Il pattinaggio in linea è uno sport individuale praticato con i pattini in linea sia con fini agonistici che come hobby.

Tecnica La tecnica del pattinaggio in linea è abbastanza simile a quella del pattinaggio su ghiaccio, tuttavia il maggiore attrito determina il raggiungimento di velocità minori.

Le diverse specialità del pattinaggio in linea hanno contribuito nel corso del tempo a sviluppare elementi tecnici assai variegati, alcuni ereditati dal pattinaggio su ghiaccio e dal pattinaggio a rotelle, altri del tutto nuovi. Si può comunque individuare un bagaglio tecnico delle competenze di base comune alle varie discipline e sufficientemente codificato, che dovrebbe rientrare tra le abilità acquisite da ogni pattinatore in linea di buon livello. Tra le organizzazioni internazionali che hanno messo a punto un curriculum delle tecniche di base, con relativi istruttori accreditati, va citata l'Inline Certification Program (ICP) che rende liberamente disponibili dei brevi videoclip dimostrativi.

Le tecniche principali, alcune delle quali sunteggiate più sotto, comprendono spinte, curve, incroci in avanti, varie modalità di frenata e arresto, pattinata e incroci all'indietro, transizioni avanti-indietro e viceversa, slalom in avanti e all'indietro su due piedi e su un piede, salti, i cosiddetti "tre" esterni ed interni, ed altro ancora.

Al di là delle spiegazioni che seguono, acquisire le tecniche richiede osservazione, dal vero o da video Compendio dei video esistenti sul sito guruskater.co.uk negli anni 2004-2012 con le tecniche qui descritte ed altre ancora., capacità di cogliere gli elementi essenziali dei movimenti, spirito di emulazione, propriocezione e una qualche dose di passione e perseveranza.

Spinta Tra le diverse tecniche di spinta vi sono: Passo catena, o limoni Video istruttivo: limoni in avanti.: si parte a piedi paralleli, si flettono le ginocchia e si divaricano leggermente le punte dei piedi applicando forza verso l'esterno per distanziare le gambe, poi si fanno convergere leggermente le punte richiamando le gambe a riprendere la posizione iniziale che terminerà coi piedi paralleli; il ciclo di movimenti si può ripetere più volte senza interruzione. spinte tradizionali alternate Video istruttivo: spinte in avanti.: si parte con le punte dei piedi leggermente divergenti, si flettono le ginocchia e si sposta il peso corporeo sul pattino che segue la direzione di marcia, mentre l'altra gamba si distende in posizione latero-posteriore generando la spinta. Al termine di questa si solleva il piede che ha spinto riportandolo vicino all'altro. Si ripete tal quale scambiando il ruolo destra-sinistra. Passo incrociato (in curva) Video istruttivo: incroci in avanti.: permette di spingere in curva. Si sposta il peso corporeo sulla gamba interna alla curva flettendola e allungando l'altra verso l'esterno così da dare la prima fase della spinta. Si solleva la gamba esterna alla curva, la si richiama all'interno della curva potandola a incrociare anteriormente l'altra gamba, si riappoggia il piede della gamba esterna (che ora è all'interno della curva) flettendola e facendo sì che l'altra gamba (il cui piede è ora all'esterno della curva e della prima gamba) si distenda restando incrociata all'infuori per dare la seconda fase della spinta. Limoni all'indietro Video istruttivo: limoni all'indietro.: simili a quelli in avanti con la differenza che nella fase di divaricazione delle gambe le punte dei piedi saranno convergenti mentre nella fase di riavvicinamento delle gambe saranno i talloni a convergere. Passo incrociato all'indietro (in curva): da una posizione con ginocchia leggermente flesse si porta a distendere la gamba esterna alla curva mentre si solleva l'altro piede portandolo verso il centro della curva e sbilanciandosi verso l'interno. Tale azione va percepita come una caduta del peso corporeo sul piede interno alla curva nel momento in cui lo si riporta al suolo. Col peso ora sulla gamba interna e flessa si alleggerisce (o anche si solleva) l'altra gamba e si porta il suo piede all'interno della curva effettuando l'incrocio. In questa fase la gamba interna alla curva si distende e si sposta all'esterno. Il termine dell'incrocio avrà il peso corporeo sul piede della gamba esterna (che ora è all'interno della curva).

Curva Curva carrellata (a piedi paralleli) Video istruttivo: curva senza incrocio.: il modo corretto per curvare, quando non si incrocia, è di sforbiciare le gambe portando avanti il piede interno alla curva. Il bacino carica la gamba interna e perfino va a sporgere verso l'interno della curva per velocitá maggiori. L'asse delle spalle si allinea al raggio della curva evitando di torcere il busto verso l'interno della curva.

Frenata Le tecniche di frenata sono varie e di diversa difficoltà. I pattini ad uso ricreativo montano un freno tampone, in genere posizionato alla base del piede destro. Nella frenata base si avanza il piede sotto cui è posto il freno, senza tenerlo troppo divaricato dell'altro, si alza la punta e si fa strisciare a terra il tacco col freno. Un'altra frenata è simile alla tecnica dello spazzaneve sugli sci. Dopo aver flesso leggermente le ginocchia e aver allargato le gambe, portando il peso in avanti si ruotano i talloni verso l'esterno. La frenata più nota è quella detta "a T". Si porta il proprio peso quasi interamente su un pattino mentre l'altro verrà posto dietro in posizione perpendicolare facendolo strisciare di traverso sul terreno. I due pattini visti assieme ricordano la lettera "T" capovolta. Ad un livello superiore di difficoltà vi sono le slide, le scivolate, che sono i metodi più rapidi per arrestarsi. Consistono nel far slittare uno o entrambi i pattini assumendo varie posizioni (front slide, back slide, parallel slide,...) con cui si genera attrito che rallenta la corsa.

Rollerblade

I cosiddetti "pattini in linea", detti comunemente Rollerblade dal nome della prima azienda produttrice, differiscono dai pattini a rotelle tradizionali per la disposizione delle ruote su un'unica fila centrale anziché in due coppie allineate longitudinalmente. Inoltre i pattini in linea, al contrario di quelli a rotelle, adottano tipicamente una disposizione posteriore per il freno.

L'idea sviluppata nel 1980 da Scott Olson - originario del Minnesota e considerato l'inventore di questo tipo di pattini - era di realizzare un attrezzo con cui i giocatori di hockey potessero allenarsi anche in assenza di ghiaccio. La vera storia è incerta: ne circolano tre varianti, come puntualizza uno studioso del settore. Olson è l'artefice di perfezionamenti tecnologici dei pattini, dell'avvio di processi produttivi veloci ed economici essenziali per una distribuzione di massa (ad esempio rimpiazza l'originaria scarpa di cuoio con una in plastica a iniezione, alla stregua degli scarponi da sci), del successo e della rapida diffusione del pattinaggio in linea presso il vasto pubblico. Peraltro lui stesso rifiuta l'appellativo di inventore visto che nel 1978-1980 esistevano già altri modelli di pattini in linea ai quali afferma di essersi ispirato. Una rappresentazione precoce può ritrovarsi nel cinema sovietico, dove è presente un esempio di pattini a ruote disposte in linea nel film Королева бензоколонки (Koroleva benzokolonki, 1963), diretto da Aleksej Mišurin e Nikolaj Litus. In diverse scene la protagonista utilizza pattini con ruote allineate per spostarsi all’interno della stazione di servizio dove lavora, situata lungo la strada tra Kyiv e Kharkiv. Sebbene si tratti di una rappresentazione cinematografica e non di un’innovazione tecnica documentata, la sequenza è talvolta citata come esempio precoce di pattini con configurazione in-lineKoroleva benzokolonki, scheda del film su IMDb: https://www.imdb.com/title/tt0057232/; cfr. anche Кино-Театр: https://www.kino-teatr.ru/kino/movie/sov/3175/annot/.

La massiccia crescita nel giro di pochi anni del numero di praticanti - 30 milioni nel 1996 solo negli USA - ha portato a una differenziazione dell'offerta di mercato per soddisfare le più diverse esigenze. Sono quindi disponibili pattini in linea specifici per fitness, per la corsa, per uso urbano, per hockey, per l'artistico, per la pratica aggressive, da freestyle e slalom, ed altro ancora.

Al di là delle particolari differenze, tutti i pattini in linea sono fondamentalmente composti da una scarpa (di materiale sintetico, o plastico o cuoio) fissata ad un telaio (di materiale composito in plastica/fibra di vetro, o in lega di alluminio, o in fibra di carbonio) su cui sono avvitate quattro ruote (solo tre per alcuni pattini da corsa e da artistico) provviste internamente di cuscinetti a sfere, ed eventualmente un freno (singolo posteriore sul pattino destro per i modelli da fitness, anteriore e su entrambi per quelli in linea da artistico).

Scarpetta Da quando si sono iniziati a produrre i primi pattini in linea e sino al 1995 il mercato propone un'unica tecnologia costruttiva: scarpe in materiale plastico simili agli scarponi da sci ma più leggere di questi, chiuse con due o tre fasce di serraggio con ganci a leva, oppure con una sola fascia superiore e lacci. Il gambaletto che avvolge la caviglia è articolato e prende anch'esso a prestito la soluzione sciistica. All'interno della scarpa l'imbottitura è affidata ad una seconda scarpetta completamente sfilabile detta liner. Il risultato nel suo complesso garantisce la protezione del piede da urti esterni anche violenti, e offre aderenza tra scarpa e piede il che si riflette in un buon controllo del pattino. Peraltro calzare e regolare bene questo tipo di scarpe è laborioso, e la comodità è assai soggettiva perché la scarpa non cede adattandosi alla fisiologia individuale. In aggiunta la traspirazione, nonostante l'adozione di un certo numero di fessure di aerazione sulla scarpa, è scarsa, un inconveniente più percepibile rispetto agli scarponi da sci a causa dell'uso dei pattini con climi più caldi. In breve la scarpa rigida mal si adatta per il pattinaggio ricreativo e fitness che ha sempre costituito la maggior fetta di mercato. Dal 1995 si introducono quindi scarpe morbide e leggere di aspetto simile a quello di calzature sportive. Uno scheletro aggiuntivo esterno e articolato, in genere realizzato con nervature che avvolgono la parte posteriore della scarpa, sostiene contro i movimenti laterali della caviglia mantenendo libertà di flessione antero-posteriore del piede. L'articolo indica che l'azienda K2 è stata la prima a proporre nel 1995 pattini con scarpa morbida.. Nel corso degli anni le scarpe morbide riscuotono un apprezzamento via via crescente per il pattinaggio di diletto e fitness grazie alla loro maggior comodità, leggerezza e praticità, seppur a discapito di solidità, controllo e precisione di guida del pattino. Attorno all'anno 2005 il mercato non sforna più modelli a scarpa rigida per uso generico, soppiantati da quelli a scarpa morbida. Tuttavia la scarpa rigida permane ancor oggi come scelta d'obbligo per discipline specifiche come aggressive, freeskate / slalom e downhill. Tra i materiali utilizzati vi è anche la fibra di carbonio per ridurre il peso.

Telaio