La rivoluzione neolitica o rivoluzione del neolitico, detta anche transizione demografica del neolitico, rivoluzione agricola o prima rivoluzione agricola, fu la transizione su larga scala di molte delle culture umane durante il periodo neolitico da uno stile di vita di caccia e raccolta e nomadismo a uno di agricoltura e sedentarietà, favorendo un incremento della popolazione umana. Fu in queste prime comunità sedentarie che divenne possibile fare osservazioni ed esperimenti con le piante e su come nascessero e crescessero. Questo nuovo tipo di conoscenza portò alla coltivazione delle piante.Compare:
Descrizione I dati archeologici mostrano che la coltivazione di svariati tipi di piante ebbe inizio in luoghi diversi e separati in tutto il mondo nell'epoca geologica dell'Olocene, all'incirca anni fa. Fu la prima rivoluzione storicamente verificabile del mondo che riguardasse l'agricoltura. Secondo alcuni la rivoluzione neolitica ampliò enormemente la diversità del cibo disponibile, portando come risultato all'aumento della qualità dell'alimentazione dell'uomo, secondo altri, che si sono basati sugli esami comparati degli scheletri, gli agricoltori a differenza dei cacciatori-raccoglitori, soffrirono di diverse patologie correlate alla peggiore alimentazione, all'intenso lavoro e alla facilità di malattie infettive.
La rivoluzione neolitica comportò molto più dell'adozione di una serie limitata di tecniche di produzione del cibo. Durante i millenni successivi implicò la trasformazione dei piccoli gruppi nomadi di cacciatori-raccoglitori che avevano dominato fino ad allora la preistoria umana in società sedentarie (non nomadi), residenti in villaggi e città stabili. Queste società andarono a modificare radicalmente il proprio ambiente naturale per mezzo della coltivazione, con attività annesse come l'irrigazione o la deforestazione, che portava alla produzione di un surplus di cibo. Ulteriori sviluppi furono l'addomesticazione degli animali, l'inizio della lavorazione della ceramica, la creazione di attrezzi in pietra levigata e la costruzione di case rettangolari.
Questi mutamenti fornirono la base per lo sviluppo di amministrazioni centralizzate, strutture politiche, ideologie gerarchiche, sistemi di trasmissione della conoscenza non personali (cioè la scrittura), insediamenti densamente popolati, sistemi di divisione e specializzazione del lavoro, reti commerciali, e per la nascita dell'arte non trasportabile e dell'architettura e della proprietà personale come ricchezza. Mario Vegetti sottolinea la dinamica economica che è sottesa a questo processo: "La rivoluzione agricola non sarebbe stata possibile senza una decisione sociale, che rafforza la coesione delle comunità neolitiche", quella cioè di non consumare immediatamente il prodotto del raccolto, "ma di conservarne una parte, da destinare alla semina".Mario Vegetti, Dalla rivoluzione agricola a Roma, ed. Zanichelli, Bologna, 1993, p. 22. La prima civiltà nota fu quella sumerica, che si sviluppò nella Mesopotamia meridionale all'incirca anni fa; la sua comparsa segnò inoltre l'inizio dell'età del bronzo.
Il rapporto tra gli aspetti del neolitico sopra menzionati e la comparsa dell'agricoltura, la sequenza della loro stessa comparsa e la relazione empirica tra di loro nei vari siti archeologici del neolitico, rimangono oggetto di dibattito accademico e variano di luogo in luogo, invece di rappresentare l'esito delle leggi universali dell'evoluzione sociale."The Slow Birth of Agriculture" , Heather Pringle È nella zona del Levante che si ritrovano le tracce dei primi sviluppi della rivoluzione del neolitico intorno al a.C., proseguendo in altri siti della zona più ampia della Mezzaluna Fertile.
Transizione all'agricoltura
Il termine "rivoluzione neolitica", o "rivoluzione del neolitico", è stato creato da Vere Gordon Childe nella sua opera Man Makes Himself del 1936. Childe introdusse questa idea del primo evento di una serie di rivoluzioni agricole nella storia del Medio Oriente. Questo periodo viene descritto come una "rivoluzione" per sottolinearne l'importanza, il grande significato e il grado di cambiamento che influenzò le comunità in cui vennero gradualmente adottate e poi affinate le nuove pratiche agricole.
L'inizio di questo processo è stato datato dal all' a.C. nella Mezzaluna FertileThissen, L. "Appendix I, The CANeW 14C databases, Anatolia 10,000–5000 cal. BC." in: F. Gérard and L. Thissen (eds.), The Neolithic of Central Anatolia. Internal developments and external relations during the 9th–6th millennia cal BC, Proc. Int. CANeW Round Table, Istanbul 23–24 November 2001, (2002) e forse all' a.C. nel sito archeologico di Kuk in Papua Nuova Guinea. Questa transizione sembra associata ovunque con passaggio da uno stile di vita generalmente nomade di caccia e raccolta ad uno sedentario, su base agricola, con l'inizio della domesticazione di varie specie di piante ed animali – a seconda di quali specie fossero disponibili localmente e probabilmente sotto l'influenza della cultura locale. Moderne ricerche archeologiche suggeriscono che in alcune regioni, come la penisola del sud-est asiatico, il passaggio da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori sedentari non sia stato lineare, ma specifico di ogni singola regione.
In particolare il ritrovamento del complesso di costruzioni in pietra Göbekli Tepe in Turchia, quasi certamente costruito da cacciatori-raccoglitori ha rimesso in discussione l'idea che i cacciatori-raccoglitori fossero sempre nomadi.
Esistono diverse teorie (che non escludono necessariamente l'un l'altra anche se si trovano sostanzialmente in competizione) riguardanti i fattori che portarono queste popolazioni a sviluppare l'agricoltura. Le più significative sono: La teoria delle oasi, postulata in origine da Raphael Pumpelly nel 1908, e proposta al pubblico da Vere Gordon Childe nel 1928 nella sua opera Man Makes Himself. Questa teoria afferma che con l'inaridimento del clima dovuto allo spostamento verso nord delle depressioni atlantiche, le comunità vennero confinate nelle oasi, dove furono costrette a convivere con gli animali, i quali vennero quindi addomesticati insieme alle piante da seme. Ad ogni modo, questa teoria gode oggi di un limitato sostegno tra gli archeologi, dopo che i dati climatologici moderni hanno dimostrato che la regione divenne più umida, invece che più arida.Scarre, Chris (2005). "The World Transformed: From Foragers and Farmers to States and Empires" in The Human Past: World Prehistory and the Development of Human Societies (Ed: Chris Scarre). London: Thames and Hudson. p. 188. La teoria delle Hilly Flanks o dei fianchi montuosi, proposta da Robert Braidwood nel 1948, sostiene che l'agricoltura abbia avuto inizio sui fianchi dei monti del Tauro e dei monti Zagros, dove il clima non era arido come riteneva Childe e la terra fertile supportava una grande varietà di piante ed animali inclini alla domesticazione.
Il modello del banchetto (o feasting model) di Brian Hayden sostiene che ciò che portò alla comparsa dell'agricoltura fu l'ostentazione del potere, come l'imbastimento di festività per esercitare il dominio. Ciò richiedeva l'assembramento di grandi quantità di cibo, cosa che portò alla tecnologia agricola. Le teorie demografiche proposte da Carl Sauer ed adattate da Lewis Binford e Kent Flannery postulano una popolazione sempre più sedentaria che aumentava di numero fino a raggiungere la capacità di sostentamento dell'ambiente naturale e quindi richiedeva più cibo di quello che poteva essere raccolto. La teoria evolutiva/intenzionale, sviluppata da David Rindos ed altri, considera l'agricoltura come un adattamento evolutivo delle piante e degli esseri umani. A partire dalla domesticazione delle piante selvatiche, ha portato alla specializzazione su scala locale e poi alla domesticazione a pieno titolo. Peter Richerson, Robert Boyd e Robert Bettinger propugnano l'idea che lo sviluppo dell'agricoltura sia coinciso con clima sempre più stabile all'inizio dell'olocene. Il libro di Ronald Wright, A Short History of Progress ha reso nota al grande pubblico questa ipotesi. L'ipotesi dell'impatto cosmico del Dryas recente postula l'impatto di uno o più oggetti siderali, evento il quale viene ritenuto responsabile dell'estinzione della megafauna del periodo quaternario e della fine dell'ultima era glaciale. Questo evento può aver anche prodotto le circostanze che portarono all'evoluzione delle società agricole al fine di sopravvivere. La rivoluzione agricola stessa è perciò un riflesso di un tipico fenomeno di sovrappopolazione di alcune specie in seguito ad eventi iniziali di un periodo di estinzione; questa sovrappopolazione finisce per accrescere la forza dell'evento di estinzione. Leonid Grinin afferma che qualsiasi fossero le piante coltivate, la scoperta indipendente dell'agricoltura avvenne sempre in ambienti naturali specifici (ad esempio, il sud-est asiatico). Si suppone che la coltivazione dei cereali abbia avuto inizio da qualche parte nel Medio oriente, sulle colline della Palestina o in Egitto. Sulla base di ciò Grinin arriva a datare l'inizio della rivoluzione agricola in un intervallo tra i ed i anni fa, anche se in alcuni casi le prime piante coltivate o le prime ossa di animali addomesticati risalgono perfino a 14- anni fa.Grinin L.E. Production Revolutions and Periodization of History: A Comparative and Theoretic-mathematical Approach. / Social Evolution & History. Volume 6, Number 2 / September 2007 Andrew Moore ha suggerito che l'evoluzione neolitica abbia avuto inizio in più lunghi periodi di sviluppo nel Levante, probabilmente durante il paleolitico superiore. Nella sua opera "A Reassessment of the Neolithic Revolution", Frank Hole espande ulteriormente il rapporto tra l'addomesticamento degli animali e la domesticazione delle piante. Egli ha indicato che gli eventi della transizione all'agricoltura possono essere avvenuti indipendentemente in periodi differenti di tempi, in luoghi forse ancora oggi sconosciuti. Ha notato che non è mai stato scoperto un sito archeologico che mostri tracce di processi di transizione da uno stile di vita ad un altro. Si è accorto inoltre che non si trova traccia di una compresenza di più tipologie di animali addomesticati (capre, pecore, bovini e maiali) fino al sesto millennio a.C. nel sito di Tell Ramad. Hole arriva quindi alla conclusione che "è necessario porre attenzione a future ricerche nelle zone occidentali del bacino dell'Eufrate, probabilmente arrivando fino alla penisola arabica, specialmente negli wadi, dove andavano a confluire le acque piovane."
Raccolta primitiva dei cereali (23 000 anni fa)
L'analisi delle tracce d'uso di cinque lame di selce levigata ritrovate nel sito di Ohalo, un accampamento di pescatori-cacciatori-raccoglitori risalente a anni fa sulle sponde del Mar di Galilea, nel nord di Israele, ha fornito una delle prove più antiche dell'uso di attrezzi per la raccolta dei cereali. Il sito di Ohalo risale al periodo di passaggio tra il paleolitico superiore ed il mesolitico e viene ritenuto appartenente ad entrambi i periodi.