Leader del partito di estrema destra Fidesz, Orbán ha ricoperto anche la carica di Presidente del Consiglio dell'Unione europea per due volte: nel 2011 e nel 2024.
Orbán ha studiato giurisprudenza all'Università Loránd Eötvös, laureandosi nel 1987. Ha studiato per un breve periodo scienze politiche al Pembroke College di Oxford, prima di tornare in Ungheria per entrare in politica sulla scia delle rivoluzioni del 1989.
È diventato capo del movimento studentesco riformista noto come "Alleanza dei giovani democratici" (Fiatal Demokraták Szövetsége), che si sarebbe poi tramutato nel partito Fidesz. Successivamente è diventato un politico noto a livello nazionale dopo aver tenuto un discorso riguardo Imre Nagy ed altri martiri della storica rivoluzione ungherese del 1956, in cui chiesero apertamente che le truppe sovietiche si ritirassero dal Paese. Dopo la transizione democratica del 1990, Orbán è stato eletto all'Assemblea nazionale ungherese e ha servito come leader del caucus parlamentare di Fidesz fino al 1993.
Sotto la sua guida, Fidesz è slittato da un orientamento ideologico fondato sul liberalismo e sull'integrazione europea, tipico del centro-destra, verso un conservatorismo nazionale tipico di una destra più radicale. Dopo che Fidesz ha raggiunto un importante numero di seggi alle elezioni parlamentari in Ungheria del 1998, Orbán è stato nominato Primo ministro per la prima volta. Fidesz ha perso per poco le elezioni parlamentari in Ungheria del 2002 e del 2006 contro il Partito Socialista Ungherese, con Orbán che ha trascorso questo periodo come leader dell'opposizione. La caduta di popolarità dei socialisti, esacerbata dal noto "discorso di Őszöd" dell'allora Primo ministro Ferenc Gyurcsány, ha aiutato Orbán a condurre Fidesz a una vittoria schiacciante nelle elezioni parlamentari in Ungheria del 2010.
Orbán ha formato così una coalizione con il Partito Popolare Cristiano Democratico, raggiungendo la maggioranza in Assemblea nazionale, che ha successivamente sfruttato per introdurre importanti, seppur controverse, riforme costituzionali e legislative. Fidesz ha mantenuto la sua maggioranza nelle elezioni parlamentari in Ungheria del 2014, del 2018 e del 2022. Nell'agosto 2018, è diventato il secondo Primo ministro con l'esecutivo più longevo in Ungheria dopo Kálmán Tisza.
La politica interna basata sulla retorica populista attuata da Orbán ha causato un processo di arresto ed arretramento della democrazia in Ungheria, facendola muovere verso una forma di Stato autoritario. Pertanto il suo conservatorismo sociale e nazionale, la mirata opposizione all'immigrazione, lo spiccato euroscetticismo, e la difesa di concetti quali lo Stato-nazione e quella che lui stesso definisce come "democrazia illiberale", hanno attirato una significativa attenzione e critica internazionale.
Come conseguenza della condotta politica di Orbán, Fidesz è stato sospeso dal Partito Popolare Europeo da marzo 2019 fino a marzo 2021, quando Fidesz ha lasciato il PPE dopo che un nuovo statuto ha rafforzato l'impegno dei partiti costituenti al rispetto del principio dello Stato di diritto.
Posizioni e idee politiche Nel corso della sua carriera politica Orbán si è spostato da posizioni liberali verso posizioni più radicalmente illiberali di destra nazionalista e populista.
Inizialmente, infatti, la sua principale ispirazione fu quella della tradizione liberale. In seguito egli è giunto a mettere in discussione la democrazia liberale, dichiarando la volontà di "liberarsi dai dogmi e dall'ideologia occidentale europea".
I premierati di Orbán sono stati oggetto di intense controversie internazionali. Le modifiche costituzionali dal 2011 emanate da Orbán hanno limitato e ridotto la libertà di espressione, le libertà individuali, la libertà di stampa e hanno indebolito la Corte costituzionale e il potere giudiziario, causando un arresto e un arretramento della democrazia in Ungheria, facendola spostare verso una forma di Stato autoritario.
I critici lo hanno descritto come irredentista, populista di destra, autoritario, autocratico, putiniano, come "uomo forte", e come "dittatore". Diversi giornali hanno definito il suo orientamento come di "estrema destra".
Si ritiene favorevole della reintroduzione della pena di morte in Europa.
Il miscuglio di euroscetticismo, populismo, e conservatorismo nazionale di Orbán lo hanno fatto paragonare a politici e partiti politici come Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, Diritto e Giustizia di Jarosław Kaczyński, il Rassemblement National di Marine Le Pen, Donald Trump, Recep Tayyip Erdoğan e Vladimir Putin. Anche il leader della Lega Matteo Salvini è ritenuto molto vicino alle posizioni politiche di Viktor Orbán.
Nel 2020 ha cambiato la Costituzione ungherese per rendere incostituzionale e illegale la famiglia omogenitoriale e per far ricevere ai bambini (delle coppie eterosessuali) un'educazione conservatrice "basata sulla nostra identità costituzionale nazionale e sui valori cristiani".
Sempre durante quest'anno ha inoltre vietato la registrazione del cambio di sesso sui documenti mediante un emendamento legislativo che definisce il sesso per "sesso biologico basato sulla nascita e sul genoma", mettendo quindi fine al riconoscimento legale delle persone transessuali e intersessuali.
Nel 2021 ha invece approvato una legge per vietare la rappresentazione dell'omosessualità e della riassegnazione del genere all'interno dei film, delle pubblicità e delle scuole al fine di “proteggere” gli individui al di sotto dei 18 anni. Tuttavia, il premier ha affermato che "questa legge non è contro gli omosessuali" e di aver "lottato per la libertà sotto il regime comunista, anche per i diritti gay", nonostante l'omosessualità fosse stata decriminalizzata definitivamente nel 1978, dopo che già molte leggi discriminatorie nei confronti dei gay fossero tuttavia già state abolite sin dal 1961, due anni prima che Orbán nascesse.
Secondo Politico, la filosofia politica di Orbán "riecheggia i risentimenti di quelle che erano una volta le classi contadine e lavoratrici" promuovendo una "difesa intransigente della sovranità nazionale e una sfiducia trasparente nei confronti delle istituzioni europee".
Orbán ha uno stretto rapporto con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che conosce da decenni. È descritto come "uno dei più stretti alleati di Netanyahu in Europa". Orbán ha ricevuto consigli personali sulle riforme economiche da Netanyahu, mentre il secondo era ministro delle finanze di Israele (2003-2005).
Orbán sembra aver esposto le sue opinioni politiche in modo più concreto in un discorso pubblico ampiamente citato del 2014 a Băile Tușnad (noto in Ungheria come Tusnádfürdői beszéd o Tusnádfürdő speech).
Nell'indirizzo, Orbán ha ripudiato la teoria liberale classica dello Stato come una libera associazione di individui autonomi, un punto di vista tenuto anche, tra gli altri, da Margaret Thatcher, secondo cui lo Stato è il mezzo per organizzare, rinvigorire o persino costruire la comunità nazionale. Sebbene questo tipo di Stato rispetti concetti tradizionalmente liberali come i diritti civili, è propriamente chiamato "illiberale" perché considera la comunità, e non l'individuo, come l'unità politica di base.
In pratica, sostenne Orbán, un tale Stato dovrebbe promuovere l'autosufficienza nazionale, la sovranità nazionale, il familismo, la piena occupazione e la conservazione del patrimonio culturale, citando Paesi come la Turchia, Singapore, la Russia e la Cina come modelli.
Per diversi studiosi ciò è un segnale della volontà del leader di individuare un percorso culturale autonomo per l'Ungheria rispetto all'evoluzione tradizionale dell'Occidente a trazione liberale.
Inoltre, Orban ha sempre enfatizzato nel suo discorso il legame dell'Ungheria con la sua storia e le sue radici, rispolverando in diversi casi l'ideologia turanista sull'origine asiatica degli ungheresi e leggendola in sinergia con il successivo radicamento cristiano per offrire una visione complessiva della peculiare identità del suo popolo.
Altri commentatori, tuttavia, hanno osservato che la crisi migratoria europea, unita al continuo terrorismo islamista nell'Unione europea, hanno reso popolari le politiche nazionaliste e protezioniste di Orbán tra i leader conservatori europei. "Una volta ostracizzato [dell'élite politica europea]", scrive Politico, "Orbán è ora il talismano della destra mainstream dell'Europa".
Il 17 dicembre 2018 il parlamento ha adottato una legge che crea un nuovo sistema di giustizia amministrativa privo d'indipendenza e sotto il controllo del ministero della giustizia.
Nel gennaio 2021, Orbán ha definito eroe nazionale Endre Frankó, un pilota che ha prestato servizio nella divisione ungherese "Puma" sotto il comando della Germania nazista durante la seconda guerra mondiale, che ha combattuto contro l'aviazione sovietica e quella statunitense.
Giovinezza e studi Orbán nacque il 31 maggio 1963 nel piccolo villaggio di Alcsútdoboz in una famiglia della borghesia rurale, di fede calvinista; secondo alcune fonti sarebbe nato a Székesfehérvár. Figlio maggiore dell'imprenditore e agronomo Győző Orbán (nato nel 1940) e dell'educatrice e logopedista Erzsébet Sípos; ha due fratelli più giovani, gli imprenditori Győző, Jr. (1965) e Áron (nato nel 1977).
Orbán trascorse la sua infanzia in due villaggi vicini, Alcsútdoboz e Felcsút, nella contea di Fejér, dove completò i suoi studi elementari. Nel 1977 la sua famiglia si trasferì definitivamente a Székesfehérvár.
Si è diplomato alla scuola superiore Blanka Teleki di Székesfehérvár nel 1981, dove ha studiato inglese. Dopo aver completato due anni di servizio militare ha studiato giurisprudenza presso l'Università Loránd Eötvös di Budapest, laureandosi con una tesi sul movimento polacco di Solidarność. Dopo la laurea nel 1987, ha vissuto a Szolnok per due anni, facendo il pendolare per lavorare come sociologo presso l'Istituto di formazione manageriale del ministero dell'agricoltura, che ha sede a Budapest.
Nel 1989, Orbán ha ricevuto una borsa di studio dalla Fondazione Soros per studiare scienze politiche al Pembroke College di Oxford. Il suo tutor personale era il filosofo politico hegeliano Zbigniew Pelczyński; nel gennaio 1990, lasciò Oxford e tornò in Ungheria per candidarsi a un posto nel primo parlamento ungherese post-comunista.
Carriera politica Formazione politica All'età di 14 e 15 anni, era segretario dell'organizzazione giovanile comunista (KISZ) del suo ginnasio secondario (l'appartenenza al KISZ era obbligatoria per l'ammissione all'università). Orbán ha dichiarato in un'intervista successiva che le sue idee politiche sono radicalmente cambiate durante il servizio militare, in precedenza si considerava un "ingenuo e devoto sostenitore" del regime comunista.
Fondatore in giovane età della Alleanza dei Giovani Democratici (da cui l'acronimo Fidesz), di impronta anticomunista, Orbán ne diventa una delle personalità di spicco quando essa diviene Unione Civica Ungherese durante i primi anni novanta (1995); una formazione liberale, progressista, impegnata sui diritti civili.
Nel 1990, anno dell'ingresso in parlamento di Orbán, la Fidesz rimase all'opposizione, criticando il governo capeggiato da József Antall. Antall investì Orbán della sua eredità politica, convincendolo a staccarsi da posizioni progressiste e a spostarsi nel campo del centro-destra. Alcuni membri della Fidesz non accettarono la svolta e lasciarono il partito.
Nel 1994, quando i socialisti vinsero le elezioni e si allearono con i liberaldemocratici, Orbán scelse ancora la via dell'opposizione.
Primo governo (1998-2002)
A seguito della vittoria nelle elezioni parlamentari del 1998, Orbán divenne per la prima volta capo del governo sostenuto da una coalizione formata da Fidesz, Forum Democratico Ungherese (MDF) e Partito dei Piccoli Proprietari Indipendenti (FKGP).
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