. Tra i nuovi soggetti le majas, al balcone o meno, compaiono spesso: così, oltre ad un'altra versioneFrancisco Goya, Majas al balcone, 1808 – 1812, Collezione privata di questo stesso quadro, va ricordata, per analogo contenuto, Maja e Celestina al balconeFrancisco Goya, Maja e Celestina al balcone, 1808 – 1814, Palma di Maiorca, Collezione March rappresentazione terribile della bellezza prezzolata e del male che se ne serve.

Anche in Majas al balcone il tema è lo stesso, anche se le majas sono due e due sono anche i figuri oscuri alle loro spalle, ridotti in questo caso quasi solo a silhouettes buie e silenti. Majo è il classico giovane spagnolo bello e sfrontato; Maja è il femminino del precedente, ovvero una giovane spagnola bella e provocante. L'aristocrazia spagnola del XIX secolo, in particolare le nobildonne, amavano travestirsi da majas.Francisco Goya, La duchessa de Alba in nero, 1797, New York, Hispanic Society of America

Ma qui non c'è aristocrazia: le majas sono rappresentate come belle popolane ad al balcone: è TomlinsonJanis Tomlinson, Goya, 2002, Phaidon che ricorda come lo stare al balcone osservando la strada era tipico delle majas prostitute.

Descrizione e stile

L'arte di Goya è caratterizzata da quella che qualcuno ha chiamato "malinconica ironia"F. Calvo Serraler, Goya, Milano, 1996. Anche in questo quadro, che appartiene ad un periodo di transizione nell'evoluzione artistica del pittore – al passaggio cioè, dalle solari rappresentazioni della società spagnolaFrancisco Goya, Il parasole, 1777, Madrid, Museo del Prado, guardata sì con ironiaFrancisco Goya, Il grande caprone, 1797 – 1798, Madrid, Museo Lázaro Galdiano, ma tutto sommato condivisa nei suoi valori e nelle sue gerarchieFrancisco Goya, I duchi di Osuna con i figli, 1788, Madrid, Museo del Prado, ad una progressiva amarezza e distacco che, attraverso le picturas nigrasFrancisco Goya, Duello rusticano, 1820 – 1821, Madrid, Museo del Prado condurrà all'allucinata rappresentazione dei fantasmi oscuri della menteFrancisco Goya, Saturno che divora il figlio, 1821 – 1823, Madrid, Museo del Prado – sono presenti elementi che appartengono ai due periodi, la solarità della bellezza delle giovani majas e l'oscurità dei loro protettori sullo sfondo.

Ma il tutto ha un sapore freddo e stereotipato, come se l'artista, attraverso la semplificazione delle anatomie e dei volti avesse voluto rappresentare, più che una scena dal vero, un insieme schematico di simboli. Così, all'intenso cromatismo del primo piano si contrappone l'oscurità del secondo: e tuttavia il primo piano è solo l'apparenza; la sostanza, la verità sta dietro, ben all'ombra, come un sepolcro imbiancato.

La composizione è caratterizzata da una stringente logica geometrica: la balaustra forma un rettangolo al di sopra del quale il resto della composizione è inserito in un quadrato. Se dividiamo questo quadrato in quattro, possiamo notare che le due figure di sinistra sono contenute in un quadrato che è esattamente il doppio del quadrato che contiene le due figure di destra. Ancora, è possibile notare come il gruppo delle due majas sia costruito sul rombo disegnato a partire dalle diagonali dei due quadrati inferioriGoya, Giunti, 1997.

Sessant'anni più tardi, questo quadro ispirerà Édouard Manet per il suo Il balconeÉdouard Manet, Il balcone, 1868 – 1869, Parigi, Musée d'Orsay.

Note

Bibliografia J. Chastenet, La vie quotidienne en Espagne au temps de Goya, 1966, Parigi Pierre Gassier, Goya, 1989, Roma, New Compton A. E. Pérez Sánchez, Goya, Milano, 1990 F. Calvo Serraler, Goya, Milano, 1996 Renato Barilli, L'alba del contemporaneo: l'arte europea da Füssli a Delacroix, 1996, Feltrinelli

Janis Tomlinson, Goya, 2002, Phaidon R. M. e R. Hagen, Francisco Goya, 2003, Roma, Editoriale L'Espresso R. Maffeis (a cura di), Goya – La vita e l'arte – I capolavori, 2003, Milano, Rizzoli Giuliano Serafini, Francisco Goya, 2004, Giunti

Voci correlate Francisco Goya Maja e Celestina al balcone Il balcone

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