Otranto (Uṭṛàntu in dialetto salentino.) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.
Situato sulla costa adriatica del Salento, è un noto centro turistico a livello internazionale grazie alla presenza di strutture ricettive e complessi turistici nati già a partire dalla fine degli anni sessanta del Novecento e progettati da importanti architetti. Otranto è posto nella punta estrema della penisola salentina e risulta il comune più orientale d'Italia: il capo omonimo, chiamato anche Punta Palascìa, a sud del centro abitato, è il punto geografico più a est della penisola italiana.
Dapprima centro greco-messapico e romano, poi bizantino e più tardi aragonese, si sviluppa attorno all'imponente castello e alla cattedrale normanna. Sede arcivescovile e rilevante centro turistico, ha dato il suo nome al Canale d'Otranto, che separa l'Italia dall'Albania, e alla Terra d'Otranto, antica circoscrizione del Regno di Napoli. Nel 2010 il borgo antico è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale dell'UNESCO quale Sito Messaggero di Pace.
Geografia fisica
Territorio
Capo d'Otranto, o Punta Palascìa, situato nel territorio comunale di Otranto, è il punto più a oriente d'Italia. Secondo le convenzioni nautiche, questo luogo è il punto di separazione tra il Mar Ionio e il Mar AdriaticoEsistono comunque altre convenzioni che pongono il confine fra i due mari più a sud. È il comune con la minore densità abitativa della provincia di Lecce. Il litorale, esteso per circa , si alterna a lunghi tratti sabbiosi, specie nella parte settentrionale, a tratti rocciosi a picco sul mare. Confina a nord con i comuni di Melendugno e Carpignano Salentino, a ovest con i comuni di Cannole, Giurdignano e Palmariggi, a sud con i comuni di Uggiano la Chiesa e Santa Cesarea Terme, a est con il Mare Adriatico.
Il territorio fa parte delle Serre salentine. La litoranea a sud in direzione Porto Badisco è caratterizzata da piccoli tornanti che si snodano tra il brullo paesaggio costiero, mentre a nord si erge dolcemente la Serra degli Alimini circondata da una fertile campagna a ridosso degli omonimi laghi e delle spiagge. Il centro urbano sorge nella Valle dell'Idro, piccolo ruscello il cui percorso si snoda interamente nel territorio comunale e che sfocia nel porto, nei pressi dei giardini pubblici.
Dall'ottobre 2006, parte del suo territorio rientra nel parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, istituito dalla regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di beni architettonici e di specie floreali e faunistiche.
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima
La stazione meteorologica di riferimento è quella di Otranto-Punta Palascia, ufficialmente riconosciuta dall'Organizzazione meteorologica mondiale, anche se attualmente è una stazione di tipo automatico DCP.Dal punto di vista meteorologico Otranto rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24,7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno e in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana Tabelle climatiche 1971-2000 dall'Atlante Climatico 1971-2000 del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.
Classificazione climatica di Otranto: Zona climatica: C Gradi giorno: 1099
Origini del nome Il nome greco antico è Ὑδροῦς, quello greco salentino è Δερεντό, traslitterato Derentò
In epoca romana Otranto era conosciuta come Hydruntum, dal nome del torrente Hydrus nella cui vallata sorge la città. Altre fontiL. R. Palmer, La lingua latina, Einaudi, Torino 1977, p. 50 danno come nome latino Odruntum, termine sempre tuttavia legato alla parola acqua, precisamente al termine messapico Odra, appunto acqua.
Gli antichi toponimi greci formati con la desinenza -οῦς, gen. -οῦντος (traslitterato -oûs, -oûntos, che in italiano dà -unte, come Μυοῦς, Miunte), trasposti in latino, si presentano in parte con la uscita -entum, e parte con la uscita -untum; cfr. Πυξοῦς (Pyxoûs), centro poi latinizzato in Buxentum in Lucania, e Σολοῦς (Soloûs) o Soluntum, in Sicilia. In greco moderno, i nomi anticamente formati con il suffisso -οῦς hanno oggi invece l'uscita in -οῦντα (-oûnta), confronta l'antica Trebisonda (Τραπεζοῦς, Trapezoûs, in italiano Trapezunte), cui nome greco oggi è Τραπεζούντα (Trapezoúnta). Dal greco classico Ὑδροῦς potevano dunque risultare sia il latino Hydruntum, che Hydrentum, o piuttosto Hudrentum. Quest'ultima forma si ricava da un'iscrizione dell'epoca di Augusto: patr(onus) municipii Hudrentinor(um). La forma Hudrentum fu individuata come l'antico prototipo del Derentò dei Greci salentini; con accentuazione greca, lo ritroviamo nel X secolo presso Costantino VII Porfirogenito nel suo De administrando imperio, in forma del genitivo τῆς Ὑδρεντοῦ (tês Hudrentoû). Il salentino Uṭṛàntu e il grico Δερεντό (Derentò, metatesi di Hudrentós, Ὑδρεντός), come anche la forma italiana Òtranto, non derivano dunque né dal latino Hydruntum, né dalla genuina tradizione classica Ὑδροῦς. Sembrano derivare invece dalla forma Hudrentum, che dev'essere considerata un compromesso linguistico nato là dove popolazioni elleniche e italiche confinavano fin da tempi remoti, ripreso dai Bizantini nel VII secolo dopo secoli di oblio, e dopo che la continuità dell'antico nome era già andata persa..
Storia
Origini, periodo messapico e romano
Le immediate vicinanze di Otranto erano abitate probabilmente già dal Paleolitico, certamente dal Neolitico; la città fu poi popolata dai Messapi (di cui nel 1995 sono state scoperte le mura e una porta della città), stirpe che precedeva i Greci, quindi, cadde nelle mani dei Romani, diventando presto municipio.
Nel periodo romano, Otranto era una delle città marinare più importanti della Puglia. Il lavoro mercantile e di artigianato locale era molto fiorente, soprattutto nella lavorazione della porpora e dei tessuti. Era presente a Otranto una comunità ebraica e ciò fa capire l'importanza commerciale che il centro poteva avere e che andava oltre alle isole Ionie.
Prima che Otranto diventasse colonia romana, esisteva già una complessa rete viaria che metteva in comunicazione la cittadina con il resto del Salento e con la Puglia in genere. I Romani non fecero altro che rinforzarla, introducendola nelle loro arterie di comunicazione. A Otranto rimangono ancora delle testimonianze del passaggio dei Romani: due basi di marmo con epigrafe latina, risalenti al II secolo, che riconducono agli imperatori Lucio Aurelio Vero e Marco Aurelio Antonino. Nel 162 la città chiese e ottenne di battere moneta e fu così che venne aperta una zecca, rimasta attiva sino al II secolo d.C. Pian piano il porto di Otranto divenne sempre più importante, superando anche quello di Brindisi. Tale realtà non fece altro che consolidarsi in epoca paleocristiana.
Medioevo L'importanza del suo porto le fece assumere il ruolo di ponte fra oriente e occidente. Otranto fu centro bizantino e gotico, poi normanno, svevo, angioino e aragonese. Nella sua cattedrale, costruita fra il 1080 e il 1088, nel 1095 venne impartita la benedizione ai dodicimila crociati che, al comando del principe Boemondo I d'Altavilla (1050-1111), partivano per liberare e per proteggere il Santo SepolcroF. Cardini M. Piccirillo R. Salvarani, Verso Gerusalemme. Pellegrini, santuari, crociati tra X e XV secolo,Velar, 2000. A Otranto, l'11 settembre 1227, era morto a seguito di malaria il Ludovico IV di Turingia, sposo di santa Elisabetta d'Ungheria.
Otranto era sede di un'importante comunità ebraica che espresse raffinati poeti nel IX secolo, tra i quali Meiuchas e Shabbatai da Otranto.B. Ligorio, Amore e morte nei piyyutim della Otranto ebraica medievale tra X e XIII secolo, in «Parola e Storia» 13, anno VII n.1/2013. La comunità era nota in tutto il Mediterraneo e in riferimento al suo prestigio venne coniato il detto «da Bari uscirà la Legge e la parola del signore da Otranto».C. Colafemmina, “Da Bari uscirà la Legge e la Parola del Signore da Otranto”. La cultura ebraica in Puglia nei secoli IX - XI, in: «Sefer Yuḥasin» anni X-XI1994-1995. Nella seconda metà del XII secolo risiedevano in città 500 famiglie ebree sotto la guida di Meir, Mali, Menachem e Caleb, come testimoniato dal diario di viaggio di Beniamino di Tudela.M. Botticini – Z. Eckstein, I pochi eletti: Il ruolo dell'istruzione nella storia degli ebrei, 40 –1492, Università Bocconi edit., Milano 2012, pp. 220-226 e 387-388; B. Ligorio, Sapere e Denaro: da Shabbatai Donnolo a Federico II, Artebaria ed., Taranto2010, p. 47; C. Colafemmina, L'itinerario pugliese di Beniamino da Tudela, in «Archivio Storico Pugliese» 28 (1975), pp. 92-93, 98-100 All'inizio del XIII secolo visse a Otranto il poeta ebreo Anatoli, che ivi compose uno splendido dialogo tra il corpo e la mente dopo la morteB. Ligorio, Amore e morte nei piyyutim della Otranto ebraica medievale tra X e XIII secolo, in: «Parola e Storia» 13, anno VII n.1/2013. Nel 1219 l'imperatore Federico II confermò al vescovo i diritti sulle decime dei cristiani e degli ebrei residenti a Otranto.
Nell'agosto del 1480 la città fu attaccata dai turchi di Maometto II, comandati da Gedik Ahmet Pascià che aveva portato con se un esercito di 15.000 uomini e, dopo 15 giorni di assedio e dopo aver sconfitto il piccolo gruppo di resistenza campeggiato dai due capitani Francesco Zurolo e Giovanni Antonio Delli Falconi, l'11 agosto espugnarono, facendo strage della popolazione (vedasi il sacco di Otranto o battaglia di Otranto). Il 14 agosto circa 800 prigionieri maschi furono decapitati per non aver voluto rinnegare la fede cristiana: si tratta dei santi martiri idruntini. I turchi distrussero anche il monastero di San Nicola di Casole (poco a sud di Otranto). In esso i monaci basiliani avevano costituito la più vasta biblioteca dell'allora Occidente oltre ad avere istituito la prima forma di college nella storia, che ospitava ragazzi provenienti da tutta Europa che si recavano a Otranto per studiare. Fu uno di questi monaci, Pantaleone, l'autore del monumentale mosaico pavimentale (il più grande in Europa) contenuto nella cattedrale. I Codici prodotti in questo monastero sono ora custoditi in prestigiose biblioteche d'Italia (a Firenze e Venezia) e d'Europa, da Parigi a Londra, da Berlino a Mosca.
Dopo la pesante distruzione da parte dei Turchi, la città si rianimò, presa dalla voglia di riscattarsi. Per la sicurezza furono rafforzate le fortificazioni e nel 1539 la città contava abitanti con 638 fuochi. In questi anni, Otranto fu contesa dai Veneziani e nuovamente dagli Angioini. Nel frattempo gli Ottomani tentarono nuovi assalti alla città, nel 1535 e nel 1537, ma Otranto riuscì sempre a resistere.
Dal Seicento all'età contemporanea