La porcellana è un particolare tipo di ceramica, che si ottiene a partire da impasti con presenza di caolino, feldspato e per cottura a temperature tra i 1300 e i 1400 °C.

La porosità aperta è nulla, quella chiusa può raggiungere anche valori del 5%. Il materiale è di fase vetrosa, per cui la componente cristallina non supera il 40%. La porcellana viene suddivisa in base a differenti criteri, uno dei quali è la temperatura di cottura. La porcellana dura è formata da un impasto di caolino, feldspato e quarzo e richiede una temperatura maggiore di 1280 °C; la porcellana tenera si cuoce intorno ai 1200 °C. La porcellana presenta un rivestimento trasparente che viene applicato in crudo o dopo una prima cottura a temperature tra 800/900 °C. Il prodotto precotto per la smaltatura viene denominato degourdi.

I componenti del rivestimento sono gli stessi dell'impasto, ma in proporzioni tali da conferire alla miscela una maggiore fusibilità. Per un maggiore grado di bianco, la cottura della porcellana si effettua con un primo periodo di riscaldamento in atmosfera ossidante, una fase ad elevata temperatura in atmosfera riducente e un processo di raffreddamento in atmosfera neutra.

Storia Le origini in Estremo Oriente

Cina La porcellana è stata prodotta per la prima volta in Cina, si suppone durante la dinastia Tang, che durò dal 618 al 907. In effetti durante la precedente dinastia Han già si produceva una porcellana dura di colore grigiastro, che oggi viene definita "protoporcellana". La produzione di epoca Tang consisteva soprattutto in vasetti monocromi.

Durante la Dinastia Song (960-1279) si ottenne porcellana di ottima qualità e conseguentemente l'imperatore decise di istituire fabbriche imperiali per la realizzazione dei pezzi destinati alla corte. La porcellana di quest'epoca era tipicamente smaltata in celadon, smalto vetroso che va dal verdazzurro della giada al grigioverde.

Con l'avvento della dinastia Ming (1368-1644) la porcellana dura in Cina raggiunse la maggior produzione e diffusione. Fin dalla dinastia Song si distinse la città di Jingdezhen, dove vennero prodotte le opere di maggior prestigio. La smaltatura bianca e blu, amata ed esportata fin dalla dinastia Yuan, divenne celebre agli occidentali, in particolar modo in Europa, proprio durante la dinastia Ming.

Durante il periodo Qing (1644-1912) si affermarono varie "famiglie" di porcellana colorata, come la "famiglia rosa" e la "famiglia verde".

Corea Verso il 1100 la produzione si diffuse con apprezzati risultati artistici anche in Corea. Gli oggetti più conosciuti realizzati in questo paese sono le ceramiche celadon del periodo Goryeo (o Koryŏ) (918-1392). Caratteristiche di essi sono le forme lobate e scanalate, spesso a tripode.

Giappone

Nel 1510 l'arte della porcellana raggiunse il Giappone. Dopo che l'argilla da porcellana (caolino) fu scoperta nelle sue vicinanze nel 1616 il maggiore centro di produzione di porcellana giapponese divenne la città di Aritanel feudo di Saga, nel nordovest dell'isola di Kyūshū. In questa città si svilupparono due distinti stili, conosciuti come Imari e Kakiemon.

Le porcellane di Imari generalmente sono dipinte con una decorazione in blu cobalto e rosso ossido di ferro su sfondo bianco. Le decorazioni rappresentano piante e temi floreali. Nelle porcellane Kakiemon, invece, vengono impiegati anche colori a smalto diversi dal blu e dal rosso, come il verde e il rosa, mentre il fondo è sempre bianco. I disegni sono asimmetrici e coprono poco il fondo bianco.

Anche altri daimyō aprirono proprie manifatture di porcellana, come quella di Hirado della famiglia Matsura, quella di Kutani nel feudo di Kaga o Kanazawa, o come quella di Satsuma, nel sud di Kyūshū.

L'arrivo della porcellana in Europa La prima testimonianza scritta in Europa relativa alla porcellana risale al Milione di Marco Polo, nel XIII secolo, che descrivendo la città di Tiungu o Tinuguisecap. CLVIII dell'edizione a cura di L.F. Benedetto, 1928; cap. 153 dell'edizione a cura di V. Pizzorusso Bertolucci dice che vi si "producono le più belle scodelle di porcellana del mondo".

A partire dalla stessa epoca arrivarono in Europa i primi oggetti di porcellana attraverso la Persia, l'Egitto, Costantinopoli e VeneziaEnciclopedia Italiana voce Porcellana per entrare a far parte dei tesori dei sovrani e delle cattedrali. Tuttavia la sua composizione rimase a lungo un mistero. Veniva definita oro bianco e divenne un prodotto di altissimo lusso.

A metà Cinquecento i mercanti olandesi riuscirono a stabilire accordi commerciali per importare la porcellana cinese, stabilendone il commercio nella città di Delft. Successivamente fu commerciata dalle Compagnie delle Indie. A partire da tale momento la porcellana si diffuse nelle classi agiate e divenne oggetto di uso quotidiano. In proposito, una delle principali cause della diffusione della porcellana in Europa fu l'estendersi dell'uso di bevande calde in tazza: tè, caffè, cioccolata.

Le prime produzioni di porcellana in Europa: la pasta tenera Gli europei tentarono svariate volte di raggiungere la perfezione della porcellana dura cinese, senza tuttavia riuscirci. Risultati di qualche valore furono conseguiti solo nella Firenze del Cinquecento, dove i laboratori di alchimia di Francesco I de' Medici, già intorno al 1575, riuscirono ad ottenere un tipo di porcellana a pasta tenera nota appunto come Porcellana Medicea; imperfetta sul piano tecnico (bollicine, screpolature, ecc.), veniva decorata a motivi blu cobalto, vagamente ispirati alla contemporanea produzione cinese. Se ne conoscono in tutto una cinquantina di pezzi. Non sembra, tuttavia, che la produzione sia sopravvissuta alla morte di FrancescoUlrich Middeldorf: Porcellana Medicea, in Palazzo Vecchio: committenza e collezionismo medicei (Catalogo della Mostra), Firenze 1980, pp.181-186, né che tali esperimenti abbiano avuto conseguenze per la successiva storia della porcellana europea.

La produzione si affinò in seguito e sorsero importanti centri di produzione in Italia, in Inghilterra e in Francia, ritenuto il centro più importante. La prima fabbrica di porcellana a pasta tenera in Francia fu aperta a Rouen, nel 1673Artificial Soft Paste Porcelain - France, Italy, Spain and England Edwin Atlee Barber p.5-6Porcelain Edward Dillon p.239 Si trattava di una pasta "fritta" inventata dal vasaio Louis Poterat. I disegni erano bianchi e blu come sulle ceramiche dell'epoca. La manifattura di Rouen fu chiusa nel 1696Antiques a to Z - a Pocket Handbook for Collectors and Dealers Edward Wenham p.105.

Altre manifatture di porcellana aprirono in Francia, sotto la protezione dell'alta nobiltà: il duca di Orléans concesse lettere patenti alla manifattura di Saint-Cloud; il principe di Condé fondò la manifattura di Chantilly; infine, il duca di Villeroy pose sotto il proprio patronato la manifattura di Mennecy.

Le prime fabbriche di porcellana tenera in Inghilterra furono quelle di Chelsea e Bow.

La porcellana dura europea

Meissen Alla fine del 1707 alla corte dell'elettore di Sassonia Augusto il Forte il barone Ehrenfried Walther von Tschirnhaus, aiutato dall'alchimista Johann Friedrich Böttger, trovò una formula per produrre la porcellana dura, ovvero l'aggiunta del caolino. E nel 1710 fu fondata la Königlich-Polnische und Kurfürstlich-Sächsische Porzellan-Manufaktur ("Manifattura di porcellane regia polacca ed elettorale sassone").

Lo stile si ispirò inizialmente ai modelli orientali per forme e decorazioni; successivamente si evolvette seguendo gli stili dell'arte europea (barocco, rococò, neoclassico). Fra i maggiori artisti che lavorarono a Meissen si possono ricordare il pittore Johann Gregorius Höroldt ed il modellatore Johann Joachim Kändler, cui forse si deve l'ideazione del decoro a rilievo, a forma di cestino, tipico di Meissen e noto come ozier.

Inizialmente la Manifattura di Meissen godette di un monopolio di fatto nella produzione di porcellana dura. Successivamente, attraverso una serie di defezioni di collaboratori, i segreti della produzione della porcellana dura si diffusero negli altri stati del Sacro Romano Impero e poi nel resto dell'Europa.

Fra le manifatture dell'area tedesca sono famose la Manifattura imperiale di porcellane di Vienna, la Regia manifattura di porcellane di Berlino e la manifattura di Nymphenburg.

Tra gli artisti germanici di questo periodo va menzionato il pittore di ceramiche Ignaz Bottengruber.

La manifattura Ginori di Doccia e Richard-Ginori In Italia la prima fabbrica di porcellana dura fu quella di Vezzi a Venezia, fondata nel 1720, ma ebbe vita breve.

Nel 1735 fu fondata, a Sesto Fiorentino, la Manifattura di Doccia, ad opera del marchese Carlo Ginori. L'intento era di fornire ad un paese dedito soprattutto all'agricoltura nuovi orizzonti commerciali che lo aiutassero a uscire da una forte crisi politica segnata dalla successione dei Medici verso i Lorena. Nel 1741 la manifattura ottenne la privativa dal granduca di Toscana Francesco III di Lorena.

Ginori investì molto sul progetto, sia per aiutare le maestranze a superare i problemi tecnici e di approvvigionamento delle materie prime, sia per fornire agli artisti riferimenti culturali di pregio. Acquistò varie opere tardo barocche di valore, pubblicazioni di arte e di architettura, calchi di opere d'arte, cammei, terrecotte, sculture, cereAlessandro Biancalana (a cura di), Quando la manifattura diventa arte. Le porcellane e le maioliche di Doccia, ETS, Pisa, 2005.

I primi due decenni di attività furono pionieristici, e produssero soprattutto gruppi di statue, servizi da tavola e bassorilievi istoriati per decorarli. Capo pittore della manifattura era Johann Carl Wendelin Anreiter von Zirnfeld. Tuttavia l'impegno ripagò dello sforzo e nello spazio di pochi decenni la manifattura divenne un'azienda di notevoli dimensioni; nel 1774 occupava già oltre 100 operai e fabbricava maioliche e porcellane da arredamento e da tavola di grande gusto artistico, per le quali era conosciuta in tutta Europa. Tipiche di questa produzione sono i decori del tulipano e del galletto, tanto apprezzati da venire prodotti per tutto il secolo.

La produzione ebbe grande successo e diede un tocco squisitamente italiano alle sue opere. Nel 1850 e 1851 venne prodotto il Vaso dei Medici o Vaso Mediceo, un modello destinato ad avere una considerevole fortuna: un vaso di ampie dimensioni dalla forma a campana rovesciata che poggia su un unico piede, spesso di forma quadrata, e presenta due piccole anse in basso. Venne detto così poiché si ispirava alla forma dei grandi vasi marmorei della Villa Medici a Roma. Ne vengono tutt'oggi prodotti diversi esemplari.

Nel 1896, a causa di problemi finanziari, i marchesi Ginori furono costretti a vendere la Manifattura di Doccia al produttore di ceramiche milanese Richard. Nacque così la Richard-Ginori. La Richard-Ginori, ufficialmente fallita nel gennaio 2013, è stata acquistata e rilanciata dal gruppo Gucci a maggio 2013.

Capodimonte e Napoli Nel 1738 Carlo di Borbone sposò Maria Amalia di Sassonia, nipote di Augusto il Forte, che aveva patrocinato la prima fabbrica di porcellana dura europea. Carlo volle avviare una produzione che fosse alla pari di quella, ormai famosissima, di Meissen e fece avviare i lavori per la prima fabbrica.

Questa sorse nel 1743 poco distante dal suo palazzo, sulla collina di Capodimonte e venne quindi detta Real Fabbrica di Porcellana di Capodimonte. Furono addetti alla fabbrica pochi artigiani specializzati: Livio Vittorio Schepers e Giovanni Caselli furono incaricati dell'impasto; lo scultore fiorentino Giuseppe Gricci venne ingaggiato come modellatore; il pittore era Giuseppe Della Torre.

Nel 1759, tuttavia, Carlo successe a Filippo V come Re di Spagna e diede ordine che tutta la produzione, artisti e operai inclusi, venissero in blocco trasferiti presso il Palazzo Reale del Buen Retiro, a Madrid. Qui la fabbricazione cessò nel 1808.