Biancaneve (), nota anche come Biancaneve e i sette nani, o Nevolina in alcune traduzioni,. è una popolare fiaba europea.
La versione attualmente conosciuta è quella scritta dai fratelli Jacob e Wilhelm Grimm in una prima edizione nel 1812, pubblicata nella raccolta Le fiabe del focolare (Kinder- und Hausmärchen), evidentemente ispirata a molti aspetti del folclore popolare, del quale i due fratelli erano profondi studiosi. La fiaba occupa il numero 53 nella raccolta, dove il suo titolo originale era Sneewittchen, che rappresenta una traduzione parziale dal basso tedesco, mentre l’ortografia attuale è Schneewittchen. La città di Lohr, in Bassa Franconia, sostiene che Biancaneve sia nata in loco. La storia è nota anche grazie al film d'animazione di Walt Disney del 1937 Biancaneve e i sette nani (Snow White and the Seven Dwarfs).
Esiste un'altra fiaba dei fratelli Grimm in cui la protagonista si chiama Biancaneve: Biancaneve e Rosarossa. Non esiste alcuna correlazione fra le due fiabe, e nell'originale tedesco i nomi delle protagoniste sono leggermente diversi (Schneewittchen in Biancaneve e i sette nani e Schneeweißchen in Biancaneve e Rosarossa), nonostante il significato uguale dei due nomi: il primo è scritto con la grafia dei dialetti della Bassa Germania, il secondo invece con quella dei dialetti dell'Alta Germania.
Nel sistema di classificazione delle fiabe di Aarne-Thompson, Biancaneve rappresenta il tipo 709. Nell'antologia fiabesca dei Grimm, Biancaneve si trova al n. 5.
Trama
La storia di Biancaneve a cui si fa generalmente riferimento è quella raccontata nella settima edizione delle fiabe dei fratelli Grimm del 1857. Tale versione racconta che in un pomeriggio d'inverno, una giovane regina, mentre sta ricamando accanto a una finestra dalla nera cornice di ebano, si punge un dito e, guardando la goccia di sangue caduta sulla tela di lino, esprime il desiderio di avere una figlia con la pelle bianca come la neve, le labbra rosse come il sangue e i capelli neri come l'ebano; dopo nove mesi nasce una bambina, che possiede proprio le caratteristiche fisiche desiderate dalla madre, alla quale dà il nome Biancaneve. Poco dopo la nascita della bambina, la regina muore a seguito delle ferite riportate durante il travaglio.
Il re, per assicurare una figura materna alla figlia, decide di risposarsi. La seconda moglie del re è una donna tanto bella quanto vanitosa e cattiva, che non sopporta l'idea che esista nel regno qualcuna più bella di lei, possiede uno specchio magico al quale domanda in continuazione chi è la più bella del reame, sentendosi continuamente rispondere che è lei. A un certo punto, lo specchio le dice che la ormai cresciuta Biancaneve è più bella di lei: la regina, ingelosita, incarica un cacciatore di portare la principessa nel bosco, ucciderla e portarle i suoi polmoni ed il suo fegato come prova della conclusione del suo compito. Il cacciatore, però, non ha il coraggio di svolgere l'incarico, e dice alla fanciulla di fuggire nel bosco, e poi uccide un cinghiale, ne preleva i polmoni ed il fegato e torna dalla crudele regina, spacciando gli organi dell'animale per quelli di Biancaneve.
Biancaneve, dopo aver vagato per un po' nel bosco, arriva ad una piccola casa, nascosta tra gli alberi, che poco dopo scoprirà essere abitata da sette nani, che tutti i giorni si recano a lavorare in una miniera dall'altra parte della foresta. La casa è vuota e Biancaneve, stanca e affamata, entra, si nutre con parte del cibo e del vino già preparato dai nani, mangiando da ogni piattino e bevendo da ogni bicchierino, e poi si addormenta nell'unico dei sette letti della propria misura. Una volta rientrati dal lavoro, dopo un primo attimo di sgomento per l'intrusione, i nani sono felici di ospitare la dolce Biancaneve, che in cambio li aiuta nelle faccende domestiche, ma con la raccomandazione di non aprire la porta a nessuno tranne ai nani. La vita scorre tranquilla fino a quando la regina scopre dallo specchio magico che Biancaneve è ancora viva. La matrigna allora cerca per due volte di uccidere Biancaneve: la prima volta si traveste da merciaia, va a casa dei nani e le stringe una cintura alla vita fino a toglierle il respiro; la seconda volta si traveste da zingara, arriva alla casa dei nani e conficca tra i capelli di Biancaneve un pettine avvelenato. In entrambi i casi la giovane sviene e viene salvata dall'intervento dei nani, che riescono a farle riprendere i sensi, ammonendola ancora di non far entrare nessuno in casa in loro assenza.
A questo punto la regina si avvia per la terza volta verso la casa dei nani travestita da contadina e con l'obiettivo di far assaggiare a Biancaneve una mela avvelenata per metà: per convincerla ad accettare il frutto la regina, in veste di contadina, divide la mela in due parti e assaggia davanti a lei la metà non avvelenata. Biancaneve, al primo morso della parte avvelenata, cade in uno stato di morte apparente da cui nessuno degli sforzi compiuti dai nani riesce a svegliarla. I nani, allora, convinti che sia morta, la pongono in una bara di cristallo e la sistemano sulla cima di una collina in mezzo al bosco.
Per molto tempo Biancaneve resta vegliata dai nani, finché un giorno viene notata da un principe che passa di lì a cavallo. Il giovane, colpito dalla bellezza della fanciulla, vorrebbe portarla nel suo castello per poterla ammirare e onorare per tutti i giorni della sua vita. Dopo molte insistenze, impietositi dai sentimenti del giovane, i nani acconsentono alla sua richiesta. A un certo punto uno dei servi del principe, arrivati per trasportare la bara al castello del principe, inciampa in una radice scoperta e fa cadere la bara giù per il fianco della collina. Durante la caduta, dalla bocca di Biancaneve esce il boccone di mela avvelenato, e così la ragazza si risveglia. Biancaneve s'innamora subito del principe e vengono organizzate le nozze, a cui viene invitata anche la regina cattiva, che non conosce il nome della sposa ma è stata avvertita dallo specchio magico che è più bella di lei e rimane impietrita riconoscendo la sua figliastra.
Nel frattempo erano state fatte arroventare sulle braci due scarpe di ferro, che la malvagia matrigna di Biancaneve viene costretta a indossare. A causa del dolore procuratole dalle calzature incandescenti, la regina cattiva è costretta a ballare finché non cade a terra morta.Nella versione dei fratelli Grimm:
Personaggi Biancaneve
Biancaneve è il personaggio principale della storia e figliastra della regina cattiva. Viene descritta dallo specchio magico della regina cattiva come la più bella del regno. Sopravvive a diversi tentativi della regina gelosa di assassinarla. Dopo che Biancaneve viene risparmiata dal cacciatore inviato dalla matrigna per assassinarla, si rifugia nella casa dei sette nani. Infine, la regina cattiva si traveste da contadina e inganna Biancaneve facendole mordere una mela avvelenata, che la fa cadere in un sonno profondo. Biancaneve viene poi rianimata e sposa il principe.
I sette nani
I sette nani sono un gruppo di nani che permette a Biancaneve di vivere con loro.
La regina cattiva
La regina cattiva invidia profondamente Biancaneve per il suo aspetto e la sua gelosia la porta a tentare di uccidere Biancaneve in diversi modi. La regina cattiva tenta prima di uccidere Biancaneve tramite un cacciatore che ha inviato per assassinarla. La regina cattiva decide quindi di uccidere Biancaneve travestendosi da vecchia per guadagnarsi la sua fiducia e poterla poi avvelenare. La regina cattiva inizialmente tenta per due volte di sbarazzarsi di Biancaneve: prima con una cintura, e poi con un pettine avvelenato. In questi due tentativi fallisce, e poi dà a Biancaneve una mela avvelenata. Il terzo tentativo della regina cattiva di uccidere Biancaneve ha successo: Biancaneve morde la mela avvelenata e muore.
Il cacciatore
La regina cattiva ordina a un cacciatore senza nome di portare Biancaneve nel bosco più profondo per ucciderla. Come prova che Biancaneve è morta, la regina gli chiede di tornare con i suoi polmoni e il suo fegato. Il cacciatore porta Biancaneve nella foresta, ma la risparmia. Il cacciatore la lascia viva e le intima di fuggire, convinto che la ragazza sarebbe stata mangiata da qualche animale selvatico.
Altri adattamenti mostrano Biancaneve che evita il cacciatore o il cacciatore che non è in grado di uccidere Biancaneve, affermando che la regina la vuole morta e che deve allontanarsi il più possibile dal regno.
Il cacciatore invece porta alla regina i polmoni e il fegato di un cinghiale, che il cuoco imbandisce per la regina.
Lo specchio magico
Lo specchio magico è uno specchio onnisciente e apparentemente senziente che la regina usa per confermare il suo status di "la più bella del reame".
Il re Il re è il padre di Biancaneve e un personaggio secondario della storia.
La regina La regina è la madre di Biancaneve e la moglie del re che morì dandola alla luce.
Il principe
Dopo che Biancaneve è tornata in vita, il principe la sposa, mentre lui e i suoi servi la portano a seppellirla.
Differenze fra le edizioni Considerazioni generali I fratelli Grimm trascrissero la fiaba di Biancaneve così come era raccontata nella tradizione orale in Germania, anche se le influenze di Basile sono notevoli. Dal manoscritto del 1810 alla prima edizione del 1812, e fino alla settima del 1857, i cambiamenti furono però consistenti. Quello principale riguarda la figura della madre: nelle fiabe dei Grimm, dove la madre si mostra invidiosa dei propri figli e manifesta degli istinti infanticidi, essa viene fatta morire e sostituita con una matrigna cattiva. Recensione e note informative da un'opera di Jack Zipes. Altri elementi disturbanti che vengono edulcorati riguardano il desiderio cannibale di mangiare la bambina e il desiderio necrofilo del principe.
Manoscritto del 1810
Nel manoscritto del 1810, Schneeweißchen auch: das Unglückskind ("Biancaneve, o: La bambina sfortunata"), la madre di Biancaneve, dopo essersi punta un dito, desidera un bambino bianco come la neve, con le guance rosse come il sangue e gli occhi neri come la cornice della finestra. Diversamente dall'ultima versione, Biancaneve non ha i capelli neri, bensì biondi, mentre i suoi occhi sono descritti come neri come l’ebano. La madre non muore e, interrogando lo specchio, non chiede chi sia la più bella del reame, ma chi sia la più bella d’Inghilterra. Inoltre, non viene specificata l’età di Biancaneve nel momento in cui supera in bellezza la regina. Non compare la figura del cacciatore: è la stessa regina che porta la figlia nel bosco approfittando dell’assenza del re, partito per la guerra. Giunte in carrozza, chiede alla bambina di scendere per raccogliere delle rose rosse, e poi riparte senza di lei.
Come nelle versioni successive, anche qui Biancaneve trova rifugio presso i sette nani e la regina tenta per tre volte di uccidere la figlia travestendosi da merciaia. Prima la stringe con un nastro e poi tenta di avvelenarla con un pettine, ma ogni volta la ragazza viene salvata dai nani. La terza volta le regala una mela avvelenata solo per metà; Biancaneve la morde e muore a causa del veleno (non perché il frutto le si sia incastrato in gola provocandole uno stato di morte apparente). Non è presente la scena in cui i nani lavano Biancaneve con acqua e vino per rianimarla.