Biografia Marchigiano, si laureò a Roma in giurisprudenza e si trasferì a Bologna dove esercitò la professione di avvocato penalista. Da sempre attratto dagli ideali democratici e repubblicani, amico di Aurelio Saffi, con il quale presiedette e creò la Associazione democratica, nel 1879, nella quale furono presidenti Giuseppe Ceneri e Giosuè Carducci. Nel 1891 fondo il “Circolo Democratico”.

Fu un penalista con una ottima reputazione, attento sempre alle classi più umili, promosse numerosi sodalizi operai, sempre attivo nella lotta politica affiancato ai movimenti operai, eletto consigliere comunale più volte.

Entrò in politica come consigliere comunale alle elezioni generali del 1889.

Di convinta e profonda fede repubblicana e mazziniana, nel 1886 aderì alla Massoneria italiana nella loggia “Risorgimento-VIII Agosto”, di cui ricoprì anche la carica di maestro venerabile, nel 1909 ebbe il 30º grado del Rito scozzese antico ed accettato e nel gennaio del 1910 rappresentò il Supremo Consiglio dei 33 ai funerali dello stesso Andrea Costa.

Golinelli passò comunque alla storia per una breve parentesi da sindaco di Bologna, tra il 1902 ed il 1904, in un preciso momento storico cittadino allorché la Giunta guidata dal liberale monarchico e filo-cattolico Alberto Dallolio entrò in crisi nel 1902 per problemi circa l'allargamento della cinta daziaria.

In città si costituì la cosiddetta lega o alleanza tra i partiti e i movimenti popolari che raggruppavano la "sinistra" di allora e che venne chiamata "Unione dei partiti popolari". Era per lo più composta da mazziniani, repubblicani, socialisti, radicali, antimonarchici ed anticlericali, gruppi di marescalchiani - ovvero fedelissimi dell'assessore Alfonso Marescalchi - e membri della massoneria, che, all'unanimità, scelsero il Golinelli come loro candidato sindaco il quale vinse la coalizione clerico-moderata nelle celebri amministrative del 1902.

Si creò pertanto una parenti politica anti-moderata e senza alleanza con i cattolici, tesa ad affermare una maggiore autonomia locale anche attraverso l'adesione alla Lega dei Comuni, incentivare un rapporto preferenziale con le classi popolari tramite l'erogazione di un regolare contributo alla Camera del lavoro, e la gestione diretta di alcuni servizi pubblici (nettezza urbana, gas, illuminazione, trasporti) per marcare la funzione sociale del Municipio.

Ma la parentesi laica popolar-golinelliana ebbe breve vita, da un lato a causa della parzialità dei risultati raggiunti e, dall'altro, il continuo raffrontarsi e scontrarsi con il malessere e il disorientamento dei ceti medi e strati popolari della società urbana che non potevano più trovare composizione rispetto alle logiche di potere e agli interessi dei gruppi dominanti. Golinelli terminò il suo mandato fino ai primi di agosto del 1904.

L'Avvenire d'Italia lo definì di "carattere bonario, conciliativo e superiore a ogni piccolezza di parte, vero petroniano, forse troppe volte troppo violentemente sopraffatto dalla settarietà dei correligionari". Toccò proprio a lui, repubblicano e anti-monarchico, accogliere Re Vittorio Emanuele III in visita a Bologna con la diplomatica frase passata alla storia: ''Le faccio i miei complimenti per la bella famiglia che ha''.

Ebbe un figlio, Giovanni Golinelli (1905-1974).

Si spense a Bologna il 4 febbraio 1911 quando ancora era ben lontana la ricompattazione di una "sinistra" nelle sue forze laiche. Fu sepolto nella Certosa di Bologna.

Bibliografia

Ricordo commemorativo dell'illustre Fr. Enrico Golinelli 33. : Bologna 22 febbraio 1964, Ravenna, Poggiali, 1964 Ricorso del Comune di Bologna, in persona del suo sindaco, signor avv. Enrico Golinelli..., per annullamento di sentenza... nella causa di esso Comune contro la Societa per lo Sviluppo delle Imprese Elettriche in Italia... / [Alessandro Fortis, Luigi Fusconi, Emilio Rubbi], 1903 Sentimento congenito di bontà disinteressata non mai per volger di tempo e mutar d'eventi affievolito anzi progredente ognora a nuove conquiste a prò dei deboli e diseredati ebbe l'illustre avvocato Enrico Golinelli ... : 4 marzo 1911 / P. Casini. - [S.l.] : [s.n.], . - 1 foglio , Epigrafe per il trigesimo della morte di Enrico Golinelli. U. Melloni, L'allargamento della via Rizzoli, in Comune di Bologna, gennaio 1931, pp. 8-12 A. Bignardi, Dizionario biografico dei liberali bolognesi (1860-1914), Bologna 1956, pp. 18 s. N.S. Onofri, La Grande Guerra nella città rossa. Socialismo e reazione a Bologna dal 1914 al 1918, Milano 1966, pp. 16, 28, 90, 94, 223, 250, 297, 331 G. Venturi, Episcopato, cattolici e Comune a Bologna. 1870-1904, Bologna 1976, pp. 200, 247 s., 272-274, 277, 279, 281 s., 284-287, 324 M. Malatesta, Il Resto del Carlino. Potere politico ed economico a Bologna dal 1885 al 1922, Milano 1978, pp. 96 s., 132, 153, 172 I. Masulli, Crisi e trasformazione: strutture economiche, rapporti sociali e lotte politiche nel Bolognese (1880-1914), Bologna 1980, pp. 221-225 P.P. D'Attorre, La politica, in Bologna, a cura di R. Zangheri, Roma-Bari 1986, pp. 77, 91 s., 96, 114.

Note

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