Lo squalo vipera (Trigonognathus kabeyai ) è una rara specie di squalo squaliforme della famiglia Etmopteridae, nonché l'unico rappresentante vivente del suo genere. È stato rinvenuto nell'Oceano Pacifico al largo del Giappone meridionale, delle isole Bonin, della parte settentrionale della contea di Taitung e delle isole Hawaii nord-occidentali. Questa specie vive sui pendii continentali superiori e presso i monti sottomarini. Potrebbe compiere migrazioni verticali, spostandosi dalle acque prossime al fondale, a 270-360 m di profondità, durante il giorno, ad acque superiori meno profonde, a meno di 150 m, durante la notte. Squalo snello e nero, lungo fino a 54 cm, lo squalo vipera si riconosce per le mascelle strette e triangolari e per i denti ben distanziati, simili a zanne. Presenta inoltre due pinne dorsali munite di spine, denticoli dermici con corone sfaccettate e numerosi fotofori bioluminescenti concentrati sulla superficie ventrale.
Nutriendosi principalmente di pesci ossei, lo squalo vipera cattura le prede protrudendo le mascelle e trafiggendole con i denti. La sua notevole apertura boccale gli consente di inghiottire interi pesci relativamente grandi. La struttura scheletrica e muscolare della testa presenta caratteristiche uniche che sostengono questo meccanismo alimentare, diverso da quello degli altri squaliformi. Questo squalo partorisce piccoli vivi, nutriti dal tuorlo durante la gestazione; la cucciolata comprende probabilmente meno di 26 piccoli. Piccoli numeri di squali vipera vengono catturati accidentalmente con reti a circuizione e reti a strascico di fondo.
Tassonomia I primi esemplari di squalo vipera furono due maschi immaturi catturati al largo del Giappone meridionale dal peschereccio a strascico Seiryo-Maru nel 1986. Il primo, designato come olotipo, misurava 22 cm di lunghezza e fu raccolto al largo di Capo Shiono, a una profondità di 330 m. Il secondo misurava 37 cm e fu raccolto al largo di Hiwasa, nella prefettura di Tokushima, a una profondità di 360 m. Lo squalo venne descritto come nuova specie e nuovo genere dai ricercatori dell'Università di Tokyo Kenji Mochizuki e Fumio Ohe, in un articolo del 1990 pubblicato sul Japanese Journal of Ichthyology. Gli assegnarono il nome Trigonognathus kabeyai: il nome generico deriva dal greco trigonon, «triangolo», e gnathus, «mascella», mentre il nome specifico rende omaggio a Hiromichi Kabeya, capitano del Seiryo-Maru.
Mochizuki e Ohe assegnarono originariamente lo squalo vipera alla famiglia Squalidae, che all’epoca comprendeva tutti i membri dell'ordine Squaliformes, con l'eccezione degli squali delle famiglie Echinorhinidae e Oxynotidae. In uno studio morfologico del 1992, Shigeru Shirai e Osamu Okamura collocarono questa specie nella sottofamiglia degli squalidi Etmopterinae, che oggi la maggior parte dei tassonomisti riconosce come famiglia distinta, Etmopteridae.
Filogenesi ed evoluzione La posizione di Trigonognathus all'interno degli Etmopteridae è incerta. I dati filogenetici morfologici e molecolari sostengono generalmente la suddivisione degli Etmopteridae in due cladi: uno costituito da Etmopterus e Miroscyllium, e l'altro da Centroscyllium e Aculeola. Le analisi filogenetiche hanno collocato variamente Trigonognathus come più vicino all'uno o all'altro clade, oppure in posizione basale rispetto a entrambi, a seconda dei caratteri morfologici, dei marcatori del DNA nucleare e/o dei marcatori del DNA mitocondriale utilizzati.
Sulla base delle stime dell'orologio molecolare, si ritiene che Trigonognathus abbia avuto origine circa 41 milioni di anni fa, durante l'Eocene medio, come parte di una più ampia radiazione evolutiva dei generi di etmopteridi. Il genere è rappresentato in questo periodo dalla specie estinta T. virginiae, i cui denti fossili sono stati rinvenuti in strati di età lutetiana (47,8-41,3 milioni di anni fa) nelle Landes, nella Francia sud-occidentale. Denti fossili praticamente identici a quelli dell'attuale squalo vipera sono noti nella Formazione Cubagua, nel Venezuela nord-orientale, risalente al Miocene superiore e al Pliocene inferiore (11,6-3,6 milioni di anni fa).
Descrizione
Lo squalo vipera ha un corpo snello e cilindrico e una testa moderatamente appiattita, con un muso molto corto e smussato. Dietro i grandi occhi ovali si trovano spiracoli stretti ed ellittici. Le narici sono fessure quasi verticali. Le mascelle sono lunghe e strettamente triangolari, e possono essere protruse dalla testa. I denti sono caratteristicamente simili a zanne e ampiamente distanziati; quelli più anteriori presentano scanalature longitudinali. Su ciascun lato vi sono da sei a dieci file di denti superiori e da sette a dieci file di denti inferiori, oltre a una singola fila dentaria presso le sinfisi superiore e inferiore, cioè i punti mediani delle mascelle. I denti sono più grandi in corrispondenza della sinfisi e diminuiscono di dimensioni verso gli angoli della bocca. Quando la bocca è chiusa, il dente sinfisiale superiore si sovrappone a quello inferiore, mentre i denti laterali si incastrano tra loro. Sono presenti cinque fessure branchiali, con il quinto paio più lungo degli altri.
Le pinne sono piccole e molto sottili. Le pinne pettorali sono arrotondate e simili a lobi. Le due pinne dorsali sono posizionate circa a metà tra le pinne pettorali e quelle pelviche. Ciascuna pinna dorsale porta anteriormente una spina leggermente scanalata; la seconda spina dorsale è più lunga della prima. La pinna anale è assente e il peduncolo caudale è privo di carene o incisure. Il lobo superiore della pinna caudale è più grande di quello inferiore e presenta un'incisura sul margine posteriore. La pelle, a eccezione delle pinne, è fittamente ricoperta da denticoli dermici disposti irregolarmente e non sovrapposti. Ogni denticolo ha una forma rombica rigonfia, con 10-40 faccette sulla corona. Lo squalo vipera è nero, con distinte marcature più scure sulla parte ventrale. Queste marcature contengono un gran numero di minuscoli fotofori produttori di luce; altri fotofori sono sparsi più radiamente sul resto del corpo, oltre che in una chiazza traslucida sulla palpebra superiore. Le pinne sono traslucide e l'estremità del lobo superiore della pinna caudale è nerastro. Il maschio più grande conosciuto misura 47 cm di lunghezza e pesa 0,43 kg, mentre la femmina più grande conosciuta misura 54 cm e pesa 0,76 kg.
Distribuzione e habitat La maggior parte degli esemplari di squalo vipera è stata raccolta in un'area relativamente ristretta del Pacifico nord-occidentale, al largo della penisola di Kii, in Giappone. Alcuni esemplari sono stati inoltre recuperati dagli stomaci di pesci predatori catturati presso le isole Bonin. Un esemplare è stato pescato sul monte sottomarino Hancock, situato circa 300 km a nord-ovest dell'atollo di Kure, nelle isole Hawaii nord-occidentali. Durante il giorno, questa specie è stata catturata vicino al fondale, nei tratti superiori dei pendii continentali e dei monti sottomarini, a profondità di 270-360 m. Di notte, invece, è stata catturata tra la superficie e i 150 m di profondità, in acque profonde oltre 1,5 km. Questo schema suggerisce che lo squalo vipera compia una migrazione verticale giornaliera, trascorrendo il giorno in acque più profonde e risalendo verso la superficie durante la notte; tale spostamento quotidiano potrebbe essere legato all'alimentazione.
Biologia ed ecologia
Lo squalo vipera si nutre principalmente di pesci ossei, in particolare pesci lanterna dei generi Benthosema e Diaphus, ma cattura anche crostacei. Le sue lunghe mascelle e i denti sottili sono adattati ad afferrare, più che a tagliare, al contrario delle mascelle corte e dei denti inferiori seghettati degli altri squaliformi, adatti a staccare brandelli di carne. Le prede vengono afferrate mediante una rapida estensione delle mascelle e inghiottite intere; lo squalo può consumare pesci lunghi quasi il 40% della propria lunghezza. Lo squalo vipera è l'unica specie di squaliforme priva di muscolo suborbitale, normalmente responsabile della protrusione in avanti delle mascelle durante il morso. La protrusione mandibolare è invece prodotta dall'osso iomandibolare, articolato al cranio in modo tale da potersi muovere verso il basso e in avanti. Questa disposizione unica aumenta sia la distanza a cui lo squalo può protrudere le mascelle, sia l'ampiezza dell'apertura boccale, in senso verticale e orizzontale.
Tra i predatori noti dello squalo vipera figurano il tonno obeso (Thunnus obesus) e il Taractichthys steindachneri. Come gli altri membri della sua famiglia, questa specie è vivipara: partorisce piccoli vivi, con gli embrioni in sviluppo sostenuti fino al termine della gestazione dal tuorlo. Le femmine adulte possiedono due ovaie funzionali e due uteri funzionali. Due degli esemplari femminili registrati contenevano rispettivamente 25 e 26 uova mature; nel congenere affine centroscillio nero (Centroscyllium fabricii), il numero di uova mature in una femmina è leggermente superiore al numero degli embrioni risultanti, il che suggerisce per lo squalo vipera una cucciolata inferiore a 26 piccoli. Maschi e femmine raggiungono la maturità sessuale rispettivamente a circa 43 e 52 cm di lunghezza.
Interazioni con l'uomo Lo squalo vipera non ha alcun valore economico. Viene catturato molto raramente come cattura accessoria nelle reti a circuizione e nelle reti a strascico di fondo impiegate per altre specie, sebbene non sia noto quale effetto, se presente, la pesca abbia sulla sua popolazione. La IUCN lo ha classificato come specie a rischio minimo (Least Concern).
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Etmopteridae Categoria:Taxa descritti nel 1990