La statua del Redentore è un'opera bronzea collocata su una cima del monte Ortobene presso Nuoro, ad un'altezza di 925 metri sul livello del mare.
Storia Opera dello scultore calabrese Vincenzo Jerace, venne eretta in occasione della celebrazione del Giubileo, allorché papa Leone XIII chiese che venissero innalzati monumenti al Cristo Redentore in tutte le regioni d'Italia.
La statua venne fusa a Napoli e giunse in Sardegna via mare, suddivisa in varie parti che furono trasportate sulla montagna con carri a buoi e quindi assemblate. Per finanziare l'opera, il comitato promotore costituito per l'occasione si rivolse a tutti i sardi, sostenuto da un periodico di Cagliari, La Sardegna cattolica, che aprì una sottoscrizione a cui partecipò anche la regina Margherita. A favore dell'iniziativa si attivò anche Grazia Deledda, futuro premio Nobel, che nel luglio 1901 scrisse un appello e invitò le donne sarde a raccogliere oggetti da usare per la lotteria. Nel febbraio 1900 lo scultore mandò un bozzetto in gesso: il lavoro fu esposto in cattedrale eraccontano le cronache dell'epocaincontrò il favore di un'immensa folla. Dopo quattro mesi di febbrile lavoro, l'opera fu conclusa. Inizialmente doveva essere inaugurata nel giugno 1901, ma la data venne posticipata per la morte della moglie di Jerace, Luisa Pompeati, avvenuta il 28 aprile precedente. Per onorarne la memoria, lo scultore incise sul palmo della mano aperta del Redentore: «A Luisa Jerace, morta mentre il suo Vincenzo la scolpiva».
L'opera venne solennemente inaugurata il 29 agosto 1901: per l'occasione erano presenti oltre diecimila persone, provenienti da tutta l'Isola.
Descrizione La sola statua senza piedistallo supera i 4 metri di altezza e pesa circa 2 tonnellate. Il monumento ha un panneggio svolazzante, sul cui lembo si regge la figura del Risorto con la croce innalzata. L'imponente opera è perfettamente equilibrata e solo dopo 111 anni di esposizione a forti venti e a notevoli escursioni termiche, è stato necessario intervenire con un restauro strutturale.
Dietro il piede destro del Cristo vi è il volto di un bambino, a Nuoro erroneamente identificato come un angioletto o un diavoletto, e che in realtà, come ebbe a scrivere lo stesso autore, rappresenta l'umanità che al cospetto di Dio è come un bambino..
Luisa Jerace Ai piedi della formazione rocciosa sulla quale è collocata la statua vi è una lapide dedicata a Luisa contessa Pompeati Jerace, moglie dello scultore, deceduta nell'aprile del 1901, mentre il marito era impegnato nella realizzazione del monumento.. La leggenda narra che morì alla vista della statua, impressionata dalla sua mole. Sulla lapide, sotto il profilo della donna, si leggono i versi attribuiti a Grazia Deledda:
I sardi 1905
Curiosità Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio, un militare tedesco in ritirata, facente parte di un gruppo sbandato, sparò una raffica di mitra contro la statua facendovi tre fori che furono poi chiusi alcuni anni dopo in occasione di un estemporaneo intervento di rinforzo della struttura.
Nella biografia online di Vincenzo Jerace sul sito dell'enciclopedia Treccani non viene menzionata la statua del Redentore, sebbene questa sia l'opera più maestosa e più sofferta dello scultore e sebbene nella bibliografia in calce venga citato il libro di Elettrio Corda.
Note
Bibliografia
Voci correlate Vincenzo Jerace Sagra del Redentore
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Categoria:Monumenti al Redentore per il Giubileo del 1900 Categoria:Nuoro Categoria:Sculture in Sardegna Redentore