La casa di reclusione di Milano-Opera, nota come carcere di Opera, è un istituto penitenziario italiano aperto nel 1987, con ingresso in via Camporgnago 40 a Milano, sebbene la struttura ricada in parte anche nel territorio comunale di Opera (MI). Dispone di 918 posti regolamentari e nel settembre 2026 ospitava circa 1.400 detenuti; il suo reparto per i detenuti sottoposti al regime dell'articolo 41-bis è il secondo in Italia per numero di detenuti, dopo quello della casa circondariale dell'Aquila.

Storia L'istituto è stato costruito negli anni ottanta ed è entrato in funzione nel 1987.

All'esterno del muro di cinta sorge un edificio a pianta cubica destinato ad aula bunker per i processi di criminalità organizzata. Deciso a metà degli anni novanta dai vertici degli uffici giudiziari milanesi, il progetto è rimasto incompiuto per decenni. Nel 2015 il Giornale stimava in oltre 11 milioni di euro la spesa già sostenuta e segnalava che la strada di accesso autonoma prevista verso via Paolo Borsellino non era mai stata realizzata: l'aula sarebbe quindi raggiungibile solo attraversando il carcere. Sulla vicenda la Corte dei conti aveva aperto un procedimento per danno erariale. Nel luglio 2021, a venticinque anni dall'avvio del progetto, il cantiere risultava ancora aperto, con almeno 12 milioni di euro stanziati e un ulteriore finanziamento di un milione e mezzo.

Il piano straordinario per l'edilizia penitenziaria del 2013 prevedeva a Opera un nuovo padiglione da 400 posti. Alla fine del 2018 il cantiere era fermo per il fallimento dell'impresa appaltatrice; nel giugno 2022 l'edificio risultava quasi completato ma non ancora aperto e nel febbraio 2026 il Ministero della giustizia ne indicava in corso il collaudo, con una capienza di 392 posti.

Struttura Il complesso è articolato in due reparti detentivi principali con pianta a T, ciascuno di quattro piani con tre sezioni da 25 celle per piano, per circa 300 celle a reparto. Vi si affiancano una sezione per i detenuti semiliberi e ammessi al lavoro all'esterno, il centro diagnostico-clinico, un'ala di isolamento e il reparto riservato ai detenuti in regime di 41-bis. Il primo reparto ospita i circuiti di alta sicurezza (AS1 e AS3), la sezione di accoglienza per i nuovi giunti, un piano a sorveglianza particolare. Vi si trovano anche le due sezioni a celle singole del «Progetto Vela», un programma trattamentale a regime aperto rivolto a detenuti tossicodipendenti, per un totale di 50 posti. Il secondo reparto è interamente destinato alla media sicurezza ed è organizzato secondo il modello della vigilanza dinamica. Secondo la direzione, l'istituto dispone di un teatro, quattordici laboratori, due palestre, due biblioteche, quattro luoghi di culto e un campo sportivo.

Popolazione detenuta La casa di reclusione ospita prevalentemente detenuti con condanna definitiva e pene residue superiori ai cinque anni. Al 1º settembre 2026 i detenuti presenti erano 1.378, a fronte di una capienza regolamentare di 918 posti (10 dei quali non disponibili). Il sovraffollamento dura da anni: 1.337 presenti su 918 posti nel dicembre 2018, 1.241 su 901 nel luglio 2022. A quella data la popolazione era così ripartita per circuito: 803 detenuti in media sicurezza, 57 in alta sicurezza 1, 189 in alta sicurezza 3, 101 al 41-bis, 56 ammessi al lavoro all'esterno e 19 semiliberi; gli stranieri erano 316. Al 30 giugno 2026 il personale in servizio contava 545 agenti di polizia penitenziaria su 628 previsti, 38 amministrativi su 54 e 17 educatori su 22.

Il reparto 41-bis è, per numero di detenuti, il secondo in Italia dopo quello dell'Aquila: vi erano detenute 96 persone nel dicembre 2018, 95 al 31 ottobre 2022, su 728 in tutto il paese, e 99 al 9 novembre 2025, contro le 148 dell'Aquila.

Sanità L'istituto dispone di un centro clinico (servizio di assistenza intensificata) con ambulatori specialistici e un presidio medico attivo 24 ore su 24, organizzato su tre turni, uno dei quali dedicato al centro clinico e al reparto 41-bis. Sia l'Associazione Antigone (2018) sia l'Osservatorio carcere dell'Unione delle camere penali (2022) hanno rilevato il sottoutilizzo delle strutture sanitarie e la carenza di specialisti: nel 2022 erano coperti 11 dei 18 posti di medico di reparto e veniva erogata circa la metà delle 450 ore mensili di assistenza psichiatrica previste.

Lavoro e istruzione Nel giugno 2022 i detenuti impegnati in attività lavorative erano 410, di cui 288 alle dipendenze dell'amministrazione penitenziaria e 55 per imprese e cooperative esterne. Nel 2024 il Giornale riferiva di oltre 500 detenuti al lavoro nei laboratori interni, tra cui un'officina che assembla decoder e cavi per Sky con una produzione di circa 500.000 pezzi l'anno, una sartoria e un panificio. Dal 2023 è attiva all'interno dell'istituto una scuola edile, nata da un protocollo tra l'amministrazione penitenziaria, Assimpredil Ance, i sindacati di categoria e la Fondazione Don Gino Rigoldi: nei primi tre anni l'hanno frequentata circa 80 detenuti, 37 dei quali sono stati poi assunti in cantieri esterni.

Sul piano dell'istruzione funzionano tre indirizzi di scuola secondaria superiore e corsi universitari in collaborazione con gli atenei milanesi (Statale, Bocconi e Bicocca); nel 2024 gli studenti universitari erano 107, quaranta dei quali al 41-bis.

Attività e progetti Dal 2008 è attivo il laboratorio di lettura e scrittura Leggere libera-mente, ideato dalla psicologa Barbara Rossi con due operatori penitenziari e gestito dall'associazione Cisproject: partito con tre ore settimanali di lettura, è cresciuto fino a 22 ore di laboratori di scrittura creativa, giornalistica e autobiografica, ha coinvolto nel tempo oltre 400 detenuti e pubblica il giornale In corso d'Opera, premiato con l'Ambrogino d'oro.

Sempre dal 2008 lavora nell'istituto il Gruppo della Trasgressione, fondato dallo psicologo Angelo Aparo e presente anche a San Vittore e a Bollate: riunisce detenuti, ex detenuti, studenti universitari e familiari di vittime della criminalità in incontri settimanali di riflessione sui percorsi che conducono al reato, porta i detenuti nelle scuole per progetti di prevenzione del bullismo e delle tossicodipendenze e, attraverso la cooperativa sociale Trasgressione.net, offre occasioni di lavoro all'esterno come la vendita di frutta e verdura a mercati e ristoranti milanesi. Il gruppo cura inoltre spettacoli teatrali e i concerti della Trsg.band sulle canzoni di Fabrizio De André.

Dal dicembre 2008 lavora nel carcere la compagnia teatrale Opera Liquida, fondata e diretta da Ivana Trettel, che mette in scena spettacoli originali costruiti a partire dai testi dei detenuti.

Tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016 la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti, presieduta da Arnoldo Mosca Mondadori, ha avviato a Opera il laboratorio di produzione di ostie Il senso del Pane, inizialmente con tre detenuti assunti con regolare contratto; le particole, distribuite gratuitamente a diocesi, parrocchie e comunità religiose in Italia e all'estero, sono state donate anche a papa Francesco, che il 9 aprile 2016 ha ricevuto in udienza tre detenuti dell'istituto, e nel 2022 al Congresso eucaristico nazionale (35.000 particole). Il modello è stato poi replicato in altre carceri italiane e in diversi paesi.

La stessa fondazione gestisce dal 2012 un laboratorio di falegnameria e liuteria in cui i detenuti costruiscono strumenti musicali con il legno dei barconi dei migranti approdati a Lampedusa («progetto Metamorfosi»): il primo violino, realizzato a partire dal Natale 2021, è stato benedetto da papa Francesco il 4 febbraio 2022. Gli strumenti compongono l'«Orchestra del Mare», che il 12 febbraio 2024 ha suonato al Teatro alla Scala, con quattordici strumenti ad arco costruiti a Opera, insieme all'Accademia dell'Annunciata diretta da Riccardo Doni e i solisti Mario Brunello, Giovanni Sollima e Gilles Apap; nel gennaio 2026 sono stati suonati dall'Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Riccardo Muti in un concerto tenuto all'interno del carcere (15 violini, 5 viole, 5 violoncelli, un contrabbasso e un clavicembalo).

Dal 2016 l'associazione Nessuno tocchi Caino tiene nell'istituto, con cadenza mensile, i laboratori «Spes contra Spem»: incontri di dialogo fra detenuti (compresi quelli in ergastolo ostativo e al 41-bis), operatori penitenziari, giuristi, studenti e società civile. Nel carcere l'associazione ha tenuto anche alcuni dei propri congressi, con la partecipazione di detenuti, magistrati, avvocati e parlamentari: fra questi l'ottavo, del dicembre 2019, dedicato all'ergastolo ostativo, e il decimo, del dicembre 2023, nel trentennale della fondazione.

Dall'esperienza dei laboratori è nato il documentario Spes contra spem - Liberi dentro (2016), diretto da Ambrogio Crespi e prodotto da Index e Nessuno tocchi Caino, girato a Opera con i detenuti condannati all'ergastolo ostativo e presentato alla 73ª Mostra del cinema di Venezia.

Detenuti di rilievo

Marco Furlan Nino Giuffrè Giuseppe Graviano Benedetto Santapaola Bernardo Provenzano Pietro Maso Salvatore Riina Roberto Savi Francesco Schiavone Giuseppe Setola Gianfranco Stevanin Renato Vallanzasca Vincenzo Vinciguerra Alfredo Cospito Cosimo Di Lauro Fabrizio Corona Giancarlo Galan Guglielmo Gatti Lele Mora Primo Greganti Armando Verdiglione Matteo Boe Marco Mariolini Eros Monterosso delle "Bestie di Satana" Graziano Mesina Francesco Matrone Giovanni Tegano Umberto Bellocco Giuseppe Morabito Gigliola Guerinoni Vincenzo Stranieri Gianstefano Frigerio

Note

Voci correlate Carcere (ordinamento italiano) Articolo 41-bis Carcere di San Vittore Carcere di Bollate Casa circondariale dell'Aquila Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria

Collegamenti esterni

Opera Categoria:Architetture di Opera (Italia)