Fermo è un comune italiano di abitanti, capoluogo della provincia omonima nelle Marche.
Il centro della città dista circa 6 chilometri dal mare Adriatico e custodisce al suo interno il teatro dell'Aquila dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità nel 2026, insieme ad altri nove teatri del centro Italia. È sede arcivescovile.
Geografia fisica
Fermo sorge sulla vetta e lungo le pendici del Colle Sàbulo (), così denominato probabilmente perché di formazione prevalentemente arenacea (in latino sabŭlum = sabbia).
Il Colle Sàbulo è dominato dalla mole della Cattedrale dedicata a Santa Maria Assunta. Con i suoi 319 metri di altezza è possibile osservarlo da diversi km di distanza
La città si presenta divisa in due parti: la parte storica, cresciuta attorno e sulla sommità del colle Sabulo, rimasta quasi intatta nei secoli con il suo aspetto medioevale, e una parte nuova.
Territorio Il territorio di Fermo è delimitato a sud dal fosso San Biagio e dal crinale che attraversa la località Madonna Bruna, e a nord dal fiume Tenna, con diverse aree oltre il fiume (per esempio Campiglione e Villa San Claudio).
Fermo ha di litorale a sud di Porto San Giorgio (località Marina Palmense) e di litorale a nord (località Lido di Fermo, Casabianca e Lido San Tommaso).
Alcune aree comunali sono exclave: Boara (, confinante a nord con Montegiorgio, a sud con Belmonte Piceno e Grottazzolina, e a est con Magliano di Tenna) e Gabbiano (, confinante a nord con Mogliano e Francavilla d'Ete, a sud con Massa Fermana e a est con Montegiorgio; sul lato di Mogliano, questa isola geografica confina con la provincia di Macerata).
Il territorio è punteggiato di abitazioni, secondo l'uso dell'economia agraria mezzadrile, che prevedeva la presenza di una famiglia colonica su ogni appezzamento di terreno anche se formato da pochi ettari.
Clima
La posizione ne caratterizza la tipologia di clima temperato caldo mediterraneo.
Origini del nome Il suo nome sembra derivare dall'aggettivo latino firmus, con il senso di “fedele” oppure “dai certi confini”. Altre ipotesi indicano una provenienza dal sabino Perwom ovvero dall'etrusco Permu, con il significato di “storto”, da porre in relazione con la pianta iniziale della città..
Storia
Scavi archeologici condotti a Fermo, in due distinte aree (contrada Mossa e contrada Misericordia), hanno restituito materiale funerario risalente sino ai secoli IX-VIII a.C., appartenente alla tipologia proto-etrusca, tanto che gli studiosi hanno definito l'area di Fermo un'isola culturale villanovianasala 13 del Museo Archeologico Nazionale delle Marche dedicata a "Fermo isola culturale villanoviana" ; cfr. anche Civiltà villanoviana. Colonia romana nel 264 a.C., Firmum Picenum in latinoAA.VV. (a cura di L. Polverini), Firmum Picenum, Pisa, 1987 partecipa a varie campagne di guerra, e i suoi abitanti nel 90 a.C. ottengono la cittadinanza romana. Annessa al regno longobardo, e poi al regno dei Franchi. Divenne il centro e il capoluogo della Marca fermana, un'ampia area che si estendeva dal Musone a oltre Vasto (Chieti) e dagli Appennini al mare.
Libero comune alla fine del XII secolo, conobbe successivamente l'avvicendamento di diverse signorie. Nel corso dell’età moderna, la chiusura dei consigli e il restringimento dell’accesso alle magistrature favorirono l’affermazione di un’oligarchia urbana, configuratasi come nobiltà civica. Nel periodo napoleonico fu capoluogo del Dipartimento del Tronto (uno dei tre dipartimenti in cui erano divise le Marche) e in cui erano comprese anche Ascoli e inizialmente anche Camerino. Gli altri dipartimenti erano quelli del Metauro con capoluogo Ancona e del Musone con capoluogo Macerata.
Nel 2004, con la legge 147, è stata istituita la provincia di Fermo, non ereditata dal Regno d'Italia nel 1860, quando il decreto Minghetti, unì il territorio della preesistente delegazione pontificia a quello della delegazione di Ascoli, in un'unica provincia con capoluogo Ascoli Piceno.
Il territorio circostante, corrispondente più o meno alla Provincia di Fermo, è chiamato "Il Fermano".
Simboli
Lo stemma di Fermo è uno scudo, diviso in quattro parti: due di esse contengono un'aquila, due una croce.
Il motto della città è Firmum firmae fidei romanorum colonia (tradotto dal latino, significa Fermo, colonia romana di ferma fede). Romanorum Colonia (Colonia dei Romani in latino); è un onore guadagnato dalla città grazie alla fedeltà assicurata ai Romani nella prima e nella seconda guerra punica. Dal 1336 la città di Fermo era talmente potente che correva il detto: Quando Fermo vuol fermare, tutta la Marca fa tremare.Pasquali Annalinda, Il Fermano. Firmitas romana e storie di mori, in .
Ricorrenze La ricorrenza di maggior rilievo di Fermo è la festività di Maria Assunta, celebrata il 15 agosto. In tale periodo si svolge il Palio.
Il Palio dell'Assunta
A partire dal 1982 si corre, ogni 15 agosto, la Cavalcata dell'Assunta in edizione moderna.
Monumenti e luoghi di interesse Architetture religiose Cattedrale
Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta - L'edificio religioso, dedicato a Maria Assunta in cielo e Chiesa madre dell'omonima arcidiocesi metropolitana, si eleva nella parte più alta della città, presentandosi con il suo prospetto asimmetrico di stile gotico sul margine orientale del piazzale del Girfalco (punto panoramico). Gli scavi del secolo scorso hanno portato in luce resti di un'antica chiesa paleocristiana risalente al VI secolo. Ospita un'ampia cripta ipogea recante come altare un sarcofago del IV secolo con i resti del vescovo martire di Fermo, san Filippo. Accanto alla cattedrale ha sede il Museo diocesano.
Chiese nel centro storico di Fermo
Chiesa della Madonna del Carmine, detta anche Chiesa del Carmine, con annesso convento e antico Palazzo del Monte di Pietà; fu fatta erigere all'inizio del XIV secolo in corso Cefalonia, dal quale vi si accede per breve scalinata. Le venne attribuito il nome di "Santa Maria Novella della Carità", fu poi dedicata alla Madonna del Carmine. Fu costruita in stile gotico, del quale però rimane solo la facciata del monte di pietà con il portale di Marino di Marco Cedrino. Radicali cambiamenti furono apportati nel corso degli anni: nel 1688 venne ampliata, e venne poi ammodernata definitivamente nel 1794 dall'architetto Pietro Augustoni. La facciata, in stile romanico, è in laterizio e lesene in travertino. All'interno appare molto spaziosa: è divisa in tre navate comprendenti possenti colonne con archi a tutto sesto. L'abside è occupata da un padiglione ligneo di età barocca, decorato e dorato, nel quale è inserito il dipinto raffigurante la Natività del pittore Giovan Battista Gaulli.Per la chiesa del carmine Nella chiesa c'è anche una Madonna con Bambino in trono tra Sant'Alberto degli Abati, Santa Caterina d'Alessandria, Santa Lucia e San Girolamo di Antonio Solario, del 1502 circa.Bernard Berenson, Italian Pictures of the Renaissance. Venetian School, 1957, vol. I, pag. 166. Chiesa del monastero di San Girolamo, appartenente al monastero delle Cappuccine, in via Leopardi, ai margini delle antiche mura della città.Per la chiesa del monastero delle cappuccine Chiesa della Pietà, già sede della parrocchia di San Matteo, è sita in corso Cefalonia, quasi difronte alla Chiesa del Carmine; è aperta anche di notte per adorazione eucaristica.Per la chiesa della pietà Chiesa delle Clarisse (intitolata alla Visitazione), con annesso convento di clausura, in via Lattanzio Firmiano.Per la chiesa delle clarisse Chiesa della Madonna del Pianto, in via Garibaldi. Chiesa della Madonna delle Grazie, nel largo omonimo, a fianco di via Sant'Antonio.Per la chiesa della Madonna delle grazie Chiesa di San Domenico, concattedrale, fu costruita a partire dal 1233; la facciata a capanna del 1445 ha sotto l'oculo il portale con arco a tutto sesto; reca sulla destra il portico minore dell'annesso oratorio della Madonna del Rosario. È sita in largo Maranesi, in prossimità di Piazza del Popolo.Per la chiesa di San Domenico Chiesa di San Francesco in largo Mora; fu costruita sul lato orientale della città tra il 1240 e il 1425 (completamento del campanile); la facciata fu modificata nel Settecento, mentre il portale è datato 1604; l'interno, di imponenti proporzioni e restituito al primitivo aspetto dai restauri del Novecento, è costituito da tre navate divise da sei grandi pilastri e dall'abside poligonale; nella cappella laterale, dedicata al Santissimo Sacramento, si trova la tomba di Lodovico Euffreducci del 1527, attribuita ad Andrea Sansovino; il complesso comprende il convento dei frati minori conventuali. Chiesa di San Filippo o Chiesa del Santo Spirito, costruita a partire dal 1594 probabilmente su progetto di Giovanni Antonio Dosio e consacrata nel 1607, è un notevole esempio di architettura secentesca marchigiana. La chiesa venne chiusa per restauro negli anni venti del secolo scorso e rimase inagibile per lungo tempo; attualmente, dopo i restauri, è adibita ad eventi, mostre e concerti. La facciata, rimasta incompiuta, presenta un portale dorico in pietra d'Istria, opera di Giovanni Mistichelli. L'adiacente ex Collegio dei Filippini è oggi sede del Palazzo di Giustizia. Chiesa di San Martino (già Sant'Ignazio), chiesa gesuitica edificata nel 1649 con il titolo di Chiesa del Gesù nell'area della preesistente Chiesa di S. Salvatore, attualmente in via Leopardi; ha all'interno due altari (quello di Santa Francesca Romana e quello della Presentazione della Vergine) disegnati da Andrea Pozzo e realizzati a partire dal 1701. Questi altari costituiscono le uniche opere architettoniche conosciute di Pozzo nelle Marche.P. Cruciani, La chiesa gesuitica di San Martino a Fermo: un intervento inedito di Andrea Pozzo, in Palladio. Rivista di Storia dell'Architettura e Restauro, vol. 39, 2007, pp. 47-54, ISSN 0031-0379. Chiesa di San Michele Arcangelo, già sede di Insigne Collegiata e di parrocchia, in via Bertacchini.Per la chiesa di San Michele Arcangelo Chiesa di San Pietro, già sede di parrocchia, in via Lattanzio Firmiano. Chiesa di San Rocco, in piazza del Popolo, sotto la parte trecentesca del loggiato.Per la chiesa di San Rocco Chiesa di Sant'Agostino, in stile romanico-gotico del XIII secolo e completamente ristrutturata in stile neoclassico. Insieme all'annesso ex convento (oggi sede dell'I.T.T. Montani), è situata in via Montani. È famosa per avere al suo interno una spina che la tradizione ritiene essere quella della corona posta sul capo di Gesù prima di essere crocefisso. La spina è racchiusa in un reliquiario gotico molto prezioso per i materiali e le tecniche di costruzione. Si pensa che il reliquiario sia stato commissionato da fra Agostino Rogeroli a Venezia e sia poi giunto a Fermo. A fianco della chiesa è l'Oratorio di Santa Monica, costruito nel 1425 e originariamente dedicato al Battista del XV secolo, poi passato nel 1623 alla Confraternita di santa Monica. L'interno conserva un ciclo di affreschi raffiguranti le Storie di san Giovanni Battista ed Evangelista, databili alla fine del terzo decennio del Quattrocento ed importante testimonianza del gotico internazionale nelle MarcheAA, VV., Fermo, guida turistica, a cura dell'Archivio comunale di Fermo, Fermo, 2024, pag. 53.. Chiesa di Santa Caterina, del XIII secolo con facciata quattrocentesca, ammodernata nel 1868 da Giovanni Battista Carducci, con annesso convento dei Canonici Regolari Lateranensi, situata in via Brunforte. Chiesa di Santa Lucia, sede di parrocchia, in via Marconi.Per la chiesa di Santa Lucia Chiesa di San Zenone, attualmente chiusa in attesa di restauro a causa del terremoto del 2016; eretta in stile romanico nel 1171, venne completata e consacrata nel 1186; sita in largo Fogliani, è la più antica della città pervenuta fino a noi. Santuario della Misericordia con annesso convento degli Agostiniani Scalzi, in via Augusto Murri.