Macugnaga (Macügnàga nel dialetto ossolano, Makanà in titsch, la locale lingua walser) è un comune italiano sparso di abitanti della provincia del Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte, situato ai piedi della maestosa parete est del Monte Rosa, la più alta delle Alpi, nel versante piemontese del massiccio. Il suo territorio raggiunge il punto più alto con il picco della Grenzgipfel ( m), risultando il comune con la maggiore altitudine dell'intera regione.
Geografia fisica
Posto al limite estremo della Valle Anzasca, una delle sette valli della Val d'Ossola, ai piedi del versante est del Monte Rosa e della sua famosa parete Est, il territorio comunale si estende dai 946 ai 4.634 metri s.l.m. della Punta Dufour.
Idrografia
Il territorio è solcato da numerosi corsi d'acqua tra cui i torrenti Horlovono, Pedriola, Tambach, Testa / Tieschtbach, Quarazza / Kratz e rio Val Rossa, tutti tributari del torrente Anza / Vischpu. Quest'ultimo nasce dalla fusione del ghiacciaio del Belvedere, lambisce l'alpe Burki e quasi tutte le frazioni del paese: Pecetto, Opaco, Ripa, Staffa, Ronco, Testa, Isella, Borca, Fornarelli e Pestarena. Uscito da Macugnaga solca interamente la Valle Anzasca, sino a confluire nel Toce.
A Macugnaga si trovano inoltre numerosi laghetti alpini e un bacino artificiale: la diga della valle Quarazza, che si origina dal torrente omonimo e da numerosi affluenti minori (torrente Quarazzola, cascata della Pissa, ecc.). Importante è anche il lago delle Locce, piccolo bacino glaciale situato a oltre 2.300 metri s.l.m., originato dalla fusione del ghiacciaio omonimo, la cui lingua glaciale termina in corrispondenza del lago.
Il lago Smeraldo è, invece, un piccolo bacino che si origina in estate, generato dalla fusione delle nevi al passo del Monte Moro, come altri laghetti alpini minori (Ligher in Quarazza). Sopra l'abitato di Opaco, nei pressi dell'antico nucleo abitato del "Buord", sorge la depressione del lago Secco / Siewii. Il bacino, asciutto per buona parte dell'anno, si riempie soltanto nei periodi di fusione delle nevi e di piogge intense e comunque raramente.
Storia Il primo insediamento stabile di coloni è avvenuto nella seconda metà del XIII secolo ad opera di una popolazione proveniente dall'elvetica valle di Saas: i Walser, contrazione di Walliser, stabilitisi nella parte alta della Valle Anzasca, oltre che a Formazza / Pomatt, Salecchio / Saley, Àgaro / Agher, Ausone / Opso (località ora di Premia), Ornavasso / Urnavasch e Migiandone / Dorf. Una volta valicato il passo del Monte Moro / Saaserberg questa popolazione avrebbe trovato nell'ampia conca glaciale un luogo idoneo per sviluppare la pastorizia e l'agricoltura, caratterizzando con elementi specifici della loro cultura l'architettura e la lingua, un alto tedesco ancor oggi fermo nella semantica medievale.
Ancora oggi sono visibili le tipiche abitazioni Walser, molte delle quali splendidamente restaurate con approccio conservativo, con basamenti in pietra, strutture e interni interamente in legno di larice, i caratteristici balconi e il tetto in pietra a due falde ricoperto di lastre di sasso locale, dette anche "piode", o più raramente di scandole di larice: come riscaldamento una stufa in pietra ollare, detta "Òòfe", in genere riportante la data di costruzione dell'abitazione, le più antiche delle quali del XVI secolo. Uno splendido esempio di questa architettura è il Museo "Alts Walserhuus van zer Burfuggu" che si trova nella frazione Borca.
Dal punto di vista politico-amministrativo Macugnaga seguì parzialmente le vicende dell'Ossola. Inizialmente appartenente al Ducato di Milano, ne seguì il destino con le dominazioni spagnola e austriaca. Nel 1743 con il trattato di Worms l'Ossola venne aggregata al Regno di Sardegna. Sotto il profilo amministrativo Macugnaga, come tutta la Bassa Ossola, venne inclusa nella Provincia di Pallanza e inserita nel Mandamento di Vogogna poi soppresso nel 1818 e passando al nuovo mandamento di Bannio, il quale fu riassegnato alla Provincia dell'Ossola. Con la nascita del Regno d'Italia la Provincia dell'Ossola fu trasformata in Circondario e venne inclusa nella Provincia di Novara. Macugnaga appartenne a questa Provincia sino al 1992, anno di istituzione della nuova Provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
La tradizione alpinistica
Come la vicina Alagna Valsesia, posta a sud oltre il colle del Turlo, Macugnaga vanta una grandissima storia alpinistica legata soprattutto alla famosa parete est del Monte Rosa, la più alta delle Alpi. Con la sua prominenza di 2.600 metri e una larghezza di circa tre chilometri, la parete, spazzata in continuazione dalle valanghe, è l'unica nel sistema alpino di dimensioni himalayane. La parete è stata frequentata da alcuni tra i più grandi scalatori di tutti i tempi come Matthias Zurbriggen, Julius Kugy, Lucien Devies, Jacques Lagarde, Alessandro Gogna, Ettore Zapparoli, Hermann Buhl, Kurt Diemberger, Patrick Gabarrou e Silvio Mondinelli.
Accanto alle grandi imprese che hanno contraddistinto la storia della località anche innumerevoli tragedie: nel cimitero della Chiesa Vecchia, la sezione dedicata agli alpinisti caduti sul Monte Rosa è particolarmente impressionante.
A Staffa, il Museo della Montagna istituito nel 1972, testimonia attraverso un percorso documentato, l'importanza delle pagine di storia alpinistica scritte sulle cime di questa valle. Molte delle più grandi imprese (ma anche delle più grandi tragedie) si sono svolte sulla famosa parete est. Tuttavia, sarebbe sbagliato ridurre tutto alla grande parete, dimenticando altre cime come la Tre Amici 3.727 metri s.l.m. o la Cima di Jazzi 3.804 metri s.l.m., sulle quali si sono svolte imprese altrettanto epiche.
Simboli Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 24 giugno 1929.
Il gonfalone, concesso con DPR del 28 ottobre 1982, è un drappo partito di bianco e di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Il Dorf, ovvero il nucleo antico del paese tra gli abitati di Pecetto e Staffa, con il piccolo villaggio, la Chiesa Vecchia risalente al XIV secolo e il Vecchio Tiglio, l'albero monumentale di oltre 700 anni, simbolo della comunità di Macugnaga. La parete Est del Monte Rosa, gioiello alpino definita "himalayana" per altezza, dimensioni e difficoltà. Il borgo, nelle sue sfaccettature paesaggistiche, naturali, architettoniche (antiche case, fienili, forni del pane, mulini, alcuni risalenti al XVI secolo).
Architetture religiose Chiesa vecchia, in località Dorf Chiesa nuova, nella frazione Staffa Oratorio di San Rocco, nella frazione Motta Oratorio di Santa Maria Addolorata, nella frazione Isella Oratorio di San Giovanni Battista, nella frazione Pestarena Oratorio di San Bartolomeo, nella frazione Stabioli Oratorio della Beata Vergine della Neve, nella frazione Borca Chiesa della Madonna dei Ghiacciai, nella frazione Pecetto
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 14 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano: Romania 9 1,47%
Ripartizione linguistica Secondo un'inchiesta del 2001 realizzata in Valle d'Aosta e nel Piemonte settentrionale mirata a scoprire la distribuzione linguistica attuale, l'83,9% della popolazione parlava italiano, il 14,9% parlava la lingua walser, mentre l'1,1% parlava il dialetto come lingua madre. Nonostante ciò, il 97,8% dichiarava di conoscere l'italiano, il 46,6% il walser, il 13,8% il tedesco standard e il 5,3% lo svizzero tedesco.
Lingua madre2001Italiano83,9%Walser14,9%Altra lingua1,1%
Cultura Musei Il Museo Antica Casa Walser a Borca (Museo Alte Walserhüüs van zer Burfuggu) illustra lo spirito della comunità Walser, con la sua accoglienza, i suoi usi e costumi, i suoi piatti tipici. Il Museo della montagna e del contrabbando, in via ai Prati a Staffa, raccoglie documenti sulle vicende legate alle scalate del Rosa. Presso la frazione di Borca è possibile anche visitare la Miniera d'oro della Guia.
Cinema Il film Quando la notte di Cristina Comencini è stato girato quasi interamente a Macugnaga (molte riprese sono state effettuate al rifugio Zamboni-Zappa).
Geografia antropica Frazioni
Il comune di Macugnaga si compone delle seguenti frazioni: Pecetto, Opaco, Ripa, Dorf, Staffa (sede comunale), Testa, Isella, Motta, Borca, Fornarelli, Pestarena, Stabioli.
Pestarena / In der Mattu Il primo nucleo abitato che si incontra salendo la strada statale è Pestarena, situato su verdeggianti declivi ben individuati dal toponimo In der Mattu (al prato), con cui i Walser battezzarono la località. Nell'abitato sorge la chiesa di San Giovanni Battista (secolo XVII); l'edificio ampliato e ristrutturato nel 1684 fu dotato di cimitero nel 1789, che serve per tutte le frazioni di valle. Solo nel 1950, data la notevole presenza di minatori che aumentò il numero degli abitanti della frazione, la chiesa di Pestarena fu smembrata dalla parrocchia di Santa Maria Assunta e costituita in parrocchiale.
Borca / zer Burfuggu La seconda frazione salendo la valle è Borca, in lingua walser zer Burfuggu, già anticamente sede comunale. Nella parte più antica del paese si trova la chiesa della Beata Vergine delle Nevi (ad Nives), risalente al 1653, che conserva all'interno una serie di notevoli affreschi devozionali. Dalla frazione è possibile raggiungere in breve tempo la vicina Val Quarazza.
Staffa / In d Schtapfú
Staffa è l'attuale capoluogo comunale situato al centro della grande valle glaciale di Macugnaga. Ai margini della frazione si trova la parrocchiale di Santa Maria Assunta la cui costruzione iniziò alla fine del Settecento, in sostituzione della primitiva parrocchiale, da allora denominata per questa ragione Chiesa Vecchia / Zér Altu Chilchu. L'edificio è a pianta rettangolare con una sola e sfarzosa navata e rivolge la sua facciata verso il fondovalle. Il campanile che la affianca fu eretto nel 1936. Una lapide ricorda l'ascensione alla cima Dufour del Monte Rosa compiuta nel 1889 dal sacerdote Achille Ratti, poi divenuto papa con il nome di Pio XI. Poco sopra Staffa sorge il Dorf / z' Duorf, il nucleo originario walser di Macugnaga, con la Chiesa Vecchia ricordata. A Staffa ha sede la stazione di valle della funivia Staffa-Alpe Bill-Monte Moro. Località minori sono ai Prati / In de Matte e Ronco / Im Ròngg.
Pecetto / Zer Tannu (Inferiore e Superiore)
La frazione di Pecetto, ultima tra le frazioni che formano il comune di Macugnaga, ha una chiara vocazione turistica. La frazione si divide in due abitati distinti: Pecetto Inferiore / zer Ondre Tannu e Pecetto Superiore / zer Obre Tannu, all'interno del quale sorge la cosiddetta Casa Pala, dichiarata monumento nazionale - non aperta al pubblico - quale antico e significativo esempio di tipica forma architettonica walser. L'edificio risale alla fine del Cinquecento ed è diviso verticalmente in due parti. La chiesa della Madonna dei Ghiacciai fu edificata, come attesta un'iscrizione sulla facciata dell'edificio stesso, il 2 giugno 1635. A poca distanza da essa, fu eretta già nel 1582 la cappella intitolata a San Rocco e San Giovanni Battista, ancora esistente. A Pecetto sono ubicati gli impianti di risalita delle seggiovie Pecetto-Burky e Burky-Belvedere e la vecchia funivia Pecetto-Pizzo Bianco Piani Alti, dismessa nel 1975.
Altre frazioni Frazioni minori del comune sono: Stabioli / en d Schtabije, la più meridionale località di Macugnaga, raggiungibile solo tramite una comoda mulattiera. Nella parte alta dell'abitato sono visibili i ruderi dell'antico paese, mentre nella parte bassa, più recente, è in corso un accurato piano di recupero. Caratteristico è il piccolo cimitero di minatori, del 1703, a fianco alla Chiesa di San Bartolomeo (sec. XVII);