Il Castello di Compiègne (in francese: Château de Compiègne) è un castello francese, situato nella città di Compiègne, dipartimento dell'Oise, quindi nella regione della Piccardia, che venne costruito nel XIV secolo e poi ristrutturato durante il regno di Luigi XV di Borbone. Abbandonato durante la Rivoluzione francese, Napoleone Bonaparte desiderò una ristrutturazione completa della residenza, che assunse così un carattere imperiale. Dopo la caduta del Primo impero e la restaurazione borbonica, Compiègne fu reintegrato come tenuta reale. Con l'ascesa di Napoleone III, il castello divenne la sede dei "series", ovvero una serie di incontri organizzati annualmente, a cui erano invitati gli esponenti dell'élite parigina ed europea.

Assieme alla Reggia di Versailles ed al Castello di Fontainebleau, Compiègne è stata una delle tre sedi governative dell'Ancien Régime o comunque della monarchia francese. Ancor prima che il castello fosse costruito, la località di Compiègne era la residenza estiva preferita dei monarchi francesi che vi si recavano essenzialmente per praticarvi la caccia nella vicina foresta.

Storia

Nel XIV secolo, re Carlo V di Francia, compiaciuto della foresta circostante, decise di costruire un castello a Compiègne, che verrà così frequentato dai vari successivi monarchi francesi. Alla morte del re, nel 1380, la costruzione del palazzo era quasi completata. Sebbene la struttura originale scelta da Carlo V sia stata modificata nel tempo, conservò uno stile medievale fino al XVII secolo, quando re Luigi XV, appassionato di Compiègne, ordinò la ristrutturazione della tenuta e affidò questo "grande progetto" al suo architetto capo Ange-Jacques Gabriel, che avrebbe poi elaborato i piani accettati dal re nel 1751. Salito al trono nel 1774, toccò poi al nipote Luigi XVI incaricare il successore di Gabriel, Le Dreux de la Châtre, di realizzare ulteriori lavori. Oltre a completare gli elementi principali del progetto originale di Gabriel, realizzò la nuova ala che si affaccia sul parco e che la regina Maria Antonietta intendeva acquistare, il peristilio, la sala colonnata e la sala delle guardie. Eseguì anche importanti lavori interni, compresi gli appartamenti del re e della regina. Fu sotto il suo regno che furono realizzati alcuni degli arredi interni che vediamo ancora oggi. Il castello divenne così un notevole esempio di architettura neoclassica.

Con lo scoppio della Rivoluzione francese, i mobili del palazzo furono dispersi nel 1795, per poi essere restituiti solo in parte Nel 1799, fu costruita un'accademia militare nel palazzo: fu questo l'inizio dell'Ecole des Arts et Métiers (Scuola di Arti e Mestieri), nel 1803, che si trasferì a Châlon-sur-Marne nel 1806, poiché Compiègne doveva ritornare a fungere da residenza reale ed imperiale. Il 12 aprile 1807, Napoleone diede ordine di rinnovare completamente il castello di Compiègne. Furono subito avviati importanti lavori all'interno del palazzo, guidati dall'architetto Louis-Martin Berthaut, che aveva recentemente eseguito lavori per l'imperatrice Giuseppina al Castello di Malmaison. I lavori si svolsero tra il 1808 ed il 1810 e portarono a una nuova distribuzione degli spazi e soprattutto a nuovi decori e arredi, alcuni dei quali sono ancora visibili oggi. L'imperatore occupò ora quello che un tempo era l'appartamento del re e l'imperatrice fu alloggiata in fondo alla terrazza, in precedenza l'appartamento della regina che fu trasformato in un appartamento per i sovrani stranieri in visita. La maggior parte delle decorazioni murali fu opera degli studi d'arte Dubois e Redouté, mentre i mobili furono realizzati da Jacob-Desmalter e Marcion. Questi divennero gli appartamenti più grandiosi del Primo Impero francese. Fu qui nel 1810 l'arciduchessa Maria Luisa d'Austria fu accolta dal suo futuro marito, proprio come Maria Antonietta nel 1770, quindi 40 anni prima. Dopo aver celebrato le nozze a Parigi, la coppia imperiale fece ritorno a Compiègne. La corte vi fece ritorno nel 1811 insieme al giovane re di Roma, poi Napoleone II di Francia. Durante la Restaurazione, il ritorno dei Borbone sul trono francese, i principi della famiglia reale soggiornarono a Compiègne per brevi periodi; re Carlo X vi si fermò nel 1824 di ritorno dalla sua incoronazione a Reims, e nel 1832 Leopoldo I del Belgio vi sposò la principessa Luisa, figlia maggiore di Luigi Filippo d'Orléans. Nel 1848, la tenuta divenne proprietà dello Stato. Il principe Luigi Napoleone Bonaparte, poi Napoleone III di Francia, visitò Compiègne in occasione dell'inaugurazione della linea ferroviaria Compiègne-Noyon.

Anche il Secondo Impero francese lasciò il suo segno a Compiègne; l'imperatore Napoleone III nutriva una particolare affinità per il palazzo e vi organizzò la famosa "series à Compiègne" nei mesi autunnali, organizzate nell'arco di quattro-sei settimane, a cui furono invitati un centinaio di ospiti. Tra questi, personalità vicine al governo, sovrani e principi stranieri, diplomatici, scrittori, artisti e scienziati, che si ritrovarono in un ambiente intimo con la famiglia imperiale. Cacce, escursioni, giochi, concerti e spettacoli teatrali riempivano le loro giornate, durante le quali potevano dimenticare i vincoli dell'etichetta. I lavori di ristrutturazione furono quindi eseguiti in tempo per accogliere gli ospiti e fu introdotta una grande quantità di mobili contemporanei. L'imperatore fece anche costruire la "Galerie Neuve" (Galleria Nuova), nota anche come "Galerie Natoire", che forniva un accesso diretto al teatro imperiale, il quale però rimase incompiuto. L'élite politica, artistica e scientifica del Secondo Impero francese fu così intrattenuta al castello di Compiègne. Descrizione

Tra i vari interni del castello che si possono ammirare vi è l'"appartamento dell'Imperatore" e quello "dell'Imperatrice" erano riservati alle coppie imperiali, mentre quello del "Re e della Regina di Roma" fu riservato da Napoleone ai sovrani stranieri; Carlo IV di Spagna soggiornò in queste sale dopo la sua abdicazione, avvenuta nel 1808, così come in seguito i sovrani Luigi e Ortensia d'Olanda, e infine Napoleone II Bonaparte. A causa della relativamente scarsa presenza di simboli imperiali in queste sale, Luigi XVIII di Borbone, una volta restaurato sul trono di Francia, scelse di risiedere a Compiègne nel 1814, prima dei "cento giorni". Durante il Secondo Impero, queste sale assolsero alle stesse funzioni, mentre quando non vi erano sovrani, l'appartamento era occupato dalla principessa Matilde.

L'ingresso all'appartamento dell'Imperatore avviene attraverso un imponente vestibolo, la famosa "Salle des Colonnes", e la disposizione delle colonne corrisponde esattamente a quella del colonnato esterno che si affaccia sulla Corte d'Onore. Successivamente, il grande scalone d'onore conduce alla "Salle des Gardes du Roi" e alla "Sala da pranzo dell'imperatore". Sia il "Salon des Cartes" che il "Salon de réception" sono conservati nel loro stile Secondo Impero. La camera da letto dell'imperatore e la biblioteca sono notevoli per la loro ricchezza di decorazioni in stile Impero di Jacob Desmalter. La cappella del palazzo fu progettata per l'uso dei sovrani e delle persone a loro strettamente legate. La "Galerie de bal", restaurata nel suo stile Secondo Impero, ha ad un'estremità una statua di Napoleone I e all'altra quella di Madame Mère, Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone. La "Galérie Natoire", costruita nel 1858, contiene una serie di dipinti sul tema di Don Chisciotte.

Tra le sale del castello spiccano la "Salle des Gardes" (Sala delle guardie): progettata nel 1784 dallo scultore Pierre-Nicolas Beauvallet (1750-1818), la decorazione della Salle des Gardes du Roi combina temi militari e allegorici. All'epoca, dopo aver sostenuto le colonie britanniche ribelli durante la guerra d'indipendenza americana, Luigi XVI era celebrato come il principale vincitore dell'Inghilterra. Le decorazioni scultoree della sala fanno abbondantemente riferimento a figure mitologiche che incarnano i valori marziali, nonché a personaggi storici di spicco come Alessandro Magno. Il "Salon des Cartes" (Salone delle Carte): questa sala illustra l'arte di vivere francese, dove nobili e cortigiani si riunivano per giocare a giochi di strategia e di conversazione, in un ambiente al tempo stesso intimo e sontuoso. Sotto il Secondo Impero, il castello di Compiègne ospitava ogni autunno le famose "séries", organizzate da Napoleone III e l'imperatrice Eugenia che invitavano la corte, l'élite parigina e il gotha europeo per una settimana di divertimento.

Questa stanza rimane l'emblema di questa vita di corte moderna e spensierata. La "Chapelle" (Cappella): costruita principalmente durante il Primo Impero e successivamente ristrutturata sotto Napoleone III, la cappella del castello, nonostante le sue dimensioni relativamente ridotte, ha un innegabile carattere monumentale. Con la sua architettura quasi perfettamente simmetrica, incorpora una tribuna su tre dei suoi lati, che comunica direttamente con gli appartamenti imperiali, seguendo così la tradizione degli edifici di questo tipo. Qui vi si celebrarono, il 9 agosto 1832, le nozze della principessa Luisa, figlia maggiore di Luigi Filippo d'Orléans, e di Leopoldo I del Belgio.

La "Galerie des Chasses" (Galleria delle Cacce): durante il Primo Impero, questa sala era la galleria d'arte dell'imperatrice e ospitava una quarantina di dipinti prestati dal Louvre nel 1810 e alcune sculture. Durante il regno di Luigi Filippo, lo spazio fu dedicato all'esposizione dei bozzetti di Charles-Antoine Coypel per la serie di arazzi raffiguranti la storia di Don Chisciotte. Dal 1947, la galleria espone gli arazzi della collezione di caccia Luigi XV, realizzati alla Manufacture des Gobelins dalla bottega di Mathieu Monmerqué tra il 1736 e il 1746, su disegno di Jean-Baptiste Oudry. Sono inoltre esposti dipinti di Desportes e Oudry, tutti provenienti dall'antico appartamento di Luigi XV a Compiègne. Il "Grand Appartement" (Appartamento grande): gli appartamenti dell'Imperatore riflettono la grandezza e l'autorità di Napoleone, con camere arredate in uno stile che unisce comfort e maestosità. I mobili d'epoca, le opere d'arte e gli oggetti personali dell'Imperatore offrono un'affascinante visione della sua vita quotidiana e del suo gusto per l'arte e la decorazione.

Una delle aree più notevoli è lo studio di Napoleone. Gli appartamenti dell'imperatrice offrono un'atmosfera più intima e raffinata, che riflette la personalità e le preferenze estetiche dell'imperatrice Eugenia. Queste stanze sono arredate con mobili lussuosi, tessuti preziosi e delicati oggetti d'arte, che evocano l'eleganza e la raffinatezza della corte imperiale. Questo appartamento comprende anche la sala da tè, un luogo conviviale dove l'imperatrice amava incontrare i suoi ospiti in un'atmosfera calda e rilassata. La "Salle de bal" (Sala da ballo): La sala da ballo di Compiègne fu commissionata da Napoleone I, che fece traforare una serie di edifici per la sua creazione, questa imponente sala riflette la brillantezza dello stile Impero (1810-1813). Le decorazioni delle pareti, opera di Dubois e Redouté, e le sezioni del soffitto che celebrano i trionfi dell'imperatore, disegnate dai protetti del barone Regnault, testimoniano questo periodo. Girodet dipinse le figure sui timpani, mentre Charles-Auguste Taunay fu responsabile dei bassorilievi che ornano gli architravi delle porte. Durante il Secondo Impero, la galleria fu trasformata in sala da pranzo e utilizzata per banchetti e ricevimenti. Dal 1914 al 1917, durante la Prima guerra mondiale, fu utilizzata come ospedale militare.

Appartamenti