I soliti idioti è una serie televisiva italiana, con Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio trasmessa in prima visione da Comedy Central ed MTV dal 2009 al 2012.
La prima serie si ispira alla serie tv inglese Little Britain ed è stata ideata da Enrico Lando, Francesco Mandelli, Fabrizio Biggio e Martino Ferro. Collaborarono alla prima serie anche Andrea Bempensante (che collaborò anche alla numero zero) e Beppe Tosco. Tutte le serie sono state dirette da Enrico Lando.
La serie, che ha ricevuto il premio Best MTV Show ai TRL Awards 2011 e 2012, viene trasmessa per la prima volta da Comedy Central il 12 febbraio 2009, seguita il 28 dello stesso mese da MTV.
Personaggi Ogni puntata è composta da scene indipendenti, in ognuna delle quali appaiono i due interpreti Mandelli e Biggio, affiancati da comparse che quasi mai interagiscono direttamente con i personaggi principali:
Il nichilista: Pompeo Avvighini, interpretato da Mandelli, è un personaggio fortemente ispirato da un pensiero di nichilismo assoluto. Trascorre il suo tempo in un bar a leggere un giornale e interviene in discorsi di persone sedute accanto a lui proponendo il suo punto di vista. Egli è sempre dell'opinione che ogni cosa è "merda". I tifosi: allo stadio due amici di età matura discutono di argomenti di una certa rilevanza sociale, facendo sottintendere di essere persone di buon senso, in particolare tramite discorsi e frasi profonde. Questi discorsi sono alternati a improvvisi momenti di follia coronati da acclamazioni, cori da stadio, insulti e gesti scurrili non appena la loro squadra, o quella avversaria, segna un gol. Il disabile: un disabile (Mandelli) non sa come difendersi dai pesanti insulti di un uomo anziano (Biggio). Questi personaggi sono presenti solo nella prima stagione poiché censurati da MTV. Father & Son: un padre, Ruggero De Ceglie, e suo figlio Gianluca, agiati esponenti della Roma benestante, convivono in un grande appartamento. Ruggero è rozzo, rude, volgare, autoritario, e disonesto, mentre Gianluca è laureato, amante dell'arte e della tecnologia, gentile e sensibile ma anche assai ingenuo. Il padre, di cui è celebre il suo intercalare preferito, «Dai cazzo!» rivolto al figlio, è molto duro con lui e lo spinge costantemente a compiere azioni azzardate e immorali, lasciandolo sempre nei guai. Altri personaggi secondari che appaiono assai di rado ma sono spesso citati, sono: la moglie di Ruggero e madre di Gianluca, che si trova quasi sempre in Giamaica o in Australia; Fabiana, la fidanzata di Gianluca, presa in giro e derisa continuamente da Ruggero, che la reputa tutt'altro che attraente; Chicco, Lello, Ugo e Sergio Er Puzza, quattro amici di Ruggero disonesti come lui; Romoletto, l'altro figlio di Ruggero e fratellastro di Gianluca, che Ruggero preferisce poiché volgare e disonesto come lui, a differenza del fratello; il figlio di Edoardo, citato alcune volte da Ruggero incitando il figlio a essere più come lui. L'amante del primario: vi sono due dottori di un ospedale che lavorano in sala operatoria. Il capo chirurgo è una procace e avvenente donna (Biggio) che sfrutta il suo fascino per fare carriera tramite rapporti segreti con il primario. Vi sono numerosi doppisensi in sala operatoria con l'assistente Protti (Mandelli). Il precario: un lavoratore di un ufficio (Mandelli) costantemente assillato da pratiche lavorative, oppresso e deriso dal suo capo (Biggio). Cerca di convincere altri precari ad unirsi e ribellarsi, ma per diversi motivi non vi riesce mai. Dolce attesa: una coppia gay tenta in ogni modo di avere un figlio, il più delle volte sfociando nel ridicolo e nell'improbabile, ad esempio nel chiedere alla farmacista un test di gravidanza, nel partecipare a corsi di mamme gravide e nell'effettuare visite dal ginecologo. Entrambi i personaggi si chiamano Fabio. Tutte le scene seguono lo stesso schema: uno dei due (Mandelli) guarda continuamente il suo cellulare ignorando le altre persone, l'altro (Biggio) — convinto di essere "incinto" — tenta poi di fargli domande mentre sta parlando con altre persone, il primo risponde sempre «Fabio, non lo so, non lo so...» e, mentre lo fa, l'altro Fabio lo immagina in pose sexy per poi tornare alla realtà. Quest'ultimo allora arriva sempre a dire alle altre persone che molto probabilmente dà loro fastidio vedere degli omosessuali e sentir dire la parola "omosessuale" e allora ripete questa parola più volte a voce alta e molto scandita. Nel sesto episodio della terza stagione, il Fabio interpretato da Mandelli dichiara incredibilmente di essere eterosessuale fin da bambino. Tutti sono sconvolti, compreso l'altro Fabio. La coppia inoltre possiede due cani, Omo e Sessuale. Il rinnovamento della chiesa: due uomini di chiesa, Padre Boi (Biggio) e Padre Giorgio (Mandelli), in lavoro presso il Vaticano, mostrano alle maggiori cariche cattoliche, compreso il Papa, i modi più stravaganti e assurdi per aumentare il consenso delle masse nei confronti della Chiesa cattolica e di Gesù Cristo, ad esempio cambiare il simbolo aggiungendo dei trattini alla croce cristiana trasformandola in una svastica, oppure dare un nome nuovo alla Bibbia, "Rebibbia", o ancora cambiare la vita di Gesù e predicare che «Non è poi 'sto gran lavoratore», come dice Padre Giorgio. Gisella e Sebastiano (Sono subito da lei): Gisella (interpretata da Biggio) lavora in numerosi servizi pubblici, tra cui un ufficio postale, una banca, un centro informazioni, una stazione di polizia, un pronto soccorso, l'assistenza telefonica, un ufficio oggetti smarriti dell'aeroporto, anche come cameriera in un ristorante, come responsabile della reception di un hotel, come bagnina, voce di un GPS ecc. Appare il solito cliente, Sebastiano (interpretato da Mandelli), che si vede di volta in volta essere raggirato dalla donna nei modi più strampalati, che talvolta si spoglia parzialmente dinanzi alla sua indifferenza. Sebastiano è costretto a ripetere più volte la sua richiesta, dato che Gisella ripete in continuazione: «Dicaaa...» e dopo la richiesta dice «Un attimo e sono subito da lei» per poi fare delle assurdità, continuando a rotazione a dire e fare le stesse cose e a chiamare il suo collega Bertelli senza mai concludere niente, prendendo anche in giro Sebastiano (ad esempio porgendogli un biglietto inesistente o invisibile). Pur avendo una personalità debole e remissiva, l'aspetto di Sebastiano ricalca lo stereotipo del metallaro: indossa sempre una t-shirt degli Iron Maiden parzialmente coperta da una felpa scura, porta un lungo pizzetto e una leggera barba, ha il capo coperto da un passamontagna scuro a sua volta nascosto da un casco bianco da motorino (si sposta sempre in scooter). In una puntata della seconda stagione si priva di questi ultimi rivelando una folta e lunga chioma di capelli neri. Nella stessa puntata si vede la sua fidanzata, dal look perfettamente abbinato al suo. (Im)moralisti: una coppia benestante, Marialuce (Mandelli) e Giampietro (Biggio), mentre passeggiano o fanno jogging, si imbattono in persone appartenenti a varie categorie sociali particolari come, ad esempio, un senzatetto, una coppia di lesbiche, un uomo di colore, un uomo in carrozzella, ecc. Marialuce di fronte a loro si blocca imbarazzata perché non sa quale sia il comportamento da tenere. Lei infatti si spaventa sempre nel vedere gente che secondo lei è anormale. Giampietro viene costretto anche lui a bloccarsi, nonostante continui a ripeterle «È normale, Marialuce, è normale...». Nonostante cerchino di essere politicamente corretti ed educati, le situazioni sfociano spesso in comportamenti grotteschi, totalmente opposti alle loro intenzioni. L'amica cieca: due amiche, una non vedente ma molto carina e una ipocrita e assai sgraziata. Quest'ultima, nell'apparente intento di assistere l'amica cieca e accompagnarla nelle sue uscite, non perde occasione per metterla in situazioni imbarazzanti o fare battute indelicate e apparentemente involontarie sul suo handicap. Mamma esco: un ragazzino, Niccolò Santini, esce di casa dicendo di andare a fare azioni quasi sempre illegali o piuttosto stravaganti (oppure rientra a casa e dichiara cosa ha fatto), molto scorrette per chiunque, meno che mai per un ragazzino della sua età, spesso in compagnia dell'amico Gigetto Tagliarocca. La madre e il padre non appaiono mai sullo schermo e interloquiscono col bambino urlando da diversi punti della casa, ma senza mai battere ciglio sui brutti passatempi del figlio, quasi a sottolineare il mancato ascolto intergenerazionale: da una parte i bambini o i ragazzi che parlano, dall'altra i genitori che non li ascoltano, intenti esclusivamente a fornire raccomandazioni che con tutta probabilità non verranno seguite. I genitori dello sketch si rivolgono a lui a turno, in modo simile a come ci si rivolge normalmente ai bambini, anche se Niccolò dice di fare azioni come drogarsi, rubare, uccidere persone e avere un rapporto sessuale. Dalla terza stagione è presente una nuova parte dello sketch che vede i due bambini mentre si trovano a scuola o in spiaggia. Quindi quindi: in una palestra, un tassista (Rocco Tanica) che millanta mille avventure, racconta le sue conquiste amorose a due ragazzi calvi che pendono dalle sue labbra e ripetono in maniera ossessiva le parole «quindi? quindi?» per sapere di più e per farlo arrivare il prima possibile all'unica parte del racconto che veramente li interessa: quando se le porta a letto. Resteranno però eternamente delusi perché le vicende del “playboy” si concludono sempre in un nulla di fatto. La ministra: la capo chirurgo de "L'amante del primario" è stata eletta ministra, i suoi assistenti sono gli ex dottori e i suoi discorsi sono pieni di doppi sensi. Risponde alle domande dei giornalisti interpretando tutto come se fosse relativo al sesso. Il suo "marchio di fabbrica" è sempre la grossa colata di sperma sulla sua guancia, che non si ricorda mai di ripulire prima delle conferenze stampa. Inoltre, nella quarta stagione si trova a doversi difendere da un magistrato (grazie anche al suo avvocato Protti) che la accusa di aver avuto rapporti illeciti con diversi politici, attraverso esplicite intercettazioni telefoniche. Sì, ma lo scontrino?: un anziano cartolaio (Mandelli) con lunghi capelli grigi e con un braccio invalido che sembra un peso morto, che in una puntata usa comicamente per tenere ferma una carta, è ossessionato dalla domanda di un cliente (Biggio) vestito in stile hippy, che ogni volta compra cose per un totale di 2,50 euro e gli chiede lo scontrino, dato che lui non glielo fa mai. Il negoziante usa tutti gli stratagemmi possibili e prova a dire e fare qualsiasi cosa per far distrarre il cliente dalla domanda o per fargliela dimenticare sperando di riuscire a non fargli lo scontrino, ma il cliente invano gli domanda di continuo: «Sì, ma... lo scontrino?», senza però essere mai accontentato. Alla fine il cartolaio riesce a mandare via il cliente con l'aiuto di un giocatore di rugby. I poliziotti scoreggioni: due poliziotti, Troiano e Pisano, che nello svolgimento delle loro operazioni di pattuglia in luoghi pubblici mollano peti, credono che i loro peti siano rumori di spari e per questo incolpano e puniscono ignari cittadini come fossero criminali. Muoiono nella quarta stagione durante una caccia all'assassino in spiaggia. Sono ripetute continuamente le frasi «Cazzo è stato?» e «Chiamo i rinforzi?». I morti di sonno: una coppia di adolescenti in compagnia di alcuni amici si ritrovano sempre in un parco coi loro scooter. Costantemente in preda al sonno, si rivolgono tra di loro (e anche con persone fuori dal gruppo) con un linguaggio di soli sbadigli, che comunque significa quasi sempre le stesse parole. Karaoke di fine puntata: le puntate della prima stagione si concludono tutte con la scena di un karaoke dove i vari personaggi interpretano sempre le stesse canzoni in modi differenti. In ogni puntata ci sono due personaggi.