Lestintore d'incendio è un apparecchio che contiene un agente estinguente che può essere espulso per effetto della pressione interna all'apparecchio e diretto su un incendio al fine di spegnerlo o contenerne l'estensione. Tale pressione può essere permanente oppure ottenuta dal rilascio di un gas ausiliario contenuto in una cartuccia.Norma UNI 3-7:2005 pag.4 Cap.3 Termini e definizioni Punto 3.1
Storia
Il primo estintore (portatile) di cui si ha notizia venne brevettato nel 1723 dal chimico Ambrose Godfrey: consisteva in una sorta di botte riempita di liquido estinguente con un contenitore in peltro riempito di polvere pirica. Un sistema di accensione faceva esplodere la polvere, spargendo quindi la soluzione. Si ha notizia del suo uso, in quanto il Bradley's Weekly Messenger del 7 novembre 1729, parlò della sua efficacia nell'estinguere un incendio a Londra.
L'estintore "moderno" fu inventato dal capitano britannico George William Manby nel 1818; era un serbatoio in rame da 3 galloni contenente una soluzione acquosa di carbonato di potassio, pressurizzato con aria compressa.
Il primo estintore "soda-acido" fu brevettato nel 1866 dal francese Francois Carlier, mescolando una soluzione acquosa di carbonato di sodio con acido tartarico, ottenendo schiuma e anidride carbonica gassosa, utilizzata come propellente. Un altro estintore "soda-acido" fu brevettato negli Stati Uniti nel 1881 da Almon M. Granger, in questo caso sfruttò la reazione tra una soluzione acquosa di carbonato di sodio e acido solforico.The United States Patent and Trademark Office * Volume 192 - September 15, 1881 Una fiala di vetro contenente l'acido era sospesa nell'estintore contenente carbonato di sodio, l'azionamento dell'estintore poteva avvenire in due modi, nel primo caso la fiala veniva rotta, nel secondo veniva rimossa una paratia che normalmente divideva l'acido dal carbonato. In entrambi i casi, veniva prodotta anidride carbonica che fungeva da gas di espulsione.
L'estintore a pressione ausiliaria venne inventato nel 1881 dalla ditta inglese Read & Campbell, usando acqua o soluzioni acquose. In seguito, gli stessi svilupparono il "Petrolex", per uso automobilistico.
L'estintore a schiuma chimica fu inventato nel 1904 da Aleksandr Loran in Russia, basandosi sulla sua precedente invenzione della schiuma antincendio. Loran lo usò per spegnere una vasca di naftaLoran and the fire extinguisher at p-lab.org ; pur assomigliando ai modelli soda-acido, la schiuma prodotta era di maggiore resistenza. Il serbatoio principale conteneva una soluzione acquosa di carbonato di sodio, mentre quello interno una di solfato di alluminio. Mescolando le due soluzioni (di solito avveniva capovolgendo il serbatoio) i due liquidi reagivano formando una schiuma e anidride carbonica in fase gassosa, che espelleva la schiuma. Successivamente si usarono additivi (come estratti di liquirizia) come stabilizzanti, ma la schiuma veniva formata unicamente dalla reazione dei componenti sopracitati.
Nel 1910, la Pyrene Manufacturing Company di Delaware depositò un brevetto per un sistema a "tetra" (tetracloruro di carbonio - Halon 104)., filed April 5, 1910. Vaporizzando il liquido sulla fiamma la estingueva per soffocamento. Nel 1911 brevettarono un piccolo estintore portatile con lo stesso agente estinguente,, filed Jan 7, 1911. costituito da un piccolo serbatoio in ottone con una pompa a mano per espellere il liquido verso il fuoco. Le capacità erano di 1,1 litri o 0,6 litri, ma erano anche disponibili fino a 9 litri. Il contenitore non era pressurizzato, e quindi poteva essere facilmente ricaricato.
Altro tipo di estintore a "tetra" fu la cosiddetta fire grenade, una sfera di vetro riempita con tetracloruro di carbonio, da lanciare alla base della fiamma (le prime usavano soluzioni saline, ma il "tetra" si dimostrò più efficace). Il "tetra" era adatto a fuochi di impianti elettrici e di liquidi infiammabili. Gli estintori a tetracloruro di carbonio vennero ritirati negli anni '50 a causa della tossicità; l'esposizione a tetracloruro di carbonio ad alte concentrazioni danneggia infatti il sistema nervoso e gli organi interni; inoltre quando è esposto ad alte temperature il tetracloruro di carbonio può convertirsi nel gas tossico fosgene.
Negli anni '40, in Germania fu inventato il liquido Halon 1011 (bromoclorometano - bromometano - bromuro di metile) per l'uso negli aerei. Più efficace del tetracloruro di carbonio, venne usato fino al 1969. Il bromuro di metile fu riconosciuto come agente estinguente negli anni '20 e fu usato soprattutto in Europa; altamente tossico, fu messo al bando definitivamente negli anni '60.
L'estintore a CO2 (anidride carbonica) fu introdotto da Walter Kidde Company nel 1924 su richiesta di Bell Telephone per un fluido non conduttivo utilizzabile su incendi nelle centrali telefoniche. Consisteva in una bombola contenente 7,5 libbre di CO2 con valvola a vite e manichetta in tela di ottone isolata con cotone, terminante con una sorta di ugello ad imbuto.
Nel 1928 DuGas (in seguito acquisita dalla Ansul) presentò un estintore a polvere a “pressione ausiliaria” caricato a bicarbonato di sodio, con speciali additivi per renderlo scorrevole e resistente all'umidità. Consisteva in un cilindro in rame con una cartuccia interna caricata con anidride carbonica. L'operatore doveva ruotare una valvola sopra l'estintore per perforare la cartuccia e quindi azionare una leva all'estremità della manichetta per rilasciare la polvere chimica. Questo fu il primo estintore adatto a fuochi di liquidi o gas di generosa estensione, ma rimase di uso limitato fino agli anni '50, quando entrarono sul mercato estintori per uso casalingo. Sempre negli anni '50 fu sviluppata la polvere ABC, la Super-K nei primi anni '60 e la Purple-K fu sviluppata dalla Marina Militare americana nei tardi anni '60.
Sempre negli anni '50 fu sviluppato l'Halon 1211 (BCF), mentre l'Halon 1301 (BTM) venne sintetizzato da DuPont de Nemours per l'esercito americano nel 1954.
Il fluobrene (Halon 2402) è stato prodotto per la prima volta 1969 presso gli stabilimenti Montecatini di Porto Marghera, venne sperimentato nei circuiti automobilistici di Monza ed Hockenheim. Durante il tragico incidente a Monza del 1978 la Squadra Corse della CEA estintori intervenne salvando la vita di numerosi piloti.
Descrizione
Malgrado il fuoco sia sempre stato considerato un potenziale nemico e ci si sia adoperati già nell'antichità per la riduzione dei rischi di incendio e per la realizzazione di mezzi di estinzione, l'estintore è un prodotto relativamente recente, la cui invenzione risale al 1816 (George William Manby) e la cui diffusione è assai più recente, a partire dagli anni '30 del XX secolo.
In precedenza esistevano sistemi portatili di estinzione di piccole dimensioni, costituiti da pompe a mano in grado di inviare a distanza getti d'acqua, ma si trattava di mezzi di scarsa efficacia, in quanto la potenza erogata da un uomo adulto, dell'ordine di 300 W, non consentiva un uso efficace dell'acqua, unico agente estinguente disponibile al tempo.
Lo sviluppo di agenti estinguenti diversi dall'acqua e la realizzazione di serbatoi leggeri e resistenti a pressioni elevate, che consentivano il lancio dell'agente estinguente a grande distanza mediante gas compressi, hanno permesso la realizzazione degli estintori come li conosciamo oggi.
L'estintore, se impiegato tempestivamente e correttamente su un principio d'incendio (ad esempio all'interno di un edificio, su un veicolo a motore, ecc.), entro i limiti della sua capacità estinguente, consente di contenere i danni materiali e tutelare l'incolumità delle persone.
Componenti Un estintore è in genere costituito dai seguenti componenti: uno o più serbatoi per contenere l'agente estinguente, il propellente o ambedue; una valvola atta ad intercettare e/o regolare il flusso dell'agente estinguente; una manichetta, che consiste in un tubo flessibile che consente l'indirizzamento dell'agente estinguente nelle direzioni opportune (questa può mancare negli estintori di piccola taglia, fino a 3 kg); un agente estinguente che, spruzzato o sparso o comunque posto a contatto del fuoco, interagisce con questo spegnendolo o limitandolo; un eventuale propellente gassoso, atto all'espulsione dell'agente estinguente.
Il serbatoio è normalmente in materiale metallico (acciaio o alluminio nella maggior parte dei casi), ottenuto per calandratura, imbutitura e saldatura o per estrusione, e poggia su una base, che può essere integrale al serbatoio o applicata esternamente, ma è comunque necessaria per consentire un appoggio stabile a terra. Una ghiera, di solito filettata internamente, consente la connessione alla valvola.
La valvola è in linea di massima composta da: un corpo, normalmente in ottone stampato, alluminio fuso o resine tecniche ad alta resistenza; una maniglia di sollevamento una leva di azionamento un eventuale manometro o altro indicatore di pressione, presente solo nel caso di estintori a pressione permanente una sicura per evitare azionamenti non intenzionali un tubo pescante.
Classificazione Gli estintori si possono classificare secondo: tipo di agente estinguente carica di agente estinguente tipi di fuoco e classe di fuoco sistema di propulsione trasportabilità tipo di azionamento.
Classificazione per tipo di agente estinguente Vi sono essenzialmente tre tipi di agenti estinguenti, che agiscono rispettivamente per soffocamento, per raffreddamento o per reazione chimica; tali azioni possono essere (e sono in genere) combinate.
Sono agenti per soffocamento quelli che impediscono il contatto tra il materiale combustibile ed il comburente, quali i gas inerti (soprattutto l'anidride carbonica e l'azoto), i sali fusi che solitamente fondono alle temperature delle fiamma, e creano uno strato fluido, poi raffreddato, che copre il combustibile: caso tipico, il cloruro di sodio, usato per spegnere fuochi di metalli. Ne sono esempio anche gli schiumogeni, prodotti che, in vari modi, creano una schiuma abbastanza leggera da formare uno strato isolante tra il combustibile (ad esempio un liquido infiammabile) e il comburente (ossigeno nell'aria) e abbastanza compatta da non permettere la rottura dello strato. Sono agenti per raffreddamento quei composti atti a sottrarre calore al combustibile, per farlo scendere sotto la temperatura di accensione (soprattutto l'acqua, ma anche la neve di anidride carbonica) Sono agenti per reazione chimica quelli che reagiscono direttamente col combustibile, andando a bloccare le reazioni a catena che si verificano durante la combustione (catalisi negativa). Ne sono esempi tipici le polveri chimiche (in minima parte) e gli idrocarburi alogenati, detti anche halon, banditi a causa della loro alta nocività per lo strato di ozono stratosferico. Per questi ultimi esistono dei sostituti a basso impatto ambientale, si tratta però di estinguenti molto costosi e con efficienza limitata.
Gli agenti estinguenti più comunemente usati negli estintori sono: acqua anidride carbonica schiuma polvere chimica idrocarburi alogenati
Acqua L'acqua, tipico agente per raffreddamento che però, vaporizzando grazie al calore fornito dalla combustione, cambia di stato fisico in vapore, che ha una certa azione di soffocamento.
Sono stati realizzati anche sistemi di estinzione a nebbia (water mist), sostanzialmente degli spruzzatori di gocce estremamente sottili, tali da creare una sospensione in aria (aerosol) con forte rilascio di vapore d'acqua, avente effetto soffocante.