Orzinuovi (i Urs Nöf oppure, più semplicemente, i Urs in dialetto bresciano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Brescia in Lombardia.

Origini del nome Non ci sono risposte certe sull'origine del nome di Orzinuovi, ma soltanto ipotesi attendibili: il Codagli nella sua opera Historia Orceana narra che, durante le invasioni barbariche del V-VI secolo d.C., i barbari avrebbero costruito in questo territorio due rocche fortissime che in latino, la lingua dei romani, sarebbero definite Arces, e appunto da questa parola si sarebbe con il tempo arrivati a Orci. Codagli tuttavia si rese poi conto dalle storie degli anziani del paese che il nome sarebbe potuto derivare non dalle Rocche, bensì dai vasi che i Romani chiamavano Orzi recuperati dal fondo di quelle. Sempre Codagli ipotizza che sia stato S.Ursicino, Vescovo di Brescia dal 347 al 380 d.C., a dare il nome alla città. Inoltre, ipotizza che possa essere stata Oritia moglie di Borea e figlia di Eretteo, re di Atene. Oritia, essendo colei che aveva fatto edificare il tempio dedicato a Giove nei pressi della località, deteneva il diritto di dare il nome alla città.

Monsignor Guerrini, l'arciprete della Curia di Brescia presuppone che il nome della città derivi dall'aggettivo Arsus che tradotto dal latino all'italiano significa latifondi, che Orzinuovi possedeva prima che il Comune di Brescia nell'XI secolo vi bonificasse. Lo stesso Guerrini dice che l'origine del nome deriva da J-urs, che potrebbe essere una ricostruzione dialettale di San Giorgio, poiché, Orzinuovi, fondata nel XII secolo, è stata chiamata castrum San Georgi o San Jorii, per quindi a risalire a J-ursus. Però Monsignor Guerrini smentisce questa sua ipotesi per due ragioni, una fonetica e una storica: Nel dialetto bresciano il nome Giorgio si pronuncia Zors e perciò si dice Sant'Zors, che non può essere tanto facilmente trasformato in J-urs. Il nome Orzi spetta prima a Orzivecchi e non a Orzinuovi, poiché il primo è più antico del secondo. A Orzivecchi il culto di San Giorgio non viene praticato, mentre è tuttora vivo a Orzinuovi (congiuntamente con quello di San Bartolomeo), in quanto sotto la protezione e il nome di San Giorgio venne dal comune di Brescia, che come già detto in precedenza, edificò il territorio chiamando il paese San Georgi a difesa del confine con la provincia di Cremona e ciò accadde quando il castello di Orzivecchi aveva già più di un secolo di vita e il nome esclusivo De Urceis. Carlo Antonio Mor sostiene, invece, che ricostruendo il nome Orci viene da Urcei la cui probabilissima radice (ur) vuol dire acqua, Orci vuol perciò denotare che il significato del nome è abitato vicino all'acqua.

Storia

La popolazione, stanziata nell'area compresa tra i fiumi Oglio e Mella, nel bresciano, era detta Urcis (oppure Orci) fin dall'epoca preromana. Il borgo fortificato di Orzinuovi fu fondato l'11 luglio 1193 (recenti studi, basati su una più attenta lettura dei documenti, ritengono che il 1193 non sia la data di fondazione, ma il termine ante quem l'evento fondativo è avvenuto) con il nome di Orci Novi per espressa volontà del comune di Brescia, su richiesta della popolazione orceana, in località San Giorgio di Fara, situata a quattro chilometri dal fiume Oglio, di fronte a Soncino, sopra un dislivello del terreno formato da un antico letto del fiume. Il primo originario sito e “castello” crescevano nell'attuale zona denominata Convento Aguzzano, nella parte più a nord-est rispetto alla posizione dell'attuale rocca dopo che un piccolo gruppo di agricoltori e allevatori si distaccò dal borgo d'origine (Orzivecchi).

Ma in tale periodo i vicini abitanti di Soncino erano soliti depredare l'insediamento novello, da qui partì alla destinazione di Brescia la richiesta di potere edificare un nuovo borgo e rocca nella zona dove tuttora sorgono i "Giardini Pubblici" . Ottenuto il permesso il borgo fu ben presto protetto da alte palizzate, poi possenti mura interrotte da porte-torri fortificate, prima fra tutte quella verso Brescia, che sin dai primi anni del 1200 sicuramente rappresentava l'accesso principale al borgo. Tale porta-torre andò, in seguito, a costituire il mastio principale della nuova rocca, la cui costruzione iniziò nel 1477

Orzinuovi passò rispettivamente dal dominio veneto a quello visconteo (1439), da quello visconteo a quello veneto (1440), poi a quello sforzesco nel 1448, nel 1449 a quello veneto, nel 1453 a quello sforzesco, finché, a seguito della Pace di Lodi del 9 aprile 1454, ritornò definitivamente a fare parte della Repubblica di Venezia fino alla sua caduta nel 1797. Con il Regno Italico di Napoleone alcuni orceani si distinsero in modo particolare, tra i quali il Colonnello Pietro Pavoni (amico e collaboratore dei generali Lechi).

Nuove famiglie nobili giunsero in città, sia provenienti dall'agrariato (Rolfi, Maffeis, Moroni), sia dalle libere professioni (Longhi-Pastori), sia dalla pubblica amministrazione napoleonica (Borio di Tigliole), le quali si aggiunsero nella gestione della cosa pubblica al vecchio "patriziato" locale (Corniani, Cavalli, Pavoni etc..). Dopo l'annessione al Lombardo-Veneto, entrerà a fare parte del Regno di Sardegna nel 1860, sotto il suo primo sindaco unitario Eugenio Maestrazzi. Attualmente, Orzinuovi è in crescita economica e demografica. Recentemente, in considerazione del suo preminente ruolo storico, politico ed economico gli è stato conferito il rango e titolo di Città.

Cronologia

1223: terremoto. 1380: epidemia di peste (venne aperto un piccolo lazzaretto, divenuto ospedale di San Bartolomeo, a nord dell'abitato, gestito dallOrdine degli Umiliati). 1471: terremoto nella Bassa Bresciana e nel Cremonese. I libidinosi orceani, spauriti e rattristati, uscirono nei campi circostanti la fortezza e vi sostarono per vari giorni senza cibo ne acqua. 1474: invasione di locuste, con devastazione dei raccolti (e conseguente carestia) e moria di bestiame. 1481: la peste, o un'altra malattia simile (definita dagli autori, "mal del zucchetto"), mietette duemila vittime a Orzinuovi e quattrocento a Orzivecchi; 1512-1513: la più dura peste che abbia mai colpito il paese, imperversò per otto mesi. Ci furono tremilacinquecento morti (su tremilanovecento abitanti) a Orzinuovi, mille (su millecento) a Orzivecchi, quattrocentocinquanta (su mille) a Soncino e mille, nei comuni limitrofi; Tale epidemia, venne narrata, con toni angosciosi, dal Codagli. 1570: la carestia e la pestilenza, causarono la morte di centinaia di orceani (i quali, vennero sepolti nell'orto della canonica). 1576-1577: nuova minaccia di peste; contro la calamità, venne eretta la cappella di San Rocco e un presunto miracolo, fermò l'epidemia. 1630-1631: la grande e famigerata peste, descritta da Alessandro Manzoni nei I promessi sposi, colpì tutto il Nord Italia; dei duemiladuecento orceani, ne sopravvissero solo novecento; i morti, vennero seppelliti nella chiesa di San Giacomo e Filippo. 1712: l'antrace e l'afta epizootica, causarono una grande moria di bestiame. 1735 e 1763: morie di bestiame e pollame, praticamente totali. 1783: il 27 giugno, cominciò uno spaventoso temporale; per tre giorni, caddero fulmini ovunque (con gravi danni ad abitazioni e raccolti). 1802: il 12 maggio, un terremoto danneggiò la fiancata destra del Duomo. 1816-1817: carestia e diffusione del tifo esantematico; centottantatré morti nel 1816, centonovantotto nel 1817. 1836: tra aprile e luglio, violenta epidemia di colera. 1850: a dicembre, breve epidemia di colera. 1866: ennesima epidemia di colera; venne istituito un lazzaretto pubblico, nei pressi dell'ospedale vecchio (detto El pasterù). In occasione dell'epidemia, furono emessi decreti che punivano le famiglie che non denunciavano di avere dei malati. 1885-1886: epidemia di colera, seguita da una di vaiolo. 1918-1919: la violenta influenza spagnola, uccise duecento persone. 1945: campagna di annientamento delle colonie di zanzare, negli acquitrini vicini all'Oglio, e complementare opera di bonifica. 1956: l'invasione di locuste, danneggiò seriamente i raccolti, in estate. 1978: a Coniolo, moria di pollame. 2008: le cavallette devastarono i raccolti. 2014: il 25 luglio e l'11 ottobre, a causa di fortissime precipitazioni (il solo evento di luglio, riversò 187 mm di pioggia, in poche ore), vennero allagate diverse zone della città, con gravi danni ad attività e case private. 2020: pandemia di COVID-19. Da marzo 2020, Orzinuovi diventa uno dei principali focolai dell'epidemia, nell'area meridionale della provincia di BresciaMauro Indelicato, Sofia Dinolfo, Orzinuovi, la città martoriata dal coronavirus, Il Giornale, 19 maggio 2020La risposta al coronavirus: le questioni aperte, Osservatorio Globalizzazione, 22 aprile 2020, con sessantotto vittime ufficiali accertate. Dopo il capoluogo (813), Desenzano del Garda (89), Palazzolo sull'Oglio (84), Montichiari (80) e Lumezzane (78), il comune è il sesto più colpito della provincia, per decessi legati alla pandemiaCoronavirus a Brescia: cinque morti (uno a Orzinuovi) e 19 contagiati, Corriere della Sera, 27 maggio 2020.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del capo del governo del 9 giugno 1937.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Parrocchiale di Santa Maria Assunta, San Bartolomeo e San Giorgio, secc. XIV-XIX; Chiesa della Beata Vergine del Carnerio, sec. XVI; Chiesa di San Domenico, secc. XIX-XX; Santuario della Madonnina dell'Oglio, sec. XVIII; Convento dell'Aguzzano, sec. XV.

Architetture civili

Porta Sant'Andrea, sec. XV, Porta San Giorgio, sec. XV, Palazzo Podestarile, sec. XV, Casa Pavoni, sec. XVI, Palazzo Corniani, sec. XVII, Palazzo Borio di Tigliole-Corniani, secc. XVII-XIX, Palazzo Obici-Maffeis, sec. XVI, Palazzo Gualtieri-Camozzi-Maffeis, sec. XVI, Villa Cavazza-Maffeis, sec. XVII.

Architetture militari La Rocca di San Giorgio (Orzinuovi) sec. XII-XVI è ciò che rimane della cittadella militare (pentagonale) voluta della Repubblica Veneta, sotto il cui dominio la zona passò dopo la pace di Lodi del 1454. Nel 1995 il Castello venne restaurato, per renderne funzionali gli spazi ed accogliere mostre, concerti, convegni e/o esposizioni.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2015 la popolazione straniera residente era di persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Kosovo 562 4,44% India 304 2,40% Marocco 203 1,61% Albania 142 1,12%

Cultura Musica Nel mese di novembre del 2009 è stata fondata presso l'istituto G.B. Corniani la Virus Band, divenuta "Banda musicale Città di Orzinuovi", che ogni estate e ogni Natale rallegra il paese con i suoi concerti.

Dal 1932 è attiva la Fanfara dei Bersaglieri intitolata a Carlo Valotti, grande invalido della Prima Guerra Mondiale.

Eventi La Fiera Regionale di Orzinuovi viene organizzata annualmente dal 1948. Nasce come fiera mercato per l'agricoltura. L'organizzazione, per rendere più importante e qualificata la Fiera in ambito professionale (merceologico, zootecnico, agricolo), dà vita a numerose manifestazioni per intrattenere il pubblico. Da ricordare il 1° Festival Orceano della Canzone dell'edizione del 1955, tenutosi dal 25 al 29 agosto. Fu organizzato in collaborazione con la RAI, la Siae e la Sedrim. Parteciparono più di 248 autori che presentarono altrettante canzoni. Una commissione selezionò tra tutti i partecipanti solo dodici brani musicali per la serata finale.Giornale di Brescia, mercoledì 31 agosto 1955, seconda pagina La Fiera Regionale di Orzinuovi, così è chiamata odiernamente, si svolge solitamente tra la fine del mese di agosto e l'inizio di settembre. A causa della pandemia di COVID-19, la 72ª edizione e la 73ª edizione (rispettivamente, le edizioni 2020 e 2021), vennero annullate.

Geografia antropica