Il teatro di guerra del Medio Oriente durante la prima guerra mondiale (28 luglio 1914 - 11 novembre 1918) rappresenta l'insieme delle campagne militari combattute dall'Impero ottomano alleato agli imperi centrali contro l'Impero russo e l'Impero britannico. Accanto a queste tre potenze principali ebbero un ruolo importante in questo teatro gli irregolari arabi che parteciparono alla rivolta araba e le truppe volontarie armene, che inizialmente diedero vita alla resistenza armena contro gli ottomani e poi divennero le forze armate della nuova Prima Repubblica di Armenia. In questo teatro di guerra vengono distinte cinque campagne militari principali: campagna del Sinai e della Palestina campagna della Mesopotamia campagna del Caucaso campagna di Persia campagna di Gallipoli

Sono state combattute altre tre campagne considerate minori: campagna della rivolta araba campagna del Nord Africa campagna di Aden

Fanno parte di questo teatro di operazioni anche la campagna di Arabia e la campagna di Aden. Caratteristica ricorrente nelle varie campagne della regione del Medio Oriente fu l'asimmetria fra le diverse forze in conflitto. Non esiste una data unica che indica la fine delle operazioni nel teatro: fra russi e ottomani la guerra terminò con l'armistizio di Erzincan (5 dicembre 1917) a cui fece seguito il trattato di Brest-Litovsk (3 marzo 1918); la conferenza di pace di Trebisonda (14 marzo - 5 aprile 1918) e il trattato di Batumi (4 giugno 1918) conclusero il conflitto fra ottomani e armeni; mentre la fine della guerra con gli Alleati occidentali fu l'armistizio di Mudros (30 ottobre 1918), a cui fece seguito il trattato di Sèvres (10 agosto 1920).

Fu il più vasto fronte della prima guerra mondiale.

Obiettivi Impero ottomano

L'Impero ottomano si unì agli imperi centrali nell'ottobre - novembre 1914, dopo la firma del trattato segreto con la Germania si veda Il trattato di alleanza fra Germania ed Impero ottomano (2 agosto 1914) firmato il 2 agosto 1914, trattato che metteva in pericolo i territori del Caucaso russo e le comunicazioni attraverso il canale di Suez fra la Gran Bretagna, i domini imperiali in India e gli altri territori nel lontano oriente dell'Impero britannico. Sul fronte del Caucaso il principale obiettivo dell'Impero ottomano era la riconquista dei territori dell'Anatolia Orientale persi durante la guerra russo-turca del 1877-78, pertanto obiettivi militari immediati erano Artvin, Ardahan, la città fortificata di Kars e il porto di Batumi in Georgia

Un significativo successo delle operazioni militari degli ottomani nella regione del Caucaso avrebbe obbligato i russi a difendere questo "fronte secondario" con unità militari già dispiegate sul fronte europeoHinterhoff, Marshall Cavendish Illustrated Encyclopedia, pp. 499-503, pertanto un'efficace campagna turca sul Caucaso era vista con gran favore dai consiglieri miliari tedeschi. Altro fattore economico-strategico di grande importanza, soprattutto per i tedeschi, era la possibilità di avere libero accesso alle enormi risorse di idrocarburi nell'area del mar Caspio The Encyclopedia Americana, 1920, v.28, p.403. I tedeschi avevano costituito allo scoppio della guerra la Nachrichtenstelle für den Orient, un ufficio di intelligence per l'oriente che aveva come compito lo spionaggio e missioni di sabotaggio in Persia e Afghanistan, allo scopo di indebolire l'intesa fra russi e britannici del 1907, un obiettivo che interessava anche l'Impero ottomano.

Il ministro della guerra ottomano Enver Pascià prevedeva che, se ai russi fosse stato impedito di occupare le città chiave della Persia, per gli ottomani ci sarebbe stata via libera verso l'Azerbaigian, l'Asia centrale e l'India. Una volta che tutte queste nazioni fossero state rimosse dalla sfera di influenza occidentale, il cosiddetto progetto del Pan-Turanismo di Enver prevedeva la creazione di un'area di cooperazione fra questi nuovi stati nazionalistici e l'impero ottomano.

Il progetto di Enver, a suo modo un anti-imperialista, entrava in contrasto diretto con le complesse dinamiche dell'imperialismo occidentale in Asia, che non si erano ancora assestate dopo anni di conflitto. Anche dopo la fine della guerra e la spartizione dell'Impero ottomano Enver continuò a perseguire i suoi obiettivi. Morì in combattimento il 4 agosto del 1922 lontano dalla Turchia, presso Baldzhuan nel Turkestan, in uno scontro durante la rivolta dei basmachi contro un battaglione armeno dell'Armata Rossa bolscevica comandato da Hagop Melkumian.

Impero britannico La britannica Anglo-Iranian Oil Company aveva acquisito in esclusiva i diritti di sfruttamento dei giacimenti petroliferi nell'Impero persiano. Questi giacimenti erano considerati di fondamentale importanza strategica, visto che nel 1914, prima dello scoppio del conflitto mondiale, il governo britannico aveva raggiunto un accordo con la Anglo-Iranian Oil Company per la fornitura di carburante alla Royal Navy, pertanto era necessario impedire agli ottomani di occupare i campi petroliferi.

Impero russo Per la Russia il fronte del Caucaso rappresentava un fronte secondario rispetto all'importanza del fronte orientale. La Russia aveva conquistato nel 1877 la città fortezza di Kars durante la guerra russo-turca e temeva una campagna degli ottomani sul Caucaso che puntasse alla riconquista di questa città e del porto di Batumi. Nel marzo 1915, durante un incontro con l'ambasciatore britannico George Buchanan e con l'ambasciatore francese Maurice Paléologue, il ministro degli esteri russo Sergej Dmitrievič Sazonov dichiarò che un durevole accordo per il dopo-guerra avrebbe dovuto contemplare il passaggio ai russi di Costantinopoli, dello stretto del Bosforo e dei Dardanelli, del mar di Marmara, della Tracia meridionale fino alla linea Enos-Midia e di parte della regione costiera turca sul mar Nero fra il Bosforo, il fiume Sakarya e un punto da determinarsi vicino alla baia di İzmit Ronald Park Bobroff, Roads to glory - Late Imperial Russia and the Turkish Straits, 2006, pag.131. Il piano del governo zarista prevedeva inoltre la sostituzione della popolazione musulmana dell'Anatolia settentrionale e di Costantinopoli con i più affidabili coloni cosacchi R. G. Hovannisian, Armenia on the Road to Independence, 1918, University of California Press, Berkeley and Los Angeles, 1967, pg. 59.

Armenia

Allo scoppio della prima guerra mondiale all'interno dell'Impero ottomano viveva una grande comunità armena, diffusa su gran parte del territorio, ma concentrata soprattutto nella regione di confine con la Russia. Fra i numerosi popoli che abitavano la regione del Caucaso, il popolo armeno fu quello che ebbe certamente il ruolo più attivo durante la Grande Guerra.

Il movimento di liberazione nazionale dell'Armenia aveva come obiettivo finale la costituzione di una repubblica in Armenia. Il principale partito politico degli armeni, la Federazione Rivoluzionaria Armena (nota anche con il nome di Dashnak), raggiunse questo obiettivo quando venne riconosciuta a livello internazionale la Prima Repubblica di Armenia nel maggio 1918, dopo il collasso dell'Impero russo e i caotici eventi seguiti alla rivoluzione.

Inoltre, fin già dal 1915, fu costituita dai russi l'Amministrazione dell'Armenia occidentale, che divenne poi la Repubblica dell'Armenia montanara; anche la Dittatura Centrocaspiana fu costituita nel 1918 con un contributo degli armeni.

Schieramenti militari Impero ottomano e potenze centrali

Dopo la rivoluzione dei Giovani Turchi e l'avvio della seconda era costituzionale () il 3 luglio 1908, prese il via anche una grande riforma militare. I quartier generali dell'esercito furono modernizzati. L'impero ottomano fu impegnato nella guerra italo-turca (1911-12) e nelle guerre balcaniche (1912-13), che obbligarono altre azioni di riorganizzazione dell'esercito, appena pochi anni prima dello scoppio della guerra mondiale. Ogni quartier generale di armata prevedeva un capo di stato maggiore, una sezione operativa, una sezione di intelligence, una sezione logistica e una sezione dedicata al personale. Inoltre, seguendo una consolidata tradizione dell'esercito ottomano, anche i dipartimenti di supporto per i rifornimenti, la sanità e i servizi veterinari erano inclusi nell'organizzazione delle armate.

Nel 1914, prima che l'impero entrasse in guerra, le quattro armate ottomane erano suddivise in corpi e divisioni, essendo ciascuna divisione composta da reggimenti di fanteria e un reggimento di artiglieria. Prima della guerra le maggiori unità militari erano:

la Prima armata con 15 divisioni la Seconda armata con 4 divisioni, una divisione indipendente di fanteria, con 3 reggimenti e una brigata di artiglieria la Terza armata con 9 divisioni, 4 reggimenti indipendenti di fanteria e 4 reggimenti indipendenti di cavalleria (unità tribali) la Quarta armata con 4 divisioni

Nell'agosto 1914, delle 36 divisioni di fanteria in organico, ben 14 erano di nuova formazione; in breve tempo 8 delle nuove divisioni furono ridispiegate. Durante la guerra mondiale, furono organizzate altre armate: nel 1915 la Quinta e la Sesta armata, nel 1917 la Settima e l'Ottava armata, nel 1918 la Kuva-i İnzibatiye (forze dell'ordine) e l'Esercito islamico del Caucaso, costituito da un solo corpo.

Dopo quattro anni di guerra, nel 1918, le armate ottomane erano talmente logorate che lo stato maggiore fu costretto a utilizzare la definizione gruppo d'armate per indicare una nuova organizzazione delle unità: furono formati così il Gruppo di Armate Orientale e il Gruppo di Armate Yıldırım (Gruppo di Armate "Folgore"). Comunque, sebbene il numero di armate fosse aumentato nei quattro anni di guerra, il flusso di risorse in termini di uomini e mezzi costituì un continuo e grave problema, pertanto gli effettivi di un gruppo d'armate del 1918 non erano in numero maggiore a quelli delle armate del 1914.

Nell'ultimo anno di guerra l'esercito ottomano era ancora sufficientemente organizzato e in grado di condurre operazioni militari in modo efficace.

Gran parte del materiale bellico degli ottomani fu fornito dai tedeschi e dagli austro-ungarici, che si occupavano anche della manutenzione. La Germania fornì anche un gran numero di consiglieri militari. Una forza formata da truppe specializzate - l'Asia Korps - fu inviata nell'impero nel 1917; l'anno seguente l'Asia Korps fu rinforzato e comprendeva 2 reggimenti. La Germania organizzò all'inizio del 1918 anche una seconda formazione militare, la forza di spedizione tedesca in Caucaso, la cui zona di operazioni era l'ex Transcaucasia russa. Primi obiettivi della forza di spedizione erano mettere in sicurezza le forniture di petrolio per la Germania e mantenere nella sfera di influenza tedesca la nuova Repubblica Democratica di Georgia. Tali azioni portarono Impero ottomano e Germania vicine al conflitto, con scambi di accuse durante gli ultimi mesi di guerra.

Potenze dell'Intesa Impero russo Al momento dello scoppio della guerra, sul confine del Caucaso, la Russia aveva schierato l'Armata del Caucaso, tuttavia circa metà degli effettivi furono quasi subito ridispiegati sul fronte orientale dopo le disfatte subite contro i tedeschi nelle battaglie di Tannenberg e dei Laghi Masuri, lasciando così una forza di circa uomini nel teatro meridionale.

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