Yazd () è il capoluogo dell'omonima provincia iraniana. In seguito al suo adattamento secolare al deserto circostante, Yazd presenta un'architettura unica. È nota in Iran per l'artigianato di prima qualità, che produce soprattutto tessuti di seta e prodotti dolciari. È uno dei principali centri dello zoroastrismo.
Geografia fisica Territorio Yazd è situata sull'altopiano iranico in un'oasi fra i deserti del Dasht-e Kavir e del Dasht-e Lut, in un bacino interno allungato che si estende da vicino Kashan a Bāfq. La città è chiamata talvolta "la sposa del Kavir" per la sua posizione, in una valle fra lo Shir Kuh, la montagna più alta della provincia (4075 m s.l.m.) e il Kharaneq. La città sorge a 1.230 m s.l.m.
Clima Yazd è la più secca fra le principali città iraniane, con una media annuale delle precipitazioni di 60 mm ed è anche la più calda fra le città a nord del Golfo Persico, con temperature estive che superano frequentemente e abbondantemente i 40 °C senza umidità. Anche di notte le temperature estive sono torride. In inverno le giornate sono miti e assolate, ma al mattino le temperature possono essere di parecchi gradi sotto lo 0 °C.
Storia Le notizie sulla Yazd preislamica sono scarse. Una leggenda riportata nel Tārīkh-i jadīd-i Yazd da Aḥmad b. Ḥusayn al-Kātib vorrebbe che Yazdgard III avesse trascorso due mesi a Yazd dopo la sua sconfitta a Nihāvand nel 642 e che vi avesse seppellito il suo tesoro.
Anticamente la città era conosciuta come Katha, che era il nome di una fortezza e prigione probabilmente fondata da Alessandro Magno. La leggenda vuole che in seguito sorsero nuovi insediamenti sul sito, e che Yazd divenne nota come dār al-ʿibāda quando Toghrul Beg la assegnò al kakuyide Abū Manṣūr Farāmarz ʿAlāʾ al-Dawla nel 1051.
Dopo la conquista islamica della Persia, molti zoroastriani delle province circostanti trovarono rifugio a Yazd. La città rimase zoroastriana per secoli e l'islam divenne la principale religione della città solo gradualmente. Coloro che mantennero la loro fede zoroastriana furono soggetti alla jizya o tassa personale. È verosimile che Yazd facesse parte del Fārs durante il califfato omayyade. Si conosce molto poco della storia di Yazd sotto i primi abbasidi, mentre le notizie abbondano a partire dal periodo selgiuchide, nonostante risultino confuse e cronologicamente inaffidabili.
Nel X secolo Ibn Hawqal definì Yazd una città fortificata con due porte di ferro. Secondo Hamdallah Mustawfi era costruita in mattoni crudi che duravano quanto i mattoni cotti altrove, poiché vi pioveva raramente. L'acqua tuttavia non mancava grazie ai canali provenienti dalle colline, di fatti ogni casa disponeva di una cisterna propria.
A causa della remota posizione nel deserto e della difficoltà di raggiungerla, Yazd si è conservata pressoché intatta dalle distruzioni delle guerre. Ad esempio, è stata un rifugio per i fuggiaschi da altre città dell'impero persiano durante l'invasione di Gengis Khan. Nel 1272 fu visitata da Marco Polo, che diede conto della raffinata tessitura della seta.
Il kakuyide Farāmarz ordinò la costruzione di mura con torri e quattro porte di ferro. Una parte delle mura fu distrutta da un'inondazione nel 1275, ma venne restaurata dall'atabeg Yūsuf Shāh b. Tughān (1286–1315). I successori di Faramarz proseguirono le politiche di sviluppo urbano ordinando la costruzione di nuovi villaggi e qanāt nei dintorni della città.
Per breve tempo Yazd divenne capitale sotto la dinastia muzaffaride nel XIV secolo e fu assediata senza successo fra il 1350 e il 1351 dagli Ingiuidi comandati dallo sceicco Abu Ishaq. Nonostante le lotte intestine tra i muzaffaridi, a questo periodo risalgono importanti opere pubbliche per la città, come nuovi villaggi e qanāt, madrase e biblioteche, nonché il bazar di Sulṭān Ibrāhīm fatto erigere dal nipote di sua sorella, e il bazar di Khātūn accanto alla moschea del Venerdì, composto da 60 botteghe con hujra al piano superiore. Muẓaffar al-Dīn Muḥammad Muẓaffar (1313–1358) fece erigere un muro esterno con sette porte che inglobava vari quartieri, poi nel 1367–68 il suo discendente Shāh Yaḥyā aggiunse fossati e torri.
Nel 1392 gli ultimi principi muzffaridi si sottomisero a Tamerlano, che era partito dalla Transoxiana per iniziare la sua seconda campagna contro la Persia. Il timuride Pir Muhammad, figlio di Umar Shaikh Mirza I e nipote di Tamerlano, costruì una cittadella destinata ai governatori con mura e fossato, che venne poi parzialmente distrutta da ʿAbbās I il Grande. Quando Shah Rukh succedette a Tamerlano, Yazd venne assegnata al governatore Jalāl al-Dīn Chaqmaq che garantì un prospero periodo di pace. Lui e la sua famiglia fecero erigere numerosi edifici religiosi e civili a Yazd e nei dintorni, istituendo molte waqf a loro sostegno. Uno degli edifici costruiti in questo periodo fu la nuova moschea del venerdì (1436-1438, oggi Complesso Amir Chakhmaq) nel quartiere di Dahūk inferiore. Nei pressi della moschea furono costruiti una khānaqāh, un caravanserraglio, un ḥammām, una cisterna, una bottega di dolciumi (qannād-khāna) e un bazar, e fu scavato un pozzo.
Per tutta la seconda metà del XV secolo Yazd fu teatro di carestie e di lotte intestine tra i vari pretendenti al comando, tuttavia si distinse particolarmente nel settore manifatturiero e per i rapporti commerciali con l'India. I safavidi, che avevano la loro capitale a Tabriz, non incisero particolarmente nello sviluppo locale di Yazd, per quanto il commercio continuasse a prosperare. A causa di un indebolimento dell'autorità reale e di un calo della sicurezza, le tribù beluci ne approfittarono per attaccare l'impero safavide, raggiungendo Kerman e quindi Yazd nel 1722. La città venne più volte assediata durante l'occupazione afghana.
Durante il governo di Muḥammad Taqī Khān nel periodo qajar, Yazd conobbe un nuovo periodo di sviluppo e prosperità, con un aumento della popolazione, la messa in funzione di nuovi qanāt e la costruzione di giardini e di istituzioni di beneficenza. Tuttavia, in quegli anni la città non fu del tutto immune dalle spedizioni militari delle fazioni in lotta, in particolare nel contesto della guerra russo-persiana del 1826–28. Nella seconda metà del XIX secolo la città assistette a un ammodernamento generale, con la nascita di scuole e di giornali locali e con un ruolo attivo all'interno del Movimento costituzionale.
Sotto i Pahlavi, un folto gruppo di curdi della tribù Gulbaghi si trasferì dal nord della provincia del Kurdistan nelle città di Yazd, Esfahan, Kashan e Na'in, finendo per assimilarsi più di tutti nella popolazione di queste città.
Monumenti e luoghi di interesse
Yazd è una città di primaria importanza come centro dell'architettura persiana. A causa del clima secco, ha una delle più ampie reti di qanat nel mondo e i costruttori di qanat di Yazd sono considerati i più abili dell'Iran. Per affrontare le estati torride, molti edifici antichi sono dotati di magnifiche torri del vento (bādgīr) e di vasti ambienti sotterranei (sardāb). Un'altra peculiarità di Yazd sono le cisterne d'acqua (āb-anbār o miḥrāb) insieme alle eleganti moschee. La città ospita anche importanti esempi di yakhchal, di cui alcuni sono ancora usati come ghiacciaie per conservare il ghiaccio proveniente dalle vicine montagne. La città vecchia di Yazd è uno dei più grandi centri urbani costruito quasi interamente con adobe, un impasto di argilla, sabbia e paglia.
Il patrimonio di Yazd come centro zoroastriano è anch'esso importante. C'è una torre del Silenzio nei dintorni e in città c'è un tempio del Fuoco, che conserva un fuoco che arde ininterrottamente dall'anno 470.
Moschea del venerdì Giardino Dolat Abad Complesso Amir Chakhmaq (moschea) Torri del silenzio zoroastriane Tempio del Fuoco Prigione di Alessandro Casa Arab-ha Casa Malek-altojjar Casa Lari-ha Moschea del Mullah Ismall Mausoleo di Sahl Ibn Ali Bazar del Khan Casa Rasoulian Mausoleo dello sceicco Ahmad Fahadan Mausoleo di Seyed Rokn-al din Mausoleo di Seyed Shams-al din Cisterna di Masoudi Casa Malak-al Tojjar Casa Mortaz Scuola Iran Shahr Cisterna di Hajj Yusef Moschea di Rig Moschea di Fort Moschea dello scià Tahmasb Bazar del Zargari Casa Mortazian Fortificazioni di Yazd Scuola Zia iah
Società La popolazione della città è costituita in stragrande maggioranza da musulmani sciiti duodecimani. L'identità islamica sciita è molto forte; Yazd è infatti considerata una città fortemente religiosa, tradizionalista e conservatrice. I principali eventi celebrati nelle strade delle città sono gli azadari, le processioni in onore dei martiri islamici, in particolare quello di Ashura. Vi è poi una comunità di zoroastriani; Yazd rappresenta insieme a Kerman uno dei principali centri dello zoroastrismo. Vi è poi una comunità ebraica, emigrata in gran parte nel XX secolo verso Israele e Tehran.
Nel 2006 la città aveva una popolazione di persone.
Cultura Istruzione L'Università di Yazd fu fondata nel 1988 e comprende una facoltà di architettura con specializzazione in arte e architettura tradizionali iraniane
Musei Nel 2000 è stato aperto il Museo dell'Acqua di Yazd.
Economia Sempre apprezzata per la qualità delle sue sete e dei suoi tappeti, Yazd è oggi un centro dell'industria tessile iraniana. È presente anche in industria delle ceramiche e dei materiali per l'edilizia, come anche l'industria dolciaria e l'oreficeria.
Una parte significativa della popolazione è impiegata nell'agricoltura, nell'allevamento, nella lavorazione dei metalli e nella produzione di macchinari. Alcune aziende operano nel ramo dell'informatica e nella produzione di componenti elettronici come cavi e connettori. Yazd ospita il più grande produttore iraniano di fibre ottiche.
I pasticceri di Yazd sono famosi in tutto l'Iran e costituiscono anche un'attrattiva turistica. I laboratori (esperti o khalifehs) mantengono segrete le loro ricette e molti di loro sono rimasti attività familiari tramandate da molte generazioni. Baghlava, ghotab e pashmak sono i dolci più richiesti.
Amministrazione Gemellaggi Yazd è gemellata con le seguenti città:
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Note
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