La Crimea (; ; ) è la più grande penisola affacciata sul Mar Nero ed è collegata alla terraferma dall'istmo di Perekop, che la unisce al resto dell'Ucraina; dal 2018 è collegata alla Russia dal ponte di Crimea, situato sullo stretto di Kerč'. Chiude a sud la sezione nord-orientale del Mar Nero, il mar d'Azov, sul quale si affaccia la striscia di Arabat che lo separa dal sistema di baie detto lago di Sivaš. La regione, internazionalmente riconosciuta come parte dell'Ucraina, è stata annessa nel 2014 dalla Russia con un referendum, il quale però è ritenuto illegale dalla comunità internazionale, che lo ha condannato con la Risoluzione 68/262 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Geografia fisica
La Crimea si estende su una superficie di e la sua popolazione raggiunge i due milioni (2004). Grazie alla catena montuosa in prossimità della costa posta a nord, il terreno e il clima sono di tipo mediterraneo, anche se gli inverni possono essere abbastanza freddi.
L'istmo di Perekop a nord, che la collega al continente, è lungo e largo tra i 5 e i 7 chilometri, e segna il confine con l'oblast' di Cherson, mentre il resto del perimetro della Crimea è segnato dalle coste bagnate dal Mar Nero a ovest (la punta più occidentale è nota come penisola di Tarchankut) e a sud, che prende il nome di Mar d'Azov a oriente.
La penisola è separata dalla terraferma ucraina, a est dell'istmo, dal Sivaš, una zona di paludi salmastre che si estende anche sul lato orientale della penisola, posto fra la terra e il Mar d'Azov.Ad est il corridoio di Tschongar divide il Sivaš in Sivaš orientale e Sivaš occidentale. Presso Heničesk il Sivaš viene separato dal Mar d'Azov dalla striscia di Arabat lunga 110 km.
All'estremità orientale si trova la penisola di Kerč', posta direttamente di fronte alla penisola di Taman' sulla terra russa. Le due penisole sono separate dallo stretto di Kerč' (largo 3–13 km), che collega il Mar Nero al Mar d'Azov, oggi attraversato dal ponte di Crimea.
La punta meridionale della penisola è chiamata capo Saryč. Nella mitologia greca, questo luogo ospitava il tempio di Artemide, dove risiedeva la sacerdotessa Ifigenia.
La linea costiera di Crimea è interrotta da diverse baie e insenature, alcune delle quali ospitano porti. Queste insenature si trovano sul lato ovest dell'Istmo di Perekop, vicino alla baia di Karkinit; a sud-ovest vicino alla baia di Kalamita, con i porti di Eupatoria, Sebastopoli e Balaklava; vicino alla baia di Arabat sul lato nord dell'istmo di Yenikale o Kerč'; e vicino alla baia di Caffa o Feodosia, con il porto dallo stesso nome, sul lato meridionale.
La penisola include molte altre penisole minori, oltre alle già citate Arabat e Kerč, come la penisola di Eracle, la penisola di Tarhan Qut e molte altre. La Crimea possiede anche un gran numero di promontori come il capo di Priboiny, il capo di Tarhan Qut, Saryč, capo Nicholas, capo Fonar, capo Fiolent, il capo di Qazan Tip, capo Aq Burun, e molti altri.
La costa sud-orientale è fiancheggiata, a una distanza di 8–12 km dal mare, da una catena montuosa, i Monti della Crimea o Monti Taurici, che culminano nel Roman-Koš coi suoi 1544 Queste montagne sono affiancate da una catena secondaria parallela a esse. La principale catena di queste montagne si eleva con straordinaria ripidità dal fondo del Mar Nero fino a una altitudine di 600/750 metri, partendo dalla punta sud-ovest della penisola, chiamata capo Fiolent (l'antica Parthenium). Fu questo il capo che si narra venne incoronato dal tempio di Artemide, dove Ifigenia officiava come sacerdotessa.
Il 75% della superficie restante della Crimea consiste di praterie semiaride, un proseguimento meridionale delle steppe pontiche, che digradano dolcemente verso nord-ovest. Numerosi kurgan, o tumuli funerari, degli antichi Sciti sono sparpagliati per le steppe di Crimea.
Il territorio che si trova oltre il riparo offerto dalla catena dello Yayla-Dagh ha caratteristiche completamente diverse. Qui la stretta striscia di costa e i pendii delle montagne, sono addolciti dalla vegetazione. Il litorale che si estende lungo la costa sud-est, da capo Saryč all'estremità sud, fino a Feodosia, è caratterizzato da una rigogliosa vegetazione ed è punteggiata da luoghi di villeggiatura estiva quali Alušta, Jalta, Gurzuf, Sudak, e la stessa Feodosia. Vi si trovano numerosi villaggi tatari con moschee, monasteri e palazzi nobiliari e della famiglia imperiale russa, oltre a pittoreschi castelli medioevali e rovine di colonie dell'antica Grecia. Durante gli anni del dominio sovietico, il possesso di una dacia su questa costa era indice di lealtà politica. In questa regione si trovano anche vigneti e frutteti. Pesca, estrazione mineraria e produzione di olii essenziali sono attività importanti per l'economia della penisola.
Clima La maggior parte della Crimea ha un clima continentale temperato, fatta eccezione per la costa sud, dove si presenta un clima subtropicale a causa delle correnti calde del Mar Nero, e dei monti di Crimea, che presentano un clima continentale umido. All'interno le estati sono mediamente calde (28°, temperatura media di luglio) mentre gli inverni sono mediamente freddi (-0.3°, temperatura media di gennaio). Sulla costa sud, invece, gli inverni sono più miti (4°, temperatura media di gennaio); i picchi sotto lo zero sono rari. Il livello di precipitazioni in tutta Crimea è basso, in media solo 400 mm l'anno. Grazie al suo clima, la costa della Crimea meridionale è una rinomata località balneare per turisti russi e ucraini.
Origini del toponimo Il toponimo deriva da Qırım, il nome in lingua tatara di Crimea del centro abitato di Stary Krym, antico capoluogo della provincia della Crimea durante l'Orda d'Oro. Il termine deriva dalla parola "qır", che in turco antico indica genericamente un luogo selvaggio (cima o cresta di una montagna, steppa, prateria, terreno, deserto)“*Kɨr” in Sergei Starostin, Vladimir Dybo, Oleg Mudrak (2003), Etymological Dictionary of the Altaic Languages, Leiden: Brill Academic Publisher; con l'annessione all'Impero russo nel 1783, la parola tatara venne russificata in Крым (Krym), da cui derivano tutte le forme moderne del nome della penisola.
Storia
Nel corso della sua storia, la Crimea ha visto passare sul suo territorio popoli e dominazioni diverse: cimmeri, greci, sciti, sarmati, romani e bizantini, goti, unni, genovesi, tartari, veneziani, turchi, russi e ucraini. La penisola è stata abitata in antichità da sciti e greci, fino a sviluppare durante i primi secoli d.C. un regno semi-autonomo dall'Impero romano. Coinvolta nelle migrazioni di popoli della tarda antichità e dell'Alto Medioevo, la penisola ha visto il susseguirsi di goti, unni, bulgari, bizantini e diverse popolazioni slave e turcofone. Nel Tardo Medioevo fu parte dei territori mongoli e subì in parte la colonizzazione delle repubbliche di Genova e di Venezia.
In età moderna, dopo la disgregazione degli imperi mongoli, fu sede del Khanato di Crimea, un regno tataro autonomo ma vassallo dell'Impero ottomano, fino al 1784 quando fu conquistata e annessa all'Impero russo, ospitando l'importante base navale di Sebastopoli. Nel 1854-1856 durante la guerra di Crimea Sebastopoli fu occupata militarmente dai turchi e dalle potenze occidentali per ritornare all'Impero russo con il trattato di Parigi (1856), con la condizione di non ospitare più la base navale e di distruggere le relative fortificazioni. Condizione che non fu rispettata dall’Impero Russo, che quindici anni dopo ricominciò a costruire forze navali nella penisola.
Occupata dai tedeschi a seguito della sconfitta della Russia nella prima guerra mondiale nel 1917, fu quindi in mano all'Armata Bianca. La Crimea, occupata dai bolscevichi nel novembre 1920, entrò a far parte della Russia sovietica e l'anno seguente fu costituita in territorio autogestito come Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea all'interno della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. Nel 1942, a causa dell'avanzata della Wehrmacht (forze armate tedesche) in Ucraina e in Crimea, le minoranze nazionali presenti sul territorio finirono deportate con l'accusa di collaborazionismo seguendo l'infelice destino della minoranza tedesca, già deportata nell'agosto 1941 durante l'operazione Barbarossa. Durante la seconda guerra mondiale l'intera comunità degli italiani di Crimea è stata accusata di collaborazionismo con i tedeschi e deportata a partire dal 29 gennaio 1942. Chi era sfuggito al primo rastrellamento fu catturato e deportato l'8 e il 10 febbraio 1942: l'intera comunità, compresi i rifugiati antifascisti che si erano stabiliti a Kerč, venne radunata e costretta a mettersi in viaggio verso i gulag. Nell'area di Kerč vivono ancora oggi i loro discendenti.
Al termine della seconda guerra mondiale, nella quale ospitò la conferenza di Jalta, la Crimea fu trasformata in oblast' di Crimea della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (RSFSR). Il 19 febbraio 1954 venne donata dal leader sovietico Nikita Chruščёv alla RSS Ucraina in segno di riconoscimento per commemorare il 300º anniversario del trattato di Perejaslav tra i cosacchi e l'Impero russo. Detta donazione fu ritenuta dalla Federazione Russa non valida in quanto non supportata da un referendum confermativo come previsto allora dalla costituzione dell'Unione Sovietica.
La disputa con la Russia
Nel 1991, in seguito alla dissoluzione dell'Unione Sovietica e della dichiarazione di indipendenza da parte della Verkhovna Rada, la Crimea, facente parte dell'Ucraina, fu chiamata a votare un referendum, insieme al resto del paese, per confermare o meno la dichiarazione di indipendenza. La maggioranza degli abitanti di Crimea (il 54%) si espresse a favore dell’indipendenza dalla Russia (il 57% nel distretto amministrativo della città di Sebastopoli, all’epoca indipendente dalla SSR di Crimea). Ciononostante la Russia non rinunciò alle pretese sulla penisola: il 23 gennaio 1992, il Parlamento russo con 166 voti favorevoli, 13 contrari e 8 astenuti, riaprì il dossier Crimea dichiarando l'incostituzionalità della cessione del 1954 e chiedendo al governo di Boris El'cin di fare gli opportuni passi per la riacquisizione anche formale della penisola. Il 21 maggio 1992, il parlamento russo votava una risoluzione con cui si annullava l'atto di cessione della Crimea all'Ucraina voluto da Chruščёv nel 1954, chiedendo a Kiev di avviare immediati negoziati per ridefinire la sovranità sulla penisola. In questo contenzioso, si inserirono anche gli abitanti della penisola: alle elezioni ucraine del 27 marzo 1994 infatti, il partito filorusso conquistò la maggioranza dei seggi (57 su 100). Insieme alle elezioni, venne anche tenuto un controverso referendum (dichiarato illegale dalla Commissione per le Elezioni Ucraina) che chiedeva agli abitanti di esprimersi su tre questioni: maggiore autonomia, doppia cittadinanza ucraina/russa, e la possibilità di trasformare in leggi i decreti del presidente della Crimea. In seguito a questi fatti e nei mesi successivi, il Parlamento della Crimea votò una nuova Costituzione, sulla base di quella del Maggio 1992 (che dichiarava la Crimea indipendente e che era poi stata sostituita da un'altra costituzione nel Giugno 1992 che dichiarava la Crimea una repubblica autonoma all'interno dell'Ucraina). Le forti pulsioni separatistiche della Crimea portarono il governo di Kiev sull'orlo di un tentativo di occupare la Crimea manu militari ammassando truppe e mezzi militari ai confini della penisola, fatto immediatamente contestato e denunciato da Mosca che aveva di stanza nei territori crimeani circa 25.000 soldati.