Biografia Fin da giovanissimo manifestò una spiccata inclinazione per il disegno. Dopo aver terminato le scuole elementari, nel 1912 si iscrisse all’Istituto Arte e Mestieri, che però frequentò solo per breve tempo. Le difficoltà economiche familiari lo costrinsero presto a impiegarsi come apprendista presso un calzolaio ortopedico. Nel 1916, durante gli anni della prima guerra mondiale, aprì una propria bottega di calzolaio: nonostante gli impegni lavorativi, continuò parallelamente a esercitarsi nel disegno con studi dal vero.

Nel 1919 fu chiamato al servizio militare e prestò servizio come furiere nel 3º Reggimento Cavalleria di Ferrara. Da quell’esperienza rimangono numerose scene di vita militare che più tardi confluiranno nella sua pittura.

Il debutto pubblico avvenne nel 1924, con la partecipazione a una collettiva del Cenacolo degli Illusi presso la Bottega d’Arte di Livorno. Tre anni più tardi, dal 27 marzo al 21 aprile 1927, espose per la prima volta in forma personale, sempre alla Bottega d’Arte.

Nel 1928 la morte prematura del primogenito Luciano, di appena diciotto mesi, lo colpì profondamente e neppure la collaborazione con il cognato, il celebre tenore Galliano Masini, che acquistava in blocco la sua produzione dietro un compenso fisso mensile, riuscì ad alleviare le sue sofferenze interiori. Nel 1936 una sua opera entrò nelle collezioni della Real Casa, ma due anni dopo, con il peggioramento del suo stato psichico e la fine del contratto con Masini, cominciarono i frequenti ricoveri negli ospedali di Pisa e Volterra. Durante la seconda guerra mondiale abbandonò quasi del tutto la pittura.

Sul finire degli anni Quaranta riprese a dipingere, e nel 1955 tornò sulla scena nazionale con la partecipazione alla Rassegna di arte popolare a Roma. Seguirono altre esposizioni, tra cui quella del 1956 e del 1959 alla Bottega d’Arte di Livorno.

Entrò a far parte del Gruppo Labronico e prese parte a numerose mostre negli anni Sessanta, tra cui la rassegna del 1966 organizzata dal Comune di Livorno alla Casa della Cultura, che rappresentò la consacrazione del suo ruolo nella pittura livornese del Novecento. Negli anni seguenti espose in varie città italiane e anche all’estero, come alla Biennale Europea d’Arte Contemporanea di Atene del 1972, ospitata nello Zappeion. Negli anni Settanta partecipò inoltre a esposizioni a Firenze, Pisa, Genova e altre sedi.

Nel 1984 fu pubblicata un’ampia monografia dedicata alla sua opera.

Guidi morì il 28 gennaio 1998 e, dopo la scomparsa, sono state organizzate numerose retrospettive e nel 2009 venne pubblicata una monografia completa con catalogo delle opere.

Guido Guidi nei musei Museo nazionale d'Abruzzo, sezione d’arte del Novecento, Aquila.

Omaggi Letteratura Guido Guidi, 1901-1998: una vita per la pittura (2008) Guido Guidi: il pittore che riscoprì l’antico per mezzo di una poetica affabulazione (2018)

Note

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