Lomino, detto anche il conduttore del carro, meglio noto negli adattamenti come l'omino di burro, è un personaggio immaginario del libro Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino di Carlo Collodi, proprietario del Paese dei balocchi.
Ruolo nella storia L'omino debutta nel capitolo XXXI come il cocchiere della carrozza con cui conduce di persona i bambini al paese dei balocchi, trainato da ventiquattro ciuchini, indubbiamente sue precedenti vittime. Viene descritto come un uomo grasso, tenero e untuoso come una palla di burro, dal sorriso gentile e affabile e dotato di una voce gentile e melliflua, tratti che lo aiutano di molto nel fare raccolta di bambini. Durante il capitolo, si dimostra una gentile e cortese persona, nascondendo bene il suo lato malvagio: con molte moine offre a Lucignolo e Pinocchio di seguirlo nel Paese dei Balocchi, apparentemente rispetta la scelta iniziale di Pinocchio di non unirsi ai ragazzini sul carro, quando poi il burattino ci ripensa l'uomo è pronto a cedergli il suo posto in cassetta e farsi a piedi il tragitto, ma Pinocchio ricambia la cortesia scegliendo di montare in groppa ad uno dei somari. Quando l'animale si ribella a questa scelta, dando prima una testata da Pinocchio e poi disarcionandolo, l'omino finge di sussurrargli dolci parole all'orecchio e gli recide così a morsi le orecchie. Durante il tragitto, l'omino continua la sua farsa di gentil persona canticchiando delle ninna nanne ai bambini sul carro e rassicurando Pinocchio di non preoccuparsi quando la sua cavalcatura parla e piange. Il giorno seguente, il carro giunge al paese dei balocchi.
Dopo cinque mesi di cuccagna, tra balocchi e divertimenti, Lucignolo e Pinocchio sono affetti dalla "febbre del somaro" e si trasformano in veri e propri somari con tanto di coda e lungo paio di orecchie. Non appena la trasformazione è conclusa, l'omino giunge a prenderli, non tenendo più nascosta la sua vera natura, sfondando a calci la porta della stanza dietro la quale i due erano. Una volta strigliati, li conduce subito alla piazza del mercato, dove vende Lucignolo a un contadino di nome Giangio e Pinocchio al direttore di un circo. Successivamente l'autore spiegherà che il mestiere dell'omino è proprio quello di portare i ragazzi svogliati al paese dei balocchi, attendere il momento in cui si trasformano in ciuchini e venderli nelle fiere e nei mercati, mestiere con cui in pochi anni si è arricchito tanto da diventare milionario.
Altri media
L'omino mantiene nei vari adattamenti della storia il suo ruolo dal libro, anche se spesso la sua corporatura non è mantenuta e in media più fedeli alla storia si è soliti nominarlo "l'omino di burro" per via del paragone fatto nel libro tra il personaggio e una palla di burro. Alcuni film espandono di più sul suo ruolo implicando si tratti di uno stregone che manipola direttamente la febbre del somaro (o qualsiasi magia causi la trasformazione). Rare sono le volte in cui l'omino è talvolta fuso (o in combutta) ad altri antagonisti della storia e ancora più rare sono le occasioni di vederlo ottenere una punizione.
Nel primissimo adattamento del 1911, il cocchiere non ha differenze particolari, ma non riesce a vendere Pinocchio, in quanto la fata riesce a invertire la sua trasformazione quando l'omino fa una sosta ad un lago per farlo abbeverare. Nel film del 1947 Le avventure di Pinocchio di Giannetto Guardone, è interpretato da Aurelio Valvo e non ha differenze particolari. È il primo adattamento a rinominarlo "L'omino di Burro". Nel film animato italiano del 1971 Un burattino di nome Pinocchio di Giuliano Cenci, è doppiato da Gianni Bonagura ed è rappresentato fedelmente. Nell'anime del 1972 Le nuove avventure di Pinocchio, a gestire il paese dei balocchi è Clarissa, la Strega dei Papaveri, nemica giurata della Fata della Quercia. Sotto l'aspetto di un'attraente ragazza sugli scii, attira i ragazzacci lontano da occhi indiscreti e apre un portale al paese dei balocchi. Qua, i bambini non diventano somari, ma scoprono che i giochi e le scuole da devastare scompaiono pian piano fino a lasciar spazio a mostri e orrori, lasciando addirittura presumere possa trattarsi dell'Inferno. Quando Pinocchio scopre della vera natura del paese e della sua proprietaria, giunge la Fata della Quercia a salvarlo e farlo uscire, mentre lei si intrattiene in una battaglia contro la sua nemica (presumibilmente uscendone vincitrice). Nello sceneggiato TV del 1972 Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, Riccardo Billi interpreta il cocchiere ed è l'unico adattamento a vederlo maltrattare i suoi somari mordendo le loro orecchie (senza reciderle). Quando la metamorfosi ha inizio, Lucignolo e Pinocchio tentano la fuga, ma come superano la recinzione del paese, completano la loro trasformazione e sono riportati dentro dall'omino che li aspettava all'esterno. Un po' compassionevole, tenta di vendere Pinocchio e Lucignolo insieme, ma per via della cocciutaggine del secondo, il circense non lo acquista. Nell'anime Pinocchio del 1976, l'omino non ha differenze dalla versione del libro, tranne che non è visto maltrattare i suoi somari. Nel film animato del 1987 I sogni di Pinocchio, un seguito della storia, l'Imperatore della Notte ricalca molto il ruolo dell'omino: la sua barca a lui nominata ha un mondo al suo interno dove i bambini da lui catturati si divertono a bighellonare e affogare nel peccato e nell'alcool. L'imperatore assume prima le sembianze di un gondoliere quando Pinocchio entra nella nave, poi di un direttore di un circo quando si perde nelle sue malie e infine rivela la sua reale forma di demone dalle quattro mani separate dal suo corpo. Il suo obiettivo è di schiacciare le fate sue nemiche estirpando la libertà ai loro protetti, trasformandoli in marionette inanimate. Pinocchio aveva già subito questo destino per mano di un suo sottoposto, Pupazzettino, ma la sua fata lo aveva liberato. Quando Pinocchio tiene testa all'Imperatore, questi si rivela colpito dal suo forte spirito e si offre di lasciarlo andare con tutto ciò che vuole e Pinocchio domanda la libertà dei suoi amici, di una delle marionette e il cofanetto di suo padre entrato in possesso dell'Imperatore. Quando però poi l'Imperatore gli rivela che ha in ostaggio suo padre, Pinocchio offre la sua libertà per salvarlo, ma quando l'Imperatore rivela (a metà della trasformazione) che non manterrà la sua parola, Pinocchio si ribella e la magia della sua fata si irradia tanto da ferirlo e infine abbatterlo, liberando così tutte le sue vittime e riportandolo al suo stato di bambino. Nel film animato del 1992, l'omino di burro non ha differenze dal libro. Nel film del 1996 Le straordinarie avventure di Pinocchio, Mangiafoco, l'omino di burro e il Pesce-cane sono fusi insieme in un unico personaggio: Lorenzini, interpretato da Udo Kier. Si tratta di un ricco e losco burattinaio che in segreto gestisce Terra Magica, un nascosto parco dei divertimenti dove trasforma i bambini in asini da vendere grazie all'acqua magica di una fonte che trasforma chi la beve nell'animale che meglio rappresenta. A causa di alcuni eventi, Pinocchio esce semi-incolume dalla trasformazione e libera i somari per poi cercare di avvisare i bambini del pericolo. Lorenzini lo sminuisce e così il somaro Lucignolo lo calcia nella fonte, rivelando dei suoi effetti quando l'uomo inizia a mutare in una balena, scappando in un fiume e da lì in mare, dove da lì a poco inghiottirà prima Geppetto e poi Pinocchio. Nel seguito del 1999 Il mondo è magia - Le nuove avventure di Pinocchio, Lorenzini (sempre interpretato da Udo Kier) è riuscito a tornare normale, ma è ancora ferito dal loro ultimo incontro e, sotto le vesti di Madame Flambeau, sua moglie, diventa la direttrice di un circo di fenomeni e usa l'acqua di Terra Magica lavorandola in un unguento che cura la gente da ogni affanno. Notando però Pinocchio e Lucignolo tra il pubblico, propina a loro acqua non lavorata per trasformarli rispettivamente in burattino e un asinello marino, ma Pinocchio da la sua pozione ad un ammalato Geppetto e quando Flambeau viene a prelevarlo, rapisce i due rivelando la sua identità. Mentre Geppetto diventa l'attrazione principale, Pinocchio fa da inserviente per assicurarsi che al padre e a Lucignolo non venga fatto male, accettando anche di ritornare burattino per aumentare gli incassi. Pinocchio e Pepe, però, fuggono con Lucignolo per trovare la fonte originale, essendo in grado di portare la gente al loro stato originale. Lorenzini lo insegue e, trovata la fonte, si ci butta per guarire dalla ferita procuratagli. Ma Lorenzini ne esce con le fattezze di orripilante mostro mezzo anfibio e mezzo uomo e viene ingabbiato nel suo stesso circo. A fine film però riesce a liberarsi e scappare via. Nel film del 2002 Pinocchio di Roberto Benigni, Luis Molteni interpreta l'omino e, mentre nel romanzo si presume che il personaggio mantenga segreto ai suoi clienti su come si procuri i somari, questa versione mostra ai compratori il processo dal vivo, ridendo con loro della sventura dei ragazzi. In Pinocchio - Il grande musical del 2003, l'omino non ha brani, partecipando solo per un verso nella canzone "Nel paese dei balocchi". È l'autista di un pulmino con cui porta i bambini al paese dei balocchi, qui una scuola senza le attività scolastiche. Dopo molti mesi, Pinocchio tenta di andarsene, ma è fermato dal proprietario e la trasformazione prende effetto sui ragazzi e il burattino, che poi esibisce al circo, ricoprendo così il ruolo del direttore del circo (motivo per cui segue più l'aspetto di quest'ultimo che quello obeso dell'omino). Quando Pinocchio si azzoppa e Lucignolo rompe le righe per aiutarlo, li vende crudelmente a due uomini che hanno intenzione di ucciderli, ma miracolosamente i due ragazzi ne usciranno sani e salvi. Dalla seconda edizione del musical, l'attore che interpreta l'omino interpreta anche Mangiafuoco. In Pinocchio 3000, il personaggio di Scamboli è basato sia su Mangiafuoco che sull'omino di burro. È un generoso sindaco progressista ma megalomane, odia la natura e i bambini, ma ironia vuole che abbia una figlia dal pollice verde (a cui però vuole molto bene) di nome Marlène. È seguendo il suo consiglio che crea Scamboland per tenere distratti i bambini come lei dal sabotare i suoi robot. Non ha in simpatia Geppetto per i guai che gli ha causato in passato (incluso il rovinare l'inaugurazione di Scamboland) e quando conosce Pinocchio, lo fa suo amico per renderlo la nuova mascotte di Scamboland e, usando le sue parole, manomette un'attrazione per trasformare i bambini (e più tardi il catturato Geppetto) in robot. Pinocchio e Marlène riescono però a sconfiggerlo e farlo passare per la stessa attrazione e, nei crediti, si scopre che, a lezione imparata, è stato riportato alla normalità e ha imparato ad amare la natura. Nel film animato del 2007 Bentornato Pinocchio, un seguito della storia, è l'antagonista principale del film. Ha al suo soldo un robot e uno zombi di nome Robot e Arlecchino, poi assume il Gatto e la Volpe per aiutarli a vendicarsi di Pinocchio in cambio di una mano a rapire Babbo Natale e rendere così il paese dei balocchi l'unico posto dove questo Natale i bambini troveranno gioia. Nonostante i trascorsi con lui, Pinocchio casca di nuovo al suo invito di tornare nel paese dei balocchi, finendo col ritornare un somaro ma, al mercato, con l'aiuto del suo cane Winner, riesce a stendere l'omino e scappare. Più tardi, con l'aiuto di Winner, il Grillo Parlante e la Fata Turchina riesce a salvare Babbo Natale e i suoi elfi e, nella fuga sulla slitta di Babbo Natale, le renne disarcionano l'Omino e i suoi scagnozzi e, precipitando, sono salvati e puniti dalla fata: Gatto, Volpe, Robot e Arlecchino sono tramutati in asini e l'omino in un blocco di burro che viene poi trovato dai paesani con cui cucineranno il pesce per il banchetto di natale.