La Targa Florio fu una competizione automobilistica su strada disputata in Sicilia dal 1906 al 1977, ideata e finanziata dall'imprenditore Vincenzo Florio jr. Considerata una delle più prestigiose e impegnative corse automobilistiche del XX secolo, si svolse lungo i tortuosi circuiti stradali delle Madonie, contribuendo in modo determinante allo sviluppo tecnico e sportivo dell'automobilismo internazionale.

Nel corso della sua storia la competizione assunse un ruolo di primo piano nel panorama motoristico mondiale, entrando a far parte in diverse occasioni del Campionato mondiale Sport Prototipi e attirando le principali case costruttrici e alcuni dei più importanti piloti dell'epoca.

L'edizione del 1977 fu l'ultima disputata come gara internazionale di velocità su strada. L'anno successivo, in seguito all'evoluzione delle normative sportive e all'impossibilità di adeguare il circuito agli standard di sicurezza richiesti dalla Federazione Internazionale dell'Automobile, la manifestazione venne trasformata nel Rally Targa Florio, che ne ha ereditato il nome, la numerazione progressiva delle edizioni e la tradizione sportiva.

Insieme alla Mille Miglia rappresenta una delle più celebri corse automobilistiche italiane e, con la Carrera Panamericana, è considerata una delle più importanti competizioni automobilistiche su strada della storia.

Storia

Origini

La Targa Florio fu ideata, finanziata e organizzata dall'imprenditore palermitano Vincenzo Florio jr,. appartenente alla celebre famiglia Florio, insieme ad altri esponenti dell'aristocrazia e dell'imprenditoria siciliana, accomunati dall'interesse per il nascente automobilismo. Florio era già noto nell'ambiente sportivo per aver preso parte ad alcune competizioni automobilistiche dei primi anni del Novecento e per aver istituito, nel 1905, la Coppa Florio, disputata nei pressi di Brescia..

La prima edizione si svolse il 6 maggio 1906, dando vita a quella che sarebbe divenuta una delle più celebri competizioni automobilistiche della storia. Sin dall'esordio la manifestazione attirò l'attenzione del pubblico e della stampa internazionale e fu documentata dal pioniere del cinema Raffaello Lucarelli, autore delle prime riprese cinematografiche della corsa..

Madonie

La competizione si disputò complessivamente in 61 edizioni, dal 1906 al 1977, interrompendosi soltanto durante i due conflitti mondiali. Teatro della corsa furono quasi sempre le strade della Sicilia e, in particolare, i tortuosi percorsi delle Madonie, che ne costituirono l'elemento più caratteristico. Soltanto in alcune occasioni la gara venne inserita nel Giro di Sicilia, estendendo il percorso all'intero periplo dell'isola, mentre tra il 1937 e il 1940 fu trasferita sul circuito del Parco della Favorita di Palermo..

Le caratteristiche del tracciato — caratterizzato da carreggiate strette, continui saliscendi, centinaia di curve e forti variazioni altimetriche — resero la Targa Florio una delle gare più impegnative del panorama automobilistico internazionale. La competizione divenne rapidamente un banco di prova privilegiato per piloti e costruttori, contribuendo allo sviluppo tecnico delle vetture sportive e consolidando il prestigio internazionale dell'automobilismo italiano.

Affermazione internazionale

Nel corso dei decenni la Targa Florio vide la partecipazione delle principali case automobilistiche europee, tra cui Alfa Romeo, Bugatti, Maserati, Ferrari, Porsche, Lancia, Mercedes-Benz, Abarth e Autobianchi, oltre ad alcuni dei più grandi piloti della storia dell'automobilismo.

Nel 1955 e, successivamente, dal 1958 al 1973, la manifestazione entrò stabilmente a far parte del Campionato mondiale Sport Prototipi, raggiungendo il massimo prestigio sportivo internazionale e diventando uno degli appuntamenti più importanti della stagione automobilistica mondiale.

L'unica eccezione al formato tradizionale della competizione fu rappresentata dall'edizione del 1957, disputata come prova di regolarità anziché di velocità. La decisione venne assunta all'indomani della tragedia di Guidizzolo, che aveva determinato la soppressione della Mille Miglia, consentendo comunque di preservare la continuità della manifestazione.

Sicurezza e declino

Come tutte le grandi competizioni automobilistiche su strada, anche la Targa Florio fu interessata da incidenti talvolta gravi. Tra gli episodi più noti figura la morte del conte Giulio Masetti, avvenuta durante l'edizione del 1926, quando la sua Delage uscì di strada nel corso del primo giro.

Per molti decenni, tuttavia, la corsa mantenne un bilancio relativamente contenuto di incidenti mortali tra i concorrenti, tanto che il successivo decesso di un pilota si verificò soltanto nel 1971, quando Fulvio Tandoi perse la vita in seguito all'uscita di strada della propria Alpine A110.

Nel frattempo, però, la rapida evoluzione tecnica delle vetture Sport Prototipo rese progressivamente inadeguato il circuito delle Madonie, progettato in un'epoca in cui le automobili raggiungevano velocità assai inferiori. L'aumento delle prestazioni, la conformazione del tracciato e la crescente presenza di pubblico lungo il percorso resero sempre più difficile garantire gli standard di sicurezza richiesti dalla Federazione Internazionale dell'Automobile.

L'edizione del 1973, caratterizzata da numerosi incidenti, segnò di fatto la conclusione della Targa Florio quale prova valida per il Campionato mondiale Sport Prototipi.

Ultima edizione La competizione proseguì ancora per tre anni come gara nazionale. La sua conclusione definitiva giunse il 15 maggio 1977, durante la 61ª edizione, quando l'Osella-BMW di Gabriele Ciuti uscì di strada nei pressi del rettilineo di Buonfornello, investendo alcuni spettatori. L'incidente provocò la morte di due persone e il ferimento di altre tre, compreso il pilota. La gara venne immediatamente sospesa e la classifica fu stilata sulla base dei risultati maturati al termine del quarto degli otto giri previsti.

L'episodio sancì la definitiva conclusione della Targa Florio come competizione internazionale di velocità su strada, analogamente a quanto era accaduto vent'anni prima alla Mille Miglia.

Continuità nel rally

A partire dal 1978 la manifestazione venne trasformata nel Rally Targa Florio, che ne conservò il nome, la numerazione progressiva delle edizioni e il patrimonio storico e sportivo. Pur svolgendosi secondo un diverso regolamento, il rally è oggi considerato l'erede diretto della competizione ideata da Florio jr e continua a disputarsi sulle strade della Sicilia.

Nel 2016 si svolse la 100ª edizione della manifestazione, celebrando oltre un secolo di storia dell'automobilismo internazionale.

Percorso Nel corso della sua storia la Targa Florio si disputò su diversi tracciati stradali, modificati in funzione delle condizioni della rete viaria, delle esigenze organizzative e dell'evoluzione tecnica delle vetture. I principali furono il Grande, il Medio e il Piccolo circuito delle Madonie; in alcune edizioni la corsa si svolse invece lungo il periplo dell'isola, in abbinamento al Giro di Sicilia, mentre dal 1937 al 1940 fu trasferita nel Parco della Favorita di Palermo.

Grande circuito delle Madonie Il Grande circuito delle Madonie, lungo originariamente , partiva dalla contrada Pistavecchia, nel territorio di Campofelice di Roccella, e attraversava Cerda, Caltavuturo, Castellana Sicula, Petralia Sottana, Petralia Soprana, Geraci Siculo, Castelbuono, Isnello e Collesano, prima di ritornare al punto di partenza.

Il tracciato fu utilizzato nelle prime sei edizioni della Targa Florio, dal 1906 al 1911. Venne nuovamente impiegato nel 1931, quando un'alluvione verificatasi durante l'inverno precedente rese impraticabile il Medio circuito. In tale occasione il percorso fu ridotto a .

Medio circuito delle Madonie Il Medio circuito delle Madonie, della lunghezza di , partiva da Cerda e attraversava Caltavuturo, Polizzi Generosa, Collesano e Campofelice di Roccella, prima di fare ritorno a Cerda..

Fu utilizzato per dodici edizioni consecutive, dal 1919 al 1930, e rappresentò il principale tracciato della competizione nel periodo compreso tra la fine della prima guerra mondiale e l'introduzione del Piccolo circuito.

Piccolo circuito delle Madonie

Il Piccolo circuito delle Madonie, lungo , aveva partenza e arrivo presso le tribune di Cerda. Il percorso attraversava il centro abitato di Cerda, Portella di Cascio, Portella di Sette Frati, Ponte Salito, il bivio di Caltavuturo, Scillato, il bivio di Polizzi Generosa, Collesano, Campofelice di Roccella e Buonfornello, prima di tornare alle tribune.

Fu il tracciato maggiormente utilizzato nella storia della Targa Florio: vi si disputarono complessivamente 32 edizioni, dal 1932 al 1936 e, dopo la seconda guerra mondiale, dal 1951 al 1977. La sua conformazione, caratterizzata da numerosi dislivelli, carreggiate strette e centinaia di curve, contribuì in misura determinante alla notorietà internazionale della competizione.

Circuito del Parco della Favorita Tra il 1937 e il 1940 la Targa Florio fu trasferita nel Parco della Favorita di Palermo, su un circuito ricavato lungo i viali interni dell'area..

Il tracciato misurava nel 1937, nel 1938 e nelle edizioni del 1939 e del 1940. Nel 1938, in seguito al dibattito sulla sicurezza delle corse stradali riaperto dagli incidenti verificatisi alla Mille Miglia, gli organizzatori vietarono i sorpassi in uno dei tratti più stretti del percorso.

Giro di Sicilia

In sei edizioni la Targa Florio fu abbinata al Giro di Sicilia e si svolse lungo un percorso che interessava gran parte dell'isola. Ciò avvenne dal 1912 al 1914 e dal 1948 al 1950.

Nel primo triennio il percorso, lungo circa , partiva da Palermo e procedeva in senso orario attraverso Cefalù, Messina, Catania, Siracusa, Noto, Vittoria, Girgenti, l'odierna Agrigento, Castelvetrano, Mazara del Vallo, Marsala e Trapani, per concludersi nuovamente a Palermo.

Nel triennio 1948-1950 l'itinerario, esteso per circa , venne percorso in senso antiorario: da Palermo attraversava Trapani, Marsala, Castelvetrano, Sciacca, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Gela, Ragusa, Noto, Siracusa, Catania, Messina e Cefalù, prima di raggiungere il traguardo nel capoluogo siciliano.

Le edizioni del 1913 e del 1914 furono articolate in due tappe. Nel 1913 si disputarono le frazioni Palermo-Girgenti e Girgenti-Palermo, mentre nel 1914 il percorso fu suddiviso nelle tappe Palermo-Siracusa e Siracusa-Palermo.

Negli anni successivi il Giro di Sicilia continuò a essere organizzato come manifestazione autonoma, senza essere abbinato alla Targa Florio.

Record dei circuiti I tempi registrati sui diversi percorsi non sono direttamente confrontabili, poiché la lunghezza, il numero dei giri, le caratteristiche stradali e i regolamenti variarono considerevolmente nel corso della storia della competizione.