È stato per tre volte vicepresidente del Senato della Repubblica, coordinatore delle Segreterie nazionali della Lega Nord dal 2002 al 2020, ministro delle riforme istituzionali e devoluzione dal 20 luglio 2004 al 18 febbraio 2006 nel governo Berlusconi II e nel governo Berlusconi III e ministro per la semplificazione normativa dal 8 maggio 2008 al 16 novembre 2011 nel governo Berlusconi IV.
Biografia Nato a Bergamo, dove si è diplomato al liceo classico Paolo Sarpi, Calderoli si laurea in medicina e chirurgia a Milano il 18 febbraio 1982, iscrivendosi sia all'albo dei medici-chirurghi che all'albo degli odontoiatri. In gioventù è stato un pilota di rally, partecipando anche ad alcune gare del Campionato Europeo di rally e vincendone due.
Nel 1998 si sposa con la sceneggiatrice Sabina Negri in una cerimonia d'ispirazione celtica. Il 5 settembre 2015 si sposa a Narzole (Cuneo) con la compagna di partito Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo dal 2009 al 2014.
Carriera politica Gli inizi Inizia la sua esperienza politica con la Lega Lombarda di Umberto Bossi, di cui diviene prima presidente nel 1993 e poi segretario nazionale nel 1995, rimanendo in carica fino al 2002, anno in cui diventa coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord e membro con diritto di voto nel consiglio federale del partito. Dal 1990 al 1995 è stato anche consigliere comunale di Bergamo.
Alle elezioni politiche del 1992 viene candidato alla Camera dei deputati, tra le liste della Lega Nord nella circoscrizione Brescia-Bergamo, risultando eletto deputato con 12.820 preferenze. Nel corso della XI legislatura ha fatto parte della 12ª Commissione Affari Sociali.
Viene rieletto deputato alla Camera per la Lega Nord dal 1994 al 1996 nel collegio uninominale di Bergamo per il Polo delle Libertà (47,36% dei voti), dal 1996 al 2001 nel collegio uninominale di Albino per la Lega Nord (51,92% dei voti). Iscritto al gruppo parlamentare della Lega Nord Padania, è stato temporaneamente presidente della Commissione Affari sociali.
Elezione a senatore e ministro per le riforme
Alle elezioni politiche del 2001 viene candidato al Senato della Repubblica nel collegio uninominale di Albino, sostenuto dalla Casa delle Libertà in quota leghista, risultando eletto senatore con il 44,15% dei voti. Nel corso della XIV legislatura ha fatto parte della 4ª Commissione Difesa (2001-2005), della 6ª Commissione Finanze e tesoro (2005-2006), venendo sostituito da Andrea Corrado, e della Commissione parlamentare d'inchiesta sull'affare Telekom-Serbia (2002-2004), oltre a ricoprire l'incarico di vicepresidente del Senato fino a quando diventa ministro per le riforme istituzionali e la devoluzione, in sostituzione di Umberto Bossi eletto al Parlamento europeo, nel luglio 2004.
Proposta di riforma costituzionale
In questa veste è stato tra gli artefici di una riforma costituzionale di ampio respiro finalizzata ad attribuire maggiori poteri alle regioni, a superare il bicameralismo perfetto e alla riduzione del numero dei parlamentari. Tale riforma è stata bocciata in occasione del referendum costituzionale del 2006.
Il "Porcellum"
Calderoli è anche uno dei firmatari del disegno di legge elettorale, poi approvato il 21 dicembre 2005, negli ultimi mesi della XIV legislatura, in un clima politico rovente. Tale legge è stata successivamente definita "una porcata" dallo stesso Calderoli, il 15 marzo 2006, durante il programma televisivo Matrix. L'affermazione di Calderoli ha fornito uno spunto polemico al politologo Giovanni Sartori, che definì il meccanismo elettorale con l'appellativo di "Porcellum". Da quel momento, i media e l'opinione pubblica hanno cominciato a usare tale soprannome per etichettare la legge elettorale Calderoli.
Il 5 dicembre 2013, i Giudici Costituzionali hanno bocciato la legge nei due punti sottoposti al vaglio di costituzionalità, con la seguente nota: "La Corte Costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l'assegnazione di un premio di maggioranza (sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica) alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali 'bloccate', nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza. Resta fermo che il Parlamento può sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali".
Vicenda delle vignette danesi su Maometto
Il 15 febbraio 2006 Calderoli, in un'intervista televisiva del TG1 sulla libertà di espressione in Europa in seguito alle conseguenze della pubblicazione di alcune caricature di Maometto sul Jyllands-Posten, mostra una maglietta che raffigura Maometto. Il servizio viene ripreso e ritrasmesso da tutti i telegiornali Rai. Sebbene la maggioranza degli organi di stampa riporti la notizia che la maglietta in questione riproducesse una delle caricature pubblicate dallo Jyllands-Posten, ciò non corrisponde a verità.
Come è possibile verificare dall'analisi del video, si tratta in realtà della vignetta pubblicata in prima pagina da France Soir il 1º febbraio 2006, nella quale il profeta Maometto, in presenza di Budda e Jahvè, viene rimproverato dal Dio cristiano che gli dice: "Non brontolare, Maometto, siamo stati messi in caricatura tutti quanti, qui". L'evento suscitò dure reazioni dato che la religione islamica proibisce le raffigurazioni della figura umana in genere, tanto più quella del profeta Maometto, in particolare se in un contesto considerato irrispettoso perché può portare a ridere di lui, come è il caso di una vignetta satirica: il 17 febbraio ci fu una violenta protesta davanti al Consolato Italiano di Bengasi, in Libia, e la polizia libica sparò sulla folla, uccidendo 11 manifestanti.
Secondo dichiarazioni successive dello stesso Gheddafi, la rivolta di Bengasi non fu dovuta alle vignette bensì allo storico contenzioso Italia-Libia per il risarcimento dei danni coloniali. La stessa rivolta, secondo commentatori esperti di politica mediorientale, sarebbe stata frutto di accordi sotterranei con movimenti integralisti, fino a quel momento osteggiati dal regime libico. Calderoli si dimette il 18 febbraio 2006, dopo esplicita richiesta dell'intero governo e di tutta l'opposizione, oltre che al richiamo del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi che invoca "comportamenti responsabili" per chi ha "responsabilità di governo". L'episodio della maglietta provoca anche tensioni diplomatiche tra il governo italiano e lo Stato libico. Il consolato italiano a Bengasi non è stato riaperto: dal 2006 l'unica rappresentanza italiana in Libia è rimasta l'ambasciata a Tripoli.
Vicepresidente del Senato per la seconda volta Alle elezioni politiche del 2006 è eletto senatore per la Lega Nord nella circoscrizione Piemonte. Dal 4 maggio 2006 è nuovamente uno dei vicepresidenti del Senato della Repubblica. Durante il periodo del governo Prodi, presenta in Senato mozioni che vengono votate anche da alcuni membri della maggioranza. Gli episodi contribuiscono a rendere il clima più rovente e ad evidenziare la scarsa tenuta della coalizione di maggioranza in Senato.
Dichiarazioni a seguito dei Mondiali del 2006 A seguito della vittoria dell'Italia ai danni della Francia nella finale del campionato mondiale di calcio 2006, Calderoli ha dichiarato: «Quella di Berlino è una vittoria della nostra identità, dove una squadra che ha schierato lombardi, campani, veneti o calabresi, ha vinto contro una squadra che ha perso, immolando per il risultato la propria identità, schierando negri, islamici e comunisti»"Blatter: Zidane may lose best-player award." Mail & Guardian online, 12 July 2006."Calderoli: «Una Francia fatta di negri e islamici»". Il Giornale, 11 July 2006."Ho fatto bagno nello spogliatoio." TGCom, 9 July 2006..
I commenti di Calderoli hanno provocato forti proteste dall'ambasciatore francese a Roma Yves Aubin De La Messuzière: «Le dichiarazioni di Calderoli a proposito della multietnicità della squadra francese sono inaccettabili. Sono scioccato, ma sono certo che a essere rimasti scioccati sono stati soprattutto gli italiani: anche perché alcuni dei giocatori francesi giocano in squadre italiane del nord. Queste affermazioni non possono che provocare reazioni di odio razziale».
Indagato nell'ambito dell'affaire Antonveneta
L'11 giugno 2007 gli viene notificata l'iscrizione al registro delle notizie di reato, con l'ipotesi di appropriazione indebita, dalla Procura della Repubblica di Lodi nell'indagine sui comportamenti del banchiere Giampiero Fiorani e di Antonveneta.
Ministro per la semplificazione normativa
Alle elezioni politiche del 2008 è stato nuovamente eletto senatore per la Lega Nord nella circoscrizione Lombardia. Dal 7 maggio 2008 è ministro per la semplificazione normativa nel Governo Berlusconi IV. Il 22 dicembre 2010 la Camera dei deputati affronta una mozione che impegna il governo a revocargli la nomina a ministro, presentata dal capogruppo dell'Italia dei Valori Massimo Donadi, accusato di aver indebitamente abrogato il reato di associazione di carattere militare per scopi politici che vedeva 36 dirigenti della Lega imputati dalla procura di Verona per costituzione di banda armata.
La Camera (575 presenti e 511 votanti) respinge la mozione con 188 sì (PD, IdV) 293 no (PdL, Lega Nord, Noi Sud, PID, PRI, AdC, Movimento di Responsabilità Nazionale) e 64 astenuti (UdC, Futuro e Libertà, MpA, ApI, Liberal Democratici, PLI, Südtiroler Volkspartei) con una maggioranza di 257.
Soppressione di "leggi inutili" A febbraio 2009 Calderoli annuncia di aver soppresso leggi considerate inutili, il cui mantenimento costava euro all'anno, per un risparmio totale che ammonterebbe, secondo Calderoli, a di euro l'anno. Il ministero non ha fornito dati a supporto di queste cifre.
A marzo 2010 dà simbolicamente fuoco a leggi abrogate in 22 mesi di legislatura, raccolte in circa 150 scatole contenenti i soli titoli. Le norme più vecchie risalivano al 1861; secondo il governo tale operazione di taglio delle leggi permetterà di risparmiare 787 milioni di euro l'anno. Intenzione di Calderoli è quella di arrivare a non più di leggi in vigore, ossia la metà di quelle rimaste, da riorganizzare a loro volta in testi unici suddivisi per settore. L'iniziativa simbolica, che si era svolta in una caserma dei vigili del fuoco, è stata però criticata dai loro sindacati.
Critiche all'operazione taglia-leggi L'operazione complessiva ha ricevuto diverse critiche, in base al principio di abrogazione implicita e per successione delle norme. Secondo quanto scrive Sergio Rizzo in un libro, "eliminare migliaia di leggi inutili perché «esauste», che cioè hanno esaurito la propria funzione e quindi non sono più concretamente vigenti, anche se formalmente continuano a essere in vigore, è un'operazione di per sé inutile. Anche la legge che le elimina può quindi essere considerata una legge inutile".
Leggi tagliate - istituzione comuni e Corte dei Conti, abolizione pena di morte Tra le varie norme cancellate nel marzo 2009 sono state incluse anche di quelle istitutive di alcuni comuni italiani tra cui Follonica, Sabaudia, Carbonia e ApriliaIl salva-leggi taglia anche i paesi. Calderoli "cancella" 79 comuni da repubblica.it, oltre alla legge di abolizione della pena di morte e alla norma istitutiva della Corte dei Conti. Un successivo decreto "salva-leggi" è dovuto intervenire a rettificare gli errori del precedente decreto "taglia-leggi".