Considerato uno dei migliori piloti motociclistici di tutti i tempi, è tra i più vincenti nella storia del motociclismo, nonché l'unico pilota nella storia del motomondiale ad aver vinto il titolo in quattro classi differenti: 125 (1), 250 (1), 500 (1) e MotoGP (6).
Dopo essersi ritirato dal motomondiale nel 2021, dall'anno seguente si dedica alle corse automobilistiche, partecipando al Campionato del mondo endurance, al GT World Challenge Europe e ad alcune gare Endurance della 24H Series e dell'Intercontinental GT Challenge.
Dal 2014 è proprietario della squadra motociclistica VR46.
Biografia Figlio di Graziano Rossi, a sua volta pilota motociclistico a cavallo degli anni Settanta e Ottanta del XX secolo, e di Stefania, nasce a Urbino per poi crescere a Tavullia, in provincia di Pesaro e Urbino. Grazie alla passione motociclistica del padre, Valentino vive fin dal suo primo anno di vita a contatto con i motori:
Nel corso della sua carriera professionistica ha sempre usato il 46 come numero di gara, anche nelle annate in cui ha avuto la possibilità di sfoggiare l'1 di campione in carica, poiché questo era il numero precedentemente utilizzato nel motomondiale sia dal padre, sia successivamente da un pilota giapponese di cui era molto appassionato, Norifumi Abe; il numero 46 è stato ufficialmente ritirato dalla MotoGP nella stagione 2022, la prima successiva al ritiro di Rossi dalle due ruote. Dal succitato Abe, inoltre, Rossi trasse spunto per il suo primo soprannome agli esordi in classe 125, Rossifumi, cui seguì Valentinik con il passaggio in classe 250 e infine The Doctor dopo il primo titolo conseguito nella classe regina..
Dopo la separazione dei suoi ha avuto un fratello minore da parte di madre, Luca Marini, divenuto anche lui un pilota motociclistico.
Legato sentimentalmente alla modella Francesca Sofia Novello, la coppia ha due figlie, nate rispettivamente nel 2022 e nel 2025.
Simpatizzante in gioventù per la , è diventato in seguito un tifoso dell'.
Nell'estate 2007 ha avuto notevole eco mediatico la contestazione di evasione fiscale recapitatagli dall'Agenzia delle entrate per il periodo 2000-2004 e che, tra compensi non dichiarati, pagamento delle sanzioni e degli interessi, sarebbe ammontata a complessivi 112 milioni di euro: Rossi sosteneva di avere pagato tutte le imposte dovute nel Regno Unito, dove all'epoca risultava residente, ma secondo le indagini del fisco italiano il suo «centro degli interessi» era in realtà ancora in Italia. Nel febbraio 2008 Rossi ha patteggiato con l'Agenzia un pagamento totale di circa 35 milioni. Per eliminare ulteriori pendenze circa l'omessa e parziale dichiarazione dei redditi, nel maggio 2009 il pilota ha chiesto alla Procura di Pesaro un patteggiamento a sei mesi di reclusione: in virtù della sospensione condizionale l'illecito si è estinto, non ha avuto luogo l'esecuzione della pena e la condanna non è stata menzionata nel casellario giudiziale.
Carriera Motociclismo Pilota Gli inizi
A Tavullia, Valentino prende confidenza con i motori fin da piccolo grazie al padre Graziano, il quale aveva corso nel motomondiale tra gli anni Settanta e Ottanta del Novecento, e mostra subito il suo talento. Comincia con i go-kart prendendo la licenza con dodici mesi di anticipo, a soli 9 anni, ma passa presto alle più economiche minimoto, che al tempo non avevano ancora avuto lo sviluppo dei decenni seguenti, prendendo la prima licenza come pilota del Moto Club Cattolica, sodalizio pioniere delle gare di minimoto. Fa le sue prime esperienze e gare presso la pista Motorpark a Cattolica, la prima omologata dalla Federazione Motociclistica Italiana.
A 13 anni prova per la prima volta la Aprilia AF1 125 Futura, ed esordisce poi nel Campionato Italiano Sport Production del 1993 in sella a una Cagiva Mito 125 gestita dal team di Claudio Lusuardi. L'anno seguente, sempre con Lusuardi, partecipa contemporaneamente ai campionati Sport Production e Grand Prix italiani, riuscendo a vincere quello delle derivate di serie e a fare esperienza sui prototipi da Gran Premio. Nel 1995 vince il Campionato Italiano Velocità della classe 125, e si classifica terzo nell'Europeo della stessa categoria.
Nel motomondiale, dall'esordio nel Gran Premio della Malesia 1996 in classe 125, al Gran Premio del Mugello 2010 in MotoGP, Rossi non ha mai saltato una gara.
Classe 125
La stagione 1996 sancisce l'esordio di Rossi nel motomondiale, in sella a un'Aprilia RS 125 R del team clienti AGV. Dopo alcune prestazioni di rilievo, tra cui il primo podio il 4 agosto in Austria, dove chiude al terzo posto sull'A1-Ring, il 18 dello stesso mese conquista la sua prima vittoria nel Gran Premio della Repubblica Ceca corso a Brno, gara in cui mette a segno anche la sua prima pole position; conclude la stagione al nono posto della classifica generale.
Per la stagione 1997 rimane nel team AGV,. che ottiene il sostegno anche di Nastro Azzurro – destinato a divenire il suo sponsor di riferimento per il successivo decennio –; il responsabile di Aprilia Racing, Carlo Pernat, gli affida comunque una moto allo stesso livello tecnico della squadra ufficiale. In quel campionato, in sella alla ottavo di litro di Noale vince il suo primo titolo mondiale con 321 punti, respingendo nettamente la pattuglia di rivali giapponesi capeggiata dall'hondista Noboru Ueda. Nel corso di una stagione dominata su tutti i fronti ottiene undici vittorie su 15 prove (Malesia, Spagna, Italia, Francia, Olanda, Imola, Germania, Brasile, Gran Bretagna, Catalogna e Indonesia) oltreché un secondo posto in Austria, un terzo posto in Repubblica Ceca e quattro pole position (Malesia, Paesi Bassi, Imola e Germania). A questo punto per Rossi si profila il passaggio alla quarto di litro.
Classe 250
Il motomondiale 1998 è quello del debutto nella classe 250, sempre con Aprilia. Trascorre il primo anno difendendo i colori del team clienti Nastro Azzurro, seppure inquadrato all'interno della struttura ufficiale di Noale assieme ai compagni di marca Loris Capirossi e Tetsuya Harada; il cambio di cilindrata segna anche il passaggio dalla squadra del capotecnico Mauro Noccioli a quella di Rossano Brazzi. Dopo un inizio di stagione difficile, segnato da due cadute nelle prime due gare, si riprende nel corso dell'annata ottenendo cinque vittorie (Olanda, Imola, Catalogna, Australia e Argentina), tre secondi posti (Spagna, Italia e Francia) e una terza piazza in Germania. Conclude il campionato al secondo posto con 201 punti, 23 in meno dell'iridato Capirossi.
Il motomondiale 1999 vede Rossi promosso a unico pilota ufficiale Aprilia; ciò anche per via del convulso epilogo del mondiale '98 fra Capirossi e Harada, che aveva portato all'allontanamento dell'italiano da Noale, mentre il giapponese nel frattempo era passato in classe 500. Il pesarese si laurea abbastanza agevolmente campione della quarto di litro con 309 punti, non trovando una seria resistenza né in Tōru Ukawa né nel succitato Capirossi, entrambi su Honda; ottiene nove vittorie (Spagna, Italia, Catalogna, Gran Bretagna, Germania, Repubblica Ceca, Australia, Sudafrica e Brasile), due secondi posti (Olanda e Imola), un terzo posto in Argentina e cinque pole position (Malesia, Francia, Paesi Bassi, Germania e Argentina).
Classe 500 e MotoGP Honda (2000-2003) Il debutto in 500 (2000-2001)
Il motomondiale 2000 è quello del passaggio alla classe 500 nonché del cambio di marca. Honda gli prospetta il salto in classe regina con una struttura gestita dalla filiale italiana della casa di Tokyo e supportata dallo sponsor personale Nastro Azzurro che lo segue nell'avventura nella mezzo litro;. inoltre, pur non godendo ancora dello status di pilota ufficiale, lo è a conti fatti nella struttura tecnica poiché riesce a ottenere dal reparto corse Honda (HRC) l'assistenza dell'esperto capotecnico australiano Jeremy Burgess e della sua plurititolata squadra, precedentemente al servizio, oltreché del pentacampione Michael Doohan, anche di altri iridati quali Freddie Spencer e Wayne Gardner.
Nel campionato di esordio con la NSR 500, in cui inizialmente bada soprattutto a fare esperienza, fa suoi due Gran Premi (Gran Bretagna e Brasile) e, uscendo alla distanza, nella seconda parte di stagione riesce a inserirsi nella lotta mondiale piazzandosi alla fine secondo in classifica generale con 209 punti, dietro solo all'iridato Kenny Roberts Junior su Suzuki; a corollario ottiene tre secondi posti (Germania, Repubblica Ceca e Pacifico) e cinque terzi posti (Spagna, Francia, Catalogna, Portogallo e Australia).
Durante la pausa estiva del motomondiale, inoltre, nel luglio 2000 chiede e ottiene di partecipare alla 8 Ore di Suzuka, la gara del mondiale Endurance più sentita dalle case nipponiche e tra quelle che più appassionano il marchigiano in questi anni, stupendo gli stessi vertici HRC che solitamente faticano non poco nel convincere gli occidentali a cimentarsi con la «maratona» motociclistica giapponese. Schierato in coppia con l'allora compagno di marca e pilota ufficiale Superbike, lo statunitense Colin Edwards, la prima esperienza di Rossi in una gara di durata, in sella a una VTR1000SPW del team Castrol, termina con un ritiro.
Il motomondiale 2001 è l'ultimo prima dell'avvicendamento tra le vecchie 500 e le nuove MotoGP. Con un anno di apprendistato alle spalle, e presentatosi al via della stagione con l'obiettivo dichiarato di puntare al titolo, Rossi si laurea iridato per la terza volta in carriera, la prima in top class: con il team satellite Nastro Azzurro – a cui peraltro HRC demanda lo sviluppo della NSR 500, stante le contemporanee difficoltà di Àlex Crivillé nella squadra ufficiale – ottiene undici vittorie (Giappone – la 500ª per Honda nella storia del motomondiale –, Sudafrica, Spagna, Catalogna, Gran Bretagna, Repubblica Ceca, Portogallo, Pacifico, Australia, Malesia e Brasile), un secondo posto in Olanda, un terzo posto in Francia, quattro pole position (Sudafrica, Spagna, Italia e Catalogna) e 325 punti. Rossi rimane agli annali come l'ultimo iridato nella storia della classe 500, affermazione ulteriormente nobilitata dal fatto di essere riuscito a vincere il titolo della classe regina con una squadra clienti, ovvero non gestita direttamente da un costruttore: un exploit che rimarrà ineguagliato per i successivi ventitré anni.
Sempre nel 2001, in agosto bissa la partecipazione alla 8 Ore di Suzuka, stavolta imponendosi – primo e fin qui unico italiano a farlo –, in equipaggio con Edwards e Manabu Kamada, con una VTR1000SPW del team Cabin.
Il passaggio in MotoGP (2002-2003)
Il motomondiale 2002 è il primo ad adottare i regolamenti della neonata classe MotoGP, caratterizzata dalla possibilità di schierare motori a quattro tempi da 990 cm³. Una rivoluzione tecnica che, quantomeno all'inizio, non è accolta positivamente da Rossi il quale, nel frattempo migrato con tutta la sua squadra sotto le insegne ufficiali del factory team Repsol Honda, nell'estate precedente non si era mostrato entusiasta della neonata RC211V, ritenuta ancora troppo acerba e per questo non scartando l'ipotesi di correre l'imminente stagione con la vecchia NSR 500 a due tempi, salvo poi essere convinto a passare fin da subito al nuovo modello a fronte dello sviluppo approntato dalla casa costruttrice sul finire del 2001..