Il centro storico di Ancona è la parte della città racchiusa nelle mura ottocentesche del capoluogo marchigiano, le ultime ad esser state costruite e parzialmente demolite nei primi decenni del XX secolo.

È uso comune, da parte degli anconetani che abitano fuori dalla vecchia cerchia di mura, indicare il centro semplicemente con il nome città; da qui l'espressione andare in città, che equivale ad andare in centro.

Geografia fisica

Il centro di Ancona è costruito sul promontorio a forma di gomito da cui la città prende il suo nome (dal greco ankon, cioè gomito); si estende su cinque colli e nella valle tra essi compresa. Tutti questi rilievi rappresentano le estreme propaggini settentrionali del promontorio del Cònero. Verso ovest il centro cittadino si affaccia su un ampio porto naturale e sul Golfo di Ancona; verso est, invece, è delimitato dalle rupi della costa alta e domina il mare aperto. In condizioni di tempo terso è possibile scorgere, al di là dell'Adriatico, i monti della Dalmazia* Nando Cecini, Le parole e la città, Il Lavoro Editoriale, 2010 (capitolo Ancona) - il testo raccoglie diverse testimonianze letterarie del fenomeno. ISBN 978-88-7663-469-7; Gabriel Faure, Pèlerinages d'Italie, Perrin, Parigi, 1920; Gladys Gretton, La Forestiera, Il lavoro editoriale, 2003 (p. 206). ISBN 88-7663-345-6. Edizione originale : Impression of life in Roman States, 1860; Jean-Charles-Léonard Sismondi, Histoire des républiques italiennes du moyen âge, Vol. 1, Société typographique belge, 1838 (p. 352); Friedrich Johann Lorenz Meyer, Darstellungen aus Italien, Berlino, 1792 (capitolo Ancona); Bernard de Montfaucon, Voyage en Italie, Slatkine, 1987 (scritto nel 1702) (.

I rioni centrali della città si estendono su tre fasce orografiche, descritte di seguito. Fascia settentrionale. Comprende tre colline che a nord sono a picco sul mare: il Colle Guasco, sulla cui cima sorge il Duomo, il Monte Cappuccini, su cui si ergono le torri del Faro nuovo e del Faro vecchio, Monte Cardeto, sulla cui sommità si trovano i bastioni di forte omonimo. Fascia centrale. È costituita dalla valle compresa tra la fascia collinare settentrionale e quella meridionale. È attraversata dai tre corsi principali della città, paralleli tra loro; prima dell'espansione della città in questa zona, la valle era percorsa da un torrente che sfociava nel porto naturale. Fascia meridionale. Comprende due colline: il Colle Astagno, su cui sorge la Cittadella, il Colle di Santo Stefano, sulla cui cima si trova il Parco del Pincio.

Colline

Colle Guasco È circondato dal mare a ovest, nord e est, e costituisce il vertice del promontorio cittadino. Si prolunga nel mare con lo scoglio di San Clemente, su cui oggi poggiano le mura di cinta dei cantieri navali; sino agli interramenti del 1973 erano visibili, ancora più al largo, gli scogli di San Clementino e della Volpe, già parte dello sperone roccioso che in epoca greca, simile ad molo naturale, proteggeva il porto. Sulla sommità del Guasco sorge la cattedrale di San Ciriaco, da cui i sinonimi di "colle del Duomo" o "colle di San Ciriaco". Nonostante il Guasco, con i suoi 72 m s.l.m. sia meno elevato rispetto agli altri su cui sorge il centro cittadino, a causa della sua posizione sporgente sulla costa, è visibile da quasi tutti i luoghi panoramici cittadini. Sul versante sud-occidentale si estende parte del Rione San Pietro.

Monte Cappuccini

Detto anche Monte Cappuccini, è separato dal Guasco dalla sella dell'anfiteatro romano, è delimitato a nord-est dalla falesia. Alto 106 m s.l.m., sulla sua sommità si eleva il faro vecchio. Tutta la zona più alta del colle ricade all'interno del Parco del Cardeto. Sul versante sud-occidentale si estende parte del Rione San Pietro.

Monte Cardeto La sella del Campo degli Ebrei separa monte Cardeto da Monte Cappuccini. Anche il Cardeto si affaccia a nord-est sulla falesia; alto 110 m s.l.m., sulla sua sommità si eleva il napoleonico Forte Cardeto. Tutta la zona più alta, occupata da folta vegetazione, ricade all'interno del Parco del Cardeto.

Sul versante meridionale si estende il Rione Cardeto, sul versante sud-orientale si estende il Rione Adriatico, che però non fa parte del centro storico.

Colle Astagno L'Astagno, alto 106 m s.l.m., ha la sommità occupata dalla poderosa Fortezza di Ancona, cinquecentesca, circondata da un fitto bosco. Dalla sua torre più alta il panorama spazia sul Golfo, sul mare aperto e, verso ovest, fino all'Appennino. Verso nordovest il monte Astagno forma delle rupi scoscese, anch'esse occupate da un bosco. Sulla parte più alta si estende il Parco della Cittadella. Sul versante settentrionale si estende il Rione Capodimonte, su quello meridionale il Rione Montirozzo, che non è però un rione centrale.

Colle di Santo Stefano Il colle di Santo Stefano, alto 98 m s.l.m., ha la sommità occupata dalla fortificazione napoleonica della Lunetta di Santo Stefano. Intorno ad essa si estende il Pincio, da cui si domina verso nord tutta la vallata centrale della città, verso ovest il porto e verso est il mare aperto. Sul versante nord-occidentale si estende il Rione Santo Stefano, su quello sud-orientale il Rione di Borgo Rodi, che non è però un rione centrale.

Rioni Il perimetro delle mura rinascimentali e i tre corsi principali, paralleli tra loro e ortogonali alle mura, dividono il centro storico in quattro rioni: i più antichi, compresi tra le mura cinquecentesche e il porto sono il rione S. Pietro e quello di Capodimonte; compresi invece tra le mura del Cinquecento e quelle dell'Ottocento sono il rione Cardeto e quello di Santo Stefano. I confini di tutti e quattro i rioni si toccano in piazza Roma.

Dal punto di vista storico si deve parlare anche di un quinto rione, quello del Porto, ma buona parte di esso fu distrutto dai bombardamenti di Ancona del 1943-1944 e ciò che ne rimane viene ormai considerato parte del rione S. Pietro.

Rione San Pietro

Occupa il versante sud-occidentale del colle Guasco e del colle de Cappuccini; centro del rione è Piazza del Papa. È il settore più antico della città, e anzi coincise con essa sino al 1220.

Il territorio dell'antichissimo rione Porto, distrutto per oltre l'80% dai bombardamenti del 1943, è ora compreso all'interno di San Pietro.

Si ricorda che l'espressione "Guasco-San Pietro" non indica un rione della città, ma solo i piani particolareggiati che il Comune ha elaborato dagli anni settanta agli anni novanta, per regolamentare gli interventi urbanistici; il nome doppio di questi piani deriva dal nome del rione (San Pietro) e dal nome del colle Guasco, sul quale una parte di esso sorge. Per influenza della denominazione di questi piani a volte, per errore, si denomina anche il rione con questo nome doppio, il cui uso è assolutamente da evitare al di fuori della burocrazia amministrativa.

Rione Capodimonte min|Mappa e confini del rione Capodimonte, all'interno delle mura cinquecentesche. min|sinistra|Capodimonte: via Astagno e veduta verso il rione San Pietro Occupa il versante settentrionale del colle Astagno; centro del rione è Piazza del Forte (piazza Sangallo). Nacque nel 1300 in seguito a due successive espansioni; è dunque il secondo rione di Ancona per antichità. Nel punto più alto del rione, le mura cittadine si aprivano nella Porta di Capodimonte, abbattuta dagli alleati nel corso della Seconda guerra mondiale, per facilitare l'accesso alla città ai mezzi militari di grandi dimensioni.

Confina a nord con il rione San Pietro, ad est con il rione Santo Stefano, a sud con il rione Archi e il quartiere Montirozzo; ad ovest di Capodimonte si estende invece il porto, con le sue banchine.

Racchiude i seguenti luoghi di interesse: la Cittadella (o Fortezza), poderosa fortificazione rinascimentale di Antonio da Sangallo il giovane, dal 2008 sede del segretariato permanente dell'Iniziativa Adriatico Ionica, organo dell'Euroregione Adriatico Ionica; Il belvedere di Capodimonte, affacciato sul porto, sul mandracchio e sull'isola pentagonale del Lazzaretto settecentesco, opera di Luigi Vanvitelli; l'edificio della sinagoga, che accoglie al suo interno la sala della sinagoga italiana e quella della sinagoga levantina; l'area dell'antico ghetto ebraico della città, abolito con l'Unità d'Italia e che si estendeva nell'area di via Podesti; il portale quattrocentesco dell'ex chiesa di Sant'Agostino (Ancona), ricco di sculture del primo Rinascimento, opera di Giorgio da Sebenico; i resti dell'ex chiesa di San Francesco ad Alto, riadattata ad edificio militare nell'epoca post-unitaria ed ora sede del comando militare dell'esercito; ne rimane il chiostro; la chiesa di San Giovanni Battista, che è sede della parrocchia cattolica del rione ed ospita dipinti di Federico Zuccari e Andrea Lilli; la chiesa ortodossa di San Dasio.

Il Parco della Cittadella è racchiuso delle mura del campo trincerato cinquecentesco e confina con la Cittadella (o Fortezza), da cui prende il nome. L'ingresso del parco ricade nel rione Montirozzo ed è perciò considerabile parte di quest'ultimo, nonostante storicamente sia legato a Capodimonte.

Rione Cardeto

Occupa il versante meridionale di Monte Cardeto, da cui prende nome; inizialmente era denominato burocraticamente "Rione Plebiscito", espressione mai entrata nel linguaggio comune. Insieme al rione di Santo Stefano, è nato in seguito all'espansione ottocentesca ed è dunque delimitato dalle mura del Cinquecento e da quelle dell'Ottocento. Sul confine meridionale del rione si trovano corso Garibaldi (o Corso Nuovo) e due piazze centrali della città: Piazza Cavour e Piazza Roma.

Il Rione Cardeto ha inglobato due borghi che sorgevano prima dell'Unità d'Italia fuori dalle mura: Borgo Càlamo e Borgo Farina, cui si accedeva dalle omonime porte.

È delimitato ad ovest dalle mura del Cinquecento, ad est da quelle dell'Ottocento, solo in parte conservate. A nord si affaccia sulla costa alta con le rupi di Monte Cardeto; a sud invece è delimitato da corso Garibaldi. Confina ad ovest con il rione San Pietro, ad est con il rione Adriatico, a sud con il rione Santo Stefano.

La zona commerciale, situata nella parte più bassa del rione, si estende lungo via Matteotti e Corso Mazzini (detto Corso Vecchio), che accoglie il mercato ambulante più importante della città e il Mercato delle Erbe, coperto, struttura liberty in ghisa e vetro progettato nel 1926 dall'ingegner Federico Federiconi.

Il rione comprende la parte orientale del Parco del Cardeto, il più esteso della città, ricco di scorci panoramici sulla città e sul mare; esso è il più interessante della città anche dal punto di vista naturalistico e accoglie il Campo degli Ebrei, l'antico cimitero israelitico cittadino, originatosi nel XV secolo.

Campo della Mostra Centro del rione Cardeto è il Campo della Mostra, denominato ufficialmente piazza Errico Malatesta. Essa esisteva già prima della nascita del rione, risalendo al Cinquecento; la denominazione "Campo della Mostra" è dovuta al fatto che qui, durante il periodo pontificio, venivano eseguite le condanne capitali ed i corpi dei giustiziati vi venivano lasciati in "mostra". Nel 1951 la piazza è stata intitolata all'anarchico Errico Malatesta, uno dei protagonisti dei moti della Settimana rossa del giugno 1914.

Nel sottosuolo della piazza sono stati ritrovati i resti del più antico villaggio sorto nella zona di Ancona, risalente all'Età del Bronzo antico.

La piazza fu teatro di un eccidio, uno degli episodi più drammatici della storia di Ancona. Nel 1532, la Repubblica di Ancona era stata inglobata nello Stato della Chiesa, cosa che comportò l'istituzione del ghetto ed episodi di persecuzione nei confronti degli ebrei, che culminarono l'anno successivo nella condanna al rogo di 25 marrani proprio nella piazza. L'evento provocò vaste proteste internazionali e un boicottaggio commerciale di due anni del porto di Ancona.

Monumenti Racchiude numerosi edifici storici monumentali: