Il periodo storico della Britannia postromana corrisponde a quella fase della storia dell'Inghilterra che va dalla fine della dominazione romana (inizi V secolo) all'arrivo di Agostino di Canterbury (597); la data scelta per il termine del periodo è arbitraria, perché la cultura post-romana continuò nell'Inghilterra occidentale e nel Galles. Con il termine ci si riferisce in particolare al territorio che era stato ricompreso nella provincia romana della Britannia, fino alla cosiddetta "linea Forth-Clyde", a nord della quale si trovavano le regioni controllate dai Pitti.
Il periodo è caratterizzato dall'invasione anglosassone nella Britannia romanizzata e dal tentativo - momentaneamente riuscito intorno al 500 - di respingerla; dopo il 540, in coincidenza con l'epidemia detta Peste di Giustiniano che spopolò la regione, la Britannia ormai sempre meno romanizzata finì per essere soggiogata dagli Anglosassoni, in particolare dopo la decisiva battaglia di Deorham, combattuta nel 577.
Questo periodo della storia d'Inghilterra ha attratto una grande quantità di dibattiti popolari e accademici, in parte per la scarsità di materiale letterario e archeologico, in parte perché gli storici pensano che quegli eventi - invasione, insediamento e reinsediamento - forgiarono le identità nazionali delle Isole Britanniche nei secoli a venire. Il periodo in questione può essere anche denominato "primo Medioevo" o alto Medioevo.
Testimonianze scritte C'è ancora poco materiale scritto disponibile in questo periodo che parli della storia delle isole britanniche, tuttavia esiste una considerevole quantità di scritti posteriori e una gran parte di essi trattano soprattutto dei primi decenni del V secolo talvolta in chiave leggendaria. Le fonti scritte possono essere classificate in britanniche o continentali, e contemporanee e non-contemporanee.
Sono due le fonti primarie britanniche contemporanee agli eventi: la Confessio di Patrizio d'Irlanda e il De Excidio Britanniae di Gildas.Ken Dark, Britain and the End of the Roman Empire, (Stroud: Tempus, 2000), pp. 32-7. La Confessio e la sua Lettera a Coroticus rivela aspetti della vita della Britannia tardoantica e altomedievale, trattando anche della condizione del Cristianesimo di quell'epoca. L'altra fonte della Britannia subromana, ossia il De Excidio di Gildas, è scritto in tono polemico contro i dominatori, in questo caso i sassoni. Non vengono citate alcune date e alcuni dettagli, come ad esempio il vallo di Adriano e il vallo di Antonino sono evidentemente sbagliati. Tuttavia Gildas ci dà informazioni sui regni postromani nel momento in cui stava scrivendo e come un monaco istruito percepiva la situazione che si stava sviluppando tra gli anglosassoni e i britanni.
Ci sono anche fonti contemporanee agli eventi che provengono dall'Europa continentale che menzionano la Britannia. La più famosa è il Rescritto di Onorio, nel quale Onorio, l'imperatore d'occidente, chiede alle Civitates britanniche di far fronte da sole alla propria difesa. Il primo riferimento a questo rescritto viene fatto da Zosimo nel VI secolo, riguardo a una discussione sull'Italia meridionale. Non vengono fatte ulteriori menzioni alla Britannia, il che ha portato alcuni studiosi, ma non tutti, a suggerire che si trattasse non della Britannia, ma del Bruzio.Martin Millett, The Romanization of Britain, (Cambridge: Cambridge University Press, 1990); Philip Bartholomew, "Fifth-Century Facts", Britannia vol. 13, 1982 p. 260 Le cronache galliche, Chronica gallica anno 452 e Chronica gallica anno 511, parlano dell'abbandono della Britannia da parte dei Romani, e del suo successivo passaggio nelle mani dei sassoni; parlano anche della visita di Germano d'Auxerre in Britannia.Michael Jones e John Casey, "The Gallic Chronicle Restored: A Chronology for the Anglo-Saxon Invasions and the End of Roman Britain", Britannia 19, (1988), pp. 367-98; R.W. Burgess, "The Dark Ages Return to Fifth-Century Britain: The 'Restored' Gallic Chronicle Exploded", Britannia 21, (1990), pp. 185-195. Il lavoro di Procopio di Cesarea fa alcuni riferimenti alla Britannia, che tuttavia sono discutibili.
Ci sono numerose fonti scritte successivamente agli eventi in questione che danno racconti più accurati del periodo. Il primo di questi fu Beda il Venerabile, il quale, agli inizi dell'VIII secolo, scrisse la Historia ecclesiastica gentis Anglorum (c. 731). Basandosi sull'opera di Gildas, Beda fornisce riferimenti alle date degli eventi, ma scrive per lo più da un punto di vista anti-britannico. Fonti più tarde, come la Historia Brittonum, spesso attribuita a Nennius, la Cronaca anglo-sassone (ancora scritta da un punto di vista anti-bretone e basata su fonti sassoni) e gli Annales Cambriae sono tutte pesantemente infarcite di miti e vanno usate con estrema cautela.David Dumville, "Sub-Roman Britain: History and Legend", History 62, (1977), pp.173-92 Ci sono anche documenti di poeti bretoni che apparirono prima del sesto secolo. Nella Chronica gallica si afferma dubbiamente che, dopo l'abbandono da parte delle truppe romane, l'isola cadde sotto il diretto controllo delle popolazioni anglosassoni, e si cita anche il viaggio di Germano d'Auxerre nella regioneT. Mommsen, Monumenta Germaniae Historica. Auctores antiquissimi, vol. 9, Berlino, 1892; M. Jones and J. Casey, "The Gallic Chronicle Restored: A Chronology for the Anglo-Saxon Invasions and the End of Roman Britain", in Britannia ,19, 1988, pp. 367-98; S. Muhlberger, Steven, The Fifth-Century Chroniclers: Prosper, Hydatius, and the Gallic Chronicler of 452, 1990; R.W. Burgess, "The Dark Ages Return to Fifth-Century Britain: The 'Restored' Gallic Chronicle Exploded", in Britannia, 21, 1990, pp.185-195A. Alemany, Sources on the Alans: A Critical Compilation, Brill, 2000, ISBN 9004114424, pp. 119-120; R. Burgess, "The Gallic Chronicle of 452: A New Critical Edition with a Brief Introduction", in R. W. Mathisen e D. Shantzer (a cura di), Society and Culture in Late Antique Gaul: revisiting the sources, Aldershot, 2001, pp. 52 e ss.; R. Burgess, "The Gallic Chronicle of 511: A New Critical Edition with a Brief Introduction", ibidem, pp. 85-100..
Importante è anche l'"Historia Brittonum" che venne scritta dal monaco gallese Nennio, agli inizi del IX secolo. Anche dopo la conquista normanna ci furono molti libri che si proposero di scrivere la storia della Britannia postromana, anche se maggiormente furono influenzati dai racconti di Geoffrey di Monmouth nella sua "Historia Regum Britanniae", tuttavia possono essere visti come libri di leggende.
Alcune vite dei santi, riferendosi a chierici di origine celtica, hanno una datazione alta, ma la maggior parte è tarda. San Taddeo descrive una visita a una villa romana a Chepstow, mentre Cutberto di Lindisfarne visita una Carlisle deserta.
Testimonianze archeologiche Dagli scavi archeologici sono stati ritrovati, per lo più, manufatti artigianali o militari come brocche e vasi, fibule e armi. Il numero di oggetti appartenenti a questa epoca e ritrovati nei siti appare molto più limitato rispetto a quella precedente, e questo a causa dell'utilizzo di materiali molto meno resistenti alle intemperie, come cuoio o legno. Tuttavia, l'attività metallurgica era ancora attiva in questo intervallo di tempo, e ciò è stato dimostrato da alcuni scavi compiuti negli anni sessanta da Leslie Alcock a Dinas Powys, nel Galles sud-orientale. Dallo studio delle usanze funebri dell'epoca, inoltre, si è potuta stabilire una certa continuità tra le due realtà per quanto riguarda la struttura della società e la culturaSi veda A.S. Esmonde Cleary, "The Roman to medieval transition", in Britons and Romans: advancing an archaeological agenda. ed. S. James & M. Millett, (York: Council for British Archaeology, 2001), fortemente influenzata anche dalle antiche usanze celtiche. Si mantennero, per lo più, attivi i rapporti commerciali con il Mediterraneo: a Tintagel, nel sud-ovest dell'Inghilterra, infatti, sono stati ritrovati vasi in ceramica provenienti molto probabilmente dall'Europa meridionale marittima.
Gli insediamenti indagati sono costituiti prevalentemente da fortezze collinari, le cosiddette "hillforts", da città e da monasteri. Altri lavori hanno illuminato come la pratica agricola continuò nel periodo.John Davey, "The Environs of South Cadbury in the Late Antique and Early Medieval Periods" in Debating Late Antiquity in Britain AD300-700. ed. Rob Collins & James Gerrard, (Oxford: British Archaeological Review, 2004)A.S. Esmond Cleary, The Ending of Roman Britain, (London: Batsford, 1989), pp.138-139
Studi compiuti in alcune zone archeologiche, come la necropoli di Wasperton, nel Warwickshire, testimoniano la compresenza di Romano-britannici e Sassoni e una relativa influenza tra le due culture. In un cimitero, ad esempio, una famiglia adottò le usanze anglosassoni dopo un lungo periodo.Helena Hamerow, 'The earliest Anglo-Saxon kingdoms' in The New Cambridge Medieval History, I, c.500-c.700. ed. Paul Fouracre, (Cambridge: Cambridge University Press, 2005), p.265
Sono stati eseguiti, inoltre, altri scavi negli anni novanta in corrispondenza del castello di Cadbury, una fortificazione costruita durante l'età del ferro e che venne rioccupata tra il 470 e il 580 da queste popolazioni. Altri siti che hanno mostrato tracce di occupazione nel periodo post-romano sono la città di Wroxeter (Viroconium) e i forti romani di Banna sul vallo di Adriano (oggi Birdoswald) e quelli della linea difensiva del litus saxonicum.
Storia
Declino e usurpazione di Costantino III All'inizio del V secolo, la Britannia faceva ancora parte dell'Impero romano d'occidente, governato dall'imperatore Onorio.; . Vi erano già segni di declino dell'autorità romana, e alcuni Sassoni erano presenti nell'isola, in qualità di soldati. Le truppe romane furono richiamate sul continente nel 402 da Stilicone, e la maggior parte dei pagamenti in moneta cessò a partire da questo periodo. Nel 406 gli eserciti in Britannia si rivoltarono e nominarono, in sequenza, tre sovrani usurpatori. L'ultimo di questi, Costantino III, mobiliterà le sue forze armate nel continente, al fine di difendersi dall'attacco militare dell'imperatore Onorio, ma verrà sconfitto e giustiziato da questi nel 411. Intanto ci furono incursioni barbariche che interessarono la Britannia nel 408, ma, almeno in apparenza, furono fermate.
La partenza definitiva delle legioni romane dalla Britannia Dopo il 410, Onorio inviò delle missive alle città della Britannia, con le quali chiedeva che fossero gli abitanti stessi a provvedere della loro difesa. È con questa data che alcuni storici pongono fine al periodo della britannia romana (dato che ormai l'impero non aveva più potere politico sull'isola). Le istituzioni politiche cambiarono in questo periodo: in effetti, i funzionari e i centri pubblici romani vennero progressivamente sostituiti con dei governi monarchici di tipo feudale. Tuttavia alcuni tra questi regni erano ancora in parte fedeli all'Impero, e questo provocò alcune guerre civili, che furono anche alimentate dalla contrapposizione tra chiesa romana e pelagianesimo e dalle lotte sociali tra proprietari terrieri e contadini. Tuttavia alcuni aspetti della vita romana continuarono nelle campagne, mentre iniziarono a declinare nelle città, come evidenziato dalla descrizione di Germano d'Auxerre.
Il re Vortigern apre le porte ai Sassoni