Venne descritto da Eunapio Eunapio, Vite dei filosofi e dei sofisti a cura di M.Civiletti, ed. Bompiani come un elemento della "collana d'oro" del neoplatonismo.
Alla morte di Giamblico il suo discepolo Edesio si stabilì a Pergamo dove fondò una scuola che ebbe tra gli allievi il futuro imperatore Giuliano ed Eusebio di Mindo, che elaborò un pensiero in opposizione a quello della scuola che disinteressandosi sia della dottrina platonica sia di quella aristotelica svalutava la speculazione metafisica razionale esaltando invece gli aspetti mistici e teurgici religiosi. Eusebio invece si dedicò principalmente di logica, criticando gli aspetti magici e teurgici della dottrina che a suo parere non erano altro che un innaturale abuso di poteri materiali. A causa di ciò, si scontrò con l'imperatore Giuliano, il quale preferiva il misticismo di Massimo e di Crisanzio.Giovanni Reale, Il pensiero antico, Vita e Pensiero, 2001 p.484
Giovanni Stobeo nella sua antologia della letteratura greca raccolse un certo numero di frasi di un non meglio specificato Eusebio che potrebbero essere attribuiti a Eusebio di Mindo.Enciclopedia italiana Treccani alla voce "Giovanni Stobeo"
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Neoplatonici