Lo psichedelico (meno comunemente psicodelico) è una sostanza in grado di alterare temporaneamente la sfera senso-percettiva e lo stato di coscienza di un soggetto. In misura più o meno intensa a seconda della sostanza, del dosaggio, del "set" (lo stato interiore del soggetto e le sue aspettative), del "setting" (il contesto d'assunzione e la compagnia) e persino del "framing" (il contesto storico-sociale generale)https://minimaetmoralia.it/interventi/sulla-differenza-ontologica-degli-psichedelici-dalle-altre-sostanze/ vengono indotte modificazioni e intensificazione della percezione (allucinazioni o distorsioni della realtà), delle sensazioni (es. sinestesia), dello scorrere del tempo, della percezione di sé e dell'ambiente circostante, talvolta anche esperienze mistiche, di espansione della coscienza (effetto enteogeno) e amplificazione emotiva (effetto empatogeno).

I principali composti psicoattivi psichedelici sono l'LSD, la mescalina, la psilocibina (contenuta in funghi del genere Psilocybe) e la dimetiltriptamina (DMT).

Origine del termine Il termine deriva dalle parole greche ψυχή (psyche) e δηλόω (deloo), «manifestare», ed è stato coniato nel 1956 da Humphry Osmond in una lettera ad Aldous Huxley per definire le sostanze che "liberano il pensiero dalle sovrastrutture delle convenzioni sociali"«Persino Humphry Osmond e Aldous Huxley, quando diedero il via alla stagione psichedelica, lo fecero creando a partire dal greco una parola nuova che i greci non conoscevano, per quanto, durante i riti misterici, non è escluso che abbiano sperimentato sostanze dagli effetti non molto diversi da quelli dell’Lsd»: Alice Bonandini, Le parole e le incrostazioni del tempo, L'indice dei libri del mese, n. 1/2023, p. 18.. Nella missiva, Osmond aveva coniato la parola psichedelico come nuovo termine per definire, al posto di psicotomimetico, "le sostanze che alteravano la mente". Huxley sbagliò tuttavia a leggere la lettera e gli rispose utilizzando il termine psicodetico. Osmond a sua volta gli rispose quanto segue: «Per piombare nell’Inferno o librarti in volo angelico basta un pizzico di psichedelico». Ancora una volta Huxley fraintese la parola, che trasformò in psicodelico, continuò a usare questo termine al posto di “psichedelico”, giudicando il secondo errato. Da qui il termine psicodelico a volte utilizzato nel gergo comune.

Descrizione generale Gli psichedelici rientrano nella più ampia famiglia delle sostanze allucinogene (per allucinogeno si intende una qualsiasi sostanza in grado di alterare la percezione dei sensi e/o causare vere e proprie allucinazioni), di cui rappresentano una sottoclasse. Gli allucinogeni comprendono sia gli psichedelici veri e propri (come LSD, mescalina, DMT o psilocibina) ma anche i dissociativi (come ketamina o PCP) e i delirogeni (di cui alcuni sono anche veri e propri veleni, come lo stramonio comune o l'atropa belladonna).

La differenza sostanziale con le altre sostanze stupefacenti, come gli stimolanti o gli oppiacei, è che lo psichedelico tende ad alterare qualitativamente lo stato di coscienza e la sfera senso-percettiva in maniera simile ad altri stati non ordinari di coscienza come meditazione, trance, l'ipnosi, il sogno, le near-death-experience, la deprivazione sensoriale. Un altro tratto distintivo degli psichedelici rispetto alle altre sostanze è il fatto che il loro effetto dipende dal set e dal setting, ovvero dallo stato interiore dell'assuntore e dal contesto di assunzione, tanto quanto dal dosaggiohttps://minimaetmoralia.it/interventi/sulla-differenza-ontologica-degli-psichedelici-dalle-altre-sostanze/, e persino il framing, ovvero il contesto storico e sociale in cui è collocata l'assunzione condiziona in modo importante l'effetto finale.

La maggior parte degli studi dimostra che gli psichedelici sono fisiologicamente sicuri e raramente portano alla dipendenza, tant'è che storicamente sono stati utilizzati anche come farmaci per curare le dipendenze stesse, specie da alcol, tabacco e droghe pesantihttps://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK99377/, e questo uso terapeutico sta tornando in auge https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0278584624001970 in seguito alla riscoperta degli usi medici di queste sostanze – il cosiddetto "Rinascimento psichedelico"https://www.internazionale.it/opinione/vanni-santoni/2017/01/01/psichedelia-rinascimento-medicina. I maggiori pericoli derivano principalmente dagli infortuni che possono verificarsi a causa dell'alterazione della sfera senso-percettiva indotta dalla sostanza, specialmente se "set" e "setting" non sono corretti e opportunamente curati. Il nesso causale tra l'uso degli psichedelici e lo sviluppo di psicosi, ipotizzato in passato, è stato escluso dagli studi più recenti. Una patologia associata all'uso di psichedelici (specie se prolungato o ad alte dosi) è il disturbo persistente della percezione da allucinogeno.

La maggior parte delle sostanze psichedeliche è illegale in tutto il mondo ai sensi della convenzione unica sugli stupefacenti delle Nazioni Unite, eccetto in alcuni casi l'uso in un contesto religioso o di ricerca. Solo recentemente, la psilocibina è stata approvata per uso medico in alcuni Stati nel trattamento di particolari psicopatologie, mentre l'LSD è in uso in Svizzera dal 2025 per la cura della depressione resistente a trattamentohttps://www.swissinfo.ch/eng/multinational-companies/switzerland-is-home-to-europes-only-psychedelics-treatment/89195943. Nonostante ciò, l'uso di sostanze psichedeliche a scopo ricreativo o come coadiuvante alla meditazionehttps://www.nature.com/articles/s41598-024-55726-x è comune, secondo i risultati di un sondaggio svolto nel 2022 il 28% degli americani ha fatto uso di uno psichedelico in qualche momento della propria vita.

Gli studi condotti utilizzando la psilocibina e l'LSD in ambito medico e psicoterapeutico rivelano che le sostanze psichedeliche potrebbero aiutare a trattare disturbi come la depressione, la dipendenza dall'alcol, nicotina e droghe pesantihttps://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10291338/, nonché altre patologie come la cefalea a grappolohttps://www.saperescienza.it/rubriche/chimica/lsd-un-acido-che-ha-fatto-la-storia-strani-esperimenti-02-02-2019/.

Storia

Le sostanze psichedeliche naturali sono contenute in molte specie vegetali diverse. Sono utilizzate da millenni in varie popolazioni del mondo nel corso di riti sciamanici e divinatori, per via della capacità di indurre esperienze mistiche e rivelatorie, di contatto con la divinità, di connessione con la madre terra, così come nella medicina tradizionale, per via di alcune percepite capacità curative sia fisiche che mentali. Si tratta dell'effetto enteogeno. I composti più noti utilizzati a tale scopo sono la psilocibina, contenuta in molti funghi allucinogeni, la mescalina, ricavata da alcuni cactus come il peyote o il San Pedro, la DMT, ricavata principalmente da alcune piante della foresta amazzonica e preparata tradizionalmente in forma di decotto (ayahuasca).

L'LSD fu scoperto per caso nel 1943 dal chimico Albert Hofmann; dopo una relativa diffusione come coadiuvanti alla psicoterapia negli anni '50, gli psichedelici si trovarono al centro di un notevole interesse scientifico e ricreativo nel decennio successivo, tal da farli entrare nella cultura di massa e da scatenare un attacco mediatico e politicohttps://timeline.com/the-history-of-psychedelics-and-psychotherapy-fe70f72557aa che portò alla messa al bando dell'LSD nel 1966, portando al blocco di tutti gli studi scientifici su di esso; i maggiori psichedelici divennero illegali nella maggior parte del mondo dal 1971, quando fu pubblicata una risoluzione delle Nazioni Unite, per via dell’assenza di usi terapeutici ufficiali, della mancanza di informazioni sull’impatto sulla salute fisica e mentale derivante dal loro uso e per la tutela della salute pubblica. Tuttavia in alcuni stati ne è rimasto consentito l’uso in particolari casi, come ad esempio nel corso di riti religiosi.

A partire dalla fine degli anni 1990 c’è stato un rinnovato interesse scientifico per le proprietà curative di questi composti nei confronti di alcune patologie, come la cefalea a grappolo, l'ansia da fine vita o la depressionehttps://www.livescience.com/psilocybin-depression-breakthrough-therapy.html, con un conseguente sollevamento dei blocchi alla ricerca e, nel 2019, anche la depenalizzazione in città americane quali Oakland e Denver.

Farmacologia Le sostanze psichedeliche appartengono per la maggior parte a tre diverse famiglie di composti: triptamine: derivate dalla struttura della serotonina, ne fanno parte ad esempio la DMT e la psilocibina. lisergiammidi: derivati dell'acido lisergico di cui il più noto rappresentante è LSD. feniletilammine: derivati della feniletilammina (la stessa classe chimica a cui appartengono le amfetamine) di cui fanno parte ad esempio i composti della famiglia 2C-x.

Pur avendo strutture chimiche diverse, tutte devono la loro azione farmacologica prevalente all'attivazione dei recettori 5HT2A della serotonina, a cui si aggiunge la capacità caratteristica di ogni differente molecola di interagire con un particolare insieme di altri target farmacologici che possono modificare gli effetti, sia in senso positivo che negativo.

La radice biologica degli effetti psichedelici e terapeutici, cioè degli effetti acuti e a lungo termine di queste sostanze, non è ancora stata determinata chiaramente. Ciò che è certo è che sembrano tutte essere legate all’attivazione del recettore serotoninergico 5-HT2AR. Questo recettore è espresso ampiamente in tutto il cervello, ed è associato alle funzioni cognitive ed alle interazioni sociali. L’attivazione di questi recettori va a modificare l’attività di un enzima chiamato fosfolipasi C, ed il bloccaggio di questo recettore è in grado di annullare gli effetti degli psichedelici e migliorare i sintomi psicotici dei pazienti con schizofrenia. Infatti, molti farmaci antipsicotici agiscono come antagonisti di questo recettore. Non tutti i composti che agiscono come agonisti di tale recettore sono però in grado di indurre esperienze psichedeliche: ad essere coinvolta sembra infatti una sua particolare forma che deve essere ancora individuata con certezza, ovverosia quella coniugata ad un particolare sottotipo di recettore per il glutammato oppure quella solubilizzata nel citosol intracellulare.

L’effetto a livello cerebrale sembrerebbe quello di mettere in connessione aree normalmente non comunicanti, creando uno stato di estrema disorganizzazione dell’attività cerebrale, detto in termini più tecnici di elevata entropia, che sembrerebbero però in grado di permettere il superamento di schemi mentali disfunzionali e quindi generare effetti positivi a lungo termine. Nel caso della psilocibina ad esempio stato dimostrare la capacità di resettare l’attività elettrica disfunzionale dei circuiti cerebrali dei pazienti depressi, mentre altre sostanze come l’LSD e il DMT sembrano in grado di stimolare la formazione di nuove connessioni sinaptiche.

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